{"id":18060,"date":"2011-07-06T00:00:00","date_gmt":"2011-07-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lattivismo-dei-fondi-sovrani-cinesi-in-europa\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:07","slug":"lattivismo-dei-fondi-sovrani-cinesi-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/lattivismo-dei-fondi-sovrani-cinesi-in-europa\/","title":{"rendered":"L\u2019attivismo dei fondi sovrani cinesi in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Dopo essere balzate alla ribalta delle cronache economiche nel periodo <i>clou <\/i>della crisi finanziaria 2008\/2009, le attivit\u00e0 dei fondi sovrani sembrano oggi destare meno interesse, nonostante siano invece sensibilmente aumentate in termini di volumi, tipo di operazioni, distribuzione geografica e settoriale. <\/p>\n<p><b>Colossi in azione<\/b><br \/>Anche in materia di fondi sovrani, negli ultimi anni la Cina \u00e8 diventata uno dei principali attori (se non il principale): oltre alla ben nota <i>China Investment Corporation<\/i> (Cic), spesso erroneamente considerata l\u2019unico fondo sovrano cinese, vi sono altri due attori di importanza ancora maggiore: la <i>Safe Investment Company<\/i>, il braccio operativo della <i>State Administration of Foreign Exchange <\/i>(custode delle imponenti riserve valutarie cinesi) e il <i>National Social Security Fund<\/i>, il principale fondo pensione cinese. <\/p>\n<p>A questi si aggiunge poi il <i>China-Africa Development Fund<\/i>, un <i>equity fund <\/i>dedicato agli investimenti in Africa costituito nel 2007 dalla <i>China Development Bank<\/i>. Tra questi quattro attori economici, la Cic rappresenta, soprattutto a livello manageriale, il modello pi\u00f9 avanzato e di successo, avendo in breve tempo sviluppato una considerevole esperienza e incorporato funzioni di gestione ed investimento precedentemente affidate ad altre istituzioni finanziarie. <\/p>\n<p>Secondo <a href= \"http:\/\/www.swfinstitute.org\/fund-rankings\/\" target= \"blank\"><b><u> una delle pi\u00f9 accurate classifiche<\/u><\/b><\/a> dei fondi sovrani, stilata dal <i>Sovereign Wealth Funds Institute<\/i>, la Cina \u00e8 seconda solamente agli Emirati Arabi Uniti quanto a numero di fondi sovrani, mentre occupa la prima posizione al mondo per capitalizzazione dei propri fondi. Il suo profilo sarebbe ancora pi\u00f9 imponente ove si riconducesse alla Cina anche l\u2019<i>Hong Kong Monetary Authority Investment Portfolio<\/i>, fondo sovrano della Regione amministrativa speciale di Hong Kong (sotto sovranit\u00e0 cinese, ma dotata di ampia autonomia).<\/p>\n<p>Complessivamente, i quattro fondi sovrani cinesi hanno una capitalizzazione stimata in 831 miliardi di dollari, da investire in Cina e all\u2019estero. Vari fattori, tra cui l\u2019eccessivo tasso di investimenti in rapporto al Pil in Cina (un impressionante 47,8% che la colloca al <a href= \"https:\/\/www.cia.gov\/library\/publications\/the-world-factbook\/rankorder\/2185rank.html\" target= \"blank\"><b><u> primo posto al mondo<\/u><\/b><\/a>), la volont\u00e0 di diversificare i profili di rischio e la necessit\u00e0 di mantenere lo yuan sottovalutato rispetto a dollaro, euro ed altre valute, fanno s\u00ec che i gestori dei fondi sovrani cinesi siano incoraggiati ad investire principalmente all\u2019estero.<\/p>\n<p><b>Scarsa trasparenza<\/b><br \/>L\u2019avversione delle autorit\u00e0 cinesi per i regimi di trasparenza si riflette anche sulle attivit\u00e0 dei fondi sovrani e pertanto i dati e le informazioni ufficiali sugli investimenti compiuti da Pechino scarseggiano. Stando al <a href= \"http:\/\/www.swfinstitute.org\/statistics-research\/linaburg-maduell-transparency-index\/\" target= \"blank\"><b><u> Linaburg-Maduell Transparency Index<\/u><\/b><\/a> (indice che misura la trasparenza informativa dei fondi sovrani), la Safe (il principale fondo sovrano cinese e quarto al mondo) raggiunge un valore di appena 2 su una scala 1-10, mentre il fondo sovrano cinese pi\u00f9 trasparente, la Cic, non va oltre 7 su 10, al diciassettesimo posto su scala globale. <\/p>\n<p>Una delle conseguenze pi\u00f9 importanti della scarsa trasparenza dei fondi sovrani cinesi \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di verificare la distribuzione geografica complessiva del loro portafoglio. A ci\u00f2 si aggiungono seri dubbi in merito alle informazioni fornite sull\u2019effettiva capitalizzazione dei fondi, che molti sostengono essere sensibilmente superiore agli 831 miliardi di dollari dichiarati. <\/p>\n<p><b>Obiettivo Europa<\/b><br \/>Stando alle poche informazioni ufficiali disponibili, i fondi sovrani cinesi hanno realizzato operazioni come l\u2019acquisizione da parte di Cic del 2,3% del fondo di <i>private equity Apax Partners <\/i>e del 14% del gruppo immobiliare britannico <i>Songbird Estates Ltd<\/i>. In realt\u00e0 le attivit\u00e0 dei fondi sovrani cinesi in Europa sono molto pi\u00f9 consistenti. La Cic, in particolare, sta concentrando una crescente parte dei propri capitali in Europa, soprattutto in grandi societ\u00e0 che operano in settori strategici, quali l\u2019energia, il<i> green-tech<\/i>, l\u2019<i>auto motive<\/i> e i beni di consumo. <\/p>\n<p>Considerazioni a parte devono essere fatte per la <i>Safe<\/i>, attiva principalmente in operazioni di acquisto di titoli di debito pubblico ma interessata sempre pi\u00f9 anche a investimenti diretti, soprattutto in uno scenario come quello europeo che presenta interessanti opportunit\u00e0 nei paesi dell\u2019Europa orientale o in stati in difficolt\u00e0 quali Grecia, Irlanda e Spagna. Come detto sopra, a differenza della Cic, la <i>Safe<\/i> non rilascia informazioni sulle proprie attivit\u00e0 e opera in genere attraverso uffici di Hong Kong e Londra, prestando la massima attenzione a non superare le soglie di investimento che determinano l\u2019insorgere di obblighi informativi. <\/p>\n<p>L\u2019Europa rappresenta per molti versi una destinazione ideale per i fondi sovrani cinesi. Vari fattori, fra cui l\u2019assenza di meccanismi di controllo degli investimenti esteri simili a quelli presenti negli Stati Uniti o in Australia (l\u2019Unione europea finora non \u00e8 andata oltre l\u2019adozione di un<a href= \"http:\/\/ec.europa.eu\/internal_market\/finances\/docs\/sovereign_en.pdf\" target= \"blank\"><b><u> documento programmatico<\/u><\/b><\/a>), l\u2019esistenza di mercati di capitali sviluppati e la presenza di grandi imprese con forte bisogno di liquidit\u00e0, determinano una diffusa disponibilit\u00e0 di vantaggiose occasioni di investimento. <\/p>\n<p>\u00c8 quindi probabile che le attivit\u00e0 dei fondi sovrani cinesi in Europa aumentino sensibilmente nei prossimi mesi. \u00c8 auspicabile pertanto che governi nazionali e istituzioni comunitarie svolgano un\u2019opera pi\u00f9 assidua ed efficace di monitoraggio degli interessi di Pechino nell\u2019Unione.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/PDF\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_11-7.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali. <\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo essere balzate alla ribalta delle cronache economiche nel periodo clou della crisi finanziaria 2008\/2009, le attivit\u00e0 dei fondi sovrani sembrano oggi destare meno interesse, nonostante siano invece sensibilmente aumentate in termini di volumi, tipo di operazioni, distribuzione geografica e settoriale. 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