{"id":18000,"date":"2011-07-02T00:00:00","date_gmt":"2011-07-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-politica-estera-di-napolitano\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:08","slug":"la-politica-estera-di-napolitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/la-politica-estera-di-napolitano\/","title":{"rendered":"La politica estera di Napolitano"},"content":{"rendered":"<p>\u201cMa per fortuna che c\u2019\u00e8 il Presidente\u201d, che, da solo, dice la cosa giusta al momento giusto e mantiene la credibilit\u00e0 dell\u2019Italia sopra la linea di galleggiamento della politica internazionale, in Europa, nella Nato, all\u2019Onu, ovunque nel Mondo.<\/p>\n<p> L\u2019assonanza con un motivo popolare di Giorgio Gaber, fine Anni Sessanta, non suoni irriverente: in un periodo di apparente sbandamento della politica estera italiana, con dichiarazioni di leader e di ministri spesso contraddittorie l\u2019una con l\u2019altra, sull\u2019Europa o sulla partecipazione alle missioni di pace internazionali, gli interventi di Giorgio Napolitano, non a caso sempre pi\u00f9 frequenti, sono divenuti un punto di riferimento per i cittadini italiani, ma anche per gli interlocutori stranieri: una testimonianza di equilibrio e di misura, che la politica da talk show sovente non ha, e un riferimento costante alle linee tradizionali della politica estera italiana, l\u2019europeismo e l\u2019atlantismo, non per consuetudine e non solo per idealismo, ma per un\u2019attenta valutazione dell\u2019interesse nazionale oggi. <\/p>\n<p><b>Punto di equilibrio<\/b><br \/>E quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama vuole capire qualcosa di quanto accade in Italia, e magari in Europa, invita a prendere un te alla Casa Bianca il presidente Napolitano.<\/p>\n<p>Man mano che la credibilit\u00e0 internazionale di Palazzo Chigi e della Farnesina s\u2019andava logorando tra scandali extra-politici e sortite internazionali che faticano a conciliare, ammesso che ci provino, interessi politici interni, spesso a breve termine, e impegni esteri, il ruolo di garante del presidente, anche sulla scena internazionale, s\u2019\u00e8 andato affermando, anche grazie alla competenza e al prestigio professionale dei consiglieri diplomatici che s\u2019\u00e8 scelto, prima l\u2019ambasciatore Roberto Nigido, poi l\u2019ambasciatore Rocco Cangelosi e ora l\u2019ambasciatore Stefano Stefanini, tutti con un solido background di diplomazia multilaterale all\u2019Ue o alla Nato.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo esempio, che fonde imperativi nazionali e obbligazioni europee, viene dall\u2019intervento di Napolitano sulla manovra economica. Tra le cortine di fumo che hanno preceduto e accompagnato il varo di interventi che devono consentire all\u2019Italia di rispettare le regole del gioco europee e di mettersi al riparo dagli attacchi speculativi, il presidente ha fatto pervenire, da Oxford, dove riceveva una laurea honoris causa, un messaggio chiaro e netto: lo sforzo \u00e8 indispensabile e dev\u2019essere convergente e \u201cchi decide oggi \u00e8 responsabile anche domani\u201d, cio\u00e8 anche dopo le elezioni politiche che dovrebbero normalmente svolgersi nel 2013. <\/p>\n<p>Perch\u00e9, giocando sull\u2019intreccio della scadenza dettata dall\u2019Ue per la riduzione del debito, il 2014, e delle scadenze elettorali italiane, c\u2019\u00e8 la tentazione di decidere oggi, ma di rinviare a domani le misure pi\u00f9 severe, cos\u00ec da scaricarne su altri le responsabilit\u00e0 d\u2019attuazione.<\/p>\n<p><b>Visione europea<\/b><br \/>Sar\u00e0 che l\u2019Italia \u00e8 \u201cal punto di rottura\u201d della politica estera (e non solo), come ha scritto, proprio su AffarInternazionali, nel suo ultimo articolo prima dell\u2019improvvisa scomparsa pochi giorni or sono l\u2019ambasciatore Silvio Fagiolo, altro diplomatico di grande esperienza che il presidente leggeva ed ascoltava con attenzione e cui ha dedicato un ricordo intenso. <\/p>\n<p>Fatto sta che, di recente, gli interventi di Napolitano si sono moltiplicati, su tutti i fronti. E il ritmo s\u2019\u00e8 fatto man mano pi\u00f9 serrato, il tono e il contenuto mai cerimoniali e sempre sostanziali. Solo nell\u2019ultima decade di giugno, il presidente ha parlato della strage di Ustica, nel 30\u00b0 anniversario di uno dei misteri d\u2019Italia (e ha chiesto di \u201crimuovere le ambiguit\u00e0\u201d che persistono, di \u201cfare sforzi anche internazionali per togliere i dubbi\u201d) e a pi\u00f9 riprese dei rifiuti a Napoli. <\/p>\n<p>E, ancora, ha scritto a Marco Pannella, per convincere l\u2019anziano e determinato leader radicale a desistere dallo sciopero della sete, assicurandolo che le sue battaglie sono \u201cun patrimonio comune\u201d; ha parlato agli imprenditori della finanza pubblica (\u201cl\u2019abbattimento del debito pubblico \u00e8 impegno urgente\u201d) e ai precari (\u201c\u00e8 necessario un rapporto di fiducia fra le generazioni per aiutare i giovani a superare instabilit\u00e0 e incertezze\u201d); e s\u2019\u00e8 pronunciato con equilibrio, ma con fermezza, sulla vicenda di Cesare Battisti, dopo le decisioni del Brasile di rifiutare l\u2019estradizione del terrorista condannato all\u2019ergastolo per quattro omicidi e di rimetterlo in libert\u00e0 (provvedimenti che \u201cledono gli accordi e l\u2019amicizia\u201d fra i due Paesi\u201d).<\/p>\n<p><b>Garanzia <\/b><br \/>Messaggi su tutti i fronti dell\u2019attualit\u00e0 nazionale. E, specie dopo i proclami della Lega a Pontida, s\u2019\u00e8 notata un\u2019intensificazione dei \u2018discorsi di garanzia\u2019 in politica estera, quasi che Napolitano avvertisse l\u2019esigenza di ridare un baricentro alla posizione dell\u2019Italia e di correggere le oscillazioni dettate dai calcoli di politica interna: il 25 giugno, il presidente, nel mezzo delle sortite pi\u00f9 disparate sul futuro della presenza militare italiana in Libia e altrove, e degli atteggiamenti pi\u00f9 radicali verso immigrati e rifugiati provenienti dal Nord Africa, ha assicurato che l&#8217;Italia non far\u00e0 mancare il proprio sostegno alle missioni di pace per realizzare un ordine multilaterale e ha ricordato come esse siano state approvate dal Parlamento. E, pochi giorni prima, in coincidenza con la giornata dell\u2019Onu del rifugiato, aveva insistito, e non era la prima volta, sui valori dell\u2019accoglienza e della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Primavera araba, crisi libica, tensioni sull\u2019immigrazione (anche con i partner dell\u2019Ue) sono stati i temi pi\u00f9 frequenti degli interventi di Napolitano, che s\u2019\u00e8 fatto soprattutto sentire in modo deciso per correggere il tiro e rimettere la barra del timone sulla rotta giusta quando le difficolt\u00e0 di dialogo con l\u2019Ue e con alcuni paesi europei hanno indotto il presidente del Consiglio e il ministro dell\u2019interno, ma non solo loro, a prospettare, come se fosse un\u2019opzione, l\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019Unione. <\/p>\n<p>Allora la voce del presidente e dell\u2019europeista ha risuonato chiara, forte e netta: il futuro dell\u2019Italia \u00e8 in Europa e l\u2019Italia non ha futuro al di fuori dell\u2019Europa. E quando il governatore della Banca d\u2019Italia, Mario Draghi, \u00e8 stato designato dal Vertice europeo presidente della Banca centrale europea c\u2019era una vibrazione di soddisfazione nella voce di Napolitano, che, da Lubiana, ha detto la sua certezza che Draghi sapr\u00e0 corrispondere alla fiducia riposta in lui dall\u2019Italia e dall\u2019Europa e sapr\u00e0 guidare l\u2019euro con mano sicura.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMa per fortuna che c\u2019\u00e8 il Presidente\u201d, che, da solo, dice la cosa giusta al momento giusto e mantiene la credibilit\u00e0 dell\u2019Italia sopra la linea di galleggiamento della politica internazionale, in Europa, nella Nato, all\u2019Onu, ovunque nel Mondo. 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