{"id":17420,"date":"2011-04-29T00:00:00","date_gmt":"2011-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-minaccia-fondamentalista-nei-territori-palestinesi\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:22","slug":"la-minaccia-fondamentalista-nei-territori-palestinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/la-minaccia-fondamentalista-nei-territori-palestinesi\/","title":{"rendered":"La minaccia fondamentalista nei territori palestinesi"},"content":{"rendered":"<p>Il sequestro e la brutale uccisione dell\u2019attivista Vittorio Arrigoni hanno tragicamente richiamato l\u2019attenzione sul ruolo dei gruppi salafiti-jihadisti nel conflitto israelo-palestinese. La presenza di gruppi e associazioni salafiti nei territori palestinesi \u00e8 sempre stata esigua. La maggioranza di questa corrente fondamentalista sunnita non \u00e8 violenta. Si \u00e8 diffusa nei territori palestinesi, specialmente nella Striscia di Gaza, a partire dagli anni \u201970, sotto l\u2019influenza del ramo ultraconservatore del wahabismo, dominante in Arabia Saudita.<\/p>\n<p><b>Gruppi non violenti<\/b><br \/>I salafiti si dedicano alla propaganda religiosa (<i>dawa<\/i>) impegnandosi prevalentemente in attivit\u00e0 di predicazione, di indottrinamento e caritatevoli, alla luce di un\u2019interpretazione letterale del Corano e della Sunna, che avversa le innovazioni (<i>bida<\/i>) religiose e le consuetudini devozionali, cos\u00ec come il pensiero razionalista; al centro della loro dottrina vi \u00e8 una concezione integralista e radicale dell\u2019unit\u00e0 e unicit\u00e0 di Allah (<i>tawhid<\/i>). I salafiti reclamano il ritorno alla (presunta) purezza originaria dell\u2019Islam: il termine<i> salaf<\/i>, \u201cpredecessori\u201d, indica proprio le prime tre generazioni di musulmani.<\/p>\n<p>I gruppi salafiti non violenti rifiutano l\u2019impegno in politica e generalmente non sono interessati alla causa palestinese in quanto causa della singola nazione palestinese. Negli ultimi anni hanno mantenuto una posizione neutrale sul conflitto tra Hamas e Fatah.<\/p>\n<p><b>Minoranza radicale<\/b><br \/>I salafiti-jihadisti palestinesi sono una piccola minoranza radicale che si avvale della violenza politica. L\u2019ideologia salafita-jihadista, diffusasi durante la guerra in Afghanistan contro l\u2019occupazione sovietica, combina l\u2019integralismo religioso con l\u2019impegno obbligatorio nel <i>jihad <\/i>contro gli apostati e gli infedeli, prendendo di mira anche i civili.<\/p>\n<p>I salafiti-jihadisti palestinesi si articolano in una galassia mutevole di sigle, composta presumibilmente da alcune centinaia o, al pi\u00f9, poche migliaia di militanti; non di rado si tratta di uomini fuoriusciti o persino ancora in forze a Hamas e al suo braccio militare (le Brigate al-Qassam), come nel caso, sembra, degli assassini di Vittorio Arrigoni. A questi militanti autoctoni si devono aggiungere alcune dozzine di volontari stranieri, provenienti dal Vicino Oriente, dal Nordafrica, dalla penisola arabica e persino da alcuni paesi europei.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/gaza_map.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>I gruppi organizzati sono diffusi principalmente nella Striscia di Gaza e hanno manifestato la loro presenza intorno al 2004. Tra queste formazioni si segnalano Jaish al-Islam, Jaish al-Umma, Jund Ansar Allah e Tawhid wal-Jihad.<\/p>\n<p><b>Soldati dell\u2019Islam<\/b><br \/>Jaish al-Islam (in arabo \u201cEsercito dell\u2019Islam\u201d) si \u00e8 formato nel 2006, sotto la guida di Mumtaz Dughmush, capo del potente clan omonimo. Secondo le informazioni disponibili, il gruppo aspira a realizzare attacchi di alto profilo contro obiettivi israeliani, ma le sue capacit\u00e0 al momento sono limitate. Nel 2010 alcuni suoi esponenti sono stati vittime di assassinii mirati da parte di agenti israeliani. Il 25 gennaio 2006 Jaish al-Islam ha collaborato con Hamas al sequestro del soldato israeliano Gilad Shalit (ancora oggi nelle mani di Hamas).<\/p>\n<p>Le relazioni tra i due gruppi si sono tuttavia interrotte nel giugno del 2007, dopo che Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza con la forza. Il 12 marzo dello stesso anno Jaish al-Islam ha rapito il giornalista della Bbc Alan Johnston, liberandolo quattro mesi dopo sotto la pressione di Hamas. Il gruppo \u00e8 accusato di aver organizzato l\u2019attentato contro la chiesa copta di Alessandria d\u2019Egitto nella notte di Capodanno 2011.<\/p>\n<p>Jaish al-Umma (\u201cEsercito della comunit\u00e0 musulmana\u201d), emerso intorno al 2006, ha abbracciato la causa transnazionale di al-Qaida, ma, al di l\u00e0 delle proclamazioni retoriche, finora ha circoscritto il suo impegno alla Striscia di Gaza. Dal 2008 si \u00e8 scontrato ripetutamente con Hamas; il suo leader, Abu Hafs al-Maqdisi, \u00e8 stato arrestato pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p>Jund Ansar Allah (\u201cSoldati ausiliari di Allah\u201d) si \u00e8 costituito alla fine del 2008. Il 14 agosto 2009 il leader spirituale dell\u2019organizzazione, Abdal Latif Mussa, ha criticato duramente l\u2019operato di Hamas e ha proclamato l\u2019instaurazione di un emirato islamico sui territori palestinesi durante la preghiera del venerd\u00ec presso la moschea Ibn Taymiyya di Rafah. In risposta Hamas ha deciso di porre sotto assedio la moschea; lo scontro a fuoco che ne \u00e8 seguito ha provocato la morte di 24 persone, tra cui lo stesso Mussa.<\/p>\n<p>Tawhid wal-Jihad (\u201cMonoteismo e Jihad\u201d), formazione che si ispira dichiaratamente ad al-Qaida, ha al suo attivo il lancio di alcuni razzi contro il territorio israeliano. Il gruppo \u00e8 considerato responsabile dell\u2019omicidio di Vittorio Arrigoni, bench\u00e9 abbia negato il proprio coinvolgimento.<\/p>\n<p><b>La posizione di al-Qaida<\/b><br \/>Questi gruppi si ispirano all\u2019ideologia di al-Qaida, ma al momento non vi sono conferme di connessioni formali con l\u2019organizzazione fondata da Osama Bin Laden. La dirigenza di al-Qaida sembra restia a sostenere ufficialmente tali formazioni, di dimensioni ridotte, piuttosto instabili e talvolta dalle dubbie credenziali: per esempio, il clan Dughmush \u00e8 noto pi\u00f9 per le attivit\u00e0 criminali, i traffici illeciti e per i frequenti cambi di alleanza che per la dedizione alla causa salafita. D\u2019altra parte, azioni eclatanti come il sequestro di Alan Johnston possono aver suscitato l\u2019interesse di al-Qaida.<\/p>\n<p>Dopo l\u201911 settembre la retorica di al-Qaida ha dedicato uno spazio crescente al conflitto israelo-palestinese, anche se l\u2019organizzazione non ha mai colpito obiettivi di rilievo in territorio israeliano. Nei primi anni il giudizio su Hamas non appariva ostile. Tuttavia, dopo la netta vittoria del movimento palestinese alle elezioni legislative del 25 gennaio 2006 e la breve esperienza del governo di unit\u00e0 nazionale con i nazionalisti laici di Fatah nel 2007, al-Qaida ha pi\u00f9 volte criticato aspramente l\u2019azione di Hamas, solitamente per voce del suo numero due, l\u2019egiziano Ayman al-Zawahiri.<\/p>\n<p>Sono cos\u00ec balzate in primo piano le differenze ideologiche tra le due organizzazioni islamiste, su questioni salienti, come il rapporto tra Islam e nazionalismo, la partecipazione alle elezioni democratiche, le modalit\u00e0 di confronto con lo Stato di Israele, la \u201cscomunica\u201d dei presunti apostati (<i>takfir<\/i>), lo status degli sciiti. La rivalit\u00e0 tra al-Qaeda e Hamas rimanda, peraltro, al pi\u00f9 ampio confronto tra la corrente salafita-jihadista e il movimento dei Fratelli musulmani all\u2019interno del mondo islamista sunnita: Hamas, del resto, \u00e8 sorto nel 1987 dal ramo palestinese della Fratellanza musulmana egiziana.<\/p>\n<p><b>Lo scontro con Hamas<\/b><br \/>Negli ultimi anni i gruppi salafiti-jihadisti palestinesi hanno rivolto almeno tre accuse a Hamas: la partecipazione alle elezioni palestinesi in una cornice laica (in contrapposizione al principio salafita della sovranit\u00e0 assoluta di Allah), la mancata imposizione della <i>sharia <\/i>nella Striscia di Gaza e, soprattutto, gli accordi con Israele per il cessate il fuoco.<\/p>\n<p>Questi gruppi, bench\u00e9 abbiano dimensioni, capacit\u00e0 e risorse modeste, rappresentano una minaccia non trascurabile per Hamas perch\u00e9 sfidano la sua autorit\u00e0 e ne mettono a repentaglio il controllo del territorio. Non stupisce quindi che Hamas, dal 2007 responsabile del governo <i>de facto <\/i>della Striscia di Gaza, abbia ordinato numerosi arresti e non abbia esitato a intraprendere pesanti azioni militari. I gruppi salafiti-jihadisti hanno reagito con altri atti di violenza, come l\u2019attacco ad un complesso di edifici di Hamas a Gaza il 29 agosto 2009, pochi giorni dopo la strage alla moschea di Rafah.<\/p>\n<p>Il processo di progressiva radicalizzazione e di \u201cislamizzazione\u201d della popolazione della Striscia di Gaza supportato e promosso anche da Hamas ha prodotto un terreno fertile per la competizione tra gruppi estremisti. Il pacifista italiano Vittorio Arrigoni \u00e8 caduto vittima di questa sorta di faida del radicalismo palestinese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sequestro e la brutale uccisione dell\u2019attivista Vittorio Arrigoni hanno tragicamente richiamato l\u2019attenzione sul ruolo dei gruppi salafiti-jihadisti nel conflitto israelo-palestinese. La presenza di gruppi e associazioni salafiti nei territori palestinesi \u00e8 sempre stata esigua. La maggioranza di questa corrente fondamentalista sunnita non \u00e8 violenta. 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