{"id":17790,"date":"2011-06-07T00:00:00","date_gmt":"2011-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/corsa-a-ostacoli-per-lartico\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:13","slug":"corsa-a-ostacoli-per-lartico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/corsa-a-ostacoli-per-lartico\/","title":{"rendered":"Corsa a ostacoli per l\u2019Artico"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Artico \u00e8 un\u2019area di opportunit\u00e0 e di sfide riguardanti la protezione dell\u2019ambiente, la salvaguardia e lo sviluppo sostenibile delle popolazioni locali, lo sfruttamento delle ingenti risorse ittiche e minerarie (si stima che l\u2019Artico possa contenere il 25% delle riserve mondiali di idrocarburi tuttora inesplorate), le nuove rotte di navigazione, la ricerca scientifica, la sicurezza e la <i>governance<\/i>. <\/p>\n<p>Anche se fra gli scienziati non si registra una posizione univoca sull\u2019irreversibilit\u00e0 del processo di riduzione dei ghiacci nell\u2019Artico, sia i paesi dell\u2019area che la comunit\u00e0 internazionale dedicano crescente interesse alla regione, i cui mutamenti climatici potrebbero avere ripercussioni in tutto il pianeta. <\/p>\n<p>La possibile apertura di rotte di navigazione nei prossimi decenni, ad esempio, potr\u00e0 consentire alla regione di sviluppare, almeno per alcuni periodi dell\u2019anno, un livello di attivit\u00e0 economico-commerciali su scala mai conosciuta finora e di ridisegnare il sistema dei collegamenti marittimi e dei commerci tra Europa e Asia (si stima che la rotta marittima tra Tokyo e Amburgo attraverso l\u2019Artico abbrevierebbe i tempi di navigazione di quindici giorni). <\/p>\n<p>Una prospettiva di ridefinizione delle relazioni internazionali e degli assetti geopolitici ed economici dei paesi europei e dell\u2019area mediterranea paragonabile a quella successiva alla scoperta dell\u2019America (la stessa importanza strategica del Canale di Suez ne potrebbe risentire).<\/p>\n<p><b>L\u2019Artico \u00e8 nostro! <\/b><br \/>Il Consiglio artico (Ca) \u00e8 il foro intergovernativo &#8211; privilegiato e pressoch\u00e9 esclusivo a parere dei suoi membri &#8211; di discussione e di esame delle tematiche artiche, istituito con la Dichiarazione di Ottawa del 1996 da Danimarca (incluse Groenlandia e Isole Faroe), Finlandia, Svezia e dall\u2019\u201c<i>inner circle<\/i>\u201d dei paesi circumpolari Canada, Islanda, Norvegia, Federazione russa e Stati Uniti, con la partecipazione anche di sei <i>Permanent Participants<\/i>, cio\u00e8 i rappresentanti delle principali organizzazioni delle popolazioni indigene locali.<\/p>\n<p>La riunione ministeriale del Ca, svoltasi a Nuuk (Groenlandia) il 12 maggio scorso e che ha concluso il biennio di presidenza danese e aperto quello svedese, ha confermato la posizione restrittiva dei paesi artici, ed in particolare di quelli dell\u2019 \u201c<i>inner circle<\/i>\u201d, sulla trattazione e gestione delle tematiche artiche. Ne \u00e8 uscito cos\u00ec riaffermato l\u2019approccio \u2018<i>l\u2019Artico \u00e8 nostro<\/i>\u2019, come dimostrano le innovative raccomandazioni relative al ruolo ed ai criteri di ammissione degli osservatori al Consiglio artico approvati dal vertice. <\/p>\n<p>Il ruolo degli osservatori sembra infatti destinato a rimanere marginale anche in futuro sia nel Ca che nelle attivit\u00e0 dei sei gruppi di lavoro concentrati su vari temi: programmi di monitoraggio e valutazione; contaminanti (in particolare \u2018<i>black carbon<\/i>\u2019, metano, ozono troposferico e mercurio); conservazione di flora e fauna; prevenzione, preparazione e risposta alle emergenze; protezione dell\u2019ambiente marino; sviluppo sostenibile. Al tempo stesso gli osservatori (attualmente Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna) dovranno sottoporsi ogni quattro anni ad una verifica per la conferma del loro status.<\/p>\n<p>Gli aspiranti allo status di osservatori (attualmente Italia, Cina, Corea del Sud, Giappone e Commissione europea sono considerati come osservatori ad hoc) dovranno espressamente riconoscere il ruolo del Ca; i diritti sovrani, le prerogative e la giurisdizione dei paesi artici sull\u2019Artico; il sistema giuridico che regola l\u2019Artico basato essenzialmente sulla Convenzione Onu sul diritto del mare (punto sul quale divergono le posizioni di vari paesi, in particolare europei) e dimostrare la loro attenzione verso le sensibilit\u00e0 delle popolazioni indigene e la capacit\u00e0 di contribuire anche finanziariamente alle attivit\u00e0 del Ca. Una volta ammessi dovranno anch\u2019essi sottoporsi con periodicit\u00e0 quadriennale alla conferma del loro status. <\/p>\n<p>La concezione esclusivistica della gestione dei problemi dell\u2019Artico attraversa anche due specifici punti della Dichiarazione di Nuuk; a) la decisione di rafforzare strutturalmente e finanziariamente il segretariato del Ca con sede permanente a Tromso (Norvegia) per aumentarne l\u2019operativit\u00e0 e l\u2019efficienza; b) l\u2019annuncio del primo accordo legalmente vincolante concluso tra i paesi artici sotto l\u2019egida del Ca per la cooperazione in materia di \u201c<i>search and rescue<\/i>\u201d (Sar) marittima ed aeronautica che, seppure per finalit\u00e0 operative, finisce implicitamente per ripartire la regione artica fra i paesi costieri. <\/p>\n<p>Si tratta senza dubbio di un\u2019intesa importante, anche alla luce degli effetti catastrofici che eventuali incidenti nella navigazione marittima o aerea nella regione avrebbero per il sistema ambientale non solo artico. Tuttavia l\u2019accordo potrebbe dare adito a nuove controversie sulla <i>governance<\/i> nell\u2019Artico, in particolare nella prospettiva dell\u2019utilizzo delle ingenti risorse energetiche.<\/p>\n<p><b>Presenza dell\u2019Italia<\/b><br \/>La Dichiarazione di Nuuk registra altres\u00ec gli sviluppi nelle attivit\u00e0 del Ca e dei gruppi di lavoro nei settori della dimensione umana (le popolazioni indigene chiedono maggiore attenzione ai loro problemi e alla tutela dei loro diritti); dei cambiamenti climatici e della protezione ambientale (vengono raccomandate misure per la riduzione di emissioni di \u2018<i>black carbon<\/i>\u2019 e degli altri contaminanti e della presenza di mercurio); dell\u2019ambiente marino artico (si raccomanda l\u2019elaborazione di \u201c<i>best practises<\/i>\u201d per la prevenzione dell\u2019inquinamento da petrolio e la sollecita finalizzazione nell\u2019ambito dell\u2019Organizzazione marittima internazionale (Imo) di un codice obbligatorio polare per le navi in transito); scienza e monitoraggio (viene riconosciuta l\u2019importanza del \u201c<i>Sustaining Arctic Observing Networks<\/i>\u201d- Saon e dei seguiti dell\u2019\u201c<i>International Polar Year<\/i>\u201d- Ipy).<\/p>\n<p>L\u2019Italia vanta una lunga e consolidata presenza nell\u2019Artico, non soltanto di carattere scientifico, ma anche imprenditoriale. Essa risale alle esplorazioni della fine del XIX secolo del Duca degli Abruzzi ed alle spedizioni al Polo Nord di Umberto Nobile, nel 1926 e 1928, rispettivamente con i dirigibili Norge e Italia. E ad Umberto Nobile \u00e8 intitolata la stazione scientifica del Centro nazionale per le ricerche (Cnr) operante dal 1996 a Ny Alesund (Isole Svalbard).<\/p>\n<p>E sempre a Ny Alesund \u00e8 stata inaugurata dal ministro degli Esteri Frattini il 30 aprile 2009, all\u2019indomani della Ministeriale del CA a Tromso, la nuova struttura del Cnr &#8211; la \u201c<i>Amundsen and Nobile Climate Change Tower<\/i>\u201d &#8211; per lo studio dei mutamenti climatici e dello scioglimento dei ghiacci. Appaiono quindi legittime le attese dell\u2019Italia di essere finalmente ammesso come osservatore nel Ca, alla riunione ministeriale che si terr\u00e0 in Svezia nel 2013.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Artico \u00e8 un\u2019area di opportunit\u00e0 e di sfide riguardanti la protezione dell\u2019ambiente, la salvaguardia e lo sviluppo sostenibile delle popolazioni locali, lo sfruttamento delle ingenti risorse ittiche e minerarie (si stima che l\u2019Artico possa contenere il 25% delle riserve mondiali di idrocarburi tuttora inesplorate), le nuove rotte di navigazione, la ricerca scientifica, la sicurezza e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[70,84,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17790"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61984,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17790\/revisions\/61984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}