{"id":18220,"date":"2011-07-25T00:00:00","date_gmt":"2011-07-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-terrorista-uscito-dalle-viscere-del-paese-perfetto\/"},"modified":"2017-11-03T15:32:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:32:02","slug":"il-terrorista-uscito-dalle-viscere-del-paese-perfetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/il-terrorista-uscito-dalle-viscere-del-paese-perfetto\/","title":{"rendered":"Il terrorista uscito dalle viscere del  &#8216;paese perfetto&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Gli attentati terroristici a Oslo e sull\u2019isola di Ut\u00f8ya costituiscono una tragedia senza precedenti per la Norvegia. Il protagonista, Anders Behring Breivik, reo confesso, ne era ben consapevole gi\u00e0 prima di entrare in azione: secondo il voluminoso manifesto che ha diffuso sul web poche ore prima della strage, intitolato <i>2083: European Declaration of Independence<\/i>, si aspettava di essere etichettato &#8220;come il pi\u00f9 grande mostro (nazista) mai visto dalla Seconda Guerra Mondiale&#8221;. Il \u201cmostro\u201d non viene dall\u2019esterno, ma dalle viscere della Norvegia, il \u201cpaese perfetto\u201d, stabilmente al primo posto nella classifica mondiale dello sviluppo umano secondo l\u2019indice dell\u2019Onu.<\/p>\n<p><b>Ascesa<\/b><br \/>Le interpretazioni della prima ora che hanno frettolosamente tirato in ballo il <i>jihad <\/i>globale, si sono rivelate infondate. L\u2019orrore sembra trovare le sue radici nel \u201cfondamentalismo cristiano\u201d, secondo l\u2019espressione adottata dalle stesse autorit\u00e0 norvegesi; nella visione manichea di Breivik, \u00e8 proprio l\u2019Islam ad essere<i> il <\/i>nemico. Anche se paradossalmente il giudizio su al-Qaida appare positivo: nel memoriale viene addirittura additata come esempio di \u201corganizzazione militante di successo\u201d.<\/p>\n<p>In Norvegia gli atteggiamenti xenofobi si sono fatti via via pi\u00f9 diffusi, ma prima della strage del 22 luglio era difficile pensare che la violenza di estrema destra costituisse una grave minaccia per il paese. <\/p>\n<p>Si stima che negli ultimi quindici anni gli estremisti violenti non siano mai stati pi\u00f9 di trecento, raccolti in una galassia mutevole di gruppi solitamente di minuscole dimensioni, di incerta organizzazione e di scarsa longevit\u00e0. Soltanto in tempi recenti la struttura organizzativa si \u00e8 rafforzata, anche grazie all\u2019assistenza di militanti provenienti dalla Svezia (appartenenti, per esempio, al Movimento di resistenza svedese). Per fare un confronto, basti pensare che proprio nella vicina Svezia sono presumibilmente attivi circa duemila &#8211; tremila estremisti di destra ben organizzati.<\/p>\n<p><b>Xenofobia<\/b><br \/>La Norvegia non ha nemmeno conosciuto episodi di violenza razzista legata al mondo del calcio paragonabili a quelli verificatesi in Svezia e in Danimarca.<\/p>\n<p>Nondimeno non sono mancate alcune aggressione ai danni di immigrati, cittadini di origine straniera e oppositori politici. In particolare, nel 2001 un ragazzo di quindici anni, Benjamin Hermansen, figlio di un ghanese e di una norvegese, fu pugnalato a morte da due neo-nazisti a Oslo. E all\u2019epoca fu proprio Geir Lippestad, l\u2019attuale avvocato di Breivik, ad assumere la difesa di uno dei due assassini, poi condannato ad (appena) quindici anni di carcere &#8211; lo stesso Breivik, d\u2019altronde, rischia al massimo ventuno anni di detenzione. L\u2019omicidio ebbe una vasta eco in tutto il paese.<\/p>\n<p>Due anni prima un diciassettenne di origini indiane era annegato in un fiume del comune di Sogndal, nella parte occidentale del paese, probabilmente a seguito di un\u2019aggressione di stampo razzista.<\/p>\n<p>La capitale Oslo e altre citt\u00e0 importanti come Kristiansand, sulla costa meridionale, sono state teatro di scontri violenti tra neo-nazisti e giovani di origine straniera.<\/p>\n<p>Secondo alcuni studiosi, la diffusione dei movimenti di estrema destra nel paese sarebbe ostacolata, in parte, dalla stessa distribuzione della popolazione (meno di cinque milioni di persone): con l\u2019eccezione dell\u2019area metropolitana di Oslo e di poche altre citt\u00e0 di medie dimensioni, i norvegesi vivono principalmente in cittadine e in villaggi rurali dispersi in un territorio pi\u00f9 vasto dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>In comunit\u00e0 cos\u00ec piccole, spesso fondate su strette relazioni interpersonali, la nascita di movimenti estremisti pu\u00f2 essere frenata dal controllo sociale e attirare facilmente l\u2019attenzione dei media e delle forze di polizia. Il paese ha tradizionalmente mantenuto un alto livello di vigilanza sulle attivit\u00e0 dell&#8217;estrema destra, memore del periodo buio dell\u2019occupazione nazista e del governo collaborazionista di Quisling.<\/p>\n<p><b>Destra politica<\/b><br \/>A differenza di altri paesi scandinavi, il panorama politico norvegese non include importanti partiti di destra radicale. Certamente il Partito del Progresso (FrP) si \u00e8 distinto per campagne contro gli immigrati con accenti xenofobi, ma rimane in larga misura una formazione di orientamento liberal-conservatore, per quanto con una forte componente populista. <\/p>\n<p>Nelle elezioni legislative del 2009 ha conquistato il 22,9% dei voti, piazzandosi al secondo posto dopo il Partito Laburista del primo ministro Jens Stoltenberg. Vale la pena di ricordare che Breivik \u00e8 stato iscritto all\u2019organizzazione giovanile del FrP fino al 2007.<\/p>\n<p>Recentemente, organizzazioni estremiste, come <i>Vigrid<\/i> (che combina posizioni neo-naziste con richiami alla mitologia nordica), hanno partecipato in Norvegia alle competizioni elettorali, ma con risultati fallimentari.<\/p>\n<p>L\u2019attentato a Oslo ricorda, per alcuni versi, il famigerato attentato terroristico a Oklahoma City del 19 aprile 1995: in quell\u2019occasione una grande esplosione distrusse un edificio del governo federale e danneggi\u00f2 centinaia di altri edifici nel centro della citt\u00e0. I morti furono 168. Il responsabile dell\u2019attentato, Timothy McVeigh, un reduce dell\u2019esercito americano di 33 anni, simpatizzante delle milizie fondamentaliste cristiane, ag\u00ec per rappresaglia contro la \u201ctirannia\u201d del governo di Washington, specialmente dopo il controverso assedio alla comune della setta dei Davidiani a Waco (Texas) per mano dell\u2019Fbi, conclusosi con la morte di quasi ottanta persone, esattamente due anni prima dell\u2019attentato.<\/p>\n<p>  <b>Analogie<\/b><br \/>L\u2019attentato di Oklahoma City \u00e8 il pi\u00f9 grave attentato terroristico della storia americana compiuto da cittadini statunitensi e in assoluto il pi\u00f9 sanguinoso prima dell\u201911 settembre.<\/p>\n<p>A ben vedere, si possono notare alcune somiglianze tra i due attentati: le proporzioni eccezionali della violenza, ai destinatari (obiettivi legati al governo centrale), alle modalit\u00e0 di esecuzione (impiego di auto-veicoli contenenti ingenti quantit\u00e0 di esplosivo fatto in casa), al retroterra culturale degli attentatori (riconducibile a posizioni di fondamentalismo cristiano).<\/p>\n<p>McVeigh pot\u00e9 contare sull\u2019aiuto di un ristrettissimo numero di complici. Breivik finora ha dichiarato di aver agito da solo, ma le sue dichiarazioni vanno vagliate attentamente; non si pu\u00f2 escludere che abbia potuto contare su sostegni, anche all\u2019estero. Ulteriori riscontri e informazioni potranno rendere il quadro pi\u00f9 chiaro e far emergere altre somiglianze con precedenti attentati terroristici.<\/p>\n<p>Un altro aspetto merita forse di essere segnalato fin da ora. McVeigh era un ammiratore dei \u201cDiari di Turner\u201d (<i>The Turner Diaries<\/i>), un romanzo scritto nel 1978, molto popolare negli ambienti razzisti della \u201csupremazia bianca\u201d, che racconta la storia, ambientata nel futuro, della lotta per il rovesciamento del governo federale degli Stati Uniti e per l\u2019instaurazione di un nuovo ordine \u201cariano\u201d. Un passo specifico del libro ha probabilmente ispirato lo stesso attacco di Oklahoma City.<\/p>\n<p><b>Rivoluzione conservatrice<\/b><br \/>Il memoriale minuziosamente redatto da Breivik, colmo di riferimenti all\u2019Ordine dei Templari, si scaglia contro il \u201cmarxismo\u201d, il \u201cmulticulturalismo\u201d e soprattutto contro la civilt\u00e0 islamica e preconizza una \u201crivoluzione conservatrice\u201d in Europa che culminer\u00e0 nel 2083 (con espressioni che, peraltro, riprendono il manifesto anti-modernista di un altro noto terrorista americano, Unabomber, arrestato nel 1996). <\/p>\n<p>Il volume si rif\u00e0 ad una logica estremista di \u201cscontro delle civilt\u00e0\u201d rafforzatasi dopo i fatti dell\u201911 settembre. Chiaramente le ideologie dell\u2019odio si avvalgono con prontezza delle nuove tecnologie disponibili: il romanzo distribuito clandestinamente in versione cartacea ha cos\u00ec lasciato spazio al documento pubblicato on line.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei diversi supporti tecnologici, entrambe le vicende sembrano evidenziare una mescolanza di elementi fantasiosi\/fantastici\/fantascientifici e di intenzioni reali.<\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attentati terroristici a Oslo e sull\u2019isola di Ut\u00f8ya costituiscono una tragedia senza precedenti per la Norvegia. 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