{"id":17480,"date":"2011-05-06T00:00:00","date_gmt":"2011-05-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/marocco-la-monarchia-alla-prova-dei-fatti\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:20","slug":"marocco-la-monarchia-alla-prova-dei-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/marocco-la-monarchia-alla-prova-dei-fatti\/","title":{"rendered":"Marocco, la monarchia alla prova dei fatti"},"content":{"rendered":"<p>Da sempre considerato un paese stabile e filo-occidentale, il Marocco sta attraversando una delicata fase di transizione. In un contesto mediterraneo dagli equilibri sempre pi\u00f9 incerti, la monarchia marocchina si sta dando da fare, pur con molte esitazioni, per evitare di essere risucchiata nel vortice dell\u2019instabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p>Il sovrano Mohammed VI ha recentemente presentato un programma di riforme che va dall\u2019aumento del salario minimo garantito a un referendum costituzionale per accrescere il decentramento amministrativo. Il futuro del paese si gioca, in effetti, sulla capacit\u00e0 della monarchia di imprimere un\u2019accelerazione al processo di riforma. Nel frattempo, dopo l\u2019attentato del 28 aprile a Marrakech in cui hanno perso la vita diciassette persone, .\u00e8 tornato a stagliarsi lo spettro del terrorismo di matrice qaedista.<\/p>\n<p><b>Proteste e reazione<\/b><br \/>L\u2019onda lunga delle proteste popolari ha raggiunto il Marocco a febbraio. Il 20 del mese migliaia di persone, in larga parte giovani, sono scese in piazza in diverse citt\u00e0 per protestare contro la disoccupazione e l\u2019aumento della povert\u00e0, ma soprattutto per chiedere una svolta politica alla monarchia, che continua a godere di un ampio consenso.<\/p>\n<p>A Tangeri, Casablanca, Rabat e Marrakech, le grandi citt\u00e0 costiere pi\u00f9 popolose e sviluppate del paese i manifestanti hanno rivendicato una serie di diritti costituzionali secondo il modello delle monarchie spagnola e britannica. Sono richieste indirizzate al sovrano, che ricopre anche un ruolo religioso ed \u00e8 definito \u201cprincipe dei credenti\u201d dalla Costituzione.<\/p>\n<p>Il 9 marzo Mohammed VI si \u00e8 rivolto direttamente alla nazione, parlando esplicitamente di riforme costituzionali volte ad aumentare il potere delle altre istituzioni e a introdurre il decentramento amministrativo. <\/p>\n<p>La proposta di riforma mira a rafforzare il ruolo del parlamento, oggi totalmente marginalizzato, al pari del governo, a riformare la legge sui partiti per razionalizzare il sistema politico, frammentato in pi\u00f9 di una ventina di formazioni, e a permettere che il potere di nomina del primo ministro spettante al sovrano sia esercitato in modo meno arbitrario e pi\u00f9 legato alle indicazioni del partito o della coalizione uscita vincitrice dalle urne.<\/p>\n<p>Il decentramento amministrativo prevede un aumento dei poteri delle sedici regioni del paese e la modifica sia della composizione che delle prerogative della Camera dei consiglieri, il ramo del parlamento in cui sono rappresentate le regioni.<\/p>\n<p><b>Politica interna e estera<\/b><br \/>Il decentramento amministrativo ha assunto una crescente rilevanza nei programmi pubblicamente presentati dalla monarchia a partire dal 2007. Vi rientra l\u2019autonomia per la regione del Sahara occidentale, oggetto di disputa con il Fronte Polisario, sostenuto dall\u2019Algeria. Ma sia il piano d\u2019autonomia sia il decentramento amministrativo restano per il momento semplici buone intenzioni della monarchia, senza riscontri concreti. Le riforme costituzionali devono, infatti, essere messe a punto da un Consiglio, nominato dal sovrano stesso, entro la fine di giugno, per poi essere sottoposte a referendum.<\/p>\n<p>Sebbene il discorso del sovrano abbia aperto uno spiraglio di trattativa con i movimenti di protesta, l\u2019instabilit\u00e0 del paese potrebbe crescere a causa dei persistenti problemi socio-economici e di una serie di disfunzioni strutturali a livello di governo. Su questo punto insiste in particolare il movimento islamista moderato Giustizia e Carit\u00e0, guidato da Nadia Yassine che, a detta di molti osservatori, \u00e8 l\u2019unica vera opposizione in un sistema politico interamente controllato dalla monarchia.<\/p>\n<p>La scarsa rappresentativit\u00e0 degli organi legislativi ed esecutivi e la debolezza del potere giudiziario sono all\u2019origine della corruzione dilagante e dell\u2019incapacit\u00e0 dello Stato di adottare misure che vengano incontro alle esigenze della popolazione.<\/p>\n<p>Nelle consultazioni parlamentari del 2007 e in quelle amministrative del 2009 \u00e8 notevolmente cresciuta l\u2019astensione, confermando la forte sfiducia dei marocchini verso gli organi elettivi. Le elezioni politiche del prossimo anno saranno un banco di prova cruciale per lo Stato marocchino e per il programma di riforme. Sempre che la monarchia decida di proseguire con determinazione in questa direzione, cogliendo la finestra d\u2019opportunit\u00e0 che si \u00e8 aperta.<\/p>\n<p><b>Nodi socio-economici<\/b><br \/>La riforma delle istituzioni rappresenta la condizione necessaria anche per rispondere ai problemi socio-economici del paese. Nonostante il Marocco sia stato risparmiato dagli effetti della crisi finanziaria ed economica globale, la notevole crescita del 2009 (+ 5,2%), dovuta in larga parte dall\u2019aumento della produzione agricola, non \u00e8 bastata a riassorbire la disoccupazione.<\/p>\n<p>L\u2019espansione del settore agricolo non ha avuto un impatto positivo sulla bilancia commerciale, e le esportazioni sono calate anche a causa della debolezza della domanda europea. L\u2019occupazione in questo settore \u00e8 inoltre spesso caratterizzata dall\u2019assenza di contratti regolari, di copertura assicurativa e salari proporzionati a qualifiche e mansioni svolte dai lavoratori.<\/p>\n<p>Il vero tallone d\u2019Achille dello sviluppo del Marocco \u00e8 tuttavia rappresentato dal settore dell\u2019istruzione. Da dieci anni la monarchia sta nominando commissioni speciali cercando di attuare piani d\u2019emergenza per risollevare le sorti degli studenti e dei professori soprattutto nelle aree rurali, dove molte scuole ancora non hanno acqua ed elettricit\u00e0. Il programma nazionale di emergenza per il sostegno all\u2019istruzione, lanciato nel marzo 2009, rappresenta il pi\u00f9 consistente investimento pubblico del paese (2,7 miliardi di euro in quattro anni).<\/p>\n<p>Nonostante gli ingenti investimenti in un settore cruciale come l\u2019istruzione, l\u2019impatto sullo sviluppo socio-economico del paese rimane incerto. Il problema nasce, anche in questo caso, dalla scarsa chiarezza sulle responsabilit\u00e0 degli attori coinvolti nel processo di riforma, che rimane fortemente diretto dall\u2019alto, dall\u2019assenza di pianificazione strategica e, infine, dalla priorit\u00e0 attribuita agli obiettivi di breve periodo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui il Marocco ha oggi bisogno,sono riforme politiche incisive che permettano di ristabilire la fiducia nelle istituzioni e di intraprendere un cammino di sviluppo pi\u00f9 sostenibile. Per la monarchia c\u2019\u00e8 il rischio, altrimenti, di dover fronteggiare una situazione di crescente crisi e instabilit\u00e0 che potrebbe metterne a repentaglio la stessa legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sempre considerato un paese stabile e filo-occidentale, il Marocco sta attraversando una delicata fase di transizione. In un contesto mediterraneo dagli equilibri sempre pi\u00f9 incerti, la monarchia marocchina si sta dando da fare, pur con molte esitazioni, per evitare di essere risucchiata nel vortice dell\u2019instabilit\u00e0 regionale. Il sovrano Mohammed VI ha recentemente presentato un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[125,135],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17480"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17480"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17480\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63343,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17480\/revisions\/63343"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}