{"id":17390,"date":"2011-04-27T00:00:00","date_gmt":"2011-04-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/laudace-equilibrismo-del-qatar\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:23","slug":"laudace-equilibrismo-del-qatar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/laudace-equilibrismo-del-qatar\/","title":{"rendered":"L\u2019audace equilibrismo del Qatar"},"content":{"rendered":"<p>Piccolo ma ricchissimo emirato sulle sponde del Golfo Persico, il Qatar sta emergendo come un importante attore a sostegno delle politiche occidentali nella crisi libica. Ha contribuito in maniera determinante, insieme agli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), a convincere la Lega Araba ad appoggiare l\u2019imposizione di una <i>no-fly zone<\/i> in Libia. &#278; stato inoltre il primo paese arabo a riconoscere il Consiglio nazionale transitorio come legittimo rappresentante del popolo libico. Oggi partecipa attivamente alla missione militare, seppure con un apporto puramente simbolico in termini di uomini e mezzi: i suoi caccia di produzione francese contribuiscono alle operazioni militari contro le forze di Gheddafi, decollando dall\u2019isola di Creta. Doha gioca dunque un ruolo di primo piano nel conflitto libico, in stretto coordinamento con Parigi, e con la benedizione di Washington.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/map_qatar.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Oltre a fornire assistenza umanitaria ai ribelli sotto forma di cibo e medicinali, il Qatar sta inoltre vendendo sul mercato petrolio libico proveniente dalle regioni sotto il controllo dei ribelli, e acquista carburante per conto di questi ultimi, con il tacito accordo di Washington. <i>Libya TV<\/i>, il nuovo canale televisivo attraverso il quale i ribelli (utilizzando un satellite francese) fanno sentire la propria voce, \u00e8 anch\u2019essa un dono del Qatar, e trasmette da Doha.<\/p>\n<p><b>Asse con Parigi<\/b><br \/>Il Gruppo di contatto sulla Libia, la cui prossima riunione si svolger\u00e0 a Roma il 5 maggio, si \u00e8 riunito per la prima volta proprio a Doha, in Qatar, il 13 aprile. In quell\u2019occasione si \u00e8 discusso anche della possibilit\u00e0 di fornire armi alle forze fedeli al Consiglio nazionale transitorio di Bengasi, ma segretamente Doha stava gi\u00e0 dotando i ribelli libici di armi anti-tank di fabbricazione francese. Del Gruppo di contatto fanno parte, oltre a 21 paesi, anche Onu, Nato, Ue, Lega Araba, Organizzazione della Conferenza islamica e Consiglio di Cooperazione del Golfo.<\/p>\n<p>I rapporti tra il Qatar e la Francia hanno avuto un notevole impulso con l\u2019ascesa al potere di Sarkozy nel 2007. Doha \u00e8 un importante cliente dell\u2019industria aeronautica e bellica francese, e le esportazioni francesi in Qatar superano il miliardo di euro l\u2019anno. Dal canto suo, il piccolo emirato \u00e8 riuscito a rafforzare la sua influenza diplomatica anche grazie all\u2019amicizia con Parigi. \u00c8 da notare inoltre che il fondo sovrano del Qatar possiede importanti quote di societ\u00e0 francesi di rilevanza strategica.<\/p>\n<p>La crisi libica ha segnato un nuovo punto di convergenza tra Doha e Parigi. <i>Al-Jazeera<\/i>, l\u2019influente canale satellitare del Qatar, ha avuto un ruolo di primo piano nel sostegno alla causa dei ribelli libici e nella creazione di un clima internazionale favorevole a un intervento sancito dall\u2019Onu.<\/p>\n<p> <b>Svolta con Washington<\/b><br \/>Il ruolo giocato dal Qatar in Libia sta anche contribuendo al rafforzamento dei rapporti con Washington, suggellato dalla visita dell\u2019emiro Hamad bin Khalifa al-Thani alla Casa Bianca lo scorso 14 aprile, un\u2019importante novit\u00e0 nella politica estera dell\u2019emirato.<\/p>\n<p>Sebbene il Qatar ospiti una gigantesca base aerea americana ad al-Udeid, a pochi chilometri da Doha, in questi anni il brillante emiro Hamad bin Khalifa non si \u00e8 fatto scrupolo di opporsi alle politiche americane e israeliane in Medio Oriente, sia strizzando l\u2019occhio alle posizioni panarabe del canale satellitare <i>Al-Jazeera<\/i>, sia impegnandosi in un\u2019azione diplomatica in varie aree di crisi.<\/p>\n<p>In occasione del conflitto israelo-libanese dell\u2019estate del 2006, Doha prese le distanze da Arabia Saudita e Egitto, gli alleati arabi di Washington che avevano giustificato l\u2019attacco israeliano. L\u2019emiro del Qatar ha ospitato a Doha il leader di Hamas, Khaled Meshaal, e per anni ha permesso allo Sheikh Yusuf al-Qaradawi, uno dei pi\u00f9 influenti rappresentanti religiosi dell\u2019Islam sunnita, di condurre da Doha una notissima trasmissione su <i>Al-Jazeera<\/i>, malgrado le critiche di cui Qaradawi \u00e8 stato ripetutamente oggetto negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il Qatar si \u00e8 inoltre mostrato tradizionalmente aperto nei confronti dell\u2019Iran. Nel 2007 le autorit\u00e0 del paese hanno anche invitato il presidente iraniano Ahmadinejad a prendere parte al vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Doha, malgrado l\u2019aperta opposizione di Riyadh. Ma il rapporto amichevole con Teheran \u00e8 dettato da ragioni strategiche: il Qatar condivide con l\u2019Iran un gigantesco giacimento sottomarino di gas, che contribuisce in misura determinante all\u2019ineguagliata ricchezza del piccolo emirato.<\/p>\n<p><b>Pericoli del Golfo<\/b><br \/>Il Qatar \u00e8 un paese di poco pi\u00f9 di un milione e mezzo di abitanti, pi\u00f9 di tre quarti dei quali sono lavoratori espatriati, provenienti dal Pakistan, dall\u2019India e da altri paesi asiatici. L\u2019emirato \u00e8 il maggior esportatore mondiale di gas naturale liquefatto, ed vanta il Pil pro capite pi\u00f9 elevato del mondo.<\/p>\n<p>Questa enorme ricchezza ha permesso al Qatar di non subire i contraccolpi delle rivolte che stanno scuotendo la regione: sebbene <i>Al-Jazeera<\/i> sponsorizzi le forze democratiche nel resto del mondo arabo, l\u2019emirato pu\u00f2 permettersi di mantenere il controllo della scarsa popolazione residente attraverso sussidi e benefici economici. Un perfetto esempio di capitalismo autoritario.<\/p>\n<p>La straordinaria ricchezza energetica dell\u2019emirato lo espone anche alle mire dei due ingombranti vicini: Arabia Saudita e Iran. Di qui gli spregiudicati equilibrismi dell\u2019emiro per evitare che il paese rimanga schiacciato politicamente ed economicamente.<\/p>\n<p>La presenza della base aerea americana \u00e8 la prima assicurazione sulla vita per l\u2019emiro qatariota. La sua politica di buoni rapporti con potenze occidentali come gli Usa e la Francia, ma allo stesso tempo con l\u2019Iran, la Siria e le altre forze del cosiddetto \u201casse della resistenza\u201d araba, rappresenta la seconda garanzia per Doha, e un modo per tenere a bada l\u2019ingombrante vicino saudita, con cui i rapporti non sono mai stati idilliaci.<\/p>\n<p>Quando a met\u00e0 marzo i sauditi, spaventati dalle rivolte e dalle proteste che li circondano da tutti i lati &#8211; in Egitto, nello Yemen, nell\u2019Oman, in Giordania e in Siria &#8211; e soprattutto terrorizzati dalla sollevazione nel vicino Bahrein, situato a pochi chilometri dalle proprie coste, hanno deciso di inviare mille soldati per aiutare la monarchia Al-Khalifa che regna a Manama a soffocare la rivolta, il Qatar ha lasciato che le truppe saudite intervenissero, assieme a quelle dei vicini Emirati Arabi Uniti, sotto la bandiera del Gcc, di cui anche il Qatar fa parte.<\/p>\n<p>L\u2019intervento saudita in un paese come il Bahrein, la cui popolazione \u00e8 in maggioranza sciita sebbene la monarchia al potere sia sunnita, ha tuttavia inasprito le tensioni settarie nel Golfo, deteriorando ulteriormente i rapporti di Riyadh con Teheran e con altri paesi a maggioranza sciita, come l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Di fronte all\u2019attivismo politico saudita e alle crescenti tensioni nel Golfo, l\u2019emiro del Qatar ha ritenuto prudente rinsaldare i rapporti con Washington. Una mossa in linea con l\u2019audace funambolismo della sua politica estera, e forse obbligata negli equilibri sempre pi\u00f9 instabili del Medioriente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccolo ma ricchissimo emirato sulle sponde del Golfo Persico, il Qatar sta emergendo come un importante attore a sostegno delle politiche occidentali nella crisi libica. Ha contribuito in maniera determinante, insieme agli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), a convincere la Lega Araba ad appoggiare l\u2019imposizione di una no-fly zone in Libia. 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