{"id":17140,"date":"2011-04-01T00:00:00","date_gmt":"2011-03-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/come-cambiano-le-esportazioni-militari-italiane\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:00","slug":"come-cambiano-le-esportazioni-militari-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/come-cambiano-le-esportazioni-militari-italiane\/","title":{"rendered":"Come cambiano le esportazioni militari italiane"},"content":{"rendered":"<p>Le esportazioni italiane di equipaggiamenti militari nel 2010 sono ammontate a 2.750 milioni di euro contro i 2.240 milioni del 2009 con un aumento del 23%. Il dato \u00e8 stato reso noto dal Rapporto del Presidente del Consiglio pubblicato oggi.<\/p>\n<p>\tIl valore delle movimentazioni relative ai programmi di collaborazione intergovernativa \u00e8 stato di 770 milioni contro i 920 dell\u2019anno precedente. Quest\u2019ultimo dato evidenzia che alcuni programmi hanno ormai raggiunto la maturit\u00e0, come conferma anche il valore delle autorizzazioni ad esportare, pari a 333 milioni contro i 1820 del 2009. Va, per\u00f2, rilevato che anche queste fluttuazioni sono, in parte, artificialmente indotte dai cambiamenti nelle nostre procedure di autorizzazione e rendicontazione che continuano a costringere i programmi intergovernativi nelle strette maglie dei controlli sulle esportazioni militari.<\/p>\n<p><b>Quadro alterato<\/b><br \/>Il risultato perverso \u00e8 che non solo l\u2019Italia spreca preziose risorse finanziarie e umane delle amministrazioni e delle imprese nel \u201ccontrollare\u201d i programmi destinati ad equipaggiare le Forze Armate e da loro finanziati e strettamente controllati in qualit\u00e0 di clienti ed utilizzatori, ma che questi dati alterano il quadro delle effettive esportazioni. Poich\u00e9 governo e amministrazioni devono utilizzare l\u2019unico strumento ancora oggi disponibile per autorizzare l\u2019attivit\u00e0 legata a tali programmi, anno dopo anno sono costretti a mettere in campo nuovi correttivi col risultato che la rendicontazione diventa sempre pi\u00f9 disomogenea.<\/p>\n<p>Le autorizzazioni, esclusi tali programmi, sono ammontate a 2.910 milioni contro i 4.910 del 2009 con una diminuzione del 41%. In questo caso, oltre agli effetti della crisi economica internazionale, ha pesato anche il riallineamento a valori pi\u00f9 fisiologici dopo il boom dei grandi contratti del 2009.<\/p>\n<p>Il numero dei contratti superiori ai 50 milioni \u00e8, infatti sceso a 12 per 1.350 milioni contro i 22 per 3.980 milioni del 2009, con un peso del 42% sul totale contro il 59%. Nel 2008 il valore delle autorizzazioni era stato di 3.046 milioni, con un significativo incremento rispetto al biennio precedente (2.369 e 2.192), nel quale, a sua volta, vi era stato un primo aumento rispetto al resto del decennio dove il valore medio era stato di 1130 milioni.<\/p>\n<p>Certo, sarebbe meglio avere un maggiore differenziale fra autorizzazioni ed esportazioni effettuate nell\u2019anno, ma poich\u00e9 le prime hanno un carattere pluriennale e le seconde risentono dello stato di avanzamento delle commesse, i numeri possono nascondere una realt\u00e0 molto diversa.<\/p>\n<p><b>Paradosso italiano<\/b><br \/>L\u2019assurdo del nostro sistema di controllo \u00e8 che produciamo e pubblichiamo una montagna di dati (unici al mondo) in una logica amministrativa e burocratica e, nello stesso tempo, non riusciamo a monitorare economicamente il fenomeno delle esportazioni. Lo stesso parlamento non \u00e8, quindi, messo in condizioni di svolgere il suo ruolo di controllore delle scelte e decisioni governative, affogando nel particolare anzich\u00e9 esaminare le linee generali a livello di paesi di destinazione e di tipologia di armamenti, oltre che di valori generali delle esportazioni autorizzate e di stato di avanzamento delle commesse.<\/p>\n<p>Poich\u00e9, d\u2019altra parte, tutto questo \u00e8 basato su una legge, la 185 del 1990, approvata a larghissima maggioranza e che alcune forze politiche si ostinano a considerare quasi perfetta e, quindi, \u201cintoccabile\u201d, evidentemente non c\u2019\u00e8 interesse ad avere un sistema pi\u00f9 efficiente, anche sul piano dell\u2019informazione e controllo parlamentare.<\/p>\n<p>I principali paesi di destinazione delle autorizzazioni ad esportare sono stati: Emirati Arabi Uniti (14,7%), Arabia Saudita (13,3%), Algeria (10,5%), Stati Uniti (9,3%), Regno Unito (6,1%), India (4,5%). I paesi Nato hanno assorbito 979 milioni contro i 2.300 del 2009, pari al 33,7% (46,8% nel 2009). Per quanto riguarda, invece, le aree geopolitiche i dati sono: Africa settentrionale e Vicino Medio Oriente (49,1%), Europa (24,6%), America settentrionale (10,4%), Asia (10,2%). Emerge, quindi, uno spostamento delle nostre esportazioni verso il mercato internazionale, fuori dall\u2019area Nato, e, in particolare, verso Africa Settentrionale e Medio Oriente.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato reso possibile, ma ha anche comportato un aumento dei compensi di intermediazione perch\u00e9 l\u2019industria italiana si deve appoggiare ad agenti locali che conoscono i clienti e le regolamentazioni. I pagamenti per compensi di intermediazione, riferiti alle sole esportazioni definitive, sono, infatti, passati dai 36 milioni del 2009 ai 95 dello scorso anno. \u00c8, per\u00f2, evidente che questi mercati sono caratterizzati da un lato da una competizione esasperata fra imprese europee, americane, russe e, dall\u2019altro, da un\u2019elevata instabilit\u00e0, come hanno ampiamente dimostrato, negli ultimi mesi, il crollo dei regimi al potere.<\/p>\n<p>Fra le principali imprese esportatrici vi sono: Alenia Aeronautica con 575 milioni (18%), AgustaWestland con 541 milioni (17%), WASS con 267 milioni (8%), Fincantieri con 201 milioni (6%).<\/p>\n<p><b>Difficile riforma<\/b><br \/>Per cercare di far fronte ai cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni sullo scenario internazionale, il governo e le amministrazioni hanno cercato di cogliere l\u2019opportunit\u00e0 derivante dall\u2019obbligo di recepire nella nostra legislazione una serie di impegni internazionali per disegnare un sistema di controllo delle esportazioni che, mantenendo fermi i principi della legge 185, potesse snellirne le procedure e le strutture di gestione.<\/p>\n<p>A questo proposito il rapporto del presidente del Consiglio esplicitamente dichiara: \u201cIl processo di integrazione europeo nel campo della difesa e la progressiva razionalizzazione e ristrutturazione dell\u2019industria europea ha portato negli ultimi anni ad un forte aumento sia dell\u2019interscambio di sottosistemi e componenti militari che dei programmi di collaborazione intergovernativa per lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti per la difesa. Di fronte a questo radicale cambiamento il quadro normativo italiano \u00e8 risultato sempre pi\u00f9 inadeguato\u201d.<\/p>\n<p>Il 17 settembre il Consiglio dei ministri ha cos\u00ec approvato un articolato disegno di legge delega che avrebbe dovuto portare all\u2019auspicata riforma, rispettando nello stesso tempo la scadenza del 30 giugno 2011, fissata dalla direttiva europea 2009\/43 sui trasferimenti intra-comunitari per la sua trasposizione a livello nazionale.<\/p>\n<p>Dal suo inoltro al Senato, il 25 ottobre, \u00e8 per\u00f2 cominciata una ritirata che si \u00e8 presto trasformata in una rotta: prima ancora che cominciasse la discussione nelle Commissioni esteri e difesa , il governo ha ritenuto preferibile gi\u00e0 il 4 novembre cercare di inserire tutta la riforma come emendamento alla legge comunitaria 2010 all\u2019esame dello stesso Senato. Di fronte alle proteste dell\u2019opposizione che ne ha rilevato l\u2019estraneit\u00e0 allo spirito della legge comunitaria, oltre che l\u2019abnormit\u00e0 della proposta di racchiudere un intero ddl molto complesso in un unico articolo della stessa, il governo ha ripresentato a dicembre un nuovo emendamento limitato alla semplice trasposizione della direttiva comunitaria e delle due posizioni comuni dell\u2019Ue sul controllo dell\u2019intermediazione e delle esportazioni a paesi extra-europei.<\/p>\n<p>Nel frattempo era anche intervenuta una prima cancellazione da parte del servizio giuridico del Senato della parte relativa alla ratifica del nuovo articolo 16 dell\u2019Accordo Quadro\/LoI (che adesso dovr\u00e0 essere ripresentato autonomamente). Dopo l\u2019approvazione di alcuni emendamenti parlamentari in Commissione, il nuovo testo dell\u2019articolo 16 della legge comunitaria 2010 \u00e8 stato approvato dal Senato il 2 febbraio e poi trasmesso alla Camera.<\/p>\n<p><b>Tempo scaduto<\/b><br \/>In questo modo la prevista riforma organica della 185 \u00e8 stata abbandonata ed \u00e8 rimasta solo la parte europea. Si arriver\u00e0 cos\u00ec, seppure in ritardo, a semplificare i controlli solo sulle collaborazioni europee, dando l\u2019impressione di voler perseguire una volont\u00e0 pan-europea a discapito della dichiarata volont\u00e0 ed interesse a favorire la collaborazione transatlantica.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9, solo dopo che la legge comunitaria sar\u00e0 approvata definitivamente, con un secondo passaggio al Senato, potranno essere approvati dal governo i decreti legislativi che diventeranno operativi  dopo il parere del parlamento. A quel punto mancheranno ancora i regolamenti di attuazione e la riorganizzazione degli Uffici: il risultato sar\u00e0 l\u2019ennesima procedura di infrazione europea per il mancato rispetto del recepimento e un grave danno all\u2019industria italiana.<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, resteranno irrisolti i nodi di una normativa non pi\u00f9 adeguata a misurarsi con i cambiamenti avvenuti sul mercato internazionale, rischiando cos\u00ec di compromettere anche gli sforzi governativi per favorire la ricerca di nuovi sbocchi per l\u2019industria italiana.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le esportazioni italiane di equipaggiamenti militari nel 2010 sono ammontate a 2.750 milioni di euro contro i 2.240 milioni del 2009 con un aumento del 23%. Il dato \u00e8 stato reso noto dal Rapporto del Presidente del Consiglio pubblicato oggi. Il valore delle movimentazioni relative ai programmi di collaborazione intergovernativa \u00e8 stato di 770 milioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17140"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17140"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61716,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17140\/revisions\/61716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}