{"id":17740,"date":"2011-06-02T00:00:00","date_gmt":"2011-06-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/milano-e-il-mondo\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:14","slug":"milano-e-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/milano-e-il-mondo\/","title":{"rendered":"Milano e il mondo"},"content":{"rendered":"<p>La clamorosa svolta a sinistra di Milano dopo diciotto anni di amministrazioni di centro-destra non ha certo colto impreparato il suo <i>establishment<\/i> finanziario e culturale, che in buona parte aveva fatto il tifo per Pisapia, e di sicuro non nuocer\u00e0 alla sua reputazione di citt\u00e0 italiana pi\u00f9 cosmopolita, pi\u00f9 accogliente nei confronti degli stranieri e &#8211; particolare non trascurabile &#8211; dove si conoscono meglio le lingue.<\/p>\n<p><b>Sinistra al potere<\/b><br \/>I milanesi che hanno sostenuto il nuovo sindaco fanno anzi notare che la citt\u00e0, in fondo, non ha fatto che adeguarsi a una tendenza largamente diffusa in Europa: le grandi metropoli, anche se sono centri di affari, di cultura e di convegni, sono in buona parte amministrate dalla sinistra: tra le capitali, lo sono Parigi, Berlino e lo \u00e8 stata per lunghi anni Londra, con il famoso Ken Livingstone (Ken il rosso) in confronto al quale Pisapia \u00e8 un moderato; tra le altre citt\u00e0 del continente che in qualche modo possono essere paragonate a Milano, lo sono Francoforte, Amburgo e lo era, fino a pochi giorni fa (e per 32 anni!) Barcellona.<\/p>\n<p>Nessuno perci\u00f2 ha timore che lo storico ruolo internazionale della citt\u00e0 e la sua influenza continentale possa essere in qualche modo compromessa dal cambio della guardia.<\/p>\n<p>Qualche dato sar\u00e0 utile per comprendere l\u2019impatto che i rapporti internazionali hanno sul capoluogo lombardo. Milano vanta, dopo New York, il maggior numero di consolati al mondo: non c\u2019\u00e8 Paese che conta che non vi sia presente, se non con una rappresentanza diplomatica tradizionale, almeno con un ufficio commerciale o con un console onorario.<\/p>\n<p>Milano \u00e8 anche la citt\u00e0 italiana che conta il maggior numero di gemellaggi \u201cpesanti\u201d, avendo stabilito un collegamento stabile, e non soltanto simbolico, con le principali citt\u00e0 \u201cnon capitali\u201d della principali nazioni del mondo: si tratta di una rete che comprende Shanghai e Francoforte, San Paolo del Brasile e San Pietroburgo, Osaka e Lione, Tel Aviv e Guadalajara, Barcellona e Chicago e che si traduce in frequenti visite d\u2019affari, scambi culturali e collaborazioni di vario tipo.<\/p>\n<p><b>Cultura e affari<\/b><br \/>Milano ospita, da sempre, scuole straniere di altissimo livello &#8211; americana, tedesca, francese, svizzera &#8211; che vengono frequentate anche da molti italiani non solo per l\u2019apertura mentale che danno, ma anche perch\u00e9 rappresentano una via d\u2019accesso privilegiata a importanti universit\u00e0 straniere e, in ultima analisi, a una carriera all\u2019estero. Milano si \u00e8 rivelata, nonostante i malumori leghisti (e non solo), la citt\u00e0 pi\u00f9 capace di far fronte alla grande ondata migratoria, tanto che il 12 per cento dei suoi abitanti sono di origine extracomunitaria, e al ritmo attuale di crescita dovrebbe, secondo uno studio dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi, avere tra vent\u2019anni 600.000 cittadini stranieri a fronte di 800.000 italiani.<\/p>\n<p>Milano, infine, \u00e8 di gran lunga la citt\u00e0 preferita come base per le industrie e le banche straniere che vogliono operare nel nostro Paese, non solo perch\u00e9 \u00e8 quella dotata dei migliori servizi e si trova al centro dell\u2019Italia pi\u00f9 ricca, ma anche perch\u00e9 \u00e8 &#8211; con meraviglia di molti milanesi portati all\u2019autoflagellazione &#8211; considerata la pi\u00f9 vivibile dai dirigenti interessati. Per il ruolo internazionale della citt\u00e0, infatti, non contano solo la Scala, il design, la moda e il Cenacolo, ma anche il fatto di essere la capitale italiana dell\u2019editoria, della finanza e della ricerca medica, e sede dell\u2019unica Borsa valori nazionale.<\/p>\n<p>Il punto pi\u00f9 dolente (smog a parte) \u00e8 stato, per un certo periodo, quello dei collegamenti internazionali, nonostante la disponibilit\u00e0 di ben tre aeroporti: Malpensa, Linate e Orio al Serio (che dista da piazza del Duomo appena 50 chilometri e, in quanto base di Ryanair per l\u2019Italia settentrionale, \u00e8 una componente importante del sistema). <\/p>\n<p>Malpensa era considerata mal collegata alla citt\u00e0, Linate comodissima, ma con limitate capacit\u00e0 dovute alla presenza di una sola pista. Quando poi l\u2019Alitalia, in un ultimo disperato tentativo di evitare il fallimento, ha abbandonato quasi del tutto Malpensa, si \u00e8 gridato alla catastrofe. Invece, grazie a un\u2019intelligente politica di apertura a 360 gradi, il cosiddetto \u201caeroporto della brughiera\u201d \u00e8 stato rilanciato al punto che, appena tre anni dopo la grande crisi, vanta oggi pi\u00f9 collegamenti di prima, \u00e8 raggiungibile da Milano in meno di mezz\u2019ora di treno e dispone anche di un collegamento autostradale con Torino.<\/p>\n<p><b>L\u2019occasione dell\u2019Expo<\/b><br \/>Letizia Moratti, con tutti i suoi difetti, ha senz\u2019altro dato nel suo quinquennio una ulteriore spinta alla internazionalizzazione della citt\u00e0.\u00c8 in quest\u2019ottica che si \u00e8 battuta allo spasimo per ottenere l\u2019organizzazione dell\u2019Expo 2015. La vittoria sulla concorrente Smirne fu accolta a Milano come una grande vittoria, come un ideale trampolino di lancio per un grande futuro nel Terzo millennio.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che, poco tempo dopo l\u2019assegnazione, \u00e8 scoppiata la grande crisi economica mondiale e quella che sembrava una benedizione \u00e8 diventata, sotto molti rispetti, un problema. Buona parte dei tre anni trascorsi dalla storica serata parigina sono stati spesi a reperire fondi, risolvere il problema dei terreni, comporre diatribe tra Comune, Regione ed enti privati. Il grandioso piano originario che convinse il Bureau e che avrebbe inciso profondamente sul profilo della citt\u00e0 ha dovuto essere pesantemente ridimensionato.<\/p>\n<p>Ora, finalmente, siamo sulla buona strada, ma bisogner\u00e0 correre molto per rispettare la tabella di marcia e &#8211; sotto questo rispetto &#8211; il risultato elettorale non aiuta. Per quanto sconfitta alle urne, Letizia Moratti rimane infatti commissario straordinario per l\u2019Expo (di nomina governativa), con tanto di ufficio a Palazzo Marino: se questa anomala coabitazione con il nuovo sindaco fosse mantenuta, sorgerebbero senza dubbio altri conflitti, anche perch\u00e9 gli interessi economici in gioco sono molto forti.<\/p>\n<p>In origine, quando il mondo era in pieno boom, si era previsto che in sei mesi l\u2019Expo avrebbe attirato a Milano la bellezza di 29 milioni di visitatori, di cui quasi la met\u00e0 provenienti dall\u2019estero. Ora queste cifre sono state ridimensionate, con ovvie ricadute sugli investimenti. \u00c8 probabile che la nuova amministrazione voglia apportare ulteriori modifiche al progetto, per metterlo pi\u00f9 in sintonia con i suoi orientamenti. Ci sar\u00e0 un\u2019altra fase di discussioni. Tuttavia l\u2019orgoglio internazionalista della citt\u00e0, una componente essenziale del suo modo di pensare meneghino, finir\u00e0 con il prevalere su tutto e non solo l\u2019Expo 2015 si far\u00e0, ma si far\u00e0 bene.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La clamorosa svolta a sinistra di Milano dopo diciotto anni di amministrazioni di centro-destra non ha certo colto impreparato il suo establishment finanziario e culturale, che in buona parte aveva fatto il tifo per Pisapia, e di sicuro non nuocer\u00e0 alla sua reputazione di citt\u00e0 italiana pi\u00f9 cosmopolita, pi\u00f9 accogliente nei confronti degli stranieri e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17740"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17740"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63586,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17740\/revisions\/63586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}