{"id":17750,"date":"2011-06-05T00:00:00","date_gmt":"2011-06-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-fmi-tra-spinte-al-cambiamento-e-vecchi-equilibri\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:14","slug":"il-fmi-tra-spinte-al-cambiamento-e-vecchi-equilibri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/il-fmi-tra-spinte-al-cambiamento-e-vecchi-equilibri\/","title":{"rendered":"Il Fmi tra spinte al cambiamento e vecchi equilibri"},"content":{"rendered":"<p>Chi sar\u00e0 il nuovo direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi)? La risposta appare sui principali giornali del mondo intero, come sugli sterminati siti della blogosfera: Madame Christine Lagarde, ministro delle finanze francese. Se le previsioni sono esatte, sar\u00e0 la prima donna designata alla pi\u00f9 prestigiosa poltrona del Fmi. Anche se ai pi\u00f9 il risultato appare scontato, secondo le ferree leggi della diplomazia non scritta, vale la pena di ripercorrere il processo che porter\u00e0 a scegliere la nuova guida del Fondo.<\/p>\n<p><b>Scandali o complotti<\/b><br \/>Il 18 maggio Dominique Strauss-Kahn si \u00e8 dimesso in seguito all\u2019arresto per un reato di natura sessuale; nella lettera diretta al Consiglio di amministrazione del Fmi egli ha negato \u201ccon la fermezza pi\u00f9 grande possibile tutte le accuse che sono state mosse contro di lui\u201d. Sebbene noto come<i> tombeur de femmes <\/i>e reo confesso di un errore di giudizio \u201cnell\u2019iniziare [\u2026] una relazione [\u2026] con una talentuosa economista ed esperta professionista\u201d del Fmi, i suoi dinieghi ed anche una certa spettacolarit\u00e0 riservata in America a un personaggio di caratura internazionale e potenziale candidato per la corsa alla presidenza della Repubblica francese, hanno fatto gridare al complotto in Francia.<\/p>\n<p>A sua difesa si sono levati Bernard-Henri Levy, Jean Daniel e Jack Lang. Si pu\u00f2 capire che l\u2019antica sensibilit\u00e0 puritana prenda talvolta il sopravvento nel giudicare i comportamenti di europei dediti alla caccia del gentil sesso, ma sembra francamente azzardato, come argomenta Roger Cohen sul<i> New York Times <\/i>del 30 maggio, che una societ\u00e0 pi\u00f9 libera, cio\u00e8 quella americana, \u00e8 meno incline alle teorie del complotto, mentre laddove \u00e8 pi\u00f9 forte la cultura della dipendenza, come in Europa, maggiore \u00e8 la tendenza a vedere mani nascoste al lavoro. Scandali sessuali e politici non sono mancati anche negli Stati Uniti, con mani e donne nascoste.<\/p>\n<p> <b>Tacito accordo<\/b><br \/>Con le dimissioni di Strauss-Kahn, che si sono fatte attendere per qualche giorno, si \u00e8 aperta la procedura per la nomina del successore. Il 20 maggio i direttori esecutivi riuniti in consiglio (<i>Executive Board<\/i>) hanno stabilito una ragionevole serie di requisiti. La candidatura pu\u00f2 essere avanzata da un direttore esecutivo o, novit\u00e0 degna di nota, da un Governatore del Fondo dal 23 maggio sino al 10 giugno. Successivamente un processo di selezione porter\u00e0 a individuare non pi\u00f9 di tre candidati scelti dal <i>Board <\/i>con voto ponderato, se non si raggiunge un consenso. I selezionati incontreranno i direttori esecutivi in consiglio; la scelta avverr\u00e0 preferibilmente per consenso, eventualmente con voto ponderato entro il 30 giugno.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 certamente la forma che verr\u00e0 scrupolosamente rispettata, ma la sostanza \u00e8 che la nomina del candidato\/a \u00e8 negoziata nei vari vertici che si sono avuti e che ancora si avranno in questo mese. Il risultato, a mio avviso, non \u00e8 in dubbio: l\u2019Europa, attraverso Sarkozy, Merkel, Cameron, Medvedev, Berlusconi, ecc. si \u00e8 pronunciata in favore della Lagarde. <\/p>\n<p>\u00c8 vero che il mondo \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 vasto dell\u2019Europa, ma a favore del Vecchio Continente milita l\u2019antico accordo di spartizione con gli Stati Uniti in base al quale al primo spetta la massima poltrona del Fmi, ai secondi la presidenza della Banca mondiale e la posizione di numero due (<i>first deputy managing director<\/i>) nel Fondo, carica attualmente ricoperta da John Lipsky, <i>locum tenens<\/i> in attesa di andare in pensione.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, per quanto possano essere favorevoli ad allargare le candidature ad altri continenti, vedrebbero compromesso l\u2019attuale equilibrio e dovrebbero con grande probabilit\u00e0 abbandonare la posizione che oggi occupano nel Fmi agli europei se un asiatico o un latinoamericano ascendesse alla massima carica.<\/p>\n<p><b>Ipoteca francese<\/b><br \/>Al riguardo, vorrei ricordare un episodio. Agli inizi degli anni 2000, nella Banca mondiale venne costituito un gruppo di lavoro, presieduto dal direttore esecutivo italiano, per giungere a una forma di designazione del presidente pi\u00f9 rispettosa dei diritti dei partecipanti al capitale e delle competenze richieste ai candidati. I lavori si conclusero con la proposta di istituire un Comitato di selezione dei potenziali candidati. La sostanziale opposizione degli Stati Uniti, al di l\u00e0 dei riconoscimenti formali per il lavoro svolto, fece abbandonare ogni velleit\u00e0 di democratizzazione del processo.<\/p>\n<p>Ovviamente, le critiche ad accordi che risalgono al dopoguerra e che riflettevano i rapporti di forza del tempo si sono acuite, e la voce delle economie emerse e di quelle emergenti si fa sempre pi\u00f9 forte. Sulla stampa sono apparse le candidature di Kemal Dervi&#351;, gi\u00e0 ministro per gli Affari economici della Turchia, di Trevor Manuel, capo della Commissione per la pianificazione nazionale del Sud Africa, di Tharman Shanmugaratnam, ministro delle Finanze di Singapore, di Montek Singh Ahluwalia, vice presidente della Commissione di pianificazione dell\u2019India, di Agustin Carstens, governatore della Banca centrale del Messico. <\/p>\n<p>Altri europei i cui nomi sono stati citati come possibili candidati sono Axel Weber, gi\u00e0 presidente della Bundesbank, e Marek Belka, presidente della Banca nazionale di Polonia. Ammesso che non sia ancora venuto il momento per indiani o cinesi, vi sono possibilit\u00e0 per un candidato europeo che non sia la Lagarde?<\/p>\n<p><b><i>Les jeux sont faits\u2026<\/i><\/b><br \/>Nel Fmi la Francia ha dominato a lungo la scena: nei 65 anni di esistenza, il Fondo ha avuto alla sua testa quattro francesi per 36 anni, due svedesi per 12, un olandese per 5, un belga ancora per 5, un tedesco per 4, uno spagnolo per 3. Soprattutto a noi italiani, questo quasi monopolio francese non pu\u00f2 farci piacere, ma bisogna pur riconoscere la superiore capacit\u00e0 diplomatica e negoziale di Parigi.<\/p>\n<p>Ovviamente, chi non \u00e8 contento della scelta sta cercando di minare la posizione della Lagarde agitando lo spettro dei generosi danni riconosciuti all\u2019uomo d\u2019affari francese Bernard Tapie. Al termine di un arbitraggio richiesto dalla Lagarde tra il 2007 e il 2008, Tapie si vide versare a titolo di risarcimento 240 milioni, in relazione a vicende risalenti agli anni &#8217;90. Lagarde potrebbe ora finire sotto inchiesta perch\u00e9 invece di adire alla magistratura ordinaria &#8211; come ha recentemente fatto notare anche la Corte dei Conti francese &#8211; prefer\u00ec la strada dell&#8217;arbitraggio, finendo cos\u00ec per favorire indirettamente Tapie.<\/p>\n<p>V\u2019\u00e8 anche chi, come Sebastian Mallaby sul <i>Washington Post <\/i>del 1\u00b0 giugno, si \u00e8 detto contrario alla Lagarde, sostenendo che il Fmi sta perdendo legittimit\u00e0, perch\u00e9 non lascia spazio ai paesi dalle economie pi\u00f9 dinamiche, e indipendenza, perch\u00e9 ha finanziato programmi di salvataggio di Grecia e Irlanda che, a suo dire, non avranno successo. \u00c8veramente strano che si attribuiscano al Fmi responsabilit\u00e0 che appartengono ai suoi azionisti, in particolare al maggiore tra essi, che non si \u00e8 ancora pronunciato.<\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi sar\u00e0 il nuovo direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi)? 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