{"id":18430,"date":"2011-09-05T00:00:00","date_gmt":"2011-09-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-rebus-della-pacificazione-in-libia\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:55","slug":"il-rebus-della-pacificazione-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/il-rebus-della-pacificazione-in-libia\/","title":{"rendered":"Il rebus della pacificazione in Libia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il vertice convocato a Parigi il 19 marzo dal patron della guerra in Libia, il presidente Sarkozy, per dare avvio ufficiale alle operazioni militari (gi\u00e0 in corso da parte francese sin dalla notte precedente), il primo settembre si \u00e8 concluso, sempre a Parigi, anche il secondo vertice, quello per celebrare la vittoria, nonostante gli ultimi combattimenti tra ribelli e lealisti siano tuttora in corso. <\/p>\n<p>Ma che Sarkozy per la Libia anticipi sempre i tempi \u00e8 cosa ormai nota. Per quanto riguarda il nostro paese, storicamente questi vertici d\u2019oltralpe &#8211; vuoi a Parigi, vuoi a Versailles &#8211; non ci hanno mai portato molta fortuna. Ricordiamo solo la \u201cvittoria tradita\u201d della prima guerra mondiale e le mutilazioni coloniali e metropolitane conseguenti la sconfitta nella seconda.<\/p>\n<p>La risoluzione del Consiglio 1973 &#8211; esiziale per Gheddafi &#8211; per alcuni \u00e8 stata provvidenziale e per altri ancora, noi fra questi, un fastidioso disturbo. Il successivo vertice parigino di marzo per molti era stato un vero e proprio trabocchetto, dal quale solo Angela Merkel, come gi\u00e0 al Palazzo di Vetro, \u00e8 riuscita a sottrarsi. Molti altri avrebbero voluto farlo, Stati Uniti compresi, se il velleitarismo di Sarkozy e di Cameron &#8211; i due interventisti della prima ora &#8211; non avesse costretto tutti (o quasi) a salire su quella tradotta del politicamente corretto &#8211; al grido umanitario di \u201csalviamo i civili!\u201d &#8211; dalla quale, notoriamente, \u00e8 poi impossibile scendere.<\/p>\n<p><b>Conferenza dei sessanta<\/b><br \/>Se il vertice di marzo era stato una \u201ctrappola\u201d, quello del primo settembre passa, pi\u00f9 elegantemente, per \u201cil vertice della vanit\u00e0\u201d. Ma, ora che tutti assieme abbiamo vinto una non-guerra che solo un paio volevano &#8211; e i sessanta paesi invitati almeno su questo concordano &#8211; potremmo accorgerci di aver vinto (quasi) una di quelle guerre che, dopo la vittoria, di solito si perpetuano molto a lungo. Di esempi ne abbiamo gi\u00e0 avuti, e questo non sar\u00e0 l\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Di questo vertice, da stampa e televisione &#8211; impegnate a commentare la crisi economica &#8211; abbiamo avuto notizie assai scarse, anche perch\u00e9 assai scarso \u00e8 stato il contenuto. Gli italiani, costretti da circostanze sfavorevoli a scendere progressivamente in campo, armi in pugno, contro i propri interessi nazionali, avrebbero voluto sentire qualcosa in pi\u00f9. Capire anche il vero \u201cperch\u00e9\u201d di questa non-guerra, che nessuno ci ha ancora spiegato, visto che nonostante le perplessit\u00e0 iniziali i nostri caccia-bombardieri, assieme agli alleati, per \u201csalvare i civili\u201d &#8211; come ci continua a raccontare imperterrita la portavoce della Nato &#8211; da svariati mesi distruggono obiettivi in Libia.<\/p>\n<p>L\u2019intervento umanitario richiesto dall\u2019Onu non prevedeva il <i>regime change <\/i>o l\u2019uccisione di Gheddafi, e il suo prematuro deferimento al Tribunale penale internazionale non ne facilita certo l\u2019uscita di scena. Senza di questo, ogni passo verso il processo di pacificazione interna &#8211; se mai ci potr\u00e0 essere &#8211; \u00e8 del tutto illusorio. Secondo alcuni commentatori la pacificazione rimane impossibile senza l\u2019intervento sul territorio di una forza di pace.<\/p>\n<p>Nella bozza del documento finale di Parigi la proposta, voluta e sostenuta dalla Francia, di dare avvio ad una concreta procedura di <i>peacekeeping <\/i>era tra parentesi quadre, che in gergo diplomatico significa senza accordo preliminare, e tale \u00e8 rimasta anche dopo gli interventi finali. Prima di tutto perch\u00e9 dal Consiglio nazionale transitorio (Cnt) &#8211; che ora anche la Russia riconosce e di cui la Cina prende atto &#8211; \u00e8 arrivato, non inaspettato, un secco \u201cno\u201d. In secondo luogo perch\u00e9 ogni altra soluzione, in assenza di una richiesta ufficiale del Cnt, che seguendo l\u2019esempio francese tutti si sono affrettati a riconoscere, \u00e8 e rimane solo un rompicapo.<\/p>\n<p><b>Un paradosso e qualche rischio<\/b><br \/>Siamo al paradosso che, dopo il non indifferente sforzo per vincere, non sappiamo cosa fare della vittoria, n\u00e9 possiamo tranquillizzarci nell\u2019illusorio presupposto che la questione interna libica si risolva da s\u00e9, magari in tempi brevi. <\/p>\n<p>\u00c8 un riconoscimento che la partita con Gheddafi e la vasta porzione di territorio ancora a lui fedele &#8211; specie al sud &#8211; non sia definitivamente chiusa. Certo, il suo regime non esiste pi\u00f9, e questo \u00e8 un primo risultato positivo. Ci\u00f2 consente oggi, alla coalizione che ha sostenuto il Cnt, di rivendicare la bont\u00e0 della propria scelta &#8211; come spiega dubitativamente Enrico Singer su <i>Liberal <\/i>&#8211; assicurando la continuit\u00e0 dell\u2019appoggio al nuovo potere, promettendo fondi per la ricostruzione, insistendo perch\u00e9 la transizione verso la democrazia sia velocizzata con l\u2019adozione di una carta costituzionale e di libere elezioni &#8211; il Cnt ne avrebbe gi\u00e0 previsto i tempi &#8211; e senza vendette personali.<\/p>\n<p>I meno ottimisti, che al momento sono in maggioranza, intravedono per il futuro molti rischi e molti inganni, da ogni parte. Il rischio maggiore, secondo alcuni, sarebbe l\u2019illusione di rinnovare un condominio franco-britannico nel Mediterraneo, gi\u00e0 fallito in passato. Ricordiamo Suez, nel 1956. Anche la presa di distanza di Erdo&#287;an, che non ha partecipato personalmente alla conferenza di Parigi, \u00e8 una critica esplicita della Turchia all\u2019Europa e soprattutto alla Francia. Anche ci\u00f2 non \u00e8 confortante.<\/p>\n<p>Altri, sebbene si continui a sottolineare che ogni soluzione debba essere politica prima ancora che economica, ricordano che gi\u00e0 all\u2019inizio di aprile il Cnt si impegnava con Qatar e Francia, garantendo loro il 35 per cento del totale dei contratti petroliferi. Le smentite dei francesi sono poco convincenti. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, ricordano anche che nel 1969 il \u201ccapitano\u201d Gheddafi rassicurava inglesi, americani e italiani che ogni impegno con Re Idris sarebbe stato mantenuto, esattamente come fa ora il Cnt. Per poi cambiare idea l\u2019anno successivo, cacciando via tutti, con armi e bagagli. Da ultimo interviene l\u2019analista americano Edward Luttwak, che ritiene la democrazia sostanziamente incompatibile con il sistema tribale libico, elemento che ne impedir\u00e0 anche la riunificazione, e il prevalere, alla distanza, delle organizzazioni estremiste.<\/p>\n<p>Seguendo Sarkozy e Cameron, potremmo aver combinato un bel pasticcio. Staremo a vedere, cercando di limitare i danni. Almeno i nostri.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il vertice convocato a Parigi il 19 marzo dal patron della guerra in Libia, il presidente Sarkozy, per dare avvio ufficiale alle operazioni militari (gi\u00e0 in corso da parte francese sin dalla notte precedente), il primo settembre si \u00e8 concluso, sempre a Parigi, anche il secondo vertice, quello per celebrare la vittoria, nonostante gli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[127,128,129,135],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18430"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63228,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18430\/revisions\/63228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}