{"id":17880,"date":"2011-06-16T00:00:00","date_gmt":"2011-06-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-vittoria-senza-plebiscito-di-erdoan\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:11","slug":"la-vittoria-senza-plebiscito-di-erdoan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/la-vittoria-senza-plebiscito-di-erdoan\/","title":{"rendered":"La vittoria senza plebiscito di Erdo&#287;an"},"content":{"rendered":"<p>Fratellanza, unit\u00e0, solidariet\u00e0. Saranno questi i principi base della nuova costituzione turca che il premier Recep Tayyip Erdo&#287;an, vincitore delle elezioni politiche di domenica 12 giugno, vuole scrivere insieme alle opposizioni parlamentari, alle altre forze politiche non presenti nella Grande assemblea, alla societ\u00e0 civile e ai rappresentanti delle minoranze.<\/p>\n<p><b>Luci e ombre<\/b><br \/>L&#8217;Akp, il partito di ispirazione islamica alla guida del paese dal 2002, ha conquistato il 49,9% dei voti e 326 seggi sui 550 disponibili, con un incremento di 3,3% e una perdita di 15 seggi rispetto alle politiche del 2007; former\u00e0 il terzo governo monocolore di seguito: un record nella storia del paese. Il partito di Erdo&#287;an non \u00e8 tuttavia riuscito a raggiungere l\u2019ambita soglia di 330 deputati, necessaria ad approvare leggi costituzionali.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa vittoria netta dell&#8217;Akp? I motivi sono molteplici: la crescita economica, le riforme democratiche, le aperture verso le minoranze, una perfetta macchina organizzativa, il carisma del leader, la capacit\u00e0 di coinvolgere i giovani, la politica estera da potenza regionale che aspira a diventare globale del ministro Ahmet Davuto&#287;lu.<\/p>\n<p>Tra le opposizioni, il Chp, il partito erede della tradizione kemalista guidato da Kemal Kilicdaroglu, ha ottenuto il 25,9% e 135 seggi, con un incremento del 5% e 23 seggi in pi\u00f9 rispetto al 2007: un buon successo, ma inferiore alle aspettative che lo accreditavano del 30% e capace di porre le basi per una sfida credibile alla leadership dell&#8217;Akp fra 4 anni; mentre il nazionalista Mhp, in crisi di identit\u00e0 dopo i contrasti interni sul referendum costituzionale del 12 settembre 2010 &#8211; contrari i vertici, favorevolissima la base &#8211; e minato da uno scandalo a luci rossi alla vigilia delle elezioni, ha limitato i danni attestandosi al 13% (- 1,3%) ma con un significativo ridimensionamento della presenza parlamentare, che passa da 71 a 53 deputati.<\/p>\n<p><b>Turchia profonda<\/b><br \/>Gli altri vincitori sono i candidati indipendenti appartenenti in gran parte al partito curdo Bdp, che si sono presentati solo in alcuni distretti del sud-est &#8211; e senza simbolo &#8211; per non essere penalizzati dallo sbarramento per loro insuperabile &#8211; a livello nazionale &#8211; del 10%: ne sono stati eletti 36, tra cui il cristiano arameo Erol Dora, e nell&#8217;unica camera del Parlamento turco formeranno un gruppo autonomo.<\/p>\n<p>L\u2019Akp \u00e8 andato male nel sud-est, dove ha perso circa il 10% dei voti e i seggi che gli mancano per avere la maggioranza dei 3\/5 o addirittura dei 2\/3 necessaria per riformare autonomamente la costituzione (con o senza referendum per la definitiva approvazione) &#8211; anche se gi\u00e0 in campagna elettorale Erdo&#287;an aveva promesso una costituzione condivisa.<\/p>\n<p>I deputati vengono infatti assegnati su base distrettuale: questo spiega l&#8217;apparente stranezza &#8211; per un sistema proporzionale &#8211; dell&#8217;avanzata in termini di suffragi dell&#8217;Akp e del corrispondente arretramento in termini di deputati: il partito ha avuto incrementi su tutto il territorio nazionale, che non hanno fatto per\u00f2 scattare seggi supplementari; la brusca frenata nella regione a prevalenza curda &#8211; dovuta all&#8217;insuccesso delle politiche di apertura del governo lanciate nel 2009 &#8211; ha invece determinato la perdita di seggi.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi approfondita dei dati su base distrettuale rivela anche che la prestazione del Chp \u00e8 meno brillante di quanto appaia: il partito guidato da pochi mesi da Kemal K&#305;l&#305;\u00e7daro&#287;lu cresce infatti solo dove l&#8217;Mhp arretra e dove il Dp (il Partito democratico, al 6% 2007) praticamente scompare, mentre in nessun distretto elettorale sottrae voti o seggi all&#8217;Akp. Anzi, conquista voti e seggi in pi\u00f9 rispetto al 2007 solo nelle regioni occidentali &#8211; mar Egeo e Tracia &#8211; in cui sono aumentati la popolazione e quindi i deputati da eleggere; nel sud-est, dove aveva lanciato un&#8217;offensiva elettorale, rimane fermo all&#8217;1-2%: porta in Parlamento (errore o ricatto dello \u201cStato profondo\u201d?) cinque presunti membri dell&#8217;organizzazione golpista Ergenekon, tre dei quali attualmente in prigione.<\/p>\n<p><b>Ambizione regionale<\/b><br \/>Nel discorso dalla sede di Ankara del partito, dopo l\u2019annuncio dei risultati Erdo&#287;an ha parlato non solo da leader della Turchia, ma di tutto il Medio oriente che aspira alla democrazia, dei territori ex ottomani ai quali la Turchia sta offrendo prospettive di integrazione e sviluppo.<\/p>\n<p>Erdo&#287;an ha voluto innanzitutto utilizzare toni concilianti, ben diversi da quelli arroganti e aggressivi che hanno portato la stampa interna legata all&#8217;opposizione e alcuni media internazionali a parlare di un \u201crischio autoritario\u201d per la Turchia.<\/p>\n<p>Toni concilianti, nuova costituzione da scrivere in modo condiviso per assicurare a tutti i turchi maggiori diritti e maggiori libert\u00e0: ecco il nuovo Erdo&#287;an. Che ha affermato le proprie credenziali democratiche ponendosi nella scia di Adnan Menderes, il primo ministro del multipartitismo impiccato dopo il golpe militare del 1960; di Turgut \u00d6zal, il primo ministro e poi presidente del rilancio economico e del risveglio del conservatorismo d&#8217;ispirazione islamica; del padre della patria Kemal Atat\u00fcrk, del quale condivide l&#8217;obiettivo prioritario di rendere la Turchia un paese moderno e pienamente sviluppato.<\/p>\n<p>Erdogan si \u00e8 rivolto ai cittadini turchi, inclusi quelli che vivono all&#8217;estero, a tutti i \u201cfratelli\u201d dell&#8217;Africa settentrionale, del Medio oriente, del Levante, dei Balcani, del Caucaso, assicurando l&#8217;impegno della Turchia &#8211; proposta come modello politico, economico e culturale &#8211; per promuovere la pace, la giustizia, i diritti e le libert\u00e0 in tutta la regione.<\/p>\n<p>Il premier turco ha indicato la strada di un duplice cambiamento: all&#8217;interno, con la nuova costituzione, per sgombrare finalmente il campo dalla \u201cdittatura\u201d dei militari, per portare a compimento la transizione democratica sulla falsariga di quelle di Grecia, Spagna e Portogallo negli anni &#8217;80; nella vasta regione dell&#8217;ex Impero ottomano, ritagliandosi il ruolo di perno del sistema geopolitico afro-eurasiatico, non pi\u00f9 ponte tra Est e Ovest, ma pivot a tutti gli effetti, ispiratore di processi d&#8217;integrazione regionale (economica e politica), di affermazione delle diversit\u00e0 culturali e di parallela trasformazione istituzionale in chiave democratica degli altri paesi. <\/p>\n<p>Sempre in attesa di un cenno d&#8217;assenso da parte dell&#8217;Unione europea, sull\u2019adesione che resta la priorit\u00e0 strategica in vista del 2023, quando ricorrer\u00e0 il centenario della Repubblica.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fratellanza, unit\u00e0, solidariet\u00e0. 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