{"id":17060,"date":"2011-03-24T00:00:00","date_gmt":"2011-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-disputa-nella-coalizione-anti-gheddafi-e-il-futuro-della-nato\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:02","slug":"la-disputa-nella-coalizione-anti-gheddafi-e-il-futuro-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/03\/la-disputa-nella-coalizione-anti-gheddafi-e-il-futuro-della-nato\/","title":{"rendered":"La disputa nella coalizione anti-Gheddafi e il futuro della Nato"},"content":{"rendered":"<p>La questione che sta agitando i governi della coalizione anti-Gheddafi potrebbe apparire come una schermaglia su sottigliezze diplomatiche o come una meschina diatriba dettata dalla vanit\u00e0 di essere in prima fila sul palcoscenico di questa drammatica vicenda. Non \u00e8 cos\u00ec e non credo di esagerare se dico che il futuro delle relazioni fra i paesi occidentali e la stessa sopravvivenza efficace delle istituzioni sovranazionali dipendono dal suo esito.<\/p>\n<p>Se la gestione della crisi e quindi delle operazioni debba vedere un ruolo da protagonista dell\u2019Alleanza Atlantica, oppure se i singoli paesi mantengano una reale libert\u00e0 di azione ha implicazioni su vari piani dimensionali. Il pi\u00f9 banale e di agevole comprensione \u00e8 quello strettamente operativo.<\/p>\n<p><b>Catena di comando<\/b><br \/>Qualsiasi campagna militare si pu\u00f2 sviluppare con efficacia se tutte le forze in campo agiscono in modo coordinato, con una piena consapevolezza dei movimenti e delle azioni di ogni componente. <\/p>\n<p>Con specifico riferimento alle operazioni in corso in Libia, la scelta degli obiettivi, la definizione delle loro priorit\u00e0, la pianificazione dell\u2019impiego dei mezzi, del tipo di armamento da utilizzare, la sincronizzazione delle missioni, comprese quelle di supporto dei rifornitori, degli Awacs, sono attivit\u00e0 che devono essere svolte in un unico centro di pianificazione, comando e controllo. <\/p>\n<p>Trovarsi in una situazione in cui i velivoli di una forza aerea obbediscono ad ordini non perfettamente coordinati con quelli degli altri, oltre ad una scarsa efficienza, comporta rischi reali per la stessa incolumit\u00e0 egli equipaggi impiegati. \u00c8 pertanto indispensabile che la gestione delle operazioni venga attuata in un\u2019unica catena di comando, efficiente e ben collaudata: ebbene, non ne esistono di alternative a quella Nato, che ha le competenze, le conoscenze, le strutture, i fasci di comunicazione che non esistono altrove.<\/p>\n<p>Veniamo ora alla gestione politica della crisi, che deve anch\u2019essa rispondere a criteri di coerenza e trasparenza, con una chiara visione e condivisione degli obiettivi. \u00c8 francamente stupefacente dover constatare la disinvoltura con cui ci si comporta nei rapporti bilaterali, anche in quelli condotti con configurazioni a stella fra una molteplicit\u00e0 di attori, ma che per loro natura mantengono il carattere di bilateralit\u00e0: solo in questo scenario \u00e8 possibile far decollare i propri bombardieri verso gli obiettivi designati prima ancora dell\u2019inizio della riunione di vertice che avrebbe dovuto dare il via all\u2019attacco.<\/p>\n<p>Chi si oppone con tenacia alla riconduzione della gestione politica della crisi ad un organismo istituzionale multilaterale, vuole con ogni evidenza lasciarsi le mani libere di agire al di fuori di una qualsiasi azione concertata ed \u00e8 sorprendente che questo atteggiamento venga assunto da chi ha ferocemente criticato l\u2019unilateralismo americano ai tempi dell\u2019operazione Iraqi Freedom.<\/p>\n<p><b>Comitato di direzione<\/b><br \/>\u00c8 quindi nel pieno interesse della comunit\u00e0 internazionale che il dibattito politico avvenga all\u2019interno di una istituzione ampiamente collaudata che non \u00e8 necessariamente la Nato, con i suoi complessi e articolati meccanismi. Anche se la Nato appare in ogni caso una scelta preferibile.<\/p>\n<p>Se si vuole tuttavia rifiutare tale scelta, si render\u00e0 necessario costruire un organismo ad hoc, di cui peraltro abbiamo gi\u00e0 avuto esempi nel recente passato: l\u2019operazione Alba, fortemente propugnata dall\u2019Italia, autorizzata da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e formata da una \u201ccoalizione di volenterosi\u201d, venne gestita da un Comitato di direzione, uno <i>Steering Committee<\/i>, formato da rappresentanti dei paesi partecipanti. Ma si trattava di un\u2019operazione relativamente semplice, negli scopi di natura pi\u00f9 civile che militare, condotta in un ambiente permissivo e fu quindi abbastanza agevole definire rapidamente regole e procedure.<\/p>\n<p>Nel caso in esame la situazione \u00e8 ben pi\u00f9 complessa e articolata, comportando un esteso uso della forza e richiedendo quindi chiari accordi, ad esempio in termini di regole di ingaggio. \u00c8 fattibile tutto ci\u00f2 al di fuori del Comitato Atlantico, che pu\u00f2 godere del supporto di un Comitato Militare e di organi di staff perfettamente oliati? \u00c8 lecito dubitarne, anche se non lo si pu\u00f2 escludere.<\/p>\n<p>Al riguardo c\u2019\u00e8 anche da osservare che la decisione di procedere con uno <i>Steering Committee <\/i>ad hoc richiede anche la definizione giuridica e procedurale delle modalit\u00e0 per affidare la gestione delle strutture operative Nato alla nuova entit\u00e0 politica. In tal caso si pu\u00f2 pensare di mutuare gli accordi che vanno sotto il nome di <i>Berlin plus <\/i>e che regolano i rapporti tra l\u2019Alleanza Atlantica e l\u2019Unione europea, nel caso di attivit\u00e0 militari di quest\u2019ultima, effettuate con mezzi e strumenti della Nato. Non dimentichiamoci per\u00f2 il tempo e la fatica che occorsero per la definizione di tali accordi, in un\u2019atmosfera considerevolmente pi\u00f9 serena di quella di cui oggi siamo testimoni.<\/p>\n<p><b>Nato e Ue<\/b><br \/>Ma veniamo al punto pi\u00f9 rilevante che rende pi\u00f9 che altamente auspicabile il coinvolgimento il pi\u00f9 ampio ed esteso possibile della Nato nella gestione della crisi libica: l\u2019argomento politico.<\/p>\n<p>Nato ed Unione europea costituiscono oggi le uniche due realt\u00e0 istituzionali che hanno dimostrato di essere capaci, pur se a volte non tanto quanto avremmo voluto, di coagulare una volont\u00e0 comune.<\/p>\n<p>Le sfide che ci attendono, non fra qualche generazione, ma oggi, nell\u2019immediato, sono di una tal portata che \u00e8 impensabile non affrontarle insieme, con politiche sostanzialmente e convintamente concordate e condivise. Qualsiasi azione, decisione, comportamento che indebolisca queste due realt\u00e0 deve essere evitato, se non vogliamo trovarci disarmati di fronte ai problemi che si trovano dietro l\u2019angolo, che avranno carattere multidisciplinare e multidimensionale e che pertanto richiederanno l\u2019utilizzo integrato di tutti gli strumenti disponibili, quelli del \u2018<i>soft power\u2019<\/i> e quelli dello \u2018<i>hard power<\/i>\u2019. Chi si rifugia in meschini egoismi nazionalistici, oltre a commettere un atto di autolesionismo, indebolisce le capacit\u00e0 di tutti di costruire un futuro dalle tinte meno cupe di quelle che possiamo gi\u00e0 oggi intravvedere.<\/p>\n<p>In particolare la Nato, dopo aver vinto la guerra fredda ha ampiamente dimostrato di non avere esaurito il proprio ruolo, che, al contrario, si \u00e8 arricchito di un dibattito politico e diplomatico intenso, qualche volta problematico, ma certamente fruttuoso: il dialogo tra le due sponde dell\u2019Atlantico non sarebbe possibile se a Bruxelles non ci fosse il luogo ideale, oltre che fisico, dove possono essere discusse le strategie che consentono di controllare una realt\u00e0 globale sempre pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p>Voler ridurre la funzione dell\u2019Alleanza a una semplice \u2018cassetta degli attrezzi\u2019 cui attingere per reagire, con modalit\u00e0 ogni volta da reinventare, alle emergenze che di volta in volta si presentano, non \u00e8 solo un modo riduttivo di utilizzare una risorsa unica e vitale. <\/p>\n<p>Significa non avere compreso che i popoli che si definiscono occidentali e che condividono cultura, categorie, visioni comuni dei rapporti tra individuo e comunit\u00e0, non possono permettersi di allentare i rapporti che li legano ed in particolare il rapporto transatlantico. Pena, una nuova deriva neoisolazionista a Washington e una crescente conflittualit\u00e0 fra le (piccole) potenze europee, sempre meno consapevoli della loro crescente irrilevanza nel contesto globale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione che sta agitando i governi della coalizione anti-Gheddafi potrebbe apparire come una schermaglia su sottigliezze diplomatiche o come una meschina diatriba dettata dalla vanit\u00e0 di essere in prima fila sul palcoscenico di questa drammatica vicenda. 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