{"id":17980,"date":"2011-07-01T00:00:00","date_gmt":"2011-06-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-vocazione-internazionale-di-roma\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:08","slug":"la-vocazione-internazionale-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/la-vocazione-internazionale-di-roma\/","title":{"rendered":"La vocazione internazionale di Roma"},"content":{"rendered":"<p>Ho sempre pensato che ogni citt\u00e0 abbia un suo carattere, un \u201csenso\u201d, direi una sua anima implicita che in qualche modo la distingue dalle altre. Un carattere e un\u2019anima ovviamente non nemici del cambiamento, delle innovazioni, della crescita.<\/p>\n<p>Al contrario. Qualcosa di certo e di ben definito da cui muovere per poter immaginare e progettare, per costruire e modernizzare, per stare nel modo migliore dentro una dimensione che \u00e8, e sempre pi\u00f9 sar\u00e0, internazionale, comunicante, globale.<\/p>\n<p><b>Immagine e identit\u00e0<\/b><br \/>\u201cBene o male\u201d, ha detto lo scrittore inglese Jonathan Raban, \u201cla citt\u00e0 vi invita a rifarla, a consolidarla in una forma in cui voi possiate vivere. Decidete chi siete, e la citt\u00e0 assumer\u00e0 nuovamente una forma fissa intorno a voi. Decidete che cos\u2019\u00e8, e la vostra stessa identit\u00e0 vi sar\u00e0 rivelata\u201d.<\/p>\n<p>Era questo lo spirito, se si vuole, con cui abbiamo amministrato Roma per sette anni, dal 2001 all\u2019inizio del 2008. \u00c8 questa l\u2019idea di fondo con cui ci siamo mossi su tanti fronti, dall\u2019economia all\u2019urbanistica, dal turismo all\u2019ambiente, dalla cultura alla cooperazione decentrata, per arricchire ed espandere quella \u201cvocazione internazionale\u201d che Roma ha scritta nel suo stesso Dna, per la sua storia, per il suo patrimonio artistico e naturale, per il suo essere crocevia di popoli, di culture, di religioni.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questa la sede, e comunque non \u00e8 mia intenzione in questo momento, polemizzare sull\u2019attuale amministrazione, su quanto viene fatto &#8211; e soprattutto non fatto &#8211; perch\u00e9 Roma mantenga, e anzi accresca, quei tratti che hanno fatto finire nel dimenticatoio l\u2019immagine della vecchia citt\u00e0 della burocrazia che per troppo tempo le \u00e8 stata incollata addosso.<\/p>\n<p>Posso solo auspicare che la citt\u00e0 torni preso ad essere quel che negli ultimi anni le era stato riconosciuto da ogni osservatore internazionale, quando all\u2019estero si parlava di un \u201cnuovo Rinascimento\u201d di Roma: una Capitale aperta all\u2019orizzonte dell\u2019Europa unita e all\u2019economia globale, con una base economica diversificata, con infrastrutture avanzate, con alta tecnologia; il tutto senza derogare mai dal principio che non c\u2019\u00e8 sviluppo economico senza qualit\u00e0 sociale, e che una citt\u00e0 non cresce davvero se non lo fa in modo ecologicamente sostenibile e se di essa cresce solo una parte o un solo settore.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0 e sistema<\/b><br \/>\u00c8 questo che rende forte una citt\u00e0 e che pu\u00f2 consentirle di proiettarsi all\u2019esterno e nel futuro. Per Roma, ne resto convinto, la strada da percorrere \u00e8 fondamentalmente quella che disegnammo e percorremmo per un buon tratto a suo tempo. Faccio solo qualche esempio, senza pretese di completezza e magari anche in modo un po\u2019 disordinato.<\/p>\n<p>Grandi opere che insieme a un valore per cos\u00ec dire \u201cintrinseco\u201d, abbiano un pi\u00f9 ampio effetto \u201cdi sistema\u201d e una ricaduta concreta sulla vita della citt\u00e0. Creazione di nuove opportunit\u00e0 per un settore tradizionale per Roma come quello edilizio, anche attraverso demolizioni e ricostruzioni.<\/p>\n<p>Valorizzazione del trasporto su ferro e in generale di quello pubblico, costruendo pi\u00f9 linee metropolitane, aumentando e rinnovando i mezzi, migliorando i collegamenti ferroviari attorno alla citt\u00e0, puntando su un nodo dell\u2019Alta Velocit\u00e0 come la nuova Stazione Tiburtina.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in generale il collegamento \u201cfisico\u201d, una rete capace di mettere sempre pi\u00f9 in connessione le nostre citt\u00e0 al loro interno e tra di loro \u00e8 fondamentale anche per la \u201cconnettivit\u00e0\u201d del Paese con il mondo. E perch\u00e9 questa \u201cconnettivit\u00e0 fisica\u201d, insieme al costante dialogo con il mercato internazionale, insieme al miglioramento dell\u2019offerta informativa e a una strategia di vero e proprio <i>marketing <\/i>territoriale, continua ad essere uno dei fattori decisivi della competitivit\u00e0 e del futuro di Roma nel contesto globale.<\/p>\n<p>Basti pensare ai risultati nel settore turistico: nel 2007 Roma fece registrare oltre 26 milioni di presenze negli alberghi, quando furono 14 milioni nell\u2019anno del Giubileo. E poi c\u2019\u00e8 la scommessa, l\u2019investimento, sui settori dai quali dipende la qualit\u00e0 della crescita economica: il turismo, appunto, e insieme il terziario avanzato, il settore della comunicazione, l\u2019audiovisivo e il cinema, l\u2019editoria, l\u2019informatica e le nuove tecnologie.<\/p>\n<p><b>Universit\u00e0 e ricerca<\/b><br \/>E ancora il sistema universitario come leva della modernizzazione e della trasformazione della citt\u00e0. Ma anche qui stiamo parlando di qualcosa che va al di l\u00e0 della dimensione di Roma, che pure \u00e8 quella della Capitale del paese. Stiamo parlando della vera scommessa che l\u2019Italia e l\u2019Europa devono vincere. Non c\u2019\u00e8 un grande futuro, per il nostro paese e per il nostro Continente se, quando si decidono gli investimenti, ad essere penalizzate sono sempre la formazione e la ricerca. Non c\u2019\u00e8 un grande futuro se di fronte alla competizione sempre pi\u00f9 forte con Stati Uniti e Asia non si sceglier\u00e0 questo, con decisione, come asse strategico, come priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Noi, in senso pi\u00f9 ampio, puntammo molto su un\u2019idea, su un modo di procedere: pubblico e privato insieme, con l\u2019Amministrazione a definire un\u2019agenda, a dare garanzie e certezze negli obiettivi e nei tempi, e con le energie di cui erano e sono ricche l\u2019economia e la societ\u00e0 romana a svolgere un ruolo fondamentale come fonte di idee, di risorse e di competenze. I risultati erano sotto gli occhi di tutti. Una crescita economica, tra il 2001 e il 2006, dell\u20191,5%, mentre l\u2019Italia faceva segnare un +0,8%. Le imprese attive e gli occupati aumentati rispettivamente del 16,8%, e del 13,1%, anche qui pi\u00f9 del doppio della media nazionale.<\/p>\n<p>Alla base di tutto questo c\u2019era, come ci dovrebbe sempre essere, la volont\u00e0 di fare \u201csistema\u201d, di far vivere un\u2019idea \u201clarga\u201d di ci\u00f2 che \u00e8 una classe dirigente. Era, e dovrebbe essere, la convinzione che il compito di un amministratore sia quello di non perdere di vista quell\u2019anima di cui parlavamo all\u2019inizio, di sforzarsi sempre per riuscire a raccontarla, a  \u201cleggerla\u201d, a rinnovarla, altrimenti una citt\u00e0 rischia l\u2019inaridimento e l\u2019estinzione.<\/p>\n<p>Governare una citt\u00e0, specie una citt\u00e0 come Roma, e lavorare per la qualit\u00e0 della sua crescita e della vita dei cittadini, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che \u201camministrare\u201d. \u00c8 anche etica della responsabilit\u00e0, capacit\u00e0 di porsi degli obiettivi, di rispettare gli impegni, di confrontarsi. Sapendo che le caratteristiche e la \u201cqualit\u00e0\u201d di Roma dipenderanno anche dalla capacit\u00e0 di pensare oggi ai problemi e alle opportunit\u00e0 che verranno, partendo da quell\u2019intreccio che da sempre segna il suo modo di essere: quello tra storia e futuro, tra identit\u00e0 e dinamicit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho sempre pensato che ogni citt\u00e0 abbia un suo carattere, un \u201csenso\u201d, direi una sua anima implicita che in qualche modo la distingue dalle altre. Un carattere e un\u2019anima ovviamente non nemici del cambiamento, delle innovazioni, della crescita. Al contrario. 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