{"id":17490,"date":"2011-05-06T00:00:00","date_gmt":"2011-05-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lue-tenta-il-rilancio-sullimmigrazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:21","slug":"lue-tenta-il-rilancio-sullimmigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/lue-tenta-il-rilancio-sullimmigrazione\/","title":{"rendered":"L\u2019Ue tenta il rilancio sull\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"<p>La comunicazione della Commissione sulla migrazione presentata il 4 maggio a Bruxelles era molto attesa perch\u00e9 prometteva di offrire una risposta alle preoccupazioni espresse da Italia e Francia in una lettera congiunta il 26 aprile scorso. La comunicazione presenta una sorta di piano di lavoro e un riepilogo delle iniziative in corso. Non contiene proposte legislative, ma contestualizza le iniziative che da molti anni la Ue ha intrapreso per realizzare una coerente politica di immigrazione. La comunicazione verr\u00e0 discussa dal Consiglio straordinario dei ministri degli esteri che si terr\u00e0 il 12 maggio a Bruxelles.<\/p>\n<p><b>Progetto complessivo<\/b><br \/>Alcune iniziative sono gi\u00e0 state presentate, altre lo saranno a breve, per altre sono ancora in corso gli studi di fattibilit\u00e0. Per quanto ogni intervento legislativo della Ue debba avere un oggetto circoscritto e puntuale (Frontex, tratta dei migranti, condizioni di ammissione degli stranieri, controllo delle frontiere, condizioni per la concessione della protezione internazionale, ecc.), perch\u00e9 cos\u00ec impone il Trattato, quello che la Commissione tratteggia nella comunicazione del 4 maggio \u00e8 un progetto globale. Documenti simili sono gi\u00e0 stati adottati in passato, ma richiedono continui aggiustamenti e messe a punto alla luce degli sviluppi della realt\u00e0 e degli orientamenti degli Stati.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 le misure che compongono il quadro d\u2019insieme non siano una risposta all\u2019emergenza, bens\u00ec parte di un progetto a lungo termine, non mancano nel testo ampi riferimenti alla situazione della sponda sud del Mediterraneo che, come la stessa Commissione riconosce, ha messo a nudo i limiti dei poteri della Ue. Le misure comunitarie in essere non hanno infatti sufficiente flessibilit\u00e0 e non possono essere applicate con la rapidit\u00e0 necessaria a far fronte alle emergenze.<\/p>\n<p>L\u2019approccio dell\u2019Ue all\u2019immigrazione \u00e8, del resto, di ampio respiro: ne sono elementi costituitivi i controlli alle frontiere, il contrasto all\u2019immigrazione clandestina, il rafforzamento della politica di asilo, l\u2019integrazione dei migranti regolari, la collaborazione con i paesi terzi, in relazione sia alla prevenzione dell\u2019immigrazione indesiderata, sia alla riammissione degli stranieri in posizione irregolare, nella consapevolezza che &#8211; dati gli interessi contrastanti dell\u2019Ue e degli Stati terzi &#8211; \u00e8 essenziale la cooperazione economica e finanziaria per affrontare e risolvere le cause che generano i flussi massicci di immigrati.<\/p>\n<p><b>Solidariet\u00e0 ai pi\u00f9 esposti<\/b><br \/>Gli obiettivi sono condivisibili e non certo nuovi. Ma con quali mezzi realizzarli? La comunicazione non si dilunga in dettagli, perch\u00e9 la definizione delle proposte concrete \u00e8 rimandata a successivi documenti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile capire, anche guardando tra le pieghe del testo, quale risposta la Commissione immagina per una crisi come quella che l\u2019Italia sta affrontando. La comunicazione riconosce che alcuni Stati (Italia, Malta, Grecia e Cipro) sono pi\u00f9 esposti di altri all\u2019arrivo di migranti in grande numero, che questo \u00e8 un problema non solo nazionale e che quindi deve essere affrontato a livello Ue sulla base del principio di solidariet\u00e0 tra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Si tratta di un riconoscimento importante. Ma come si pu\u00f2 realizzare concretamente la solidariet\u00e0? Come il problema pu\u00f2 essere affrontato a livello Ue? Di proposte concrete non ci sono molte tracce nella comunicazione. Si dovr\u00e0 aspettare la presentazione delle proposte prevista per il 24 maggio prossimo. Si tratter\u00e0 di fornire agli Stati interessati maggiori risorse finanziarie e un sostegno tecnico e operativo (per esempio attraverso Frontex o con operazioni congiunte), per realizzare i rimpatri delle persone in situazione irregolare e per assistere adeguatamente quelle che necessitano di protezione internazionale.<\/p>\n<p><b>Ultima ratio<\/b><br \/>La Commissione ribadisce che il quadro delineato dal sistema Schengen (che ormai, per quanto riguarda il controllo delle frontiere, non \u00e8 pi\u00f9 costituito dagli accordi conclusi nel 1985 e nel 1990, ma da regolamenti, cio\u00e8 dal diritto secondario dell\u2019Ue) esclude controlli alle frontiere interne perch\u00e9 queste ultime sono attraversate solo da cittadini Ue o da persone gi\u00e0 assoggettate ad un controllo ad opera del primo Stato membro in cui arrivano.<\/p>\n<p>Nel momento in cui esercitano il controllo alle frontiere esterne, i singoli Stati Ue agiscono nell\u2019interesse di tutti gli altri membri, fornendo un servizio per conto dell\u2019Unione. Fin qui, tutto bene. Ma che succede se uno Stato affronta un afflusso massiccio di arrivi, al di fuori dei canali ufficiali (\u00e8 il caso di Lampedusa)? La Commissione afferma che studier\u00e0 nuovi meccanismi per affrontare simili situazioni, in un\u2019ottica di solidariet\u00e0, ma non ne chiarisce il contenuto; afferma solo che il ristabilimento dei controlli alle frontiere interne sar\u00e0 l\u2019ultima ratio e dovr\u00e0 essere autorizzato dalla Commissione stessa.<\/p>\n<p>Del resto, permettere i controlli alle frontiere interne non vuol dire vietare la circolazione delle persone che hanno titolo per farlo, ma comporta che coloro che non hanno i documenti necessari avranno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di essere sorpresi e rinviati nello Stato da cui sono giunti. Reintrodurre i controlli non risolve i problemi che un flusso massiccio di migranti determina, ma segnala soltanto il fallimento dello Stato che non ha controllato in modo effettivo (per un motivo o per l\u2019altro) la sezione della frontiera esterna della cui sorveglianza \u00e8 responsabile per ragioni geografiche. In altre parole, \u00e8 una salvaguardia per gli altri Stati, ma insieme anche la negazione della mutua fiducia e della solidariet\u00e0 che il sistema Schengen presuppone.<\/p>\n<p>In sostanza, le preoccupazioni della Francia sono salvaguardate, ma il problema italiano non \u00e8 risolto.<\/p>\n<p><b>Nervo scoperto<\/b><br \/>Pi\u00f9 esplicita \u00e8 la Commissione sulle misure per impedire futuri sbarchi di un gran numero di migranti, come quelli recentemente verificatisi a Lampedusa. La comunicazione indica una vasta gamma di misure, che spaziano dal rendere meno attrattiva la condizione del migrante clandestino, al rafforzare la presenza fisica delle guardie di frontiera, alla cooperazione con i paesi terzi di origine. I dettagli saranno comunicati nel prossimo futuro e se ne vedranno gli effetti solo nel medio-lungo termine.<\/p>\n<p>In sostanza, la Commissione, pi\u00f9 che rispondere alle richieste di Italia e Francia, si \u00e8 preoccupata di dar seguito al Patto europeo per l\u2019immigrazione e l\u2019asilo elaborato dal Consiglio europeo nel 2008. Per le misure concrete bisogna guardare alle iniziative gi\u00e0 presentate o che lo saranno a breve. Che vanno per\u00f2 lette nel contesto generale di una politica sull\u2019immigrazione, il cui profilo, come accade ad altre politiche Ue, va delineandosi solo in maniera graduale e con un processo a tappe.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La comunicazione della Commissione sulla migrazione presentata il 4 maggio a Bruxelles era molto attesa perch\u00e9 prometteva di offrire una risposta alle preoccupazioni espresse da Italia e Francia in una lettera congiunta il 26 aprile scorso. La comunicazione presenta una sorta di piano di lavoro e un riepilogo delle iniziative in corso. 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