{"id":16910,"date":"2011-03-16T00:00:00","date_gmt":"2011-03-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/catastrofe-libia\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:05","slug":"catastrofe-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/03\/catastrofe-libia\/","title":{"rendered":"Catastrofe Libia"},"content":{"rendered":"<p>Nel primo decennio di questo secolo arabi e musulmani sono entrati in collisione con gli Stati Uniti e i paesi occidentali non per l\u2019impegno di questi ultimi in favore di una riforma democratica nei loro paesi, ma per il modo e la doppiezza con cui vi hanno dato seguito: sulla punta delle baionette, con un forte disprezzo culturale e continuando ad appoggiare di fatto i regimi autoritari locali in nome dei propri interessi geopolitici ed economici.<\/p>\n<p><b>Obama accantona la \u201cgrande strategia\u201d<\/b><br \/>Con il discorso del Cairo del 4 giugno 2009, il presidente Obama ha cercato di superare questa contrapposizione con arabi e musulmani, garantendogli che gli Usa intendevano cambiare registro: avrebbero rinunciato alla doppiezza e all\u2019unilateralismo per sostenere senza imposizioni, ma con ancora maggiore convinzione, la riforma democratica nei loro paesi. \u201cObama, ti amiamo!\u201d, sembra, secondo la trascrizione ufficiale, abbia gridato qualcuno dal pubblico. Che poi, probabilmente, si \u00e8 unito al popolo di piazza Tahrir.<\/p>\n<p>L\u2019orientamento annunciato da Obama al Cairo esclude l\u2019imposizione della democrazia sulla punta delle baionette o attraverso la propaganda, ma non l\u2019impegno a favorire l\u2019avvento di regimi democratici o la caduta di quelli autoritari, n\u00e9 un\u2019eventuale ingerenza, laddove ne ricorrano le dovute condizioni di consenso e legalit\u00e0. Al contrario, rende pi\u00f9 stringente questo impegno. <\/p>\n<p>La decisione dell\u2019amministrazione Obama di non intervenire a sostegno dei libici &#8211; che cercano di abbattere un dittatore, per di pi\u00f9 psicopatico, sotto il cui durissimo tallone stanno da quarantadue anni &#8211; \u00e8 in stridente contrasto con la \u201cgrande\u201d strategia volta a rivoluzionare i rapporti fra Islam e Occidente in nome del comune interesse alla democrazia e alla libert\u00e0. <\/p>\n<p>La linea del non intervento \u00e8 infatti essenzialmente dettata dalle preoccupazioni per gli interessi americani nella regione. Si ispira, quindi, al realismo nazionale che guidava la politica precedente. L\u2019idea su cui si fonda \u00e8 che la Libia non sia di rilevante interesse strategico per gli Usa e quindi non meriti un intervento. La \u201cgrande strategia\u201d che, stando allo stesso Obama, reggerebbe la politica americana nella regione \u00e8 stata cos\u00ec accantonata. Ci\u00f2 fa sorgere gravi dubbi: o Washington non ha una chiara strategia, oppure sono cambiate le parole, ma non la sostanza.<\/p>\n<p><b>Nuova frattura con gli arabi<\/b><br \/>Mentre l\u2019amministrazione ritiene che un atteggiamento pi\u00f9 interventista sarebbe politicamente controproducente, non vede che proprio la scelta di non intervenire pu\u00f2 creare una nuova frattura con arabi e musulmani. Questi ultimi si aspettano infatti che gli americani appoggino i libici in rivolta contro Gheddafi. \u00c8 quanto hanno dichiarato prima il Consiglio di Cooperazione del Golfo e poi la Lega Araba, ma, innanzitutto, il Consiglio dei rivoluzionari libici. Gli arabi considerano una colpa il mancato appoggio agli insorti libici contro un regime considerato miscredente, folle e anti-arabo, cos\u00ec come era colpevole ai loro occhi la mancata o debole protezione dei bosniaci negli anni novanta. <\/p>\n<p>Mentre gli Usa pensano che la politica di non interferenza sia in linea con le aspettative arabe e con lo sforzo di ricucire il rapporto con l\u2019Islam compromesso da George W. Bush, gli arabi vi vedono l\u2019ennesima prova dei sentimenti anti-musulmani degli americani e degli occidentali in genere. Perci\u00f2, essa rischia di essere non meno controproducente di quella interventista del passato.<\/p>\n<p><b>Esitazioni e paure europee<\/b><br \/>Ci\u00f2 vale anche per la comunit\u00e0 internazionale nel suo insieme e per l\u2019Europa. Mentre i libici in rivolta muoiono sotto il tiro delle ben equipaggiate forze pretoriane di Gheddafi e Bengasi sta ormai per essere ripresa, gli europei &#8211; che, al contrario degli Usa, hanno forti interessi strategici in gioco &#8211; hanno assunto un atteggiamento analogo: minacce a Gheddafi, incoraggiamenti ai rivoluzionari, ma totale assenza di misure concrete. <\/p>\n<p>Francia e Regno Unito hanno propugnato un intervento, ma si sono scontrate con l\u2019atteggiamento passivo e attendista degli altri stati membri dell\u2019Ue. La principale preoccupazione degli europei sembra quella di assicurare i libici che da parte loro non ci sar\u00e0 nessuna interferenza e che essi saranno lasciati liberi di costruire il proprio futuro nel modo che pi\u00f9 gli piacer\u00e0. \u201cIl Consiglio Europeo &#8211; si legge nella dichiarazione dell\u201911 marzo scorso &#8211; rende omaggio al coraggio dimostrato dal popolo della regione e riafferma che sta ad essi decidere il proprio futuro attraverso mezzi pacifici e democratici\u201d. Quest\u2019impegno a non interferire ha senso per l\u2019Egitto e la Tunisia, ma nel caso della Libia \u00e8 fuori luogo e suona anche un po\u2019 grottesco.<\/p>\n<p>Le discussioni sono andate avanti per circa due settimane. Ormai, un intervento \u00e8 fuori tempo e anche il dibattito sulla <i>no-fly zone <\/i>ha smesso di avere senso. Se intervento ci sar\u00e0, non sar\u00e0 per rovesciare Gheddafi, ma per esercitare una pressione attraverso sanzioni e altre misure, che accresceranno le sofferenze dei libici, senza incidere troppo sul regime.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 frustrata nel quadro israelo-palestinese, la \u201cgrande strategia del Cairo\u201d, che mirava a riabilitare l\u2019immagine degli Usa presso le popolazioni del Medioriente, finir\u00e0 con l\u2019essere messa in questione, il che getter\u00e0 discredito su Washington. La politica americana incontrer\u00e0 nuove difficolt\u00e0 in Medioriente, con un inevitabile impatto negativo anche sulla capacit\u00e0 di azione degli europei.<\/p>\n<p><b>Restaurazione e caos<\/b><br \/>A pi\u00f9 breve termine, se Gheddafi riprender\u00e0 il pieno controllo del paese, assisteremo a inaudite rappresaglie sui cittadini libici. Ci\u00f2 aggraver\u00e0 la gi\u00e0 spaventosa crisi umanitaria, con ripercussioni sui paesi arabi ed europei pi\u00f9 vicini. Il movimento di protesta nel Nord Africa e in Medio Oriente si sentir\u00e0 tradito, mentre ne trarranno motivo di conforto i regimi contestati.<\/p>\n<p>In Libia si potrebbe avere una completa restaurazione dell\u2019ordine, a prezzi che si possono immaginare, ma \u00e8 anche possibile che si radichi una resistenza e che il regime non riesca a ristabilire il pieno controllo sul paese. Questa volta, a differenza del passato, non c\u2019\u00e8 stata una semplice rivolta, ma una guerra civile. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, il regime, costruito nel vuoto istituzionale e politico, ha avuto chiaramente difficolt\u00e0 a reagire. Perci\u00f2, si potrebbe aprire in mezzo al Mediterraneo uno spazio di caos e disordine, se non proprio uno stato fallito, che costituir\u00e0 innanzitutto per l\u2019Europa, ma anche per i paesi arabi, un grave problema.<\/p>\n<p>Infine, il regime libico restaurato cercher\u00e0 di punire soprattutto gli europei, e in particolare l\u2019Italia, per avergli girato le spalle. Ci sar\u00e0 un forte riorientamento geoeconomico. N\u00e9 si pu\u00f2 escludere, data la personalit\u00e0 del colonnello e i suoi precedenti, qualche azione sovversiva. <\/p>\n<p>Nell\u2019insieme, a meno di decisi ripensamenti, si delinea un disastro politico e strategico, di cui peraltro le classi dirigenti occidentali non paiono rendersi conto. Ha ragione il noto giornalista Rami Khouri, sulle colonne del <i>Daily Star <\/i>(12 marzo) a notare la futilit\u00e0 di ogni discussione se l\u2019intervento sia legale o meno e se sussistano le condizione per attuare l\u2019obbligo di protezione delle popolazioni civili, di fronte all\u2019evidenza di un popolo che in modo inequivoco vuole che il tiranno venga cacciato e che si stabilisca un regime politico normale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel primo decennio di questo secolo arabi e musulmani sono entrati in collisione con gli Stati Uniti e i paesi occidentali non per l\u2019impegno di questi ultimi in favore di una riforma democratica nei loro paesi, ma per il modo e la doppiezza con cui vi hanno dato seguito: sulla punta delle baionette, con un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[127,128,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16910"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63247,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16910\/revisions\/63247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}