{"id":18410,"date":"2011-09-02T00:00:00","date_gmt":"2011-09-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/passa-per-parigi-la-corsa-al-dopo-gheddafi\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:56","slug":"passa-per-parigi-la-corsa-al-dopo-gheddafi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/passa-per-parigi-la-corsa-al-dopo-gheddafi\/","title":{"rendered":"Passa per Parigi la corsa al dopo-Gheddafi"},"content":{"rendered":"<p>Scenari di guerra a una conferenza di pace. Gli amici della Libia s\u2019incontrano a Parigi per discutere di transizione e di ricostruzione, ma &#8211; complici le sortite di Muammar Gheddafi &#8211; il conflitto resta ben attuale sullo sfondo della riunione: la missione della Nato continuer\u00e0 \u201cfin quando vi saranno civili a rischio\u201d, afferma il segretario di Stato Usa Hillary Clinton. La frase diventa un ritornello: il premier italiano Silvio Berlusconi, \u201cl\u2019impegno proseguir\u00e0 fino alla liberazione del paese\u201d, il presidente francese Nicolas Sarkozy, \u201ci raid dell\u2019Alleanza continueranno finch\u00e9 Gheddafi sar\u00e0 una minaccia\u201d; il premier britannico David Cameron, \u201cl\u2019intervento militare non \u00e8 finito\u201d.<\/p>\n<p>\t<b>Fino alla fine<\/b><br \/>Affermazioni che fanno eco all\u2019appello lanciato dal colonnello dittatore, in coincidenza con l\u2019inizio della conferenza all\u2019Eliseo, gioved\u00ec primo settembre, a \u201cproseguire la resistenza\u201d. Il rais sostiene che vi sono divergenze tra la Nato e gli insorti ed esorta le trib\u00f9 a \u201cmettere il paese a ferro e fuoco\u201d: \u201cNon ci arrenderemo mai, non siamo donnicciole\u201d. A lavori finiti, poi, torna a farsi sentire: lancia accuse all\u2019Alleanza, annuncia piani di guerriglia.<\/p>\n<p>Con ironia forse inconscia, il protocollo della presidenza francese per accogliere le delegazioni, allestisce una tenda nei giardini dell&#8217;Hotel Marigny, proprio l\u00e0 dove, nel 2007, per la sua ultima visita a Parigi, il colonnello dittatore pretese di piantare la sua in stile beduino. Le foto della tenda di Gheddafi presso l&#8217;Eliseo furono poi cancellate, tra le polemiche, dal sito della presidenza francese quando il regime libico divenne ufficialmente non gradito a Parigi.<\/p>\n<p>Transizione alla democrazia e ricostruzione sono i temi di fondo della conferenza internazionale co-presieduta da Francia e Gran Bretagna e \u2018benedetta\u2019 dagli Stati Uniti: vi partecipano una sessantina di delegazioni, con 12 capi di Stato, 17 capi di governo, una ventina di ministri ed i rappresentanti di varie organizzazioni internazionali. Il presidente francese Sarkozy e il premier britannico Cameron hanno accanto i capi del Consiglio nazionale di transizione, il Cnt, l\u2019organo politico dell\u2019insurrezione libica.<\/p>\n<p><b>Ultimatum<\/b><br \/>L\u2019appuntamento coincide con una giornata di eventi libici frenetici e contraddittori. Gli insorti prorogano di una settimana, fino a venerd\u00ec 9 settembre, l\u2019ultimatum ai lealisti circondati alla Sirte, sostenendo di punto in bianco che quella localit\u00e0 non \u00e8 poi cos\u00ec strategica, mentre ci sono conferme da varie fonti che Gheddafi sarebbe a Bani Walid, un centinaio di chilometri a sud-est di Tripoli. <\/p>\n<p>Numerose informazioni indicano che il suo clan sta sgretolandosi: un figlio, Saif, \u00e8 aggressivo e minaccioso; un altro, Saadi, tratta la resa; l\u2019ex premier Al Baghdadi Al Mahmoud defeziona; il ministro degli esteri Abdelati Obeidi \u00e8 agli arresti. Al Arabyia dice che esponenti del regime stanno scappando in queste ore in Algeria e in Egitto.<\/p>\n<p>A Parigi non ci sono solo i paesi del Gruppo di Contatto protagonisti dell\u2019intervento militare contro il regime del colonnello. Ci sono pure, ad esempio, la Germania, con il cancelliere Angela Merkel, che \u00e8 rimasta fuori dal conflitto e che ora promettere \u201cun aiuto tedesco riconoscibile\u201d; e ancora Russia, Cina e India, tutte contrarie all\u2019azione di forza. L\u2019invito franco-britannico non \u00e8 stato, invece, accettato da Arabia Saudita, Nigeria e Sudafrica.<\/p>\n<p>In occasione della conferenza, alcuni governi che non l\u2019avevano ancora fatto riconoscono il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) come interlocutore legittimo. Mosca e Pechino, rispettivamente, accettano il Cnt o come \u201cautorit\u00e0 al potere\u201d o come entit\u00e0 dotata \u201cdi un ruolo importante per la soluzione della crisi libica\u201d. L\u2019Algeria, protagonista di uno screzio con i ribelli per avere accolto sul proprio territorio familiari del dittatore, s\u2019impegna a riconoscere il Cnt non appena formato \u201cun nuovo governo rappresentativo di tutte la Regioni del paese\u201d; e nega di avere mai pensato di dare asilo a Gheddafi. Distonica, e non \u00e8 la prima volta in questa crisi, la posizione dell\u2019Unione africana, non ancora pronta a riconoscere il Cnt.<\/p>\n<p><b>Ricostruzione<\/b><br \/>Oltre che di transizione, all\u2019Eliseo si parla, ovviamente, di ricostruzione e, quindi, dello sblocco delle decine di miliardi di dollari di averi libici depositati da esponenti del regime in banche estere e ora congelati. Alla fine di agosto, solo tre tranches di 1,5 miliardi di dollari o di euro ciascuna erano state liberate da Usa, Francia e Gran Bretagna, mentre gli altri Paesi erano stati pi\u00f9 reticenti (e l\u2019Italia aveva promesso un anticipo sui beni bloccati). La conferenza concorda sullo scongelamento di 15 miliardi, anche se su cifra, tempi e modalit\u00e0 c\u2019\u00e8 qualche confusione; un gesto in qualche modo legato alla promessa del Cnt di un \u2018dopo Gheddafi\u2019 intriso di democrazia, stabilit\u00e0 e riconciliazione.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, Berlusconi dice: \u201cfaremo il possibile per aiutare la Libia\u201d; e scongela beni per 500 milioni di euro. L\u2019Ue toglie sanzioni contro 28 \u201centit\u00e0 economiche libiche\u201d, fra cui porti, banche e aziende petrolifere. E lady Ashton prospetta un coordinamento Ue\/Nato per l\u2019addestramento delle forze di sicurezza della nuova Libia.<\/p>\n<p>Dal canto suo, il Cnt d\u00e0 assicurazioni politiche ed economiche e s\u2019impegna ad assegnare i contratti sul greggio senza favoritismi. La conferenza \u00e8 pure una tappa della sfida per il petrolio e il gas libici: l\u2019Italia, anche grazie agli accordi conclusi dall\u2019Eni luned\u00ec scorso a Tripoli, resta in prima fila &#8211; e Berlusconi afferma che il gasdotto GreenStream sar\u00e0 di nuovo in funzione alla met\u00e0 di ottobre -, ma la Francia si sarebbe gi\u00e0 aggiudicata il 35% delle risorse petrolifere del paese \u2018liberato\u2019 &#8211; rivelato da fonti di stampa, il patto \u00e8 successivamente smentito sia dal Cnt che da Parigi. \u201cL\u2019Italia manterr\u00e0 quel che aveva: eravamo il primo partner economico bilaterale della Libia e lo resteremo\u201d, assicura in un\u2019intervista televisiva il ministro degli esteri Franco Frattini<\/p>\n<p><b>Italia e Francia<\/b><br \/>La corsa al \u2018dopo Gheddafi\u2019 tra Francia e Italia prosegue pure sul terreno diplomatico. Due giorni dopo la riapertura dell\u2019ambasciata di Parigi a Tripoli, l\u2019Italia nomina gioved\u00ec il nuovo ambasciatore, Giuseppe Buccino Grimaldi; e venerd\u00ec la bandiera tricolore torna a sventolare sull\u2019ambasciata, dove c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un team di funzionari. <\/p>\n<p>L\u2019Ue ha riaperto mercoled\u00ec i propri uffici e ha in citt\u00e0 una missione, guidata dall\u2019italiano Agostino Miozzo, responsabile del coordinamento delle aree di crisi. E Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, annuncia che presto ne arriver\u00e0 una dell\u2019Onu. <\/p>\n<p>Invece, per una volta, Sarkozy mette dell\u2019acqua nel suo vino: \u201cNon andr\u00f2 in visita a Tripoli \u2013 dice -, prima che ci sia un nuovo presidente\u201d. Ci vorr\u00e0 un po\u2019 di tempo, perch\u00e9 gli esponenti del Cnt, spesso in passato collusi col regime, ribadiscono l\u2019intenzione di non assumere incarichi nel \u2018dopo Gheddafi\u2019.<\/p>\n<p>La Clinton lascia Parigi con un monito al Cnt: i nuovi leader \u201clottino contro l\u2019estremismo ed evitino il bagno di sangue dei regolamenti di conti\u201d. Anche su questo, Sarkozy e gli altri \u2018big\u2019 le fanno eco: il Cnt garantisca \u201criconciliazione e perdono\u201d. Dimenticato nulla?, \u2018amici della Libia\u2019? Ah s\u00ec, ci sarebbe la Siria, dove la repressione della protesta va avanti sanguinosa. La linea di Hillary \u00e8 condivisa: \u201cInasprire sanzioni per cacciare\u201d il presidente Bachar al-Assad. Ma a farci una guerra, nessuno ci pensa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scenari di guerra a una conferenza di pace. 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