{"id":17520,"date":"2011-05-10T00:00:00","date_gmt":"2011-05-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lipoteca-populista-sulleuropa\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:19","slug":"lipoteca-populista-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/lipoteca-populista-sulleuropa\/","title":{"rendered":"L\u2019ipoteca populista sull\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>In un\u2019Europa incapace di coraggio e di solidariet\u00e0, dove prevale la paura e l\u2019egoismo, le elezioni politiche finlandesi di met\u00e0 aprile hanno calato un\u2019altra pesante ipoteca euro-scettica. Si allarga nell\u2019Unione quello che <i>Les Echos <\/i>chiama \u201cil contagio del populismo\u201d, un morbo che \u201csi nutre del rigetto dei leader e delle paure della globalizzazione, dell&#8217;immigrazione, d\u2019un islam sempre pi\u00f9 visibile\u201d.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019Olanda, dove gli xenofobi condizionano una coalizione di minoranza con l\u2019appoggio esterno, e il Belgio, dove i nazionalisti fiamminghi frenano da oltre 300 giorni i negoziati per un governo, tocca ai paesi nordici, finora roccaforte di una democrazia sociale e solidale: un\u2019increspatura in Svezia, un\u2019ondata in Finlandia, uno dei Paesi dell\u2019euro, che, adesso, potrebbe rimettere in discussione i salvataggi finanziari di Grecia, Irlanda, Portogallo.<\/p>\n<p>Le istituzioni dell\u2019Ue ostentano fiducia che gli impegni saranno mantenuti, ma scricchiolii vengono da Italia e Francia, dove Lega e Fronte nazionale gi\u00e0 condizionano i giochi politici e le scelte dei governi.<\/p>\n<p><b>Veri Finlandesi<\/b><br \/>In Finlandia, un paese dell\u2019euro, finora il pi\u00f9 europeista fra i nordici, il successo, persino al di l\u00e0 delle previsioni, dei populisti ha radici nel malcontento per l\u2019impatto della crisi, che tocca pure un simbolo del paese come la Nokia e colpisce occupazione e pensioni.<\/p>\n<p>Le elezioni le hanno vinte i conservatori (44 seggi, poco oltre il 20% dei voti) davanti ai socialdemocratici (42 seggi, un soffio sopra il 19%), ma l\u2019<i>exploit <\/i>lo ha fatto il partito nazionalista dei Veri Finlandesi, da 5 a 39 seggi e dal 4 al 19%. I centristi, che erano il principale partito, con 51 seggi e il 23% dei voti, sono crollati a 35 seggi e sotto il 16%: la premier uscente Mari Kiviniemi si sar\u00e0 anche meritata uno sguardo sottecchi di Silvio Berlusconi all\u2019ultimo vertice europeo, ma non ha saputo meritarsi di nuovo la fiducia dei suoi cittadini.<\/p>\n<p>Un dato \u00e8 particolarmente significativo: fra tutti i partiti presenti in parlamento, solo gli euro-scettici avanzano; tutti gli altri perdono consensi e seggi. Il leader dei Veri Finlandesi, Timo Soini, un tipo corpulento, dotato di carisma, giudica il voto \u201cun referendum contro la politica europea\u201d centrista e ora si gioca la carta della partecipazione alle trattative per il nuovo governo, che &#8211; vista la frammentazione dei suffragi &#8211; dovr\u00e0 essere una variegata coalizione: nessuna alleanza di due partiti s\u2019avvicina neppure alla met\u00e0 dei 200 seggi.<\/p>\n<p>Il leader centro-conservatore Jirki Katainen, la cui formazione \u00e8 nel partito popolare europeo, ha avuto l&#8217;incarico di costituire il nuovo esecutivo e sta sondando ipotesi d\u2019alleanza con vari leader, fra cui Soini, a patto che abbassi i toni e anti-europeisti e anti-immigrazione. Molto dipende pure dai socialdemocratici, estromessi dal governo dal 2007 e guidati da Jutta Urpilainen, leader dall&#8217;immagine comunicativa e aperta (sono fortemente europeisti, ma hanno riserve sul salvataggio del Portogallo). Non \u00e8 neppure esclusa una riconferma dell&#8217;alleanza tra conservatori e centristi, a rapporti di forze invertiti e con altri supporti.<\/p>\n<p><b>Spia di pericolo<\/b><br \/>A Bruxelles, c\u2019\u00e8 chi ha celebrato l&#8217;avanzata dei Veri Finlandesi, che, nel parlamento di Strasburgo fanno gruppo con gli \u2018euro-scettici\u2019. La svedese Cecilia Malmstroem, commissaria all\u2019immigrazione, vede, invece, accendersi una spia di pericolo rossa: per fermare l&#8217;ondata &#8216;euro-scettica&#8217; &#8220;mancano in Europa leadership e solidariet\u00e0\u201d, dice. I populisti \u201csfruttano la paura degli immigrati\u201d e dimenticano, o fingono di farlo, che l\u2019Ue \u201cha bisogno di manodopera&#8221;.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi da molti condivisa al Berlaymont, il palazzo a stella di cristallo sede dell\u2019esecutivo comunitario, e anche al parlamento, ma che trova invece sostegno pi\u00f9 incerto nel Consiglio dei ministri dell\u2019Unione, dove fra i 27 sono forti le spinte verso formule di gestione dei problemi intergovernative, piuttosto che verso un rafforzamento dell\u2019integrazione con il metodo comunitario.<\/p>\n<p>Insomma, numerosi governi, o perch\u00e9 ne sono espressione, o perch\u00e9 ne temono l\u2019avanzata, assecondano, o almeno blandiscono, l\u2019 \u2018euro-scetticismo\u2019, piuttosto che contrastarlo. E talora lo sbandierano, come accade in Italia, dove, magari per calcolo di breve termine &#8211; il voto amministrativo -, il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell\u2019interno Roberto Maroni non esitano a proclamare \u201cmeglio soli che male accompagnati\u201d, solo perch\u00e9 Bruxelles richiama Roma al rispetto di regole, sull\u2019immigrazione come sul mercato unico, accettate e sottoscritte.<\/p>\n<p>Fra i leghisti d\u2019Europa, quelli \u2018chi fa da s\u00e9 fa per tre\u2019 e \u2018mogli e buoi dei paesi tuoi\u2019, che non hanno nulla contro \u2018i foresti\u2019 purch\u00e9 stiano a casa loro, Mario Borghezio \u00e8 quasi un modello: parlamentare europeo presente e informato, ogni giorno propina una sua dichiarazione e magari due. E proprio Borghezio, a proposito dell\u2019avanzata dei Veri Finlandesi, parla di &#8220;marcia trionfale dei movimenti vicini&#8221; alla Lega, mentre una sua collega, Mara Bizzotto, saluta &#8220;un&#8217;altra picconata a questa Ue obsoleta e squinternata\u201d.<\/p>\n<p>Borghezio e la Bizzotto, come gli altri 7 leghisti nostrani a Strasburgo, stanno nel gruppo \u2018Europa della Libert\u00e0 e della democrazia\u2019, formato da partiti disparati ma tutti con programmi \u2018eurocritici\u2019 o meglio \u2018euroscettici\u2019, d\u2019ispirazione regionale e visioni conservatrici. Creato all\u2019inizio della legislatura, il gruppo  comprende oltre 30 eurodeputati: 13 britannici, nove italiani e poi francesi, olandesi, danesi, slovacchi, greci e anche un \u2018vero finlandese\u2019. Presidenti ne sono un britannico e l\u2019ex ministro italiano Francesco Speroni, uno che, un po\u2019 come Borghezio, Bossi ha \u2018esiliato\u2019 in Europa.<\/p>\n<p><b>Secessionisti e xenofobi a convegno<\/b><br \/>Loro sono i leghisti di destra. Ci sono pure quelli di sinistra, associati ai Verdi e riuniti nella \u2018European Free Alliance\u2019, fautori di tutti gli indipendentismi frustrati e difensori di tutte le minoranze, specie linguistiche. Se volevate vederli all\u2019opera tutti insieme, bastava andare, nel week-end precedente le elezioni finlandesi, all\u2019assemblea annuale, convocata a Mariehamm, capitale delle Isole \u00c5land: un modo per sostenere l\u2019ambizione di secessione delle isole dalla Finlandia. C\u2019erano delegati da oltre 30 \u2018nazioni d\u2019Europa senza stato\u2019, come Scozia e Galles, Bretagna e Alsazia, Catalogna e Paesi Baschi, Corsica e Fiandre; e c\u2019\u00e8 stato il benvenuto a due nuovi membri di questo mosaico che, in fondo, mette in sintonia europeismo e localismo, un nuovo partito autonomista valdostano, Alpe, e un partito che rappresenta i tedeschi di Danimarca.<\/p>\n<p>Le insidie al processo d\u2019integrazione europea e gli arroccamenti egoistici di fronte all\u2019immigrazione non vengono dalla composita \u2018European Free Alliance\u2019 e, in fondo, neppure dagli euroscettici in qualche modo \u2018incapsulati\u2019 nei riti e nei regolamenti delle istituzioni comunitarie.<\/p>\n<p>I problemi vengono dagli stati dell\u2019Unione dove fenomeni \u2018leghisti\u2019, anche dichiaratamente xenofobi e anti-islam, sono emersi, talora per la prima volta, e comunque con forza inconsueta, negli ultimi round di elezioni politiche e amministrative: in Belgio e in Olanda, in quel Benelux che \u00e8 il nocciolo dell\u2019Unione; nei paesi nordici, in Svezia, Finlandia, Danimarca, che restano un faro di democrazia; e anche in Grecia e all\u2019Est, in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, mentre il fenomeno pare essersi attenuato in Polonia.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019Ue, pure la Svizzera, che non \u00e8 mai stata particolarmente incline all\u2019accoglienza e all\u2019integrazione, \u00e8 investita da sussulti isolazionisti: nel Ticino che parla italiano, gli xenofobi ticinesi ce l\u2019hanno con i frontalieri italiani.<\/p>\n<p><b>Sarkozy alla rincorsa di Le Pen<\/b><br \/>In Belgio, Bart De Wever, un secessionista fiammingo, condiziona, dopo l\u2019avanzata nel voto di giugno 2010, i negoziati per la formazione del governo, in corso da ormai quasi un anno (un record mondiale). In Olanda, il movimento xenofobo e anti-islamico di Geert Wilders, tiene al laccio il governo di minoranza formato dai liberali del premier Mark Rutte e dai cristiano-democratici.<\/p>\n<p>Ma chi oggi sente d\u2019essere la xenofoba pi\u00f9 forte d\u2019Europa \u00e8 Marine Le Pen, figlia di quel Jean-Marie che arriv\u00f2 al ballottaggio nelle presidenziali francesi del 2002 (complice il harakiri della sinistra). Neo-leader del Fronte Nazionale, Marine vuole incontrare Maroni per fare con lui una riflessione sulla \u201cfine dell\u2019Unione\u201d, che \u201cbrilla della luce di una stella morta\u201d; chiede che la Francia abroghi subito le regole sulla libert\u00e0 di circolazione; e annuncia che, se sar\u00e0 presidente, uscir\u00e0 dalla Nato. Fin che pu\u00f2 solo dirlo, poco male. Ma il problema non \u00e8 quel che Marine, che non sar\u00e0 mai presidente, proclama. Il problema \u00e8 che Sarkozy, per restare all\u2019Eliseo nel 2012, le corre dietro.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019Europa incapace di coraggio e di solidariet\u00e0, dove prevale la paura e l\u2019egoismo, le elezioni politiche finlandesi di met\u00e0 aprile hanno calato un\u2019altra pesante ipoteca euro-scettica. 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