{"id":17800,"date":"2011-06-08T00:00:00","date_gmt":"2011-06-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/scontro-al-vertice-in-iran\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:13","slug":"scontro-al-vertice-in-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/scontro-al-vertice-in-iran\/","title":{"rendered":"Scontro al vertice in Iran"},"content":{"rendered":"<p>La lotta di potere interna al fronte conservatore in Iran, che si trascina da diversi anni, \u00e8 deflagrata all\u2019inizio di maggio, rendendo pubblica &#8211; soprattutto all\u2019estero &#8211; una frattura politica probabilmente insanabile e senza precedenti nella storia del regime degli Ayatollah sorto nel 1979.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo <i>casus belli <\/i>ha riguardato le dimissioni, imposte dal presidente Ahmadinejad, al ministro della sicurezza nazionale e dell\u2019<i>Intelligence<\/i> (Mois) Heydar Moslehi, clerico particolarmente vicino alla Guida suprema Ali Khamenei. Alle dimissioni \u00e8 tuttavia seguito il reintegro per ordine e decreto della stessa Guida.<\/p>\n<p><b>Piano eversivo<\/b><br \/>L\u2019<i>affaire Moslehi <\/i>\u00e8 stato nulla di pi\u00f9 di un pretesto, non certo una questione di grande rilevanza per la sicurezza nazionale. Gli ultimi sei mesi sono stati caratterizzati, infatti, da un crescendo di colpi bassi tra gli uomini del presidente e l\u2019entourage della Guida.<\/p>\n<p>Quello che i fondamentalisti apertamente denunciano \u00e8 un piano eversivo del presidente per sovvertire l\u2019ordine politico ed istituzionale della Repubblica Islamica. Lo dicono, come da tradizione, utilizzando il lessico e la retorica politica del paese e termini come stregoneria, esorcismo e magia, funzionali a veicolare precisi messaggi politici e religiosi.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi finita l\u2019epoca delle grandi alleanze, sebbene sofferte, in seno al fronte dei conservatori. Ed \u00e8 paradossalmente  venuta meno anche la tradizionale attitudine alla dissimulazione da parte del vertice politico iraniano. Meglio dire apertamente come stanno le cose, sembra aver pensato la Guida.<\/p>\n<p>E le cose sembrano complicarsi alquanto in questo periodo.<\/p>\n<p>Di fatto, al presidente viene riconosciuta la responsabilit\u00e0 di aver apertamente messo in discussione la linea gerarchica della Repubblica Islamica, attraverso un disegno di destabilizzazione dell\u2019autorit\u00e0 religiosa e politica volto a favorire l\u2019ascesa di una non meglio precisata nuova generazione politica vicina agli interessi del presidente.<\/p>\n<p><b>Sacro e profano<\/b><br \/>Questo piano \u00e8 stato portato avanti attraverso la sistematica sostituzione di uomini chiave all\u2019interno delle istituzioni e il consolidamento di alcuni apparati economici e della sicurezza, ma anche e soprattutto attraverso la subdola e sediziosa disseminazione di messaggi legati alla messianicit\u00e0 dell\u2019Islam sciita. In modo particolare quelli relativi al prossimo ritorno del Mahdi, il dodicesimo Imam degli sciiti, che presagirebbe la fine della corruzione in terra ed il ritorno della giustizia e della libert\u00e0. Di fatto, attraverso metafore nemmeno troppo articolate, un diretto e decisivo attacco al ruolo della Guida e dell\u2019establishment religioso della Repubblica Islamica.<\/p>\n<p>\u00c8 stato quindi scaltro, Ahmadinejad, nell\u2019utilizzare la retorica religiosa come strumento di opposizione a un sistema giudicato da molti non pi\u00f9 adatto. Una retorica apparentemente inattaccabile, religiosamente ineccepibile, e per questo ancor pi\u00f9 pericolosa per i vertici della teocrazia.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque comprendere perch\u00e9 l\u2019entourage della Guida abbia evocato la \u201cstregoneria\u201d e la \u201cmagia\u201d per contrastare il messaggio di Ahmadinejad. Non poteva certo essere negata la bont\u00e0 dei ragionamenti sul Mahdi e sul suo futuro ritorno, ed \u00e8 stato quindi necessario attaccare il modo di leggere questi elementi e la capacit\u00e0 di chi li interpreta. In tal modo il presidente e i suoi uomini sono stati presentati all\u2019opinione pubblica iraniana come una setta eretica e pericolosa. Alla stregua di una congrega dedita alla magia e all\u2019occulto al fine di ottenere vantaggi personali.<\/p>\n<p>Elementi retorici, questi, inconcepibili o addirittura ridicoli per un pubblico occidentale, ma assolutamente normali ed accettabili per la societ\u00e0 iraniana. Che non crede certo alla magia ed alla stregoneria, ma che valuta questa terminologia come naturale espressione retorica della teocrazia e pi\u00f9 in generale del linguaggio politico locale.<\/p>\n<p><b>Scontro aperto <\/b><br \/>Un primo parallelismo pu\u00f2 essere fatto con l\u2019ultima fase della presidenza Khatami, che si concluse nell\u2019agosto 2005. L\u2019azione del presidente, infatti, anche in questo caso ha scosso le fondamenta del sistema teocratico determinando il ricompattamento dello schieramento conservatore contro la comune minaccia rappresentata, oggi, dal presidente radicale.<\/p>\n<p>La Guida, dopo un periodo di profonda crisi e di progressiva emarginazione dal complesso sistema politico iraniano, \u00e8 stata nuovamente riconosciuta come un pilastro dell\u2019unit\u00e0 nazionale e dei suoi interessi, oltre che come difensore dei valori originari della rivoluzione islamica. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto non tanto per particolari capacit\u00e0 politiche della Guida, quanto perch\u00e9 le diverse anime dello schieramento conservatore hanno trovato in lui un punto di equilibrio.<\/p>\n<p> Si \u00e8 cos\u00ec determinato un chiaro antagonismo nei confronti del presidente e di tutto il suo sistema di potere. Il presidente \u00e8 stato dunque apertamente accusato di aver passato il segno, mettendo a repentaglio gli interessi della Repubblica islamica e soprattutto del suo vertice politico e religioso. Una vera e propria dichiarazione di guerra, quindi, dagli esisti imprevedibili.<\/p>\n<p>Dai primi di maggio ad oggi, poi, si sono susseguite varie dichiarazioni di sostegno alla Guida da parte di ogni attore del sistema iraniano. Tutti quelli che, erroneamente, erano stati considerati fedeli alleati del presidente, come i vertici della Guardia rivoluzionaria (<i>Iranian Revolutionary Guard Corps<\/i>, Irgc), dell\u2019<i>Intelligence<\/i>, delle forze paramilitari Basij, e cos\u00ec via, hanno apertamente manifestato il loro sostegno alla Guida Khamenei ed accusato (pi\u00f9 o meno direttamente) Ahmadinejad di aver messo a repentaglio la sicurezza del paese.<\/p>\n<p>Il parlamento sta invece cercando di raggiungere un accordo per mettere in stato di accusa il presidente, sostenuto strenuamente dal vertice del sistema giudiziario Sadegh Amoli Larijani, fratello del fedelissimo della Guida Ali Larijani.<\/p>\n<p><b>Fino in fondo<\/b><br \/>Nel frattempo, l\u2019arresto di diversi esponenti di spicco dell\u2019entourage presidenziale ne sta demolendo &#8211; almeno in apparenza &#8211; la capacit\u00e0 di reazione e, dunque, anche di screditamento della Guida e della Repubblica Islamica.<\/p>\n<p>\u00c8 la fine politica di Ahmadinejad? O l\u2019ultimo disperato tentativo del sistema teocratico di sopravvivere alle sempre maggiori insidie provenienti da una societ\u00e0 iraniana in trasformazione? Difficile a dirsi.<\/p>\n<p>Ma le analisi occidentali cadono spesso nell\u2019errore di presentare un presidente privo di supporto popolare. Al contrario, invece, Ahmadinejad \u00e8 riuscito ad attuare politiche sociali di un certo rilievo nel corso degli anni, accrescendo la propria sfera di sostegno. Soprattutto nell\u2019ambito dei ceti pi\u00f9 bassi e di ampia parte dei numerosissimi dipendenti pubblici.<\/p>\n<p>La leadership religiosa \u00e8 percepita invece con crescente distanza da gran parte della societ\u00e0, sebbene, paradossalmente, l\u2019elite culturale del paese, nell\u2019assenza pressoch\u00e9 assoluta di ogni alternativa politica di stampo riformista, sia pi\u00f9 incline a sostenere pi\u00f9 la Guida che il presidente.<\/p>\n<p>La variabile fondamentale resta quindi la capacit\u00e0 delle parti di non esasperare la dinamica della crisi. Se la Guida dovesse cedere alle pressanti richieste di quanti, tra i suoi sostenitori, intendono mettere sotto stato di accusa o rimuovere Ahmadinejad, quest\u2019ultimo  si troverebbe costretto alla \u201cchiamata alle armi\u201d dei suoi fedeli, facendo precipitare pericolosamente la situazione. <\/p>\n<p>Se, al contrario, la Guida optasse per una strategia pi\u00f9 graduale, limitando il potere del presidente in attesa della sua uscita nel 2013, si potrebbe allora delineare un quadro pi\u00f9 stabile, in attesa soprattutto delle elezioni parlamentari del prossimo anno. <\/p>\n<p>Forti dubbi rimangono tuttavia sull\u2019effettiva capacit\u00e0 della Guida di rendere il confronto politico pi\u00f9 pacato e di saper di imporre il proprio volere sulle parti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lotta di potere interna al fronte conservatore in Iran, che si trascina da diversi anni, \u00e8 deflagrata all\u2019inizio di maggio, rendendo pubblica &#8211; soprattutto all\u2019estero &#8211; una frattura politica probabilmente insanabile e senza precedenti nella storia del regime degli Ayatollah sorto nel 1979. 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