{"id":18210,"date":"2011-07-25T00:00:00","date_gmt":"2011-07-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-lotta-al-terrorismo-dopo-la-strage-di-oslo\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:02","slug":"la-lotta-al-terrorismo-dopo-la-strage-di-oslo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/la-lotta-al-terrorismo-dopo-la-strage-di-oslo\/","title":{"rendered":"La lotta al terrorismo dopo la strage di Oslo"},"content":{"rendered":"<p>Il premier norvegese continua a ripetere che il suo paese e il suo governo non sono \u201cingenui\u201d. L\u2019affermazione \u00e8 quanto meno sorprendente, ma sottolinea bene lo sconcerto e la confusione della reazione iniziale al gravissimo attentato di Oslo e al successivo massacro nel campo estivo del partito laburista. <\/p>\n<p>Quando il primo ministro spagnolo Aznar fu preso egualmente di sorpresa dagli attentati di Madrid del 2004, fu accusato al contrario di occhiuta malizia e di aver voluto mascherare la realt\u00e0 perch\u00e9, invece di prendersela subito con il terrorismo islamico, concentr\u00f2 la sua reazione iniziale contro i terroristi baschi dell\u2019Eta. <\/p>\n<p>In Norvegia hanno fatto esattamente il contrario, anche se le dichiarazioni ufficiali sono state pi\u00f9 prudenti di quelle iberiche. Ma l\u2019immediata decisione di \u201cchiudere\u201d le frontiere, sospendendo l\u2019applicazione degli accordi di Schengen, indica come il riflesso contro il nemico \u201cesterno\u201d sia stato molto pi\u00f9 forte (e forse pi\u00f9 facile) di quello contro il nemico \u201cinterno\u201d.<\/p>\n<p><b>Nuova frontiera<\/b><br \/>La \u201cchiusura\u201d delle frontiere &#8211; che poi equivale semplicemente, nel nostro caso, ad un ritorno temporaneo del controllo di identit\u00e0 alle frontiere: certo non una misura risolutiva, in termini di sicurezza &#8211; \u00e8 d\u2019altro canto sempre popolare specie tra chi \u00e8 convinto che siano minacciati dall\u2019estero e dagli immigrati i valori sia economici che spirituali del proprio paese. <\/p>\n<p>Vi \u00e8 ricorso anche il governo francese, che sembra sempre alla ricerca di misure \u201cesuberanti\u201d di sicurezza, forse per contrastare una certa perdita di consensi interni. Peccato che invece la minaccia reale provenisse, in questo caso, proprio da un personaggio che elevava all\u2019ennesima potenza questi stessi valori, nella forma di preconcetti razzisti e conservatori.<\/p>\n<p>Da un punto di vista meramente \u201ctecnico\u201d, il \u201cneo-templare\u201d norvegese \u00e8 un terrorista \u201cfai-da-te\u201d ovvero, come lo definiscono con maggiore precisione negli Usa, \u201chomegrown\u201d, coltivato in casa. <\/p>\n<p>Anche Al-Qaida sostiene di voler puntare su questo tipo di reclute, considerate insieme come pi\u00f9 facilmente \u201cspendibili\u201d (anche se vengono catturate non danneggiano l\u2019organizzazione, perch\u00e9 in genere non hanno contatti diretti con la direzione strategica o con altre cellule operative) e soprattutto molto pi\u00f9 difficili da individuare e neutralizzare preventivamente, perch\u00e9 parte integrante della societ\u00e0 del paese in cui operano (e di cui hanno la nazionalit\u00e0). <\/p>\n<p>Anche le tecniche usate, dall\u2019auto-bomba caricata (a quel che sembra dalle prime notizie) con esplosivo non tradizionale, sino al massacro compiuto con armi da guerra, sono sostanzialmente le stesse, molto semplici e purtroppo anche efficaci.<\/p>\n<p><b>Ideologismo<\/b><br \/>La differenza \u00e8 di tono, per dir cos\u00ec, ideologico: nel suo lunghissimo memoriale diffuso via Internet, il trentenne assassino norvegese si presenta come l\u2019esatto contraltare delle posizioni jihaidiste. In realt\u00e0 ne condivide l\u2019impostazione fondamentalmente conservatrice (ad esempio nei confronti della donna, del sesso o dell\u2019educazione dei giovani) ma, invece di scorgere tutto il male ad Occidente, egli lo individua nell\u2019Islam e nel marxismo in ogni sua forma (socialdemocratica o rivoluzionaria): un altro punto di convergenza con i suoi fratelli-nemici musulmani.<\/p>\n<p>Ma questa, direbbe un marxista, \u00e8 solo sovrastruttura: al di sotto delle parole vi \u00e8 una evidente convergenza tecnica e operativa. Il terrorista suprematista bianco e cristiano non va a combattere l\u2019Islam, come i suoi amatissimi cavalieri crociati, ma si impegna ad ammazzare quanti pi\u00f9 suoi concittadini possibile. Anche qui vi \u00e8 qualche similitudine con i corrispettivi islamici che, malgrado abbiano compiuto o suggerito grandi massacri in Occidente, ora sembrano concentrarsi sempre di pi\u00f9 nell\u2019uccisione di altri musulmani.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che il terrorismo internazionale in senso proprio, esemplificato dagli attacchi dell\u201911 settembre, e da pochi altri successivi, \u00e8 oggi molto pi\u00f9 difficile da attuare, poich\u00e9 i terroristi non riescono pi\u00f9 facilmente a cogliere completamente di sorpresa le forze dell\u2019ordine e quelle dell\u2019<i>intelligence<\/i>. In compenso per\u00f2, come spesso accade, mentre siamo meglio attrezzati a combattere la guerra precedente, continuiamo ad essere impreparati a quella realmente in corso o futura. <\/p>\n<p><b>Analisi e controllo<\/b><br \/>Il nuovo terrorismo internazionale si sviluppa pi\u00f9 che altro attraverso la circolazione di incitamenti ad agire e di informazioni che aiutano ad agire (incluse tecniche di costruzione degli ordigni o alcune tattiche di mascheramento ed evasione), lasciando ai singoli terroristi \u201clocali\u201d, quali che siano le loro convinzioni (in fondo che importanza ha se si tratta di cristiani o musulmani o altro ancora?), il compito di disseminare morte e distruzione, il terrore insomma. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 avr\u00e0 sicuramente importanti conseguenze. Le forze dell\u2019ordine dovranno imparare a reagire agli allarmi molto pi\u00f9 rapidamente e senza preconcetti \u201crazziali\u201d o \u201cculturali\u201d (i gravi ritardi della polizia norvegese sono inescusabili). Ma soprattutto i servizi di <i>intelligence <\/i>dovranno affinare moltissimo la conoscenza di tutte le frange pi\u00f9 o meno politicizzate delle nostre societ\u00e0, individuandone per tempo la vocazione violenta. Soprattutto usando tali conoscenze per indirizzare indagini pi\u00f9 attente e fattuali alla ricerca di armi e altri materiali, nonch\u00e9 delle competenze tecniche necessarie per compiere attentati.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 diminuir\u00e0 inevitabilmente il livello di riservatezza per i singoli cittadini ed accrescer\u00e0 le spinte al controllo governativo del web: sviluppi questi necessari, ma che rischiano di essere attuati in modo scoordinato dai singoli governi nazionali, ognuno con le sue priorit\u00e0 e i suoi interessi.<\/p>\n<p>Il terrorismo \u201cfai-da-te\u201d sar\u00e0 anche \u201clocale\u201d per quel che riguarda i suoi miliziani, ma \u00e8 internazionale per i suoi riferimenti, collegamenti e complicit\u00e0. Ci\u00f2 esige una risposta coerente e comune tra tutti i paesi a rischio, a cominciare da quelli europei. Non andare rapidamente in questa direzione significherebbe veramente dar prova di un\u2019\u201cingenuit\u00e0\u201d criminale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il premier norvegese continua a ripetere che il suo paese e il suo governo non sono \u201cingenui\u201d. L\u2019affermazione \u00e8 quanto meno sorprendente, ma sottolinea bene lo sconcerto e la confusione della reazione iniziale al gravissimo attentato di Oslo e al successivo massacro nel campo estivo del partito laburista. 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