{"id":17430,"date":"2011-04-29T00:00:00","date_gmt":"2011-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verso-una-nuova-legge-elettorale-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:23","slug":"verso-una-nuova-legge-elettorale-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/verso-una-nuova-legge-elettorale-europea\/","title":{"rendered":"Verso una nuova legge elettorale europea?"},"content":{"rendered":"<p>Il 19 aprile la Commissione affari costituzionali (Afco) del Parlamento europeo (Pe) ha approvato la proposta di riforma del sistema elettorale presentata dal liberale britannico Andrew Duff. L\u2019obiettivo \u00e8 di accrescere la rappresentativit\u00e0 del Parlamento europeo, cui il Trattato di Lisbona (entrato in vigore a dicembre 2009) conferisce nuovi e importanti poteri, e di introdurre la possibilit\u00e0 di dar vita a liste elettorali transnazionali, composte da candidati provenienti da tutti i paesi europei.<\/p>\n<p>Traendo spunto dalle indicazioni contenute nel Trattato di Lisbona (art. 14), la \u201cproposta Duff\u201d propone infatti sia una redistribuzione dei seggi parlamentari su base nazionale, sia la creazione di una lista transnazionale europea. La proposta riformula inoltre il protocollo sulle immunit\u00e0 e i privilegi dei parlamentari europei, che verrebbero uniformati in tutti i paesi Ue. L\u2019ultima riforma elettorale europea risale, del resto, al 1997.<\/p>\n<p>L&#8217;approvazione della proposta di riforma a larga maggioranza da parte della Commissione Afco, solleva tuttavia diversi problemi, anche perch\u00e9 su vari punti del testo il consenso \u00e8 ancora molto fragile. Anche per questo l\u2019approvazione della proposta da parte dell&#8217;assemblea plenaria del Pe (il voto \u00e8 previsto per la sessione di giugno), \u00e8 tutt\u2019altro che scontata.<\/p>\n<p><b>Riforma necessaria<\/b><br \/>Secondo l&#8217;Art. 223 del Trattato sul Funzionamento dell&#8217;Ue, il Pe \u00e8 tenuto a presentare una proposta per l\u2019elezione a suffragio universale dei suoi membri , che deve poi essere approvata all&#8217;unanimit\u00e0 dal Consiglio europeo (art. 14) e quindi ratificata da tutti gli Stati membri. Portando a conclusione un processo iniziato nel 2007 con la stesura del rapporto Lamassoure-Severin, il Trattato di Lisbona fissa i criteri (art. 14) per la distribuzione dei seggi del Pe, cui ci si deve attenere anche dopo l\u2019adesione di nuovi paesi (punto che suscita la preoccupazione di diversi stati membri): il numero totale di seggi non deve superare i 751; deve essere rispettata la soglia minima di sei seggi per Stato membro; a nessuno Stato membro possono essere attribuiti pi\u00f9 di 96 seggi; il processo di redistribuzione deve rispettare il principio di &#8216;proporzionalit\u00e0 digressiva&#8217;, in base al quale agli stati pi\u00f9 piccoli (meno popolosi) spetta un numero di rappresentanti proporzionalmente pi\u00f9 alto di quello dei paesi pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Per raggiungere un accordo equilibrato e che consenta di rispettare i criteri del trattato anche in caso di nuove adesioni, Andrew Duff ha commissionato l&#8217;elaborazione di una formula matematica ad hoc. Un panel di matematici riunitosi a Cambridge nel gennaio 2011 ha messo a punto quello che \u00e8 stato definito <a href= \" http:\/\/www.statslab.cam.ac.uk\/~grg\/cam-report-final2.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Cambridge Compromise<\/u><\/b><\/a>, una formula di tipo lineare basata sui dati relativi alle varie popolazioni europee. In grado di adattarsi con relativa flessibilit\u00e0 sia a futuri cambiamenti demografici sia ad un eventuale ingresso nell&#8217;Ue di altri Stati membri (vedi Islanda, Croazia o Turchia), la formula \u00e8 stata presentata ai membri dell&#8217;Afco a febbraio.<\/p>\n<p>Ma poich\u00e9 la formula proposta implica una diminuzione di seggi nel Pe per ben sedici stati membri, mentre ne beneficerebbero Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna, molti  Stati di media grandezza (in particolare Austria, Portogallo, Repubblica Ceca, Ungheria) vi si oppongono strenuamente. La decisione di non includere nel testo finale della &#8216;proposta Duff&#8217; approvato in Afco ogni riferimento a una precisa formula matematica, ma di rinviare la definizione politica del concetto a un momento successivo, mette in luce la difficolt\u00e0 di trovare un effettivo punto di accordo.<\/p>\n<p><b>Lista transnazionale<\/b><br \/>Il secondo aspetto della proposta Duff che sembra invece raccogliere un consenso pi\u00f9 ampio riguarda la creazione di liste transnazionali gi\u00e0 a partire dalle elezioni europee del 2014. In linea con l&#8217;articolo 10.2 del Trattato dell&#8217;Ue, che sottolinea che i cittadini  sono rappresentati a livello europeo direttamente dal Pe, la creazione di una lista transnazionale si pone l\u2019obiettivo di sviluppare ulteriormente uno spazio pubblico specificamente europeo. Come sottolineato in pi\u00f9 occasioni dallo stesso Duff, ci\u00f2 consentirebbe inoltre di spezzare, o almeno allentare, il rapporto di dipendenza politica che oggi lega i parlamentari europei ai partiti nazionali.<\/p>\n<p>La proposta Duff prospetta la creazione di 25 seggi europei addizionali (per un totale, dunque, di 776 seggi), da eleggersi in una singola circoscrizione europea tramite liste transazionali, composte da candidati provenienti da almeno un terzo degli Stati membri. In questo modo l&#8217;elettore avrebbe la possibilit\u00e0 di esprimere due voti separati: il primo per la lista nazionale\/regionale, ed il secondo per la lista transnazionale. Un&#8217;authority elettorale dovrebbe quindi essere istituita per regolare e verificare i risultati elettorali di tali liste transnazionali.<\/p>\n<p>Sebbene questa innovazione possa rappresentare una parziale risposta alla crescente disaffezione dei cittadini alle elezioni europee (considerate deboli e non sufficientemente omogenee da uno <a href= \" http:\/\/www.osce.org\/odihr\/elections\/eu\/38680\" target= \"blank\"><b><u> studio<\/u><\/b><\/a> pubblicato nel 2009 dall&#8217;Osce), ulteriori innovazioni sembrano necessarie per un miglior funzionamento della competizione elettorale europea. Nei fatti, liste transazionali consentirebbero un rafforzamento dei partiti transnazionali ma, per creare un autentico sistema partitico europeo, servono altre misure di riforma.<\/p>\n<p>Un altro tassello fondamentale, come gi\u00e0 sottolineato in uno <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Quaderni\/Quaderni_E_14.pdf\" target= \"blank\"><b><u>studio<\/u><\/b><\/a> dello IAI del 2009 e in uno<a href= \"http:\/\/cadmus.eui.eu\/bitstream\/handle\/1814\/14744\/StudyTransnationalPartySystem.pdf?sequence=1\" target= \"blank\"><b><u> studio<\/u><\/b><\/a> dell&#8217;<i>European University Institute<\/i> del 2010, sarebbe rappresentato dalla possibilit\u00e0 di una competizione elettorale diretta tra i candidati alla presidenza della Commissione europea, indicati dai partiti prima delle elezioni del Parlamento europeo. Questo passaggio consentirebbe infatti un confronto elettorale pi\u00f9 centrato sul merito dei temi europei che su questioni meramente nazionali, contribuendo probabilmente anche ad una maggiore partecipazione elettorale.<\/p>\n<p><b>Strada in salita<\/b><br \/>Nonostante la recente approvazione della proposta Duff a larga maggioranza in Commissione, numerosi ostacoli rimangono sulla strada della sua definitiva approvazione sia da parte del Pe, sia soprattutto da parte del Consiglio europeo, dove \u00e8 molto difficile raggiungere l\u2019unanimit\u00e0 su un tema cos\u00ec complesso. <\/p>\n<p> A prescindere dall\u2019esito di questa vicenda, \u00e8 comunque importante che il Parlamento abbia deciso di riaprire il dibattito sia sulla riforma della legge elettorale sia, pi\u00f9 in generale, sugli strumenti per affrontare il deficit democratico dell\u2019Ue, in vista delle elezioni del 2014. Nonostante la complessa variet\u00e0 degli interessi che coinvolge, questo nodo deve rimanere al centro dell\u2019agenda europea dei prossimi anni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 aprile la Commissione affari costituzionali (Afco) del Parlamento europeo (Pe) ha approvato la proposta di riforma del sistema elettorale presentata dal liberale britannico Andrew Duff. 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