{"id":18010,"date":"2011-07-02T00:00:00","date_gmt":"2011-07-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-via-italiana-alle-operazioni-di-pace\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:08","slug":"la-via-italiana-alle-operazioni-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/la-via-italiana-alle-operazioni-di-pace\/","title":{"rendered":"La via italiana alle operazioni di pace"},"content":{"rendered":"<p>Il favore di cui godono nei governi e nell\u2019opinione pubblica italiani le operazioni di pace &#8211; da quelle umanitarie a quelle per il mantenimento della pace delle varie \u201cgenerazioni\u201d, anche in aree distanti, come il Mozambico e Timor Est &#8211; deriva da talune costanti della cultura politica italiana. Esse si sono accentuate dopo la sconfitta nel secondo conflitto mondiale. Ne sono prova i dibattiti del \u201cGruppo dei 75\u201d sull\u2019art. 11 della Costituzione.<\/p>\n<p><b>Multilateralismo astratto<\/b><br \/>I costituenti consideravano l\u2019ammissione all\u2019Onu essenziale per ridare all\u2019Italia uno status internazionale dignitoso. Erano anche consapevoli che l\u2019adesione all\u2019Onu significava accettare di partecipare ad interventi armati, per garantire la pace e la stabilit\u00e0 internazionali, ai sensi del capitolo VII della Carta. Tale posizione strumentale si consolid\u00f2, a poco a poco, con la presa di coscienza che l\u2019Italia non poteva pi\u00f9 svolgere una politica autonoma e con le \u201cscelte di campo\u201d, atlantica ed europea.<\/p>\n<p>Influirono, al riguardo, anche la collocazione geografica dell\u2019Italia, la sua storia, le sue vulnerabilit\u00e0 e potenzialit\u00e0 e la relativa debolezza delle sue istituzioni e della sua identit\u00e0 nazionale. Il termine \u201cinteresse nazionale\u201d scomparve dal linguaggio politico. Fu sostituito da un entusiasmo, spesso acritico, per il multilateralismo, cio\u00e8 per un fatto inesistente nella realt\u00e0 della politica internazionale. <\/p>\n<p> <b>Media potenza<\/b><br \/>L\u2019Italia rimaneva la pi\u00f9 piccola delle grandi potenze europee e la pi\u00f9 grande delle minori. Non era pi\u00f9 una grande potenza europea. Aveva perso la possibilit\u00e0 di svolgere la politica del \u201cpeso determinante\u201d, teorizzata da Grandi. Rimaneva \u201cmedia potenza regionale\u201d, con uno status regionale ed internazionale incerto. Le grandi potenze europee non la consideravano loro pari. Le piccole potenze non si sentivano rappresentate da Roma. <\/p>\n<p>Le rendite di posizione di cui godeva l\u2019Italia nella guerra fredda, erano dovute pi\u00f9 agli Usa che agli altri Stati europei. Furono questi ultimi ad escluderla dal Convegno di Guadalupe del gennaio 1979 (a cui partecip\u00f2 la Francia, che pur era uscita dall\u2019Organizzazione militare della Nato!), dove fu deciso lo schieramento degli euromissili, a cui poi l\u2019Italia diede poi un contributo essenziale. <\/p>\n<p>Insomma, il paese ha dovuto sempre lottare per il riconoscimento del proprio rango internazionale ed appoggiarsi pi\u00f9 agli Usa che all\u2019Europa. La partecipazione alle operazioni di pace \u00e8 un mezzo per riaffermare che l\u2019Italia esiste e che rimane fedele alle alleanze. Solo in taluni casi, come in Albania, essa ha corrisposto a chiari interessi nazionali. <\/p>\n<p><b>Presenzialismo<\/b><br \/>Il divario fra ambizioni e risorse fu colmato dal presenzialismo e dalla ricerca di riconoscimento formale. Le operazioni di pace rappresentano un modo ideale per realizzare tale obiettivo a buon mercato, spesso ad esclusivo uso domestico. Non richiedono impegni particolarmente onerosi, n\u00e9 l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 dirette, n\u00e9 forze armate in grado di condurre operazioni ad alta intensit\u00e0 operativa e tecnologica. <\/p>\n<p>Sulla partecipazione agli interventi internazionali, spesso si sono realizzati accordi trasversali, fra la maggioranza e l\u2019opposizione. Per essa, avvengono anche \u201cmiracoli ornitologici\u201d &#8211; come quello per la Bosnia nel 1995 &#8211; in cui \u201cle colombe\u201d, cio\u00e8 i pacifisti di elezione o di professione, si trasformarono in \u201cfalchi\u201d vogliosi di vedere fare a pezzi i serbi. Comunque, la partecipazione alle missioni internazionali consente di \u201cbenedire\u201d gli interventi con il \u201cfeticcio ecumenico\u201d dell\u2019Onu, con l\u2019umanitarismo, con la fedelt\u00e0 all\u2019Alleanza Atlantica o all\u2019Unione Europea ed ai \u201cmassimi principi\u201d dell\u2019ordine internazionale. <\/p>\n<p>Si tratta, certo, di artifici retorici, utili per suscitare il consenso e per mascherare le carenze dell\u2019Italia in altri settori. Ma, cos\u00ec facendo, si evita un serio dibattito sugli interessi nazionali in gioco. Se cio\u00e8 ci convenga intervenire o no. Lo si vede nel caso della Libia. Beninteso, una volta che si \u00e8 intervenuti, non ci si pu\u00f2 tirare indietro. Si sono messi in gioco la credibilit\u00e0 e l\u2019affidabilit\u00e0 dell\u2019Italia, gi\u00e0 alquanto ridotta per il collasso della qualit\u00e0 delle <i>\u00e9lites <\/i>politiche nazionali e la fama di machiavellismo che ci circonda nel mondo.<\/p>\n<p><b>Spririto mercantile<\/b><br \/>Taluni sostengono che il favore di cui godono gli interventi militari di pace deriva anche dallo spirito missionario, che essi credono parte costituente della cultura politica italiana. Non \u00e8 vero. Friedrich Engels lo ha dimostrato analizzando la storia militare italiana degli ultimi mille anni. Nei secoli d\u2019oro dell\u2019Italia, quella dei Comuni e delle Signorie, la politica italiana \u00e8 sempre stata \u201cmercantile\u201d. Il \u201cprimato morale degli italiani\u201d \u00e8 un autoinganno. E lo sono, del pari, il garibaldinismo e il volontariato del Risorgimento. Ma \u00e8 \u201cpoliticamente scorretto\u201d ricordarlo.<\/p>\n<p>\u00c8 invece confortevole sentirsi buoni e dalla parte della giustizia, dei valori anzich\u00e9 degli interessi. Cos\u00ec i dibattiti si svolgono su un piano onirico e riguardano i \u201cmassimi sistemi\u201d. Costante in essi \u00e8 il contorsionismo semantico. Il termine guerra non \u00e8 mai usato, forse anche perch\u00e9 la Costituzione considera solo la pace assoluta o la guerra totale, fatti entrambi che non esistono nella realt\u00e0 geopolitica attuale.<\/p>\n<p>L\u2019uso della forza viene chiamato conflitto armato od operazione di polizia internazionale, di pace o umanitaria. I soldati della Repubblica diventano \u201csoldati di pace\u201d. Mi meraviglia che non siano chiamati samaritani. Gli Stati Maggiori sono rappresentati come succursali della Croce Rossa. Politici, intellettuali ed anche taluni capi militari stanno al gioco. \u00c8 un ottimo modo per fare carriera e non avere grane. <\/p>\n<p><b>Successi importanti<\/b><br \/>Malgrado queste carenze &#8211; su cui ho, in verit\u00e0, voluto un po\u2019 calcare la mano &#8211; gli interventi a guida italiana hanno registrato grandi successi. Sembra paradossale, ma non lo \u00e8. Deriva dal fatto che siamo missionari solo per finta, oppure solo fino ad un certo punto. Non cerchiamo di convertire nessuno. Ci accontentiamo di quanto pragmaticamente possiamo fare. I nostri comandanti sul campo hanno sempre considerato le societ\u00e0 in cui operavano non come entit\u00e0 fisiche, ma sociali e culturali. Sanno che non devono \u201cstrafare\u201d. Spesso non sono neppure in condizioni di farlo. <\/p>\n<p>Per questo, gli interventi di pace a guida italiana &#8211; come quelli in Libano in Mozambico ed in Albania &#8211; hanno avuto successo, mentre altri potenti paesi collezionavano disastri. Quando \u00e8 intervenuto il \u201cmissionarismo\u201d anglosassone, come a Mogadiscio nel 1993, \u00e8 avvenuto quanto tutti sappiamo. Tale fatto ha contribuito a mantenere a galla il prestigio dell\u2019Italia nel mondo. Che cosa sarebbe avvenuto a Valona nel 1997 qualora, invece degli italiani, ci fossero stati gli americani? <\/p>\n<p>Avrebbero cercato di ripristinare l\u2019ordine, sparando sui dimostranti, anzich\u00e9 accettare &#8211; sorridendo &#8211; il disordine esistente. Si pu\u00f2 facilmente immaginare che cosa sarebbe successo: l\u2019operazione \u201cAlba\u201d sarebbe fallita. Beninteso, avremmo evitato critiche ed ironie sul fatto che gli italiani non vogliono combattere. Ma alla fine l\u2019<i>Italian Way of Peacekeeping<\/i> si \u00e8 dimostrata vincente molte volte, tanto che molti oggi ce la invidiano, ed altrettanti si chiedono come mai riusciamo a cavarcela tanto bene.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il favore di cui godono nei governi e nell\u2019opinione pubblica italiani le operazioni di pace &#8211; da quelle umanitarie a quelle per il mantenimento della pace delle varie \u201cgenerazioni\u201d, anche in aree distanti, come il Mozambico e Timor Est &#8211; deriva da talune costanti della cultura politica italiana. Esse si sono accentuate dopo la sconfitta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,116,132],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61768,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18010\/revisions\/61768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}