{"id":16890,"date":"2011-03-15T00:00:00","date_gmt":"2011-03-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lincerto-destino-delle-armi-nucleari-usa-in-italia\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:05","slug":"lincerto-destino-delle-armi-nucleari-usa-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/03\/lincerto-destino-delle-armi-nucleari-usa-in-italia\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto destino delle armi nucleari Usa in italia"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante l\u2019esplicito impegno di \u201ccreare le condizioni per un mondo senza armi nucleari\u201d, il nuovo Concetto strategico della Nato, adottato a Lisbona il 19 novembre 2010, ribadisce che \u201cfintantoch\u00e9 ci sono armi nucleari nel mondo, la Nato rimarr\u00e0 un\u2019Alleanza nucleare\u201d. Cinque paesi europei dell\u2019Alleanza atlantica, tra cui l\u2019Italia, ospitano tuttora armi nucleari tattiche (Ant) statunitensi all\u2019interno dei propri confini. Un vivace dibattito si \u00e8 sviluppato in Europa e negli Stati Uniti sul ruolo di tali armi nell\u2019attuale scenario della sicurezza atlantica e sulla possibilit\u00e0 di una loro ulteriore riduzione &#8211; il loro numero \u00e8 gi\u00e0 molto inferiore al passato &#8211; o completa rimozione.<\/p>\n<p><b>Arsenale Europa<\/b><br \/>Sebbene non vi siano dati ufficiali, si stima che siano ancora ospitate 150-200 Ant americane in Belgio (10-20), Germania (10-20), Italia (70-90), Olanda (10-20) e Turchia (circa 50). L\u2019attuale arsenale nucleare, costituito esclusivamente da bombe gravitazionali B-61 \u2013 si tratta quindi di ordigni aviotrasportati &#8211; \u00e8 solo una frazione di quello esistente in Europa nel 1991, che contava 2.480 testate.<\/p>\n<p> Le Ant si caratterizzano per essere armi a corto raggio (inferiore a 500 chilometri) e per il potenziale impiego a sostegno delle operazioni militari sul campo di battaglia. In ambito Nato, la dottrina della \u201crisposta flessibile\u201d attribuiva infatti alle Ant compiti di <i>war-fighting <\/i>sul teatro europeo per contrastare la superiorit\u00e0 convenzionale sovietica e rallentare o fermare l\u2019avanzata dell\u2019Armata rossa.<\/p>\n<p>La presenza di queste armi assolveva inoltre la fondamentale funzione politico-simbolica di rassicurare gli alleati, rafforzando il legame transatlantico e la credibilit\u00e0 dell\u2019impegno americano in difesa del Vecchio continente. Al progressivo attenuarsi della Guerra fredda, a mano a mano che l\u2019utilit\u00e0 militare delle Ant diminuiva, il loro numero veniva drasticamente ridotto, mentre diventava preponderante il loro valore politico.<\/p>\n<p>Nel mutato contesto strategico, la Nato ha preso una serie di provvedimenti operativi, tra cui un significativo allentamento dei criteri di prontezza e l\u2019annullamento dei piani permanenti per le eventualit\u00e0 nucleari in tempo di pace. Attualmente, le forze nucleari dell\u2019Alleanza non hanno pi\u00f9 alcun paese come obiettivo predeterminato.<\/p>\n<p><b>Due scuole di pensiero<\/b><br \/>Schematizzando, il dibattito sulla presenza, ruolo e destino delle Ant in Europa vede contrapposte due principali \u201cscuole di pensiero\u201d. La prima ne chiede il ritiro e sottolinea la necessit\u00e0 di superare un pensiero strategico \u201cda Guerra fredda\u201d, nella convinzione che la fine della contrapposizione tra blocchi abbia reso tali armi militarmente obsolete, un costo inutile, un rischio per la sicurezza e un intralcio agli obiettivi di disarmo globale.<\/p>\n<p>La seconda, favorevole alla loro presenza, enfatizza la rilevanza delle Ant in un ambiente internazionale altamente imprevedibile che richiede una capacit\u00e0 cautelativa di difesa (<i>hedging<\/i>) nei momenti di crisi o in uno scenario futuro in cui il numero delle armi nucleari strategiche sia stato drasticamente ridotto. In questi casi, le Ant possono fornire opzioni \u201csu misura\u201d (<i>tailored<\/i>) e proporzionate per dissuadere o contrastare minacce regionali; servono inoltre per riaffermare l\u2019impegno americano alla difesa degli alleati europei, tenuto conto anche della schiacciante superiorit\u00e0 delle forze nucleari tattiche russe.<\/p>\n<p>Il presidente Barack Obama ha fatto del disarmo nucleare globale uno dei pilastri della politica estera degli Stati Uniti. La<i> Nuclear Posture Review <\/i>americana pubblicata nell\u2019aprile dello scorso anno ha riaffermato la necessit\u00e0 di diminuire il ruolo delle armi nucleari, alla luce anche delle crescenti capacit\u00e0 delle armi convenzionali. Il documento ribadisce tuttavia che le Ant in Europa continuano a svolgere l\u2019importante funzione politica di contribuire alla coesione dell\u2019Alleanza e di rassicurare gli alleati che si sentono esposti a minacce regionali.<\/p>\n<p>Tre paesi che ospitano le Ant &#8211; Belgio, Germania e Olanda &#8211; si sono espressamente dichiarati a favore della rimozione dai loro territori. \u00c8 stata la Germania dopo le elezioni del novembre 2009 ad aprire il dibattito, assumendo la leadership del campo favorevole al ritiro: il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle, leader dei liberal-democratici (Fdp), aveva infatti condizionato il sostegno del suo partito al governo di Angela Merkel a un preciso impegno per l\u2019eliminazione delle Ant, da lui definite \u201cun residuato della Guerra fredda\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ambigua e certamente pi\u00f9 conservatrice \u00e8 invece la posizione della Turchia, che sembra attribuire un maggior valore a queste armi in considerazione della sua particolare collocazione geo-strategica e delle specifiche esigenze di sicurezza del paese anche in relazione al pericolo di uno sviluppo nucleare nel vicino Iran.<\/p>\n<p>Schierata nettamente nel campo conservatore \u00e8 la Francia, che a Lisbona ha fermamente contrastato ogni tentativo di apportare cambiamenti radicali alla politica nucleare della Nato.<\/p>\n<p>Anche altri membri della Nato hanno avanzato riserve sull\u2019opportunit\u00e0 del ritiro. \u00c8 il caso degli stati dell\u2019Europa centro-orientale e del Baltico che, timorosi che si abbassi la guardia nei confronti della Russia, considerano prematura ed azzardata ogni proposta di smantellamento unilaterale.<\/p>\n<p><b>Ambivalenza dell\u2019Italia<\/b><br \/>La posizione dell\u2019Italia \u00e8 caratterizzata da una certa ambivalenza. Da una parte, il paese \u00e8 inequivocabilmente impegnato a sostenere il programma di disarmo nucleare globale e, a questo fine, appare in principio non contrario a mettere in discussione la presenza delle Ant. Dall\u2019altra, continua a dare grande importanza alla solidariet\u00e0 della Nato, e vuole quindi evitare strappi e fughe in avanti che possano incrinare i principi di coesione e indivisibilit\u00e0 della sicurezza euro-atlantica. Di qui l\u2019enfasi posta dall\u2019Italia sulla necessit\u00e0 di tener conto delle percezioni di sicurezza di tutti i partner, compresi quelli che avvertono ancora la necessit\u00e0 di un residuo di rassicurazione nucleare.<\/p>\n<p>Conciliare queste due esigenze in una scelta coerente non \u00e8 facile. Misurandosi con questo dilemma e alla ricerca di un non facile compromesso, l\u2019Italia appare pertanto disponibile, se necessario, a rallentare il processo di riduzione ed eventuale completa eliminazione delle Ant, considerate altrimenti non solo armi di limitato valore intrinseco, ma anche di ostacolo al programma di <i>global zero <\/i>che il nostro paese sostiene con convinzione.<\/p>\n<p><i>Paolo Foradori \u00e8 ricercatore presso la Facolt\u00e0 di Sociologia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento e Marie Curie Fellow presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies, Monterey Institute of International Studies, Usa<\/i>.<\/p>\n<p>Vedi inoltre:<\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1672\" target= \"blank\"><b><u> Mai pi\u00f9 test nucleari<\/u><\/b><\/a> <i>di Carlo Trezza<\/i><\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1630\" target= \"blank\"><b><u> Il Senato Usa rilancia il disarmo nucleare<\/u><\/b><\/a> <i>di Carlo Trezza<\/i><\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1397\" target= \"blank\"><b><u> Nato, attenzione al due di briscola!<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante l\u2019esplicito impegno di \u201ccreare le condizioni per un mondo senza armi nucleari\u201d, il nuovo Concetto strategico della Nato, adottato a Lisbona il 19 novembre 2010, ribadisce che \u201cfintantoch\u00e9 ci sono armi nucleari nel mondo, la Nato rimarr\u00e0 un\u2019Alleanza nucleare\u201d. 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