{"id":18330,"date":"2011-08-26T00:00:00","date_gmt":"2011-08-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/in-libia-e-il-momento-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:57","slug":"in-libia-e-il-momento-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/08\/in-libia-e-il-momento-dellue\/","title":{"rendered":"In Libia \u00e8 il momento dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Tripoli \u00e8 una citt\u00e0 contesa, gli scontri continuano in molte localit\u00e0 della Libia e Gheddafi \u00e8 ancora uccel di bosco. Ma anche se gli scontri dovessero proseguire e se il dittatore libico riuscisse a tenere in vita una qualche forma di resistenza, la realt\u00e0 \u00e8 che il suo regime ultra quarantennale \u00e8 ormai finito e che la Libia deve pensare a cosa fare nel dopo-Gheddafi. Non \u00e8 una cosa semplice n\u00e9 evidente. Questo paese non ha n\u00e9 una lunga storia unitaria, n\u00e9 un solida tradizione statuale. Anche le Forze Armate, che in molti altri paesi arabi costituiscono un punto di riferimento sin troppo solido e visibile, in questo caso sono praticamente inesistenti.<\/p>\n<p><b>Guerra civile<\/b><br \/>La Libia esce da una lunga e complessa guerra civile con un governo transitorio, riconosciuto internazionalmente, ma che ancora non ha il pieno controllo n\u00e9 del suo territorio n\u00e9 delle sue stesse truppe e che deve ancora dimostrare la sua reale rappresentativit\u00e0. <\/p>\n<p>Di fatto, man mano che nuove citt\u00e0 e territori si aggiungono alla Libia \u201cliberata\u201d, questo governo \u00e8 costretto a continui rimpasti e aggiustamenti. Nulla di strano in tutto ci\u00f2, ma \u00e8 evidente la necessit\u00e0 si stabilire una <i>road map <\/i>chiara e dettagliata che consenta di superare questa fase transitoria e di lotta per arrivare ad un sistema pienamente rappresentativo, stabile ed in grado di ottenere un alto livello di consenso interno. L\u2019alternativa sarebbe probabilmente la continuazione della guerra civile, anche se sotto altre forme.<\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 saranno direttamente responsabili, in prima persona, gli stessi libici: non spetta certamente agli alleati, anche se animati dalle migliori intenzioni, scegliere chi saranno i nuovi governanti e come sar\u00e0 strutturato il nuovo regime. Tuttavia non si pu\u00f2 neanche dimenticare che, senza il decisivo contributo delle forze della Nato, il successo della rivolta non sarebbe stato possibile. <\/p>\n<p>Anche volendo ridurre al minimo le ingerenze esterne, rimane comunque la responsabilit\u00e0 che gli alleati si sono assunti, al di l\u00e0 del mandato del Consiglio di Sicurezza, nell\u2019assicurare la caduta del regime di Gheddafi. Essi sono quindi anche, almeno in parte, responsabili di ci\u00f2 che seguir\u00e0.<\/p>\n<p><b>Rischio frammentazione<\/b><br \/>Il rischio maggiore \u00e8 che i diversi interessi politici ed economici degli attuali alleati della rivolta alimentino la frammentazione della nuova Libia, appoggiando ognuno le \u201cproprie\u201d fazioni e i \u201cpropri\u201d leader politici, per assicurarsi un miglior dividendo futuro.<\/p>\n<p>In queste ore si parla di rendere pi\u00f9 permanente ed operativo per il futuro il Gruppo di contatto dei cosiddetti \u201camici della Libia\u201d, cio\u00e8 dei paesi che hanno partecipato allo sforzo bellico. Anche se la cosa potrebbe a prima vista apparire logica, in realt\u00e0 presenta non poche ambiguit\u00e0 e pericoli poich\u00e9 tende a cortocircuitare altri ambiti decisionali multilaterali pi\u00f9 formali e garantisti, quali le Nazioni Unite o l\u2019Unione europea, obbligandole ad accettare decisioni precotte ed escludendo quindi dal gioco paesi importanti. Gi\u00e0 solo in questo modo gli \u201camici\u201d riuscirebbero a limitare la libert\u00e0 di scelta di un futuro governo di Tripoli.<\/p>\n<p>Ma il fatto peggiore \u00e8 che non c\u2019\u00e8 neanche chiarezza e unit\u00e0 di intenti tra gli \u201camici\u201d. La polemica \u201csotterranea\u201d tra Italia e Francia, ad esempio, pur non essendo esplicitata, incide sulle prese di posizione di questi paesi e li spinge a privilegiare gli esponenti libici con cui hanno maggiore familiarit\u00e0. <\/p>\n<p>\u00c8 necessario evitare che questa situazione si incancrenisca, e la via maestra da percorrere \u00e8 la stessa seguita dall\u2019Italia e da altri paesi della coalizione quando hanno fatto in modo che venisse affidato alla Nato, e non ad un gruppo ad hoc, il comando delle operazioni militari. <\/p>\n<p>Per il processo di pacificazione e di ricostruzione il referente obbligato \u00e8 l\u2019Unione europea &#8211; anche se la continuazione degli scontri suggerisce una soluzione di tipo \u201cbalcanico\u201d e cio\u00e8 una stretta collaborazione, almeno in una prima fase, tra Ue e Nato.<\/p>\n<p><b>Ue alla prova<\/b><br \/>Il problema \u00e8 che in questo caso la prontezza e l\u2019efficacia dell\u2019Ue sono ancora tutte da dimostrare, vista la lentezza e la timidezza delle reazioni dell\u2019Alto Rappresentante e del Servizio europeo di azione esterna. <\/p>\n<p>\u00c8 quindi necessario che un paese come l\u2019Italia, magari anche in accordo con altri paesi rimasti sinora ai margini della crisi libica, come la Germania, spingano formalmente e pubblicamente con forza in questa direzione, evitando di chiudersi in una semplice difesa dei rapporti pregressi, per quanto importanti e per quanto giuridicamente vincolanti possano apparire. Ci\u00f2 infatti non farebbe che alimentare le polemiche e gli opposti appetiti e, soprattutto, potrebbe giustificare altre iniziative unilaterali da parte di altre potenze.<\/p>\n<p>Naturalmente sarebbe anche opportuno che l\u2019Ue andasse oltre la sola questione libica ed affrontasse in modo pi\u00f9 compiuto tutto il complesso dossier dei mutamenti politici in corso nel mondo arabo, con un discorso di lungo periodo ed ampia prospettiva che vada dall\u2019aiuto, alla modernizzazione e democratizzazione di questi paesi, sino alla gestione dei problemi di sicurezza della regione mediterranea (terrorismo, criminalit\u00e0 organizzata, movimenti migratori, conflittualit\u00e0 regionali eccetera).<\/p>\n<p>Tuttavia, in attesa della formulazione di una strategia complessiva, \u00e8 comunque necessario ed urgente che l\u2019Ue si appropri il pi\u00f9 presto possibile del dossier Libia (in connessione con la Nato e in stretto rapporto con le Nazioni Unite) smorzando sul nascere il rischio di ulteriori frammentazioni tra gli alleati, che si rifletterebbero inevitabilmente sul terreno, rendendo pi\u00f9 problematica una uscita positiva dalla crisi attuale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tripoli \u00e8 una citt\u00e0 contesa, gli scontri continuano in molte localit\u00e0 della Libia e Gheddafi \u00e8 ancora uccel di bosco. 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