{"id":17910,"date":"2011-06-22T00:00:00","date_gmt":"2011-06-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blocco-navale-nato-contro-i-migranti\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:09","slug":"blocco-navale-nato-contro-i-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/06\/blocco-navale-nato-contro-i-migranti\/","title":{"rendered":"Blocco navale Nato contro i migranti?"},"content":{"rendered":"<p>I flussi migratori provenienti dalla riva Sud del Mediterraneo e specialmente dalla Libia continuano con un ritmo che a molti \u00e8 parso insostenibile. Per farvi fronte il ministro dell\u2019Interno Maroni ha evocato, il 17 giugno scorso e ripetuto durante la manifestazione della lega Nord, a Pontida, il blocco delle coste libiche, che dovrebbe essere attuato dalla flotta della Nato presente in zona.<\/p>\n<p>Pronta la risposta della Nato: le navi che incrociano davanti alle coste libiche hanno lo scopo di impedire l\u2019arrivo di armi e materiali che possano essere impiegati contro la popolazione civile secondo quanto stabilito dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds). Le navi sono cio\u00e8 destinate a far rispettare l\u2019embargo. La Nato ha poi aggiunto che il mare \u00e8 uno spazio aperto. Sta quindi alle singole nazioni scegliere cosa fare con i battelli che entrano nelle loro acque territoriali. Come dire: il contenimento o respingimento dell\u2019immigrazione illegale non \u00e8 affare Nato.<\/p>\n<p><b>Responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia<\/b><br \/>La scelta dei mezzi pi\u00f9 idonei spetta all\u2019Italia che dovr\u00e0 gestire la situazione sia in alto mare sia nelle proprie acque territoriali. Si potrebbe aggiungere che contenimento o respingimento potrebbero essere attuati con mezzi navali dell\u2019Unione europea, che ha ormai dato prova, in altro contesto, di gestire delle operazioni marittime congiunte (ad es. la Missione Atalanta contro la pirateria). Ma si tratta di un tema estremamente sensibile, da approfondire adeguatamente, anche alla luce dell\u2019esperienza del <i>Frontex<\/i>, uno strumento che non si \u00e8 rivelato particolarmente efficace nel campo marittimo.<\/p>\n<p>L\u2019idea del blocco \u00e8 indubbiamente un annuncio ad effetto, che pu\u00f2 riscuotere il plauso di quanti intendono attuare una politica dura contro l\u2019immigrazione illegale. Qui non s\u2019intende prendere partito nei confronti delle misure che possano contenere tale fenomeno, ma solo dimostrare che il blocco non \u00e8 una misura adatta.<\/p>\n<p>Il blocco navale, che deve essere adeguatamente proclamato dai governi belligeranti o dal comandante delle forza bloccante, \u00e8 volto ad impedire l\u2019ingresso o l\u2019uscita dalla costa bloccata, di tutte le navi, anche di quelle neutrali. Vi sono per\u00f2 dei limiti: in primo luogo occorre indicare le coordinate geografiche del litorale bloccato; in secondo luogo il blocco mirante ad affamare la popolazione civile \u00e8 vietato e non possono essere causati danni collaterali alla popolazione civile che eccedano il vantaggio militare previsto. Inoltre la forza bloccante deve consentire il passaggio di soccorsi umanitari alla popolazione civile della costa bloccata.<\/p>\n<p>L\u2019istituzione del blocco comporterebbe poi un ulteriore problema di non poco conto. Cosa accadrebbe in caso di tentativo di violazione del blocco? La flotta bloccante sarebbe autorizzata ad usare la forza? Quid per la nave? Essa dovrebbe essere confiscata. Quid per i migranti che si trovano a bordo? <\/p>\n<p><b>Eufor Libia<\/b><br \/>Inoltre il blocco non sarebbe neppure consentito dalle risoluzioni adottate dal Cds sulla Libia (1970-2011; 1973-2011). Queste autorizzano solo l\u2019ispezione allo scopo di accertare se le navi trasportino armi alla Libia (par. 11, ris. 1970 e par. 13, ris. 1973). L\u2019ispezione, prima limitata alle navi battenti la bandiera della nave da guerra ispezionante, \u00e8 stata estesa dalla risoluzione 1973 anche alle navi battenti bandiera altrui, qualora sospettate di portare un carico vietato.<\/p>\n<p>Da quanto precede, la conclusione \u00e8 obbligata: il blocco \u00e8 una misura bellica, che non ha niente a che vedere con il contenimento dell\u2019immigrazione illegale e non \u00e8 neppure autorizzato dalle risoluzione del Cds sulla Libia.<\/p>\n<p>Piuttosto andrebbero usati e migliorati meccanismi finora inutilizzati, quali l\u2019Eufor Libia, istituita con decisione del Consiglio 2011\/210\/Pesc (1 aprile 2011), con sede a Roma e a guida italiana. L\u2019Eufor non ha una componente navale. Qualora l\u2019avesse, essa potrebbe essere adoperata per gestire l\u2019emergenza umanitaria in mare, una volta individuati i luoghi dove possano essere stanziati i profughi. In questo modo l\u2019Eufor potrebbe contribuire, almeno indirettamente, al contenimento dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I flussi migratori provenienti dalla riva Sud del Mediterraneo e specialmente dalla Libia continuano con un ritmo che a molti \u00e8 parso insostenibile. 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