{"id":17720,"date":"2011-05-31T00:00:00","date_gmt":"2011-05-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-serbia-in-attesa-di-segnali-da-bruxelles\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:14","slug":"la-serbia-in-attesa-di-segnali-da-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/la-serbia-in-attesa-di-segnali-da-bruxelles\/","title":{"rendered":"La Serbia in attesa di segnali da Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 maggio le autorit\u00e0 serbe hanno arrestato il generale Ratko Mladi&#263;, comandante dell\u2019esercito della Repubblica Serba di Bosnia (<i>Republika Srpska<\/i>, Rs) durante la guerra del 1992-1995. Accusato dal 1995 di genocidio e crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale per l\u2019ex-Jugoslavia (Tpij) dell\u2019Aja, Mladi&#263; aveva fatto da tempo perdere le sue tracce. Per l\u2019Unione europea la sua cattura era una condizione essenziale affinch\u00e9 la Serbia potesse avvicinarsi a Bruxelles, e proprio l\u2019adesione all\u2019Ue sembra il principale obiettivo dell\u2019esecutivo serbo.<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre l\u2019arresto di Mladi&#263; \u00e8 stato accolto con favore a Bruxelles, esso non ha mancato di suscitare reazioni controverse in patria. Anzi, secondo il ministro Rasim Ljaji&#263;, la cattura di Mladi&#263; potrebbe addirittura compromettere le possibilit\u00e0 che l\u2019attuale coalizione di governo venga riconfermata alle prossime elezioni.<\/p>\n<p><b>L\u2019Ue apprezza<\/b><br \/>L\u2019arresto dell\u2019ex comandante militare dei serbi di Bosnia \u00e8 stato annunciato dal presidente serbo in persona. Boris Tadi&#263; ha rivendicato la cooperazione con il tribunale dell\u2019Aja: \u201cCredo che ora tutte le porte per la nostra integrazione nell\u2019Ue siano state aperte\u201d. L\u2019arresto di Mladi&#263; \u00e8 stato accolto con favore dai responsabili dell\u2019Ue, che avevano continuato a chiedere alle autorit\u00e0 di Belgrado di migliorare la cooperazione con il Tpij.<\/p>\n<p>In seno all\u2019Ue, in realt\u00e0, la maggior parte dei paesi era gi\u00e0 disponibile a nuove aperture nei confronti della Serbia. Al contrario, il Belgio e, soprattutto, l\u2019Olanda avevano continuato a porre la consegna di Mladi&#263; come condizione per far progredire il processo di adesione. Il commissario per l\u2019allargamento, Stefan Fuele, ha dichiarato che ora la Serbia ha rimosso \u201cun grande ostacolo\u201d per l\u2019adesione. Da un punto di vista legale ed amministrativo, infatti, la Serbia aveva gi\u00e0 fatto molti passi in avanti nell\u2019adeguamento ai parametri dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Tra i ricercati dal Tpij manca ancora Goran Had\u017ei&#263;, dirigente politico dei serbi di Croazia durante la guerra. Tuttavia Mladi&#263; e Radovan Karad\u017ei&#263;, ex presidente dei serbi di Bosnia arrestato da Belgrado nel 2008, erano personaggi decisamente pi\u00f9 importanti. <\/p>\n<p><b>Reazioni in Bosnia e in Serbia<\/b><br \/>In Bosnia grande soddisfazione \u00e8 stata espressa da Bakir Izetbegovi&#263;, membro della presidenza tripartita della Bosnia e figlio di Alija Izetbegovi&#263;, il presidente che ha guidato i bosgnacchi durante la guerra. Meno prevedibili i commenti dei rappresentanti serbi. Milorad Dodik, presidente della Rs e capo del maggior partito dei serbi di Bosnia, l\u2019Alleanza dei social democratici indipendenti (Snsd), si \u00e8 limitato a dichiarare che \u201cl\u2019arresto di Mladi&#263; non \u00e8 una sorpresa: era previsto dagli accordi di Dayton\u201d.<\/p>\n<p>Sulla stessa linea il suo compagno di partito e membro serbo della presidenza bosniaca, Neboj\u0161a Radmanovi&#263;, secondo cui \u201ctutti i paesi della regione devono rispettare gli obblighi di Dayton\u201d. A prima vista il tono di questi commenti pu\u00f2 sorprendere, soprattutto se si considera la disinvoltura con cui a volte Dodik concede dichiarazioni alla stampa. Tuttavia Dodik \u00e8 divenuto uno strenuo difensore degli accordi di Dayton, in cui egli vede innanzitutto la garanzia dell\u2019autonomia della Rs.<\/p>\n<p>Toni diversi nella Rs sono stati usati dall\u2019opposizione. Mladen Bosi&#263;, presidente del Partito democratico serbo (Sds), ha dichiarato che il governo di Belgrado ha arrestato Mladi&#263; per ragioni di politica internazionale, riferendosi alla volont\u00e0 di aderire all\u2019Ue e al tentativo di ottenere maggiore comprensione in merito allo status del Kosovo. Tuttavia Bosi&#263; ha tenuto a precisare che \u201cla Serbia aveva gi\u00e0 arrestato Karad\u017ei&#263; e tutta la vecchia dirigenza militare, senza ottenere alcun risultato. Il paese non ne ha tratto vantaggi, mentre in questo modo la Serbia ha tradito coloro che l\u2019hanno protetta durante la guerra\u201d.<\/p>\n<p>Il commento di Bosi&#263; \u00e8 esemplare delle reazioni contrastanti suscitate tra i serbi dalla cattura di Mladi&#263;. Anche se tra i partiti serbi solo il Partito radicale (Srs) ha esplicitamente condannato l\u2019arresto di Mladi&#263;, diverse proteste si sono svolte in Serbia e tra i serbi di Bosnia. Secondo un sondaggio pubblicato pochi giorni fa, prima della cattura, il 51% dei cittadini della Serbia era contrario all\u2019estradizione di Mladi&#263;. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 che un convinto sostegno all\u2019ex comandante dei serbi di Bosnia, questo dato evidenzia che i serbi percepiscono il Tpij come un organo parziale. Alla base di questa convinzione c\u2019\u00e8 l\u2019esiguit\u00e0 del numero di condannati croati e bosgnacchi rispetto a quelli serbi e il rifiuto del Tpij di aprire inchieste sulle responsabilit\u00e0 della Nato per le vittime civili provocate dai bombardamenti del 1999.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge la pressoch\u00e9 totale assenza di albanesi del Kosovo tra gli imputati del Tpij, nonostante emergano indizi sempre pi\u00f9 corposi sui crimini commessi dai guerriglieri dell\u2019Esercito di liberazione del Kosovo (Uck). Lo stesso Tadi&#263; ha invocato un\u2019inchiesta internazionale per verificare se l\u2019Uck, come si sospetta, abbia gestito un traffico di organi espiantati ai suoi prigionieri durante la guerra. Si tratta di un\u2019accusa a lungo ripetuta dalla Serbia di cui si \u00e8 parlato molto sui media quando il parlamentare svizzero Dick Marty ha presentato sull\u2019argomento un rapporto al Consiglio d\u2019Europa.<\/p>\n<p><b>Attesa ricompensa<\/b><br \/>L\u2019esecutivo di Belgrado spera che l\u2019arresto di Mladi&#263; possa accelerare il processo di avvicinamento all\u2019Ue. Belgrado punta a ottenere entro la fine dell\u2019anno lo status di paese candidato. Si tratta di un obiettivo realistico, anche se l\u2019Ue non sembra disponibile a fare sconti alla Serbia. Nell\u2019Ue non aleggia grande entusiasmo per l\u2019ipotesi di nuove adesioni e la crisi economica, con le sfide che pone alla stabilit\u00e0 economica e finanziaria di diversi Stati membri, sembra imporre altre priorit\u00e0. Anche se Belgrado ottenesse lo status di paese candidato, dunque, con ogni probabilit\u00e0 i negoziati di adesione si protrarrebbero per diversi anni. <\/p>\n<p>Le maggiori aperture dell\u2019Ue alla Serbia, del resto, sono state compiute quando Bruxelles temeva che a Belgrado si insediassero maggioranze meno disponibili nei confronti delle sue politiche nella regione. Cos\u00ec \u00e8 stato nel 2008, quando, di fronte alla concreta possibilit\u00e0 di una vittoria elettorale dei radicali (Srs), gli Stati membri concessero alla Serbia l\u2019Accordo di associazione e stabilizzazione (Asa) e la promessa di investimenti economici. <\/p>\n<p>Oggi \u00e8 improbabile che in Serbia si insedi un governo apertamente ostile, poich\u00e9 il nuovo Partito progressista serbo (Sns), guidato dall\u2019ex radicale Tomislav  Nikoli&#263;, condivide con il governo l\u2019obiettivo di aderire all\u2019Ue ed evita di assumere posizioni che lo pongano in contrasto con Bruxelles.<\/p>\n<p>Pur suscitando aspre critiche, la cattura di Mladi&#263; non provocher\u00e0 probabilmente grandi crisi a Belgrado. Contribuir\u00e0 per\u00f2 a minare la popolarit\u00e0 di Tadi&#263; e del suo Partito democratico (Ds), gi\u00e0 erosa dalla mancata promessa di migliorare la situazione economica. Per Tadi&#263; le cose si metterebbero male soprattutto se la Serbia non venisse ricompensata dall\u2019Ue con un atteggiamento pi\u00f9 conciliante sulla questione del Kosovo o con pi\u00f9 concrete prospettive di adesione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 maggio le autorit\u00e0 serbe hanno arrestato il generale Ratko Mladi&#263;, comandante dell\u2019esercito della Repubblica Serba di Bosnia (Republika Srpska, Rs) durante la guerra del 1992-1995. Accusato dal 1995 di genocidio e crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale per l\u2019ex-Jugoslavia (Tpij) dell\u2019Aja, Mladi&#263; aveva fatto da tempo perdere le sue tracce. 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