{"id":17700,"date":"2011-05-28T00:00:00","date_gmt":"2011-05-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-scure-della-crisi-sulle-spese-militari\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:15","slug":"la-scure-della-crisi-sulle-spese-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/la-scure-della-crisi-sulle-spese-militari\/","title":{"rendered":"La scure della crisi sulle spese militari"},"content":{"rendered":"<p>La crisi finanziaria \u00e8 arrivata a colpire anche il settore difesa. Il prestigioso <i>Stockholm Peace Research Institute <\/i>(Sipri) ha pubblicato i primi risultati dell\u2019indagine sulla spesa globale per la difesa 2010: i dati indicano che la crisi ha spinto ad una diminuzione delle spese militari a livello globale, e confermano le tendenze emerse negli ultimi anni. I paesi emergenti mirano comunque a costruire forze armate all\u2019altezza delle proprie ambizioni, mentre gli europei persistono nel considerare la difesa come uno strumento accessorio, e forse superfluo, tra quelli disponibili per la loro azione esterna. <\/p>\n<p>  <b>Squilibri regionali<\/b><br \/> Il Sipri stima che le spese mondiali per la difesa siano ammontate a 1.630 miliardi di dollari, con un incremento dell\u20191,3%, in termini reali, rispetto al 2009. Tuttavia, questo aumento \u00e8 dovuto quasi esclusivamente agli Stati Uniti, ai quali il Sipri ascrive ben 19,6 dei 20,6 miliardi dell&#8217;aumento  registratosi tra il 2009 ed il 2010. Usa a parte, quindi, le spese per la difesa a livello globale sarebbero rimaste sostanzialmente invariate.<\/p>\n<p>Considerato l\u2019enorme deficit degli Stati Uniti, inoltre, \u00e8 molto probabile che il bilancio americano subir\u00e0 un drastico ridimensionamento nei prossimi due\/tre anni. \u00c8 evidente che la crisi economica e finanziaria ha cominciato a farsi sentire anche nel comparto difesa, rimasto finora al riparo dalle conseguenze della crisi grazie al carattere tendenzialmente anticiclico degli investimenti.<\/p>\n<p>Dietro questo dato complessivo ci sono per\u00f2 rilevanti differenze regionali. In Sud America, ad esempio, si registra un aumento del 5,8% delle spese militari rispetto al 2009, anche in assenza di tensioni interstatali. Circa due terzi di questo aumento sono attribuibili al Brasile, che sta costruendo uno strumento militare all\u2019altezza del ruolo che il paese intende giocare a livello globale. Da segnalare il crollo delle spese (-27%) del Venezuela di Chavez.<\/p>\n<p>Anche il continente africano registra un aumento superiore al 5% rispetto al 2009. L\u2019Africa rimane comunque un mercato marginale, con una spesa complessiva di circa 30 miliardi di dollari: se l\u2019intero continente fosse un unico stato, non rientrerebbe neanche tra i dieci che spendono di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Modesti aumenti si fanno registrare in Asia e Oceania (1,4%) e in Medioriente (2,5%). In quest\u2019ultima regione la crescita \u00e8 trainata dall\u2019Arabia saudita (ormai stabile al settimo posto nella graduatoria mondiale del Sipri), dall\u2019Iraq, che \u00e8 in piena ricostruzione, e dal Libano. Mancano, per\u00f2, i dati riguardanti l\u2019Iran, e sono di difficile interpretazione quelli di altri paesi (Egitto).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Asia, si \u00e8 registrato l\u2019aumento pi\u00f9 basso degli ultimi anni: la Cina ha espressamente collegato la riduzione nella crescita delle spese militari al tasso di crescita pi\u00f9 debole. Il mercato indiano fa registrare addirittura un calo del 2,8%, anche se Nuova Delhi ha gi\u00e0 lanciato una gara lucrosissima per l\u2019acquisto di caccia di quarta generazione avanzata (in gara l\u2019\u201deuropeo\u201d <i>Eurofigher<\/i> ed il francese<i> Rafale<\/i>), che far\u00e0 probabilmente lievitare le spese il prossimo anno.<\/p>\n<p><b>Europa in ritirata<\/b><br \/>L\u2019unico continente nel quale le spese militari nel 2010 sono diminuite rispetto all\u2019anno precedente \u00e8 l\u2019Europa, che le ha complessivamente tagliate del 2,8%. Gran parte di questi tagli sono ascrivibili ai piccoli stati del centro e dell\u2019est Europa in gravi difficolt\u00e0 economiche, come Bulgaria ( -28%), Lituania (-26), Georgia (-25): anche Albania, Grecia, Ungheria, Lituania e Slovacchia hanno tagliato intorno al 10%. Tra i grandi paesi, l\u2019Italia ha speso lo 0,3% in pi\u00f9, mentre Gran Bretagna (-0,8%), Francia (-8,4), Germania (-1,3) e Russia (-1,4) registrano tagli pi\u00f9 o meno drastici.<\/p>\n<p>La stagnazione della spesa europea per la difesa non \u00e8 certo una novit\u00e0. Tra il 2001 ed il 2010, le spese per la difesa nei paesi dell\u2019Europa occidentale e centrale sono cresciute solo del 4,1%. Se si considera l\u2019elevatissima inflazione tipica dei materiali di difesa, si tratta in realt\u00e0 di una diminuzione di dimensioni rilevanti. Che si \u00e8 verificata, per di pi\u00f9, in un decennio caratterizzato da un&#8217;impegnativa missione militare, quella in Afghanistan, e da una diffusa instabilit\u00e0 nello scacchiere mediterraneo e mediorientale, di importanza strategica per i paesi dell\u2019Ue. <\/p>\n<p> Il conflitto in Libia ha confermato che neanche i meglio equipaggiati tra gli europei &#8211; Gran Bretagna e Francia &#8211; sono in grado di condurre in modo autonomo un\u2019operazione di grandi dimensioni, sia pure a pochi chilometri dai confini dell\u2019Unione. Senza l\u2019intervento della sesta flotta americana, che ha effettuato gran parte dei lanci di missili per la distruzione della difesa aerea libica, l\u2019imposizione della<i> no fly zone <\/i>sarebbe stata impossibile. Pi\u00f9 di dieci anni fa, nel 1999, l\u2019Europa aveva dimostrato la stessa impotenza nel conflitto in Kosovo; e allora si era detto che bisognava reagire, e dotarsi delle capacit\u00e0 adeguate al ruolo che l\u2019Europa voleva giocare nel mondo.<\/p>\n<p>Occorre prendere atto che governi e opinioni pubbliche europee non sono disposti a investire neanche il 2% del Prodotto interno lordo per la difesa. I guadagni in efficienza e i risparmi che si possono ottenere grazie alle iniziative della Commissione europea per l\u2019integrazione del mercato della difesa continentale non possono controbilanciare un livello di spesa cos\u00ec basso. A quanto pare, l\u2019Europa crede fermamente alla teoria della \u201cpotenza civile\u201d e del <i>soft power <\/i>come unico strumento di intervento esterno, e si avvia quindi verso la completa impotenza strategica.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi finanziaria \u00e8 arrivata a colpire anche il settore difesa. Il prestigioso Stockholm Peace Research Institute (Sipri) ha pubblicato i primi risultati dell\u2019indagine sulla spesa globale per la difesa 2010: i dati indicano che la crisi ha spinto ad una diminuzione delle spese militari a livello globale, e confermano le tendenze emerse negli ultimi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17700"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17700"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61709,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17700\/revisions\/61709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}