{"id":17320,"date":"2011-04-18T00:00:00","date_gmt":"2011-04-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-disarmo-nucleare-dopo-la-catastrofe-di-fukushima\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:25","slug":"il-disarmo-nucleare-dopo-la-catastrofe-di-fukushima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/il-disarmo-nucleare-dopo-la-catastrofe-di-fukushima\/","title":{"rendered":"Il disarmo nucleare dopo la catastrofe di Fukushima"},"content":{"rendered":"<p>Il terremoto\/tsunami che ha colpito il Giappone e il conseguente incidente occorso ai reattori di Fukushima Daiich hanno condotto a un ripensamento delle strategie energetiche e a una battuta d\u2019arresto di quel \u201cRinascimento nucleare\u201d di cui tanto si \u00e8 parlato negli ultimi anni. &#278; lecito domandarsi in che modo questi cambiamenti di posizione sull\u2019uso del nucleare civile si stiano riflettendo sul nucleare in campo militare, visto che negli ultimi anni si \u00e8 sviluppato un movimento, sia a livello teorico che politico, a favore di un mondo privo di armi nucleari, un obiettivo rilanciato due anni fa dal presidente degli Stati Uniti. <\/p>\n<p>\tBench\u00e9 l\u2019incidente sia stato causato da un cataclisma naturale inevitabile e di dimensioni senza precedenti, sono prepotentemente riemerse le apprensioni dell\u2019opinione pubblica nei confronti dell\u2019energia nucleare e l\u2019esigenza  di rafforzare le misure di protezione e sicurezza (<i>safety and security<\/i>) di strutture che sono tra le pi\u00f9 critiche al mondo.<\/p>\n<p><b>Pausa di riflessione<\/b><br \/>Ha colpito l\u2019immaginario collettivo il fatto che la catastrofe si sia verificata in un paese altamente industrializzato, all\u2019avanguardia nel campo nucleare, dotato di un numero di centrali inferiore solo agli Stati Uniti e alla Francia, attento e preparato come nessun altro ai rischi sismici. L\u2019impatto non ha mancato di farsi sentire: la Germania ha deciso di chiudere le centrali pi\u00f9 antiquate, l\u2019Italia ha congelato per un anno il processo di ritorno al nucleare, l\u2019Unione europea ha deciso di sottoporre ad uno \u201c<i>stress test<\/i>\u201d tutte le centrali, la Cina ha temporaneamente sospeso i nuovi progetti.<\/p>\n<p>Nell\u2019insieme una battuta di arresto che presenta non poche analogie con quanto avvenne in occasione del ben pi\u00f9 drammatico incidente di Chernobyl. L\u2019Italia fu allora l\u2019unico paese a chiudere definitivamente le sue centrali, incluse quella di Caorso da poco in funzione e quella di Montalto di Castro ancora in costruzione.<\/p>\n<p>L\u2019aumento del numero di paesi che negli ultimi anni hanno deciso di intraprendere la strada del nucleare civile, avvalendosi del \u201cdiritto inalienabile\u201d all\u2019energia nucleare sancito dal trattato di Non-proliferazione nucleare (Tnp), aveva gi\u00e0 imposto una maggiore prudenza e il rafforzamento delle misure di sicurezza. Ne sono una testimonianza il vertice sulla sicurezza nucleare tenutosi proprio un anno fa a Washington e il processo che ne \u00e8 seguito. A maggior ragione ci\u00f2 dovr\u00e0 avvenire dopo l\u2019incidente di Fukushima. Destano preoccupazione, ad esempio, le difficolt\u00e0 tecniche che risultano essersi verificate, poco prima dell\u2019incidente in Giappone, presso la nuova centrale iraniana di Bushehr che hanno condotto alla sospensione delle attivit\u00e0 e alla scarica del combustibile. Nonostante le legittime esigenze energetiche globali, \u00e8 difficile pensare che dopo la pausa si ritorni al \u201c<i>business as usual<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>Riflessi in campo militare<\/b><br \/>&#278; lecito domandarsi se quanto accaduto nel campo energetico civile potr\u00e0 avere un riflesso anche sulle armi nucleari. La fiducia nell\u2019energia nucleare non dipende soltanto da quanto avviene nelle centrali; essa risente del \u201cpeccato originale\u201d derivante dal fatto che il suo primo uso nel 1945 avvenne per scopi militari. Inoltre, l\u2019incidente di Fukushima \u00e8 avvenuto nel primo e finora unico paese contro cui \u00e8 stata usata l\u2019arma nucleare: ci\u00f2 ha contribuito a evidenziare, almeno a livello simbolico, il legame fra nucleare civile e militare.<\/p>\n<p>Anche se gli effetti di un\u2019esplosione atomica sarebbero assai pi\u00f9 devastanti, non sfuggono alcune affinit\u00e0 tra la recente triplice catastrofe giapponese (terremoto, tsunami e radiazioni nucleari) e le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki.<\/p>\n<p>Il ripensamento sul nucleare civile potrebbe quindi riverberarsi anche sul fronte degli armamenti, tenuto conto che negli ultimi anni si \u00e8 sviluppato un movimento per un mondo privo di armi nucleari. Tra i suoi promotori figura lo stesso Presidente degli Stati Uniti il quale, nel suo coraggioso discorso di Praga dell\u2019aprile di due anni fa, si associ\u00f2 alle eminenti personalit\u00e0 americane e straniere (tra cui anche cinque italiane) che si erano pronunciate a favore di dell\u2019\u201copzione zero\u201d. In quell\u2019occasione il Presidente Obama evoc\u00f2 per la prima volta anche la particolare responsabilit\u00e0 morale degli Stati Uniti in quanto primo e unico paese ad aver impiegato tale tipo di armamento.<\/p>\n<p><b>Implicazioni etiche<\/b><br \/>&#278; da anni che si parla delle implicazioni dell\u2019uso dell\u2019arma nucleare e delle distruzioni indiscriminate sotto il profilo etico ed umanitario. Il dibattito \u00e8 stato promosso da attori autorevoli, come la Santa Sede e il Comitato internazionale della Croce rossa, ma anche da alcuni governi e organizzazioni non governative.<\/p>\n<p>Il principale punto di riferimento per quanto riguarda il diritto internazionale rimane il sofferto parere della Corte Internazionale di Giustizia del 1996 sulla legalit\u00e0 dell\u2019uso e della minaccia dell\u2019uso dell\u2019arma nucleare. La massima istanza della giustizia internazionale indic\u00f2 all\u2019unanimit\u00e0 la necessit\u00e0 che la minaccia o l\u2019uso delle armi nucleari fossero compatibili con le disposizioni del diritto internazionale applicabile ai conflitti armati e con i principi del diritto internazionale umanitario, aggiungendo che in linea generale l\u2019impiego sarebbe contrario alle norme che disciplinano i conflitti armati.<\/p>\n<p>La Corte non giunse a pronunciarsi a favore dell\u2019illegalit\u00e0 totale dell\u2019arma nucleare: si dichiar\u00f2 infatti incapace di esprimersi in maniera definitiva sulla legalit\u00e0 o meno dell\u2019impiego o della minaccia, qualora questi ultimi avvenissero \u201cin circostanze estreme di legittima difesa in cui fosse in giuoco la stessa sopravvivenza di uno Stato\u201d.<\/p>\n<p>Il parere della Corte, per quanto non vincolante, e nonostante alcune ambiguit\u00e0, viene regolarmente citato come una pietra miliare da coloro che contestano la legittimit\u00e0 dell\u2019uso dell\u2019arma nucleare. Il pronunciamento del 1996 non ebbe seguiti operativi immediati anche se \u00e8 sempre rimasto vivo il dibattito internazionale sulle cosiddette \u201cgaranzie negative\u201d e cio\u00e8 sul non-impiego dell\u2019arma atomica da parte delle potenze nucleari nei confronti dei paesi che hanno rinunciato a tale arma.<\/p>\n<p><b>Conseguenze umanitarie<\/b><br \/>Uno sviluppo significativo si \u00e8 avuto lo scorso anno, allorch\u00e9 i 189 paesi parte al Trattato di non-proliferazione nucleare (Tnp) espressero, in un Piano di azione approvato consensualmente, la loro profonda preoccupazione (<i>deep concern<\/i>) per le \u201ccatastrofiche conseguenze umanitarie dell\u2019impiego dell\u2019arma nucleare\u201d e riaffermarono \u201cla necessit\u00e0 che tutti gli stati rispettino sempre le pertinenti norme internazionali incluso il diritto umanitario internazionale\u201c.<\/p>\n<p>Attraverso tali disposizioni del Piano di azione, la questione umanitaria viene introdotta anche all\u2019interno del Tnp, che \u00e8 il principale processo multilaterale dedicato alle questioni del nucleare civile e militare, aprendo la strada a possibili nuovi sviluppi.<\/p>\n<p>L\u2019incidente di Fukushima, che ha evidenti implicazioni sul piano dell\u2019energia e della sicurezza delle centrali, potrebbe dunque averne anche sulla questione dell\u2019impiego dell\u2019arma nucleare. Gli aspetti civili e militari sono due facce della stessa medaglia.<\/p>\n<p>&#278; probabile che di ci\u00f2 si inizi a parlare gi\u00e0 in occasione della prossima Assemblea generale dell\u2019Onu. Altri importanti appuntamenti internazionali sono in programma il prossimo anno: riprender\u00e0 il processo di riesame del Tnp; si terr\u00e0 a Seoul il secondo vertice sulla sicurezza nucleare; ed \u00e8 prevista una Conferenza su una Zona priva di armi nucleari e di distruzione di massa in Medioriente. Tre appuntamenti che potrebbero rilanciare l\u2019agenda del disarmo nucleare a livello multilaterale, venendo incontro anche alle nuove, gravi preoccupazioni suscitate nell\u2019opinione pubblica dalla tragedia di Fukushima.<\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terremoto\/tsunami che ha colpito il Giappone e il conseguente incidente occorso ai reattori di Fukushima Daiich hanno condotto a un ripensamento delle strategie energetiche e a una battuta d\u2019arresto di quel \u201cRinascimento nucleare\u201d di cui tanto si \u00e8 parlato negli ultimi anni. &#278; lecito domandarsi in che modo questi cambiamenti di posizione sull\u2019uso del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[84,126,117,101,103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17320"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61866,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17320\/revisions\/61866"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}