{"id":17590,"date":"2011-05-19T00:00:00","date_gmt":"2011-05-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/braccio-di-ferro-sullimmigrazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:18","slug":"braccio-di-ferro-sullimmigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/braccio-di-ferro-sullimmigrazione\/","title":{"rendered":"Braccio di ferro sull\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Unione europea risponde alle proposte sull\u2019immigrazione avanzate a fine aprile dal presidente italiano Silvio Berlusconi e da quello francese Nicolas Sarkozy, riaffermando l\u2019importanza della libera circolazione delle persone e proponendo il rafforzamento degli strumenti previsti dagli accordi di Schengen. \u00c8 quanto emerso dalla riunione straordinaria del Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai) dell\u2019Ue di met\u00e0 maggio, che ha esaminato, tra l\u2019altro, la Comunicazione sulla migrazione recentemente presentata dalla Commissione. Nel frattempo, il governo danese ha annunciato la volont\u00e0 di rafforzare i controlli sui confini interni dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Lascia o raddoppia<\/b><br \/>L\u201911 maggio il governo danese ha informato la Commissione dell\u2019accordo politico tra il Partito del popolo (movimento populista di destra) e i Cristiano democratici, in virt\u00f9 del quale s\u2019appresterebbe a rafforzare in tempi brevi i controlli lungo le frontiere con gli altri Stati Ue, mediante l\u2019allestimento di postazioni permanenti. <\/p>\n<p>Il governo danese ha dichiarato che le misure s\u2019inserirebbero nel quadro delle regole Schengen, contemplando verifiche a campione. \u00c8 difficile ritenere, tuttavia, che le misure, se realizzate nei termini annunciati, risulterebbero in linea cogli obblighi previsti dai trattati e dal \u201cCodice frontiere Schengen\u201d (regolamento 562\/2006).<\/p>\n<p>Il Consiglio Gai del 12 maggio ha costituito l\u2019occasione per una solenne riaffermazione della libera circolazione delle persone come uno dei principali risultati dell\u2019integrazione europea, che deve essere assolutamente preservato. Pur non facendo riferimento alle misure danesi, la posizione assunta dal Consiglio di pu\u00f2 leggere come una loro \u201csconfessione\u201d.<\/p>\n<p>Nella medesima direzione, la Commissaria per gli affari interni, Cecilia Malmstr\u00f6m, ha dichiarato il 13 maggio che l\u2019esame preliminare del progetto danese solleva seri dubbi di compatibilit\u00e0 col diritto dell\u2019Ue. Di conseguenza, la Commissione ha chiesto chiarimenti, riservandosi di assumere tutte le azioni necessarie a garantire il rispetto del diritto Ue (procedura per infrazione).<\/p>\n<p><b>Situazioni straordinarie<\/b><br \/>A parte il caso danese, il Consiglio del 12 maggio ha esaminato il problema dei controlli alle frontiere interne in relazione alla Comunicazione sulla migrazione presentata dalla Commissione il 4 maggio. La lettera franco-italiana del 26 aprile contiene un ventaglio articolato di proposte, fra cui l\u2019idea francese di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di difficolt\u00e0 eccezionali nella gestione delle frontiere esterne comuni.<\/p>\n<p>In risposta a tale iniziativa, la Comunicazione del 4 maggio propone un rafforzamento della <i>governance <\/i>Schengen, con la previsione di un meccanismo di gestione a livello di Ue delle situazioni in cui uno Stato membro non sia in grado di controllare la propria sezione di frontiera esterna: spetterebbe all\u2019Unione organizzare risposte coordinate e fondate sul principio di solidariet\u00e0 ed eventualmente autorizzare, ma soltanto in via eccezionale e per un periodo di tempo limitato, singoli Stati membri a reintrodurre controlli alle proprie frontiere interne.<\/p>\n<p>Attualmente il Codice frontiere Schengen prevede la facolt\u00e0 degli Stati di procedere in via unilaterale al ripristino dei controlli, salvo l\u2019avvio di una consultazione con la Commissione e gli altri Stati membri.<\/p>\n<p>Il Consiglio del 12 maggio pare aver recepito la linea proposta dalla Commissione, avendo messo in primo piano l\u2019idea di una riforma della <i>governance <\/i>di Schengen in funzione di un suo rafforzamento. Paradossalmente, dunque, gli attacchi al sistema Schengen profilatisi negli ultimi tempi hanno portato alla riaffermazione dei relativi principi cardine e dello studio di misure volte a migliorarne l\u2019efficacia, con un maggior coinvolgimento della Commissione nelle relative decisioni.<\/p>\n<p><b>Condizionalit\u00e0<\/b><br \/>La lettera congiunta di Francia e Italia contiene l\u2019indicazione di varie azioni da intraprendere per rispondere alle pressioni eccezionali sulle frontiere comuni nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>L\u2019idea di fondo \u00e8 che il modo migliore per prevenire l\u2019immigrazione illegale \u00e8 un\u2019efficace collaborazione con gli Stati d\u2019origine e transito. L\u2019obiettivo \u00e8 di indurli a esercitare un controllo effettivo delle acque sottoposte alla loro giurisdizione, per impedire la partenza delle navi cariche di migranti e organizzare gi\u00e0 in tali acque eventuali operazioni di soccorso.<\/p>\n<p>Tra le misure che l\u2019Ue (e gli Stati membri) possono intraprendere, oltre alla fornitura d\u2019attrezzature, particolarmente efficace \u00e8 il pattugliamento congiunto con gli Stati d\u2019origine delle zone marine sotto la loro giurisdizione.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha in passato predisposto azioni del genere, nel quadro delle relazioni bilaterali con Albania e Libia, nonch\u00e9 con la Tunisia.<\/p>\n<p>Occorre inoltre promuovere la conclusione di accordi per la riammissione negli Stati d\u2019origine degli individui che abbiano fatto irregolarmente ingresso nell\u2019Ue. L\u2019obbligo per ogni Stato di ammettere nel territorio i propri cittadini deriva dallo stesso diritto internazionale consuetudinario, ma esso rischia di rimanere lettera morta in mancanza di procedure operative.<\/p>\n<p>La Comunicazione della Commissione e le conclusioni del Consiglio del 12 maggio non si sono limitate a riaffermare la necessit\u00e0 di un\u2019effettiva collaborazione degli Stati d\u2019origine e transito, ma hanno messo l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di instaurare con essi rapporti fondati sul principio di condizionalit\u00e0 applicato alle questioni relative alla migrazione, in modo da impegnarli a prevenire i flussi migratori irregolari e cooperare in materia di rimpatrio.<\/p>\n<p>Realisticamente, non sembra si possa prescindere dall\u2019adozione di uno stringente meccanismo di condizionalit\u00e0, da applicare da parte dell\u2019Ue all\u2019insieme dei rapporti con tali Stati. Occorrer\u00e0 per\u00f2 superare le obiezioni di carattere politico-ideologico che sono spesso frapposte al ricorso a tale strumento.<\/p>\n<p> <b>Solidariet\u00e0 concreta<\/b><br \/>Il Consiglio del 12 maggio ha dunque compiuto alcuni passi avanti, soprattutto verso una politica comune di controllo dell\u2019immigrazione irregolare e di asilo, riaffermandone i principi cardine, ma non v\u2019\u00e8 dubbio che i risultati effettivi dell\u2019azione europea siano ancora limitati.<\/p>\n<p>L\u2019accusa di \u201cscarsa concretezza\u201d mossa all\u2019Ue dal ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, a margine del Consiglio, non \u00e8 dunque del tutto infondata. Sotto il profilo operativo, il ruolo dell\u2019Agenzia europea Frontex riguardo al controllo delle frontiere esterne \u00e8 poco pi\u00f9 che simbolico. Per altro verso, se sono previsti meccanismi di solidariet\u00e0 finanziaria a favore degli Stati maggiormente esposti, gli interventi realizzati, pari a 25 milioni di euro, risultano evidentemente insufficienti.<\/p>\n<p>Eppure il trattato di Lisbona prevede il principio di solidariet\u00e0 e condivisione delle responsabilit\u00e0 quale principio \u201ccostituzionale\u201d in materia di controlli alle frontiere, immigrazione e asilo. Al fine d\u2019assicurare un\u2019effettiva applicazione del principio, e di superare le resistenze di alcuni partner, \u00e8 indispensabile uno sforzo politico congiunto degli Stati membri mediterranei, <i>in primis<\/i> di Italia e Francia, in passato in prima linea nel promuoverne l\u2019accoglimento.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, non si pu\u00f2 che leggere in termini positivi, nonostante una disastrosa comunicazione da parte italiana, il vertice franco-italiano del 26 aprile scorso, che ha segnato il superamento di assurde contrapposizioni tra due degli Stati pi\u00f9 esposti al problema della migrazione irregolare e delle richieste di asilo degli individui provenienti dalle rive meridionali del Mediterraneo e che hanno quindi un comune interesse a promuovere un ruolo pi\u00f9 attivo ed efficace dell\u2019Ue in materia.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Unione europea risponde alle proposte sull\u2019immigrazione avanzate a fine aprile dal presidente italiano Silvio Berlusconi e da quello francese Nicolas Sarkozy, riaffermando l\u2019importanza della libera circolazione delle persone e proponendo il rafforzamento degli strumenti previsti dagli accordi di Schengen. \u00c8 quanto emerso dalla riunione straordinaria del Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai) dell\u2019Ue di met\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[87,91,96,172],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17590"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62217,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17590\/revisions\/62217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}