{"id":17810,"date":"2011-06-08T00:00:00","date_gmt":"2011-06-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lincerto-equilibrio-dellarabia-saudita\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:13","slug":"lincerto-equilibrio-dellarabia-saudita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/lincerto-equilibrio-dellarabia-saudita\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto equilibrio dell\u2019Arabia Saudita"},"content":{"rendered":"<p>In un paese in bilico tra post-tradizionalismo e modernizzazione come l\u2019Arabia Saudita, colpisce la consolidata stima di cui gode l\u2019anziano sovrano Abdullah, Custode delle due Sacre Moschee, anche perch\u00e9 in stridente contrasto con l\u2019ondata di rivolte e proteste che ha scosso e continua ad agitare altri paesi arabi. Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Yemen, Bahrein hanno sperimentato violente rivolte dall\u2019inizio del 2011, ma con alle spalle esperienze storiche, culturali e sociali molto diverse.<\/p>\n<p>Il fatto che, nel corso dell\u2019ultimo secolo, la famiglia Al Saud, sia sempre riuscita a raggiungere un accordo per la successione non ha indotto Abdullah a sottovalutare la forte competizione esistente oggi nella famiglia per il trono. Nel 2007 egli ha dunque proceduto all\u2019istituzionalizzazione delle successione tramite la nomina di una Commissione della <i>Bay\u2018ah <\/i>(Contratto), tesa a salvaguardare gli interessi e l\u2019unit\u00e0 dello Stato.<\/p>\n<p><b>Ritorno del re<\/b><br \/>L\u2019ampio e sincero sostegno espresso dalla stragrande maggioranza dei sauditi al loro re ormai quasi ottantasettenne, rientrato in patria lo scorso marzo dopo un lungo periodo di cure mediche all\u2019estero, non dipende soltanto dall\u2019annuncio di una serie di programmi sociali nel corso del suo discorso televisivo dello scorso 18 marzo, o dei decreti promulgati poco dopo.<\/p>\n<p>Tali aperture sono state viste come uno sforzo per disinnescare tensioni derivanti dalla crescente disoccupazione giovanile, da sperequazioni e corruzione, problemi analoghi a quelli che in altri paesi, come l\u2019Egitto e la Tunisia, hanno portato a ondate di protesta e poi radicali cambiamenti.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle reali problematiche sociali vissute anche dalla popolazione saudita, negli scorsi decenni una parte della ricchezza petrolifera del paese \u00e8 stata utilizzata anche per promuovere lo sviluppo socio-economico interno. Dalla met\u00e0 degli anni &#8217;70 ad oggi i piani di sviluppo, gli sforzi di diversificazione economica e l\u2019industrializzazione non basata sul petrolio hanno lasciato intravedere una precisa volont\u00e0 politica di allontanamento dal modello del <i>rentier State<\/i>. Consistenti investimenti nell\u2019istruzione e nella sanit\u00e0 hanno aperto la strada ad una certa modernizzazione, sia pure con limiti importanti.<\/p>\n<p><b>Modernit\u00e0 e tradizione<\/b><br \/>Le sfide dell\u2019era globale hanno imposto anche al Regno saudita una serie di cambiamenti strutturali, nuove strategie di crescita culturale, sociale ed economica, la cui importanza \u00e8 costantemente ribadita da un\u2019<i>\u00e9lite <\/i>intellettuale musulmano-liberale e riformista, che ha trovato in Abdullah un riferimento sensibile e attento.<\/p>\n<p>La \u201cDichiarazione nazionale per la riforma\u201d sottoscritta da un gruppo di intellettuali sauditi riformisti lo scorso febbraio 2011 \u00e8 espressione di una delle forze in campo e si delinea come un\u2019articolata proposta di riforma politica, finora rimasta per\u00f2 disattesa, in una realt\u00e0 in cui non basta la buona volont\u00e0 di un sovrano. Le incognite restano, impongono gradualit\u00e0, ma rischiano anche di intrappolare cambiamenti e riforme, che non sembrano poter prescindere da un ruolo pi\u00f9 costruttivo della societ\u00e0 saudita nel suo complesso.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da alcuni anni, del resto, l\u2019istruzione superiore \u00e8 considerata una colonna portante della modernizzazione del paese: nel giro dell\u2019ultimo decennio il numero delle universit\u00e0 saudite \u00e8 aumentato da 7 a 27, la <i>King Abdullah University for Science and Technology<\/i> (Kaust), inaugurata nel 2009 nella Provincia occidentale, \u00e8 la prima universit\u00e0 mista del paese e nel 2007 \u00e8 stato aperto il primo istituto di formazione professionale femminile, in seno alla <i>Technical and Vocational Training Corporation<\/i>.<\/p>\n<p><b>Paradigma islamico-tribale<\/b><br \/>Il recente discorso del Custode delle due Sacre Moschee, titolo molto pi\u00f9 utilizzato di re, va dunque letto alla luce di una realt\u00e0 in cui tradizione e modernit\u00e0 si intrecciano costantemente. Gli investimenti annunciati per l\u2019occasione ammontano ad un totale di circa 36 miliardi di dollari, per cercare di rispondere al malcontento manifestatosi negli ultimi tempi per l\u2019aumento del costo della vita e la scarsit\u00e0 di abitazioni disponibili. <\/p>\n<p>Le misure adottate evidenziano un rinnovato impegno sociale dello Stato, in linea con il paradigma statuale islamico-tribale, nel quale i sussidi sono una fonte di legittimazione e rafforzamento dell\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo quadro, tuttavia, spiccano due provvedimenti decisamente innovativi: la creazione di una \u201cCommissione nazionale contro la corruzione\u201d facente capo direttamente al sovrano, in risposta alle sempre pi\u00f9 frequenti denunce di una cattiva gestione del denaro pubblico e di corruzione nell\u2019amministrazione; e l\u2019istituzione di una \u201cAccademia saudita per il <i>Fiqh<\/i>\u201d, concepita per promuovere la discussione di questioni di giurisprudenza islamica sotto la supervisione dei \u201cGrandi Ulema\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di riunire studiosi di <i>Fiqh<\/i> (diritto islamico) e di <i>Shari\u2018ah <\/i>(Legge islamica), dando loro la possibilit\u00e0 di presentare tesi scientifiche, discuterle ed esprimere un\u2019opinione sulle stesse, lascia intravedere un orientamento teso a sfidare il dogmatismo in ambito giuridico.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle pi\u00f9 recenti iniziative,la popolarit\u00e0 di Re Abdullah risale alla sua ascesa al trono, nel 2005. La sua integrit\u00e0 e la chiara consapevolezza che un\u2019evoluzione in Arabia Saudita non possa prescindere dalla costruzione di una solida base sociale e istituzionale favorevole ai cambiamenti, anche attraverso la promozione di un serio dialogo nazionale che coinvolga tutte le parti &#8211; priorit\u00e0 ben espressa dall\u2019istituzione del <i>King Abdulaziz Center for National Dialogue<\/i> (Kacnd) &#8211; lo fanno percepire dai pi\u00f9 come la persona ideale per guidare un processo di riforme strutturali, che possa portare ad un vero sviluppo del paese.<\/p>\n<p>Abdullah, pur sempre facendo i conti con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, deve dimostrare di saper trovare un equilibrio tra le forze riformiste-liberali, che premono anche per le riforme politiche, e quelle religiose-tradizionaliste. Queste ultime non rappresentano una minoranza di conservatori nostalgici, ma una salda realt\u00e0 con cui l\u2019Arabia Saudita, nel corso della sua storia ha sempre dovuto confrontarsi, senza rinunciare ad evolvere.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza tra religione e potere politico-militare, cos\u00ec come si era delineata sin dal primo Stato saudita nel XVIII secolo, rimane uno dei fondamenti del Regno, insieme al potere economico-finanziario delle famiglie mercantili.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 della classe imprenditoriale appare oggi fondamentale per portare avanti una riforma del mercato del lavoro che non pu\u00f2 comunque prescindere dalla condivisione e dal contributo delle varie forze sociali del paese, oltre che da una consapevole regia politica. In questo senso, la \u201cprimavera\u201d di Re Abdullah pu\u00f2 rappresentare un importante trampolino di lancio per una nuova generazione aperta alle riforme e all\u2019ulteriore modernizzazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un paese in bilico tra post-tradizionalismo e modernizzazione come l\u2019Arabia Saudita, colpisce la consolidata stima di cui gode l\u2019anziano sovrano Abdullah, Custode delle due Sacre Moschee, anche perch\u00e9 in stridente contrasto con l\u2019ondata di rivolte e proteste che ha scosso e continua ad agitare altri paesi arabi. 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