{"id":17510,"date":"2011-05-09T00:00:00","date_gmt":"2011-05-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lue-conquista-spazio-alle-nazioni-unite\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:19","slug":"lue-conquista-spazio-alle-nazioni-unite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/lue-conquista-spazio-alle-nazioni-unite\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ue conquista spazio alle Nazioni Unite"},"content":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 molto, di questi tempi, di cui l\u2019Unione europea possa andare orgogliosa, specialmente nel campo della politica estera. Le divisioni e i tentennamenti dei paesi europei davanti alla crisi libica e, pi\u00f9 in generale, ai rivolgimenti nel mondo arabo hanno ispirato i pi\u00f9 cupi presagi sul futuro della politica estera e di sicurezza comune. Eppure, lontano dal clamore dei media, qualche piccolo seme viene gettato, anche se nessuno \u00e8 in grado di dire se, e quando, l&#8217;Ue potr\u00e0 coglierne i frutti.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso del rafforzamento dello <i>status <\/i>dell\u2019Ue in seno all\u2019Assemblea generale (Ag) delle Nazioni Unite: il 3 maggio l&#8217;Ag ha approvato una risoluzione che conferisce all&#8217;Ue alcuni dei diritti di partecipazione e rappresentanza fino ad oggi riconosciuti solo agli Stati membri dell\u2019Onu, escludendo tuttavia, tra gli altri, il diritto di voto e di presentazione di candidature.<\/p>\n<p>L\u2019Ue \u00e8 la prima organizzazione regionale cui viene conferito un rafforzamento di <i>status<\/i> nell&#8217;Ag, anche se d\u2019ora in avanti le altre organizzazioni regionali potranno avvalersi, se gli stati che ne fanno parte saranno d&#8217;accordo, delle stesse modalit\u00e0 di partecipazione riconosciute all\u2019Ue (par. 3 della risoluzione).<\/p>\n<p>A settembre 2010 una precedente versione della risoluzione non era andata a buon fine, ed era stato invece approvato un testo interlocutorio che rinviava la decisione ad una successiva delibera dell\u2019Ag: anche questa volta si \u00e8 dovuto negoziare duramente, ma alla fine hanno votato a favore 180 paesi sui 182 presenti (Siria e Zimbabwe si sono astenuti).<\/p>\n<p><b>Rappresentanza unica<\/b><br \/>Bench\u00e9 il rafforzamento di<i> status <\/i>dell\u2019Ue riguardi l\u2019Ag e non il Consiglio di Sicurezza, dove il nodo della rappresentanza europea rimane ben pi\u00f9 complesso, l\u2019innovazione ha un certo rilievo politico, perch\u00e9 pone parziale rimedio a un problema che si \u00e8 registrato nella rappresentanza esterna dell\u2019Unione in seguito all\u2019entrata in vigore del trattato di Lisbona (dicembre 2009), e perch\u00e9 apre nuove prospettive per il ruolo dell\u2019Ue e delle altre organizzazioni regionali in uno dei pi\u00f9 importanti forum multilaterali.<\/p>\n<p>L\u2019Onu rimane infatti un punto di riferimento strategico dell\u2019azione esterna dell\u2019Ue, e quest\u2019ultima, considerando l&#8217;insieme dei suoi stati membri, \u00e8 il principale contributore netto al bilancio dell&#8217;organizzazione mondiale.<\/p>\n<p>La Carta dell\u2019Onu ammette che solo gli stati possano esserne membri a pieno titolo, mentre alle organizzazioni regionali \u00e8 di regola accordato, nell\u2019Assemblea generale, il ruolo di \u201cosservatore\u201d, che implica la possibilit\u00e0, tra l\u2019altro, di intervenire solo dopo i rappresentanti degli stati membri.<\/p>\n<p>Nel 1974 \u00e8 stato riconosciuto alla Comunit\u00e0 economica europea lo <i>status <\/i>di osservatore. L\u2019Ue \u00e8 peraltro parte di pi\u00f9 di 50 tra convenzioni e accordi multilaterali stipulate in ambito Onu, e presso alcune commissioni ha anche ottenuto lo <i>status <\/i>di \u201cpartecipante a pieno titolo\u201d, come nel caso della Commissione per lo sviluppo sostenibile, o di \u201cmembro effettivo\u201d, come in quello della Fao. Lo stesso dicasi per alcune conferenze convocate sotto gli auspici dell\u2019Onu. <\/p>\n<p>    Il trattato di Lisbona, che ribadisce l\u2019impegno strategico dell\u2019Ue al multilateralismo promosso dall\u2019Onu, ha introdotto nuove figure istituzionali, strutture e competenze volte a rafforzare la proiezione internazionale dell\u2019Unione, inclusa, tra l\u2019altro, la personalit\u00e0 giuridica.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019entrata in vigore del trattato, tuttavia, la Ue era gi\u00e0 rappresentata nell\u2019Ag e all\u2019interno delle sue commissioni e gruppi di lavoro (dove prendono forma alcune delle decisioni pi\u00f9 importanti), dal paese che deteneva la presidenza di turno, spesso affiancato da un rappresentante della Commissione europea.<\/p>\n<p>Il trattato affida, invece, le competenze di rappresentanza esterna non pi\u00f9 alla presidenza di turno, ma al presidente stabile al Consiglio europeo, all\u2019Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, alla Commissione e alle delegazioni dell\u2019Ue. Non essendo tuttavia questi organi rappresentanti di un singolo stato, bens\u00ec di tutta l\u2019Unione, in Ag erano tenuti a parlare per ultimi e non potevano partecipare all\u2019attivit\u00e0 di commissioni e gruppi di lavoro.<\/p>\n<p>La risoluzione approvata il 3 maggio pone rimedio a questo problema, riconoscendo ai rappresentanti dell\u2019Ue il diritto di partecipare al dibattito in Ag in base all\u2019ordine di iscrizione, cos\u00ec come a tutte le riunioni e conferenze convocate sotto gli auspici dell\u2019Ag, di presentare proposte ed emendamenti (anche se solo oralmente) concordate dagli stati membri dell\u2019Unione e, infine, di replicare quando vengono discusse le posizioni dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Coordinamento e coesione<\/b><br \/>Dopo l\u2019entrata in vigore del trattato di Lisbona, e la creazione del Servizio diplomatico europeo (dicembre 2010), la delegazione della Commissione presso l\u2019Onu (creata nel 1974 e oggi elevata a \u201cdelegazione dell\u2019Ue\u201d) e l\u2019ufficio di collegamento del segretariato del Consiglio a New York (esistente dal 1994), sono state unificate sotto l\u2019autorit\u00e0 del rappresentante del segretariato del Consiglio, il diplomatico Pedro Serrano, che oggi opera in qualit\u00e0 di capo delegazione dell\u2019Ue. Quest\u2019ultimo presiede alcune delle riunioni di coordinamento tra i diversi stati europei e in certe occasioni presenta al Consiglio di Sicurezza le posizioni comuni dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>La delegazione dell\u2019Ue a New York ha inoltre stabilito uno stretto rapporto di cooperazione con la rappresentanza diplomatica del paese detentore della presidenza di turno. Nel primo semestre del 2011 gruppi congiunti dell\u2019Ue e dei funzionari della presidenza di turno ungherese hanno lavorato insieme su diversi temi dell\u2019agenda Onu.<\/p>\n<p>Il problema della rappresentanza dell\u2019Ue rimane tuttavia acuto in molti altri contesti multilaterali. Gli stati membri resistono infatti all&#8217;applicazione di quanto previsto dal trattato di Lisbona perch\u00e9 non vogliono che il ruolo dello stato che detiene la presidenza di turno sia ridimensionato rispetto a quello dei rappresentanti delle istituzioni comuni.<\/p>\n<p>Le resistenze dei paesi europei a coordinare meglio le proprie posizioni e ad affrontare il problema della loro sovra-rappresentanza nei contesti multilaterali rischiano di creare crescenti attriti sia con i paesi emergenti che con gli alleati tradizionali, a partire dagli Stati Uniti. Ne \u00e8 un esempio quanto accaduto al Fondo monetario internazionale nell&#8217;ottobre dello scorso anno: Usa e paesi emergenti hanno protestato contro la sovra-rappresentazione dei paesi europei, invitandoli ad un consolidamento della loro presenza anche per dare maggior peso ad altre aree del mondo.<\/p>\n<p><b>Organizzazioni regionali<\/b><br \/>La preoccupazione che l&#8217;Ue acquisisse una posizione di \u201cprivilegio\u201d nell\u2019Ag rispetto alle altre organizzazioni regionali era stata tra le ragioni per cui il 14 settembre 2010 la maggioranza dell\u2019Ag si era espressa per un rinvio della decisione di rafforzare lo status dell&#8217;Ue, con 76 voti favorevoli, 71 contrari e 26 astenuti. A suscitare sensazione, in quell\u2019occasione, era stato il sostegno al rinvio di molti paesi di Africa, Carabi e Pacifico, guidati dal gruppo della Comunit\u00e0 caraibica (Caricom), che sono importanti beneficiari degli aiuti allo sviluppo europei, nonch\u00e9 l&#8217;astensione di importanti alleati dell\u2019Ue, come Canada, Nuova Zelanda e Australia.<\/p>\n<p>Questi ultimi, in particolare, avevano lamentato uno scarso coinvolgimento da parte dei rappresentanti dell\u2019Ue nella fase preparatoria del testo, come se gli europei avessero \u201cdato per scontato\u201d, come ha sottolineato un diplomatico del gruppo del <i>Commonwealth<\/i>, il sostegno degli altri ad un loro accrescimento di <i>status<\/i>.<\/p>\n<p>La nuova risoluzione \u00e8 stata preparata dunque con molta pi\u00f9 accuratezza, anche se alcune delle ambizioni di ulteriore rafforzamento della rappresentanza dell\u2019Ue sono state ridimensionate, anche a causa delle resistenze di alcuni stati europei, a partire dalla Gran Bretagna. \u00c8 stata, fra l&#8217;altro, inserita in modo pi\u00f9 esplicito la possibilit\u00e0, anche per le organizzazioni regionali i cui membri siano d\u2019accordo, di attivare, previo consenso dell\u2019Ag, le modalit\u00e0 di rappresentanza e partecipazione previste per l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Le profonde divergenze di visione strategica registrate tra i paesi europei di fronte ai pi\u00f9 recenti sviluppi in Libia e nel Mediterraneo confermano che l\u2019obiettivo del trattato di Lisbona di promuovere un coordinamento pi\u00f9 efficace tra le scelte di politica estera europea compiute in un contesto intergovernativo e le politiche e gli strumenti finanziari della Commissione, resta ancora estremamente ambizioso. Ma la storia del processo d\u2019integrazione insegna che le grandi crisi possono anche spingere a nuovi, e importanti, scatti in avanti. La discussione in corso sulla revisione dei trattati nel settore della <i>governance <\/i>economica europea, inimmaginabile fino a due anni fa, ne \u00e8 una delle dimostrazioni pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p>Il rafforzamento dell\u2019Ue all\u2019interno dell\u2019Onu \u00e8 un passo nella giusta direzione, anche perch\u00e9 consolida alcune delle acquisizioni pi\u00f9 importanti introdotte dal trattato di Lisbona. Ma pu\u00f2 aprire delle opportunit\u00e0 interessanti anche per le altre organizzazioni regionali, attori sempre pi\u00f9 dinamici e importanti nel complesso processo di riforma del sistema di governo mondiale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 molto, di questi tempi, di cui l\u2019Unione europea possa andare orgogliosa, specialmente nel campo della politica estera. 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