{"id":16860,"date":"2011-03-07T00:00:00","date_gmt":"2011-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-dilemmi-della-disuguaglianza\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:06","slug":"i-dilemmi-della-disuguaglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/03\/i-dilemmi-della-disuguaglianza\/","title":{"rendered":"I dilemmi della disuguaglianza"},"content":{"rendered":"<p>Anno dopo anno la popolazione cinese diventa sempre pi\u00f9 ricca, ma anche il divario tra i redditi \u00e8 in costante aumento. Quest\u2019ultimo fenomeno ha due aspetti: il divario tra aree urbane e zone rurali, e quello tra residenti all\u2019interno delle stesse aree urbane. Analizzando i dati dal 1990 fino al 2004, in particolare, si nota che il rapporto tra citt\u00e0 e zone rurali \u00e8 cresciuto da 1,8 fino a 3,4 volte, e da allora \u00e8 rimasto pi\u00f9 o meno stabile. <\/p>\n<p><b>Criteri<\/b><br \/>Un\u2019ulteriore misura del divario di reddito \u00e8 il coefficiente Gini che, su una scala da 0 (massima uguaglianza) a 1 (massima disuguaglianza), vede la Cina gi\u00e0 vicina a quota 0,5, il che indica come in questo paese, che fu un bastione del socialismo reale, oggi una piccola fetta della popolazione detiene un\u2019ampia porzione della ricchezza. Molti analisti ritengono che questa condizione comporti rischi di conflitto sociale che il governo cinese deve rapidamente disinnescare. Ma siamo sicuri che il dibattito abbia ben focalizzato i termini del problema?<\/p>\n<p>In primo luogo occorre notare come l\u2019utilizzo del Pil pro-capite come criterio per quantificare  il reddito personale non sia adeguato, dal momento che il reddito personale \u00e8 soltanto una delle componenti del Pil. Negli ultimi anni, in Cina, a fronte di una crescita del Pil elevata, non si \u00e8 riscontrato un altrettanto veloce incremento dei salari e, quindi, il rapporto tra reddito personale e Pil \u00e8 sceso da un massimo di 65% nel 1990 al 43% di oggi.<\/p>\n<p>Si prenda Shanghai come esempio: sebbene in questa citt\u00e0, considerata la pi\u00f9 ricca della Cina, il Pil pro-capite sia pari a circa 8.300 euro annui, il reddito pro-capite netto si aggira intorno ai 3.200 euro, appena un terzo del valore del Pil pro-capite e al di sotto della media urbana nazionale. Ragionando in questi termini, si scopre poi che il reddito pro-capite a Shanghai \u00e8 soltanto il doppio di quello percepito in citt\u00e0 delle province meno avanzate della Cina, come, ad esempio, il Sichuan. Il divario di reddito tra le aree pi\u00f9 ricche e quelle pi\u00f9 povere della Rpc appare dunque ben pi\u00f9 limitato rispetto alle indicazioni che usualmente vengono fornite.<\/p>\n<p><b>Realt\u00e0 e aspettative<\/b><br \/>Un altro argomento spesso menzionato nel dibattito in Occidente &#8211; ma anche nel mondo accademico cinese &#8211; \u00e8 che la differenza di reddito pu\u00f2 creare tensioni sociali. Non \u00e8 detto. Un\u2019interessante ricerca condotta da Lu Ming, docente di economia presso la Fudan University di Shanghai, mostra come gli individui non provino necessariamente infelicit\u00e0 o insoddisfazione alla vista del benessere altrui. Lu utilizza l\u2019esempio del traffico: quando ci troviamo in auto, bloccati nel traffico, avvertiamo un senso di impotenza e frustrazione: non c\u2019\u00e8 nulla che possiamo fare per migliorare la nostra condizione. Quando, per\u00f2, alcune automobili pi\u00f9 avanti &#8211; non importa quanto distanti, o quanto lentamente &#8211; cominciano a procedere, la frustrazione lascia spazio a un senso di attesa. Adesso c\u2019\u00e8 qualcosa a cui aspirare e, sebbene si sia ancora allo stesso punto, si pu\u00f2 immaginare che venga il nostro turno. Le macchine avanti, che avanzano per prime, possono rappresentare appunto gli strati della popolazione il cui reddito aumenta per primo.<\/p>\n<p>L\u2019aumento del divario di reddito resta una questione da monitorare con attenzione, dal momento che \u00e8 probabile che continui nel corso del prossimo decennio. Non \u00e8 impossibile adottare misure che possano mitigare il problema, come riforme del sistema fiscale, l\u2019aumento delle buste paghe dei lavoratori, e la revisione delle attuali politiche riguardanti i flussi migratori tra zone rurali e citt\u00e0. <\/p>\n<p>Il programma di ricerca del <i>Global Policy Institute<\/i> presso la London Metropolitan University si focalizza oggi proprio su questi temi, esplorando la possibilit\u00e0 di concepire un modello di sviluppo alternativo, che invece di trasformare ex-contadini in cittadini poveri, miri a trasformare il settore agricolo in un business di successo, in modo che il reddito dei contadini possa aumentare senza che questi debbano lasciare le proprie terre.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non \u00e8 prudente \u00e8 cercare di ridurre il divario di reddito nella societ\u00e0 cinese \u201cbloccando le automobili davanti\u201d. Solo se le prime auto si mettono in moto, anche quelle pi\u00f9 indietro possono progredire.<\/p>\n<p>*<font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=575\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a> (marzo 2011), rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali.<\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno dopo anno la popolazione cinese diventa sempre pi\u00f9 ricca, ma anche il divario tra i redditi \u00e8 in costante aumento. Quest\u2019ultimo fenomeno ha due aspetti: il divario tra aree urbane e zone rurali, e quello tra residenti all\u2019interno delle stesse aree urbane. 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