{"id":16720,"date":"2011-02-20T00:00:00","date_gmt":"2011-02-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/mai-piu-test-nucleari\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:10","slug":"mai-piu-test-nucleari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/02\/mai-piu-test-nucleari\/","title":{"rendered":"Mai pi\u00f9 test nucleari"},"content":{"rendered":"<p>Con lo scambio degli strumenti di ratifica alla recente Conferenza di Sicurezza di Monaco di Baviera, \u00e8 entrato in vigore, dopo non poche vicissitudini, il Trattato \u201cNuovo Start\u201d tra Stati Uniti e Russia, che rafforza, a un livello pi\u00f9 basso, la stabilit\u00e0 strategica e ristabilisce un sistema di verifiche che era venuto meno con il decadimento dello Start I. Questa importante tappa sulla strada della riduzione e del controllo degli armamenti nucleari sul piano bilaterale, rende per\u00f2 ancor pi\u00f9 evidenti le carenze sull\u2019altro fronte del disarmo: quello multilaterale.<\/p>\n<p>Continuano infatti a languire a Ginevra i colloqui sull\u2019avvio di un negoziato per la proibizione della produzione del materiale fissile necessario per fabbricare le armi nucleari (<i>Fissile material cut-off treaty<\/i>, Fmct), ma soprattutto non \u00e8 ancora entrato in vigore il trattato che proibisce gli esperimenti nucleari (<i>Comprehensive Test Ban Treaty<\/i>, Ctbt).<\/p>\n<p><b>Aspettando gli Usa<\/b><br \/>&#278; sull\u2019entrata in vigore del trattato Ctbt che dovrebbe ora focalizzarsi l\u2019attenzione internazionale. Mancano ancora all\u2019appello nove dei 44 paesi alla cui ratifica \u00e8 subordinata l\u2019entrata in vigore di questo trattato finalizzato nel lontano 1996. Si tratta di Cina, Corea del Nord, Egitto, India, Indonesia, Iran, Israele, Pakistan, e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Gli occhi sono puntati, come sempre, soprattutto sugli Stati Uniti, poich\u00e9 una ratifica americana potrebbe fungere da catalizzatore per un\u2019adesione dei rimanenti paesi. La ratifica del Ctbt si trova peraltro ai primissimi posti del programma di disarmo preannunciato dal presidente Obama nel suo storico discorso di Praga dell\u2019aprile 2009 che rilanci\u00f2 le sorti del disarmo e della non-proliferazione a livello internazionale.<\/p>\n<p>Purtroppo le difficolt\u00e0 riscontrate per la conclusione del Nuovo Start, ratificato in extremis dal precedente Senato a costo di concessioni e compromessi, non lasciano ben sperare su una ratifica a breve scadenza del Ctbt, soprattutto ora che la composizione del nuovo Congresso \u00e8 cambiata a sfavore dei democratici. La ratifica del trattato venne gi\u00e0 bocciata dal Senato nel 1999; una seconda sconfitta comporterebbe un\u2019archiviazione definitiva.<\/p>\n<p>In attesa di tempi migliori occorre dunque gettare uno sguardo anche sugli altri paesi che mancano all\u2019appello (l\u2019Italia ha gia\u2019 aderito, assieme a tutti i paesi dell\u2019Ue ). L\u2019Indonesia ha annunciato nel maggio scorso l\u2019intenzione di procedere alla ratifica, che \u00e8 ora attesa con fiduciosa speranza.<\/p>\n<p><b>Spine mediorientali<\/b><br \/>La mancata adesione da parte dell\u2019Iran \u00e8 uno dei principali motivi che fanno dubitare della sincerit\u00e0 degli scopi esclusivamente pacifici dei programmi nucleari di Teheran. Un\u2019adesione al Ctbt porrebbe sotto una luce diversa la controversa questione nucleare iraniana. Una valutazione analoga pu\u00f2 valere anche per la Siria, che si sospetta possa anch\u2019essa lavorare a programmi nucleari clandestini (se ne sta occupando l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, Aiea).<\/p>\n<p>&#278; da apprezzare invece che l\u2019Iraq, uno degli \u201cstati canaglia\u201d (\u201c<i>rogue states<\/i>\u201d) del passato, abbia recentemente firmato, anche se non ancora ratificato, il trattato Ctbt. Analogamente alla Siria, l\u2019Iraq non figura per\u00f2 tra i paesi la cui adesione \u00e8 necessaria per la sua entrata in vigore.<\/p>\n<p>Israele ha partecipato attivamente al negoziato Ctbt negli anni novanta e lo ha sottoscritto; \u00e8 pertanto politicamente vincolata. Non risulta, d\u2019altronde, che abbia effettuato esperimenti nucleari. L\u2019adesione dell\u2019Egitto \u00e8 legata a quella israeliana e alla situazione nucleare mediorientale. &#278; da auspicare che le vicissitudini attuali non mettano a repentaglio la Conferenza, prevista per l\u2019anno prossimo, sulla costituzione di una Zona priva di armi nucleari e di distruzione di massa in Medioriente, di cui proprio l\u2019Egitto \u00e8 stato il pi\u00f9 deciso promotore.<\/p>\n<p><b>Nodi asiatici<\/b><br \/>  Gli esperimenti nucleari effettuati nel 1998 da India e Pakistan furono condannati dal Consiglio di Sicurezza e diedero luogo a sanzioni. La perdurante rivalit\u00e0 e il proseguimento dei programmi nucleari militari da parte di entrambi i paesi lasciano poche speranze che siano essi a fare un primo passo verso la rinuncia agli esperimenti. N\u00e9 \u00e8 probabile che cambi atteggiamento la Corea del Nord che, con le detonazioni effettuate nel 2006 e 2009, non ha esitato ad interrompere una moratoria internazionale di fatto sugli esperimenti che era durata otto anni.<\/p>\n<p>A fronte di una situazione complessa e viste le difficolt\u00e0 degli Stati Uniti, lo sguardo si rivolge anche alla Cina, l\u2019altro paese militarmente nucleare riconosciuto dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) che non ha ancora ratificato il Ctbt. Francia, Regno Unito e Russia, invece, lo hanno gi\u00e0 fatto da oltre dieci anni. &#278; apprezzabile il fatto che Pechino, analogamente a Washington, abbia firmato il trattato e che si sia impegnata a rispettare una moratoria sugli esperimenti.<\/p>\n<p><b>Ratifica irrinunciabile <\/b><br \/>&#278; anche vero che la Cina ha sin ad oggi effettuato un numero di esperimenti inferiore ai rimanenti paesi nucleari riconosciuti. Tuttavia ogni esplosione successiva al 1996 \u00e8 stata condannata dal Consiglio di Sicurezza con il consenso dei suoi membri permanenti. L\u2019organizzazione che assicura l\u2019applicazione del Trattato, la Ctbto, di cui \u00e8 gi\u00e0 in funzione la Commissione preparatoria, \u00e8 in grado di rilevare anche le esplosioni sotterranee. <\/p>\n<p>Un ritorno agli esperimenti &#8211; si pensi solo agli effetti ambientali &#8211; verrebbe universalmente stigmatizzato: non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019opzione percorribile per un paese rispettoso delle norme internazionali. Una ratifica oggi equivarrebbe invece ad una manifestazione di lungimiranza e di leadership, un esempio per l\u2019Asia e il resto del mondo. Si tratta di aderire a una norma che \u00e8 gi\u00e0 patrimonio del comune sentire.<\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con lo scambio degli strumenti di ratifica alla recente Conferenza di Sicurezza di Monaco di Baviera, \u00e8 entrato in vigore, dopo non poche vicissitudini, il Trattato \u201cNuovo Start\u201d tra Stati Uniti e Russia, che rafforza, a un livello pi\u00f9 basso, la stabilit\u00e0 strategica e ristabilisce un sistema di verifiche che era venuto meno con il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[72,84,126,101],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16720"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16720"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61547,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16720\/revisions\/61547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}