{"id":17070,"date":"2011-03-25T00:00:00","date_gmt":"2011-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-strategia-di-obama-per-lo-spazio\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:01","slug":"la-strategia-di-obama-per-lo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/03\/la-strategia-di-obama-per-lo-spazio\/","title":{"rendered":"La strategia di Obama per lo spazio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019amministrazione americana ha recentemente reso pubblica la<i> National Security Space Strategy<\/i> (Nsss), firmata congiuntamente dal Segretario alla difesa Robert Gates e dal Direttore dell\u2019<i>intelligence<\/i> nazionale James Clapper. Si tratta di un\u2019importante novit\u00e0 nella politica spaziale americana, visto che \u00e8 la prima volta che un documento strategico viene dedicato alla sicurezza<i> nello <\/i>spazio. L\u2019approccio multilaterale che lo caratterizza, inoltre, \u00e8 in netta discontinuit\u00e0 con la politica spaziale adottata dalla precedente amministrazione Bush, pi\u00f9 restia alla cooperazione e alla definizione  di regole vincolanti sul controllo degli armamenti. <\/p>\n<p>La nuova strategia si colloca nel quadro dei documenti periodicamente elaborati dall\u2019amministrazione americana e volti ad identificare minacce, obiettivi ed approcci nell\u2019ambito della sicurezza e della difesa. <\/p>\n<p><b>Congestione e competizione<\/b><br \/>L\u2019esigenza di elaborare una apposita strategia per gli Usa nasce dalla presa d\u2019atto del crescente \u201caffollamento\u201d nello spazio, in termini di oggetti, minacce e attori. Lo spazio viene infatti definito nel documento come \u201ccongestionato, conteso e competitivo\u201d. L\u2019obiettivo americano \u00e8 dunque di proteggere non solo gli assetti spaziali da cui dipendono la sicurezza, la difesa e parte dell\u2019economia nazionale, ma anche l\u2019ambiente spaziale che li ospita. <\/p>\n<p>Per garantire la sicurezza, gli Stati Uniti puntano soprattutto sul <i>soft power<\/i>, sulla cooperazione e sulla diplomazia. Un orientamento in linea con la <i>National Space Policy <\/i>adottata nel giugno 2010 e con il pi\u00f9 generale rilancio del multilateralismo avviato dall\u2019amministrazione. Alcune delle misure prospettate sono inoltre in particolare sintonia con quelle proposte dall\u2019Unione europea nel quadro del <i>Codice di Condotta per le attivit\u00e0 nello spazio extra-atmosferico<\/i> (2008).<\/p>\n<p><b>Nuova stagione<\/b><br \/>Dal lancio del primo satellite russo nel 1957 e dallo sbarco americano sulla Luna nel 1969, le attivit\u00e0 spaziali delle due ex super potenze si sono moltiplicate considerevolmente, accanto a quelle di molti altri paesi, tra i primi l\u2019Italia, che hanno saputo sviluppare programmi spaziali ambiziosi gi\u00e0 a partire dagli anni Sessanta. <\/p>\n<p>Oggi si contano infatti almeno sessanta paesi ed organizzazioni internazionali in grado di realizzare sistemi satellitari a servizio della sicurezza, della difesa, dell\u2019economia, della scienza e del benessere dei cittadini. In aggiunta, anche le societ\u00e0 private sono sempre pi\u00f9 coinvolte in attivit\u00e0 spaziali.<\/p>\n<p>L\u2019attivismo di questi attori ha progressivamente portato alla congestione dello spazio, ovvero ad un aumento degli oggetti in tutte le orbite, che includono i sistemi satellitari stessi, i detriti dannosi per il buon funzionamento dei satelliti e la miriade di radiofrequenze inevitabilmente soggette ad interferenze. L\u2019esempio lampante delle conseguenze di un tale affollamento \u00e8 la collisione avvenuta nel 2009 tra un satellite commerciale americano della compagnia Iridium e quello del governo russo Cosmos, il quale a sua volta ha causato la dispersione di innumerevoli detriti.<\/p>\n<p><b>Dominio conteso<\/b><br \/>Nonostante si sia spesso cercato di evitarne la militarizzazione, lo spazio rimane un dominio conteso e percepito come fonte di possibili  minacce provenienti da attori statali e non. Il test antisatellite condotto dalla Cina nel 2007 per mezzo di un missile balistico di media gittata, il primo mai effettuato dopo la fine del confronto bipolare, ha contribuito a risvegliare antichi timori. <\/p>\n<p>In quell\u2019occasione la Cina sostenne che l\u2019operazione fosse stata semplicemente necessaria all\u2019abbattimento di un satellite meteorologico obsoleto. In realt\u00e0, il paese aveva voluto dimostrare al mondo di possedere un programma spaziale avanzato e la capacit\u00e0 militare di distruggere un satellite, costituendo quindi una minaccia per la sicurezza degli assetti spaziali esistenti. <\/p>\n<p>L\u2019iniziativa cinese aveva altres\u00ec rivelato la vulnerabilit\u00e0 degli Stati Uniti e di tanti altri paesi le cui capacit\u00e0 militari dipendono in gran parte da sistemi satellitari sofisticati per la comunicazione, l\u2019osservazione della Terra e la navigazione. Il test anti-satellite provoc\u00f2 inoltre la disseminazione di migliaia di detriti nello spazio, accrescendo il rischio di danneggiare indistintamente i satelliti gi\u00e0 in orbita.<\/p>\n<p>Lo spazio \u00e8 infine diventato sempre pi\u00f9 competitivo dal punto di vista commerciale, grazie alla diffusione di tecnologie d\u2019avanguardia e alle liberalizzazioni su scala mondiale nel settore: mentre all\u2019inizio degli anni ottanta gli Stati Uniti detenevano una posizione quasi monopolistica, oggi il mercato americano copre circa un terzo di quello globale. <\/p>\n<p><b>Fine dell\u2019unilateralismo <\/b><br \/>Durante il suo primo mandato (2001-2004), l\u2019amministrazione Bush  aveva rivitalizzato i piani dei primi anni ottanta relativi allo sviluppo di assetti spaziali non solo in chiave difensiva, ma anche offensiva, ed in particolare nell\u2019ambito della missilistica e dei test antisatellite. Nonostante non vi fosse traccia all\u2019epoca di una corsa al riarmo spaziale, gli eventi dell\u201911 settembre avevano contribuito a far credere che questa potesse riprendere piede.<\/p>\n<p>Sebbene nel 2007 questi piani avessero perso vigore per mancanza di risorse finanziarie, il test antisatellite cinese riaccese negli americani l\u2019ambizione a riaffermare la loro indiscussa egemonia in questo campo. Gi\u00e0 la<i> National Space Policy <\/i>del 2006, del resto, considerava lo spazio come un \u201cinteresse vitale\u201d da difendere anche a costo di contrastare i tentativi di \u201csviluppo di nuovi regimi legali o di altre restrizioni che cerchino di proibire o limitare l\u2019accesso o l\u2019uso dello spazio da parte degli Stati Uniti\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Bush aveva dunque scelto la via unilaterale al mantenimento del proprio vantaggio strategico e militare nello spazio per fronteggiare la crescente competizione e le minacce che da essa potevano scaturire.<\/p>\n<p><b>Diplomacy First <\/b><br \/>Secondo la Nsss dell\u2019amministrazione Obama, gli approcci strategici da adottare per garantire la sicurezza e la stabilit\u00e0 nello spazio consistono soprattutto nella promozione di scopi pacifici delle attivit\u00e0 spaziali, nonch\u00e9 nella partnership con nazioni, organizzazioni internazionali e societ\u00e0 private responsabili. Gli Stati Uniti rassicureranno a loro volta i partner assumendo comportamenti altrettanto corretti e faranno valere il potere del \u201cbuon esempio\u201d, contando nella forza del <i>soft power<\/i>. <\/p>\n<p>Il nuovo documento strategico sottolinea che l\u2019amministrazione Usa cercher\u00e0 accordi internazionali per la sorveglianza dello spazio (<i>Space Situational Awareness<\/i>) attraverso la condivisione di dati sulle attivit\u00e0 spaziali, cooperer\u00e0 per lo sviluppo di norme comuni che regolino le operazioni spaziali ed incoragger\u00e0 meccanismi di fiducia reciproca (<i>confidence-building<\/i>). Ci\u00f2 che risulta particolarmente in contrasto con le posizioni  precedenti \u00e8 la volont\u00e0 di prendere in considerazione proposte di controllo degli armamenti, sebbene queste non siano chiaramente specificate nel testo. <\/p>\n<p>In proposito, l\u2019amministrazione Obama ha in pi\u00f9 occasioni dimostrato grande interesse per la proposta europea di un <i>Codice di Condotta per le attivit\u00e0 nello spazio extra-atmosferico<\/i>, particolarmente coerente con la Nsss. Il codice \u00e8 stato proposto in alternativa ai progetti di trattati avanzati da altri paesi, suscettibili a problemi di non verificabilit\u00e0. Non legalmente vincolante, il codice avrebbe invece il merito di richiamare gli stati ad aderire volontariamente a regole condivise per evitare incidenti intenzionali o accidentali e la dispersione di detriti nello spazio. <\/p>\n<p>Considerata la forte interdipendenza che caratterizza le attivit\u00e0 spaziali, gli stati potrebbero trarre mutuo beneficio dall\u2019adozione di un tale strumento di <i>soft law<\/i>. \u00c8 la convinzione, almeno, che sembra guidare l\u2019innovativa strategia americana per la sicurezza nello spazio, che offre la possibilit\u00e0 di maggiore cooperazione tra due importanti attori spaziali come Stati Uniti e Unione europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019amministrazione americana ha recentemente reso pubblica la National Security Space Strategy (Nsss), firmata congiuntamente dal Segretario alla difesa Robert Gates e dal Direttore dell\u2019intelligence nazionale James Clapper. 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