{"id":17120,"date":"2011-04-01T00:00:00","date_gmt":"2011-03-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/interventismo-alla-francese\/"},"modified":"2017-11-03T15:33:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:33:59","slug":"interventismo-alla-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/interventismo-alla-francese\/","title":{"rendered":"Interventismo alla francese"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;attivismo della Francia in Libia ha fatto riemergere in Italia una serie di pregiudizi antifrancesi. Per comprendere l\u2019approccio di Parigi alla \u201cprimavera araba\u201d pu\u00f2 essere utile analizzare alcuni presupposti delle scelte francesi, in particolare sull\u2019intervento in Libia.<\/p>\n<p><b>Primavera araba<\/b><br \/>La diplomazia francese \u00e8 stata presa in contropiede dagli avvenimenti in Tunisia ed in Egitto, come clamorosamente emerso con le dimissioni del ministro degli esteri, Mich\u00e8le Alliot Marie, che \u00e8 servita da capro espiatorio per voltare pagina al Quai d\u2019Orsay.<\/p>\n<p>Ma per capire le mosse di Parigi bisogna valutare con attenzione i risvolti della \u201cprimavera araba\u201d sulla politica interna francese. Svariati milioni di cittadini francesi sono di origini magrebine ed \u00e8 naturale che l&#8217;opinione pubblica sia molto sensibile agli sviluppi interni delle societ\u00e0 arabe. La rivoluzione tunisina ha quindi un\u2019importanza e un significato particolari non solo per la politica estera di Parigi, ma anche per il dibattito nazionale francese sull\u2019evoluzione democratica del mondo arabo.<\/p>\n<p>Nel 2007 Nicolas Sarkozy aveva condotto una campagna elettorale imperniata sulla discontinuit\u00e0, anche in materia di politica estera, annunciando una svolta nella politica mediterranea e africana della Francia. Nella prima parte del suo mandato era tuttavia tornato a una<i> realpolitik <\/i>ben poco riformista. La primavera araba lo ha spinto a tornare sui suoi passi.<\/p>\n<p>Le \u00e9lite arabe si formano spesso a Londra o a Parigi, in centri di eccellenza come la <i>London School of Economics<\/i>, la <i>School of Oriental and African Studies<\/i>, o <i>SciencesPo<\/i>. Esiste quindi un forte collegamento con le  giovani generazioni della borghesia araba. Ci\u00f2 ha rappresentato un ulteriore stimolo per Parigi (ma anche per Londra) ad aprirsi verso i movimenti di protesta della societ\u00e0 araba. <\/p>\n<p><b>Interventismo<\/b><br \/>L\u2019 interventismo francese ha, d\u2019altra parte, una lunga tradizione. Basti pensare all\u2019azione di La Fayette in America o a quella di Napoleone in Italia, espressione di una logica da potenza europea. Pi\u00f9 recentemente l&#8217;interventismo francese \u00e8 riemerso nella forma dell&#8217;\u201dingerenza umanitaria\u201d, un concetto rilanciato durante la presidenza di Fran\u00e7ois Mitterrand negli anni ottanta. &#278; in questo contesto che nel 1986 gli aerei Mirage e Jaguar francesi bombardarono la base libica di Ouadi Doum, mandando un chiaro segnale a  un Gheddafi considerato troppo invasivo nel vicino Ciad.<\/p>\n<p>Fra<i> realpolitik <\/i>africana e ingerenza umanitaria, la Francia si \u00e8 sempre riservata la possibilit\u00e0 di utilizzare autonomamente la forza militare per interventi all\u2019estero. Anche se nel 2009 la Francia \u00e8 tornata a far parte del comando militare integrato della Nato, non ha per\u00f2 rinunciato a una sua capacit\u00e0 d\u2019iniziativa autonoma. La forte spinta francese a favore dell&#8217;intervento in Libia e la rapidit\u00e0 con cui \u00e8 stata avviata l\u2019azione militare confermano questo approccio e spiegano le resistenze ad attribuire alla Nato il coordinamento politico della missione: la Nato \u00e8 considerata infatti un&#8217;alleanza subordinata alla volont\u00e0 nazionale, soprattutto se si agisce fuori del concetto di difesa collettiva.<\/p>\n<p><b>Intellettuali e diplomazia <\/b><br \/>Il veloce riconoscimento del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico da parte della Francia illustra un&#8217;altra sfaccettatura dell&#8217;azione diplomatica francese. All&#8217;origine di questa decisione c\u2019\u00e8 stata infatti l\u2019iniziativa dello scrittore-filosofo Bernard Henri Levy, che si \u00e8 recato a Bengasi, mettendo in contatto i rappresentanti della resistenza libica con il presidente Nicolas Sarkozy. Per quanto ci\u00f2 possa sembrare folcloristico, il ruolo dell&#8217;intellettuale nella politica estera francese si riallaccia a una lunga tradizione: da Andr\u00e9 Malraux a R\u00e9gis Debray, numerosi sono gli esempi di intellettuali che hanno contribuito a far affermare, anche nella prassi, l\u2019idea di una Francia che deve intervenire in nome di alcuni fondamentali principi.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 osservare come, nel caso dell&#8217;intervento in Libia, si sia sviluppata una dialettica, non priva di tensioni, fra lo slancio umanitario di un Bernard Henri Levy e l&#8217;efficienza del neo-ministro degli Esteri, Alain Jupp\u00e9. Gi\u00e0 primo ministro e ministro degli esteri, Jupp\u00e9 \u00e8 uno dei leader politici francesi pi\u00f9 esperti. Inoltre, gode di un ampio margine di azione per avere pagato con una condanna penale le beghe di Jacques Chirac e del suo capo partito quando gestivano il comune di Parigi con troppa leggerezza. Anche Sarkozy gli \u00e8 debitore per questo.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento di Bernard Henri Levy non \u00e8 affatto piaciuto a Jupp\u00e9. La frattura \u00e8 stata per\u00f2 velocemente ricomposta e il tandem Sarkozy-Jupp\u00e9 ha dimostrato una grande efficacia nella costruzione di un consenso in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, grazie anche a uno stretto coordinamento con Regno Unito e Usa.<\/p>\n<p>L&#8217;azione francese in Libia \u00e8 oscillata quindi fra slanci umanitari e azione diplomatica mirata, in linea con una tradizione consolidata della politica francese. Altrettanto importante, per\u00f2, \u00e8 stata la ricerca di un\u2019unit\u00e0 di azione con gli alleati.<\/p>\n<p><b>Triangolo con Londra e Washington<\/b><br \/>Anche se la Francia ha dichiarato di mirare alla formazione di un\u2019ampia coalizione, con l&#8217;inclusione di partner arabi, la sua azione diplomatica e militare ha puntato soprattutto a consolidare il triangolo con Londra e Washington, che \u00e8 stato un cardine della diplomazia francese del ventesimo secolo e ha continuato a svolgere un ruolo propulsivo anche dopo, al di l\u00e0 dei cambiamenti di leadership.<\/p>\n<p>La Francia si autopercepisce come potenza che tratta alla pari non solo con l&#8217;altra potenza militare europea, il Regno Unito, ma anche con la potenza globale statunitense. D\u2019altra parte, l&#8217;attivismo in politica estera \u00e8 per la Francia anche un modo per smarcarsi dalla Germania, recuperando un margine di azione nei confronti di Berlino, che negli ultimi mesi ha esercitato un ruolo predominante in campo economico.<\/p>\n<p>Nell\u2019attivismo di Parigi sulla crisi libica si ritrovano dunque vari elementi tradizionali della politica estera francese. Voci critiche, sia in Francia che all&#8217;estero, hanno contestato questo approccio che metterebbe a repentaglio la coesione delle istituzioni europee e atlantiche, anche se il trasferimento alla Nato della gestione operativa della missione ha in parte placato queste preoccupazioni.<\/p>\n<p>&#278; chiaro in ogni caso che i cambiamenti di regimi in alcuni paesi arabi richiedono una revisione e un ri-orientamento anche della politica europea. Si deve a un\u2019iniziativa di Sarkozy il progetto di \u201cUnione per il Mediterraneo\u201d, che si \u00e8 poi rivelato fallimentare. Al di l\u00e0 del nome, che ha comunque una sua importanza, ci si aspetta adesso un forte rinnovo e rilancio della politica europea verso i paesi della sponda sud del Mediterraneo. In quel contesto non si pu\u00f2 escludere che la politica estera francese torni nei binari multilaterali dell\u2019Ue, ma fondamentale sar\u00e0 il sostegno dei partner europei, a partire da quelli mediterranei.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;attivismo della Francia in Libia ha fatto riemergere in Italia una serie di pregiudizi antifrancesi. Per comprendere l\u2019approccio di Parigi alla \u201cprimavera araba\u201d pu\u00f2 essere utile analizzare alcuni presupposti delle scelte francesi, in particolare sull\u2019intervento in Libia. 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