{"id":17440,"date":"2011-04-30T00:00:00","date_gmt":"2011-04-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libia-laviazione-italiana-puo-fare-la-differenza\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:22","slug":"libia-laviazione-italiana-puo-fare-la-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/04\/libia-laviazione-italiana-puo-fare-la-differenza\/","title":{"rendered":"Libia, l\u2019aviazione italiana pu\u00f2 fare la differenza"},"content":{"rendered":"<p>La decisione, evidentemente sofferta e in qualche modo inaspettata, di ampliare l\u2019impiego dei velivoli italiani nelle operazioni sulla Libia anche ad azioni di attacco al suolo, se da un lato sta creando qualche problema politico domestico, ha qualche probabilit\u00e0 di dare un contributo non marginale alla soluzione della crisi libica.<\/p>\n<p>\tC\u2019\u00e8 un aspetto puramente tecnico ed \u00e8 quello ovvio dell\u2019incremento della capacit\u00e0 di fuoco contro le strutture militari di Gheddafi: otto cacciabombardieri come i Tornado possono apparire un numero modesto, ma se impiegati in modo intensivo, con un paio di sortite al giorno per velivolo, aumenteranno in modo sostanziale, grazie all\u2019armamento di precisione (bombe a guida laser o Gps), la pressione sulle capacit\u00e0 pi\u00f9 incisive delle forze lealiste.<\/p>\n<p><b>Obiettivi essenziali<\/b><br \/>&#278; ipotizzabile che gli obiettivi assegnati dal Centro di comando e controllo della Nato ai nostri velivoli siano sostanzialmente di tre tipologie: le sorgenti di fuoco che stanno da settimane martellando Misurata (artiglieria, blindati e corazzati, lanciarazzi), per le quali l\u2019armamento ideale \u00e8 costituito dalle bombe a guida laser e dai missili aria-superficie Maverik, questi ultimi in dotazione ai velivoli AV8-B Plus, imbarcati su nave Garibaldi; nodi della catena di comando delle truppe di Gheddafi; e, infine, depositi di armi e munizioni, che abbondano nelle disponibilit\u00e0 del Rais e che, quando identificati grazie ai sofisticati mezzi di ricognizione aerei e satellitari, sono facile preda dei sistemi a guida Gps.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni &#8211; anzi, di decenni &#8211; la Libia ha accumulato una quantit\u00e0 impressionante di sistemi d\u2019arma e relative munizioni, prevalentemente, se non esclusivamente, di origine sovietica. Va ricordato che, durante la guerra fredda, le acquisizioni di materiale bellico da parte libica eccedevano di molte volte quelle necessarie ad equipaggiare le forze armate, tanto che gli analisti ipotizzavano che in realt\u00e0 fosse l\u2019Unione Sovietica a crearsi, tramite Gheddafi, i depositi che le sarebbero serviti nel caso di confronto militare con la Nato, per alimentare un fronte da sud, contro un presunto \u2018ventre molle\u2019 dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Quali che fossero le ragioni, sta di fatto che tutti questi mezzi, per quanto antiquati rispetto alle moderne tecnologie e con livelli manutentivi a dir poco modesti, sono nella disponibilit\u00e0 delle truppe lealiste, che possono quindi mantenere una pressione costante e di lunga durata sulle milizie degli insorti, le quali possono certo far leva sulla buona volont\u00e0, ma difettano gravemente non solo di mezzi ma anche e soprattutto di addestramento e capacit\u00e0 organizzativa.<\/p>\n<p><b>Contributo determinante<\/b><br \/>In tale quadro la campagna aerea si deve sviluppare con due diverse tipologie di impiego: interdizione, colpendo centri logistici, depositi di armi e munizioni, gangli vitali della catena di comando e controllo, e supporto aereo ravvicinato (<i>Close Air Support<\/i>, Cas), per neutralizzare i mezzi utilizzati in prima linea. Per queste due modalit\u00e0 di impiego, idealmente si dovrebbero attivare mezzi diversi e specializzati: infatti il Tornado Ids (<i>InterDiction and Strike<\/i>) venne a suo tempo concepito proprio per la campagna di interdizione, mentre per il Cas sono pi\u00f9 idonei mezzi aerei pi\u00f9 leggeri ed agili, come l\u2019Am-x Ghibli, che per\u00f2 \u00e8 attualmente impegnato in Afghanistan, o l\u2019A10, che dopo una fase iniziale gli Usa hanno ritirato dall\u2019impiego nel teatro libico.<\/p>\n<p>Ideali risultano anche in questo specifico ruolo i velivoli senza pilota a bordo, i cosiddetti \u2018droni\u2019, come i<i> Predator <\/i>e i <i>Reaper<\/i>, o <i>Predator B<\/i>, che per\u00f2 l\u2019Italia ha acquisito nelle versioni disarmate, con compiti esclusivi di ricognizione.<\/p>\n<p>Si deve peraltro osservare che le caratteristiche specifiche delle operazioni in atto rendono abbastanza teoriche queste sottili disquisizioni dottrinarie e che la realt\u00e0 evidenzia come i Tornado Ids siano ugualmente efficaci in tutti i ruoli citati, cos\u00ec come perfettamente idonei risultano gli AV8-B Plus della Marina militare. Pertanto il contributo addizionale fornito dall\u2019Italia con la decisione di ampliare la partecipazione delle proprie forze alla fase attiva, per un\u2019efficace neutralizzazione delle capacit\u00e0 libiche, non pu\u00f2 essere affatto definito marginale ed \u00e8 destinato, se mantenuto con coerenza e determinazione, a indebolire significativamente le capacit\u00e0 operative di Gheddafi e soprattutto ad avvicinare il momento in cui tali capacit\u00e0 non saranno pi\u00f9 sufficienti a mantenere la pressione su Misurata e sulle forze messe in campo dagli insorti.<\/p>\n<p><b>Coesione politica<\/b><br \/>Ma c\u2019\u00e8 un secondo aspetto per cui la decisione del governo italiano pu\u00f2 essere determinante: quello politico, che sconfina nella psicologia.<\/p>\n<p>Ci si rammenter\u00e0 che la campagna aerea contro la Serbia nel 1999, che tutti si attendevano risolutiva in pochi giorni, si protrasse a lungo, con risultati tattici che, a posteriori, si dovettero constatare, abbastanza modesti. In realt\u00e0, grazie ad accurati accorgimenti di mimetizzazione e ad una certa scarsit\u00e0 di armamento di precisione, l\u2019esercito di Milosevi&#269; non vide sostanzialmente intaccate le proprie capacit\u00e0 operative, tanto che la pianificazione di un\u2019invasione del Kosovo con truppe di terra appariva impresa in qualche modo arrischiata.<\/p>\n<p>Pure Milosevi&#269; si convinse di non avere scampo e accett\u00f2 le condizioni stabilite con l\u2019accordo di Kumanovo. Non \u00e8 azzardato ipotizzare che ci\u00f2 avvenne perch\u00e9 il leader serbo, dopo avere inutilmente sperato ed atteso uno sgretolamento della coalizione occidentale, rendendosi conto che la Nato non avrebbe diminuito la pressione, si risolse a sedere al tavolo delle trattative con gli esiti che tutti conosciamo.<\/p>\n<p>Credo che un quadro simile sia ipotizzabile anche in questo caso: l\u2019isolamento spaventa chiunque e Gheddafi non fa eccezione. Quando si accorger\u00e0 che intorno a lui chi lo sostiene a poco a poco si allontana e, soprattutto, quando percepir\u00e0 la determinazione solidale di tutta la coalizione che opera contro di lui, senza distinguo e senza tentennamenti, allora forse sar\u00e0 disponibile a considerare altre opzioni oltre a quella di continuare a perseguire un impossibile ritorno allo <i>status quo ante<\/i>. <\/p>\n<p>In questo senso la decisione italiana \u00e8 un segnale importante, pi\u00f9 importante a mio avviso dei reali effetti sulla condotta delle operazioni, e pu\u00f2 contribuire ad accelerare i tempi per una soluzione inequivocabile della crisi libica.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione, evidentemente sofferta e in qualche modo inaspettata, di ampliare l\u2019impiego dei velivoli italiani nelle operazioni sulla Libia anche ad azioni di attacco al suolo, se da un lato sta creando qualche problema politico domestico, ha qualche probabilit\u00e0 di dare un contributo non marginale alla soluzione della crisi libica. 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