{"id":17470,"date":"2011-05-06T00:00:00","date_gmt":"2011-05-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lorizzonte-strategico-della-primavera-araba\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:20","slug":"lorizzonte-strategico-della-primavera-araba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/lorizzonte-strategico-della-primavera-araba\/","title":{"rendered":"L\u2019orizzonte strategico della \u201cprimavera araba\u201d"},"content":{"rendered":"<p>I recenti sviluppi della &#8220;primavera araba&#8221; ne hanno messo pi\u00f9 chiaramente in luce la portata e il significato. A quattro mesi dall\u2019inizio della prima rivolta in Tunisia, si comincia a vedere che lo sviluppo dei processi democratici \u00e8 pi\u00f9 incerto e limitato di quanto si pensasse, mentre le implicazioni strategiche dei cambiamenti in corso sono pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p>La rivolta in Siria non \u00e8 solo ispirata da una richiesta di libert\u00e0, ma dal desiderio della maggioranza sunnita, animata dai Fratelli Musulmani, di estromettere la dittatura della minoranza alawita alleata con l\u2019Iran e gli sciiti libanesi. Da qui la cautela a intervenire da parte degli Usa e dell\u2019Occidente. Un cambiamento di regime in Siria potrebbe infatti produrre notevoli cambiamenti  negli equilibri strategici della regione.<\/p>\n<p><b>Nuovo approccio in Egitto<\/b><br \/>D\u2019altra parte, il regime militare transitorio che governa l\u2019Egitto ha aperto il valico con la Striscia di Gaza, proprio mentre veniva raggiunto un accordo politico fra le due organizzazioni palestinesi rivali, Hamas, che controlla Gaza, e Fatah, al potere in Cisgiordania. \u00c8 un cambiamento radicale della politica egiziana nei confronti di Israele, che era basata sulla chiusura verso Hamas, in quanto ramo dei Fratelli Musulmani, e sull\u2019appoggio al moderato Abbas, presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese, in quanto possibile protagonista di un accordo con Gerusalemme.<\/p>\n<p>In alcuni paesi \u00e8 emersa una genuina domanda di democrazia, in altri la lotta alla tirannia \u00e8 collegata anche ad altri obiettivi politici, che sono talvolta preminenti. In alcuni paesi, la rivolta \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata da una spinta democratica, come in Tunisia; in altri da interessi nazionalistici, come in Egitto; in altri ancora da interessi religiosi e settari, come in Siria e in Bahrein. Ovunque sono in gioco interessi di ceti borghesi, oggi discriminati e conculcati da regimi monopolistici basati su pratiche clientelari e mafiose. Queste borghesie agiscono, tuttavia, in quadri ideologici che non necessariamente collimano con quelli che hanno storicamente contrassegnato le borghesie occidentali.<\/p>\n<p><b>Direzione del cambiamento<\/b><br \/>Le giovani forze che hanno innescato le rivoluzioni tunisine ed egiziane, dando il via ad altre rivolte nella regione, non sono egemoni; esse hanno messo in movimento forze pi\u00f9 ampie e strutturate che tendono ora a prendere il sopravvento. Sono queste ultime che stanno determinando la direzione del cambiamento.<\/p>\n<p>Il sommovimento politico in atto nel Mediterraneo e nel Medio Oriente non \u00e8 solo ideologicamente e socialmente estraneo all\u2019esperienza occidentale, \u00e8 anche determinato da interessi politici tendenzialmente antagonisti a quelli dell\u2019Occidente. La rivolta \u00e8 diretta, a prima vista, contro la tirannia dei regimi, ma in realt\u00e0 investe e rimette in discussione le politiche regionali e internazionali che essi hanno perseguito in spregio a forti e radicati interessi politici, religiosi, settari ed etnici.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso dell\u2019alleanza di molti regimi con l\u2019Occidente in contrapposizione alle spinte islamiste; dei legami della Siria con l\u2019Iran in contrapposizione agli interessi della maggioranza sunnita del paese; dell\u2019alleanza dell\u2019emiro sunnita di Bahrein con l\u2019Arabia Saudita in contrapposizione alla maggioranza sciita della popolazione; dei rapporti dell\u2019Egitto (della Giordania, dell\u2019Arabia Saudita, etc.) con Israele in contrapposizione ai sentimenti delle popolazioni. Avviate da giovani internauti &#8211; presto rivelatisi politicamente inesperti &#8211; le rivolte contro i regimi investono gli assetti interni, ma anche, e forse soprattutto, la politica estera e di sicurezza.<\/p>\n<p><b>Un ordine al tramonto<\/b><br \/>Le rivolte in corso nascono da un malessere e malcontento che hanno cause immediate, ma riflettono anche squilibri strutturali, che si sono accentuati negli ultimi decenni. Stiamo assistendo alla disgregazione di un ordine regionale, promosso e plasmato dall\u2019Occidente, che \u00e8 durato a lungo, ma che \u00e8 ora sull\u2019orlo del collasso.<\/p>\n<p>\u00c8 un ordine emerso alla fine degli anni settanta, con la pace fra Egitto e Israele; ha resistito al Fronte del Rifiuto e all&#8217;offensiva terroristica da esso lanciata negli anni ottanta; si \u00e8 allargato e rafforzato con la fine della guerra fredda e la conferenza di Madrid agli inizi degli anni novanta nel quadro di una grande coalizione fra Occidente e arabi moderati; e si \u00e8 ulteriormente strutturato dopo gli attentati dell\u201911 settembre.<\/p>\n<p>Le guerre di Bush e il rafforzamento dell\u2019Iran che ne \u00e8 derivato, nonch\u00e9 l\u2019esacerbarsi del conflitto israelo-palestinese hanno per\u00f2 introdotto gravi contraddizioni nella coalizione, indebolendo il consenso interno ai regimi, che hanno reagito divenendo pi\u00f9 oppressivi.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 stretta alleanza arabo-occidentale dopo l\u201911 settembre, basata sulla guerra al terrorismo e il contenimento dell\u2019emigrazione, ha finito per dare carta bianca ai regimi, in particolare ai loro sistemi economici corrotti e clientelari, che hanno impoverito le popolazioni e marginalizzato gran parte delle borghesie. Si \u00e8 creata cos\u00ec una miscela di radicalizzazione politica, impoverimento economico ed estremo malessere sociale che non poteva mancare di esplodere e mettere in causa, oltre ai regimi stessi, le loro politiche estere e l\u2019ordine regionale che essi hanno sostenuto.<\/p>\n<p>Le rivolte stanno al capezzale di un ordine moribondo. \u00c8 oggi difficile dire fin a che punto quest\u2019ordine cambier\u00e0, ma \u00e8 facile prevedere che siamo alla fine di un\u2019era e che ne sta emergendo un&#8217;altra, anche se dai contorni confusi e contraddittori. Cambieranno i regimi, alcuni saranno pi\u00f9 liberali dei precedenti, altri (pochi) democratici. Saranno in ogni caso diversi, come diversi saranno i rapporti che instaureranno con l&#8217;Occidente.<\/p>\n<p><b>Peculiarit\u00e0 Maghreb<\/b><br \/>L&#8217;evoluzione non \u00e8 ovviamente la stessa in tutte le aree e paesi. Quella in Nord Africa, specialmente quella nel Maghreb, appare caratterizzata in senso pi\u00f9 democratico di quella nel Vicino Oriente. Inoltre, la situazione in Nord Africa non \u00e8 sottoposta ai vincoli e condizionamenti strategici che vigono invece nel Vicino Oriente e nel Golfo. \u00c8 questo, peraltro, che permette l\u2019attuale intervento dell\u2019Occidente, per quanto limitato, in Libia.<\/p>\n<p>\u00c8 prevedibile che si affermi una crescente differenziazione fra Mashreq e Maghreb e che gli europei, in particolare, instaurino rapporti pi\u00f9 stretti con il Maghreb, pi\u00f9 difficili e problematici con le altre regioni arabe.<\/p>\n<p>Queste riflessioni potranno essere pi\u00f9 dettagliate e precise con il passare del tempo, ma la tendenza \u00e8 quella che si \u00e8 sommariamente qui illustrata. Se ne dovrebbe sin d\u2019ora tenere conto nella predisposizione delle politiche europee e transatlantiche. Europa e Usa devono continuare a incoraggiare e sostenere i processi di liberalizzazione e democratizzazione ovunque effettivamente si profilino, ma anche prepararsi a una nuova configurazione strategica della regione: un tema che oggi viene colpevolmente trascurato.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I recenti sviluppi della &#8220;primavera araba&#8221; ne hanno messo pi\u00f9 chiaramente in luce la portata e il significato. A quattro mesi dall\u2019inizio della prima rivolta in Tunisia, si comincia a vedere che lo sviluppo dei processi democratici \u00e8 pi\u00f9 incerto e limitato di quanto si pensasse, mentre le implicazioni strategiche dei cambiamenti in corso sono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[99,125,135],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63320,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17470\/revisions\/63320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}