{"id":16900,"date":"2011-03-16T00:00:00","date_gmt":"2011-03-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-referendum-costituzionale-divide-legitto\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:05","slug":"il-referendum-costituzionale-divide-legitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/03\/il-referendum-costituzionale-divide-legitto\/","title":{"rendered":"Il referendum costituzionale divide l\u2019Egitto"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Egitto si \u00e8 sbarazzato di Mubarak, ma il suo futuro politico rimane ancora molto incerto. Il Consiglio Supremo delle Forze Armate ha preso in mano la direzione temporanea del paese fino alle prossime elezioni, che si dovrebbero tenere in estate. Una volta assunto il potere, il Consiglio ha sospeso la costituzione e ha nominato un Comitato costituzionale con l\u2019incarico di emendare alcuni articoli della costituzione del 1971. Gli emendamenti alla costituzione presentati dal Comitato verranno sottoposti all\u2019approvazione di un referendum popolare il 19 marzo.<\/p>\n<p>La maggior parte delle forze politiche, ad eccezione dei Fratelli Musulmani e dell\u2019ex partito di regime, hanno preso posizione contro gli emendamenti e chiedono l\u2019annullamento del referendum.<\/p>\n<p>L\u2019esito del referendum costituzionale, che rimane incerto, rappresenter\u00e0 un momento importante nella fase di transizione politica dell\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Se vincesse il \u201cs\u00ec\u201d, infatti, il processo di cambiamento politico nel paese potrebbe andare nella direzione voluta dalle forze pi\u00f9 conservatrici. Se invece fossero i \u201cno\u201d a prevalere, potrebbe aprirsi una nuova fase politica, caratterizzata da un pi\u00f9 ampio coinvolgimento delle forze politiche che si sono battute per il cambiamento. Anche questo ultimo scenario, tuttavia, non \u00e8 affatto scontato, poich\u00e9 i militari continuerebbero comunque a controllare il governo del paese.<\/p>\n<p><b>Transizione diretta dall\u2019alto<\/b><br \/>Il referendum indetto per il 19 marzo si inserisce nel contesto di una faticosa transizione che sta procedendo senza mettere in discussione in alcun modo il vecchio sistema di potere. Dopo il rovesciamento di Mubarak, la direzione del paese \u00e8 passata infatti nelle mani del Consiglio Supremo dei Militari, che sembra voler promuovere una transizione rapida, ma senza un reale cambiamento politico.<\/p>\n<p>I militari, che hanno costituito parte integrante del sistema di potere di Mubarak, vogliono preservare a tutti i costi i loro interessi e la loro posizione privilegiata all\u2019interno della societ\u00e0 egiziana. Per questo, il Consiglio ha fatto finora concessioni molto limitate alle forze della rivoluzione. Per esempio, non ha ancora posto fine alla legge d\u2019emergenza, n\u00e9 ha dato inizio alla riforma dell\u2019apparato di sicurezza interna, chiesta da molti con insistenza. Inoltre, il processo decisionale all\u2019interno del Consiglio \u00e8 stato poco trasparente e ha lasciato completamente ai margini le forze politiche del paese.<\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 con cui \u00e8 stata condotta la riforma della costituzione sono indicative di come, in questa prima fase, il processo di transizione politica sia stato guidato dall\u2019alto. La Commissione costituzionale, incaricata di emendare la costituzione, \u00e8 stata nominata dal Consiglio Supremo senza previa consultazione con le forze del paese ed \u00e8 quindi poco rappresentativa di tutte le istanze. La stessa proposta di emendamenti fatta dalla Commissione non \u00e8 stata valutata n\u00e9 discussa pubblicamente, ma \u00e8 stata direttamente sottoposta al referendum.<\/p>\n<p><b>Emendamenti costituzionali<\/b><br \/>Gli emendamenti ai sei articoli della costituzione (76, 77, 88, 93, 179 e 189) proposti dalla Commissione introducono alcuni cambiamenti positivi per quanto riguarda l\u2019elezione del futuro presidente: limitano la durata della presidenza a due mandati di quattro anni ciascuno, reintroducono la supervisione giuridica delle elezioni, rendono pi\u00f9 complicato per il presidente mantenere lo stato di emergenza e lo obbligano a nominare un vice-presidente. Tuttavia, tali cambiamenti non sono sufficienti a garantire elezioni libere e rappresentative nei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Tra gli emendamenti pi\u00f9 criticati c\u2019\u00e8 quello che definisce i criteri per l\u2019eleggibilit\u00e0 del presidente. Anche se ampliati rispetto al passato, continuano ad essere fortemente restrittivi. Per esempio, per potersi candidare alla presidenza, bisogna avere o il sostegno di 30 membri dell\u2019Assemblea del Popolo, o raccogliere 30.000 firme nei quindici governatorati del paese, oppure essere membro di un partito che detiene almeno un seggio in Parlamento. Viene poi introdotta una clausola che esclude dalla candidatura presidenziale gli egiziani che abbiano una doppia nazionalit\u00e0 o siano sposati a non egiziani, precludendo cos\u00ec ad un gran numero di egiziani espatriati di concorrere.<\/p>\n<p>Inoltre, nessuno degli emendamenti proposti riguarda i partiti e le norme elettorali. Al fine di garantire elezioni libere e rappresentative, \u00e8 imprescindibile modificare la legislazione sul sistema dei partiti e su quello elettorale, che riflette ancora gli interessi del regime di Mubarak. Su questa questione, comunque, il Consiglio dei Militari non si \u00e8 ancora pronunciato, sollevando ulteriori dubbi sulla validit\u00e0 del referendum.<\/p>\n<p>Infine, come molti sostengono, l\u2019Egitto ha bisogno di riscrivere radicalmente la sua costituzione poich\u00e9 quella del 1971 \u00e8 fatta per un sistema autoritario di governo che concentra un potere enorme nelle mani del presidente.<\/p>\n<p>A questo riguardo, la Commissione ha introdotto un emendamento in base al quale, una volta eletti, il presidente o met\u00e0 del parlamento potrebbero decidere di scrivere una nuova costituzione e nominare un\u2019assemblea di 100 membri che la rediga. Ma anche tale emendamento \u00e8 criticabile. Se, come si prevede, le elezioni si terranno fra due\/tre mesi, il parlamento che verr\u00e0 eletto non sar\u00e0 affatto rappresentativo delle nuove forze politiche del paese, che denunciano ad oggi l\u2019impossibilit\u00e0 di organizzarsi in cos\u00ec poco tempo. In tal caso, il processo di stesura della costituzione continuer\u00e0 ad essere controllato da un numero ristretto di forze politiche, perlopi\u00f9 interessate a cambiare il meno possibile.<\/p>\n<p><b>Due scenari<\/b><br \/>L\u2019esito del referendum costituzionale rimane incerto. Molti esponenti politici, tra cui l\u2019ex capo dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea) el-Baradei e la coalizione dei giovani protagonisti della rivoluzione, ma anche giudici e giornalisti, stanno prendendo posizione contro il referendum, chiedendone l\u2019annullamento. I Fratelli Musulmani e l\u2019ex partito di regime, che continua ancora ad operare, sono invece a favore dell\u2019approvazione degli emendamenti.<\/p>\n<p>Se prevalesse il \u201cs\u00ec\u201d al referendum, la fragile transizione egiziana potrebbe svoltare nella direzione voluta dalle forze pi\u00f9 conservatrici del paese. Il \u201cs\u00ec\u201d aprirebbe infatti la strada ad elezioni nei prossimi due mesi. Se ne avvantaggerebbero probabilmente i Fratelli Musulmani e l\u2019ex-partito di regime. Le altre forze politiche, infatti, sono ancora deboli, mancano di una chiara agenda politica e di una struttura organizzativa, e sono perci\u00f2 impreparate ad affrontare le elezioni in estate. Se fosse eletto un parlamento non rappresentativo, dalla stesura della nuova costituzione sarebbero esclusi proprio quelli che hanno guidato la rivoluzione.<\/p>\n<p>Se invece vincesse il \u201cno\u201d, la transizione potrebbe entrare in una fase pi\u00f9 partecipativa e condivisa da uno spettro pi\u00f9 ampio di forze politiche. <\/p>\n<p>Tra le molte proposte, per esempio, c\u2019\u00e8 quella di affidare ad un\u2019assemblea costituzionale eletta dal popolo l\u2019incarico di riscrivere la costituzione. Un\u2019altra idea \u00e8 di formare un Consiglio costituito sia da militari che da civili per favorire una gestione pi\u00f9 trasparente e rappresentativa del paese, in attesa di porre le condizioni per elezioni davvero libere e competitive. <\/p>\n<p>Comunque, l\u2019esito di questo scenario non \u00e8 affatto scontato. I militari non hanno ancora chiarito cosa succederebbe nel caso vincesse il \u201cno\u201d e, pur accettando la richiesta di rimandare le elezioni, potrebbero prolungare la fase di transizione sotto il loro controllo senza promuovere alcun cambiamento.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da escludere, infine, che il Consiglio Militare decida all\u2019ultimo momento di annullare il referendum per rispondere alle richieste delle forze politiche. \u00c8 indicativo, per esempio, che il Consiglio abbia nominato due comitati per monitorare le reazioni della popolazione agli emendamenti.  Per ora, vari elementi inducono a pensare che dalle urne di domenica possa uscire vincente il fronte dei \u201cno\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Egitto si \u00e8 sbarazzato di Mubarak, ma il suo futuro politico rimane ancora molto incerto. Il Consiglio Supremo delle Forze Armate ha preso in mano la direzione temporanea del paese fino alle prossime elezioni, che si dovrebbero tenere in estate. 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