{"id":18440,"date":"2011-09-05T00:00:00","date_gmt":"2011-09-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-spirale-dellinsicurezza-dieci-anni-dopo\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:55","slug":"la-spirale-dellinsicurezza-dieci-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/la-spirale-dellinsicurezza-dieci-anni-dopo\/","title":{"rendered":"La spirale dell\u2019insicurezza dieci anni dopo"},"content":{"rendered":"<p>In dieci anni nessun altro significativo attacco terroristico ha colpito gli Stati Uniti. Si sono verificati invece alcuni importanti attacchi in Europa, e ancora di pi\u00f9 nei paesi islamici. Non sembra quindi che i terroristi siano riusciti a sfruttare il \u201csuccesso\u201d conseguito con gli attacchi al <i>World Trade Center <\/i>e al Pentagono. <\/p>\n<p>Al contrario, la letalit\u00e0 dei loro attacchi \u00e8 diminuita, molti attentati sono stati sventati o sono falliti, i principali gruppi terroristici hanno subito pesanti perdite e lo stesso Osama Bin Laden \u00e8 stato ucciso.<\/p>\n<p>Dovremmo quindi essere soddisfatti, e sottolineare le nostre vittorie. Invece il livello della paura rimane alto e cos\u00ec anche la sfiducia nella capacit\u00e0 dei governi di garantire la nostra sicurezza.<\/p>\n<p><b>Retorica del terrore<\/b><br \/>Le ragioni di questa strana contraddizione sono molteplici. Alcune sono il portato dei ripetuti errori commessi in questi anni. Le false informazioni usate per giustificare l\u2019invasione dell\u2019Iraq hanno alimentato la paura che i terroristi potessero entrare in possesso di armi di distruzione di massa (in particolare di armi nucleari). <\/p>\n<p>Bench\u00e9 non esista alcuna prova n\u00e9 serio indizio che gruppi terroristici abbiano o possano assumere il controllo di ordigni nucleari, ripetutamente l\u2019amministrazione americana, inclusi i Presidenti Bush e Obama, ha sostenuto che questa \u00e8 una minaccia realistica e che ci sarebbero probabilit\u00e0 (superiori al 50%!!!)  di un attentato terroristico con armi di distruzione di massa entro i prossimi anni.<\/p>\n<p>Il fatto che in tale categoria vengono scorrettamente assimilate armi molto diverse tra loro (oltre a quelle nucleari, anche quelle chimiche, biologiche e radiologiche), accresce la confusione e il terrore. Si afferma comunque che il terrorismo \u00e8 una minaccia esistenziale per i nostri paesi, come se questa fosse una realt\u00e0 inconfutabile. Al contrario, sino ad ora, nessun attacco terroristico, neanche quelli dell\u201911 settembre 2001, ha avuto questa importanza.<\/p>\n<p>Questa retorica del terrore ha gravi conseguenze. Grazie a tale atteggiamento, tutto ci\u00f2 che non \u00e8 possibile escludere con assoluta certezza (anche l\u2019inverosimile), viene assunto come molto probabile o persino inevitabile. Il timore di essere colti di sorpresa \u00e8 talmente esasperato che, invece di pensare a gestire o ridurre il rischio, si punta ad eliminarlo: un obiettivo \u201cperfetto\u201d che, proprio per questa ragione, \u00e8 chiaramente impossibile. <\/p>\n<p>Avviene quindi l\u2019assurdo che anche attentati falliti o complotti scoperti e sventati vengono recepiti come fallimenti dell\u2019anti-terrorismo e giustificano reazioni scriteriate.<\/p>\n<p>Nel 2009, il terrorista Ummar Faruk Abdulmutallab ha cercato di far esplodere l\u2019aereo di linea in cui si era imbarcato, attivando l\u2019esplosivo nascosto nella sua biancheria intima. Non c\u2019\u00e8 riuscito ed \u00e8 stato neutralizzato dai suoi compagni di viaggio e dall\u2019equipaggio. Invece di constatare i vantaggi delle misure preventive, che hanno obbligato l\u2019attentatore a fare ricorso a tecnologie complesse e difettose, si \u00e8 alimentato il panico e si \u00e8 rapidamente giunti alla decisione di dotare gli aeroporti di nuovi, costosissimi e probabilmente pressoch\u00e9 inutili \u201cbody scanners\u201d. L\u2019attentato \u00e8 miseramente fallito, ma la paura \u00e8 cresciuta egualmente.<\/p>\n<p>Si dice che, anche se le probabilit\u00e0 sono bassissime, un attentato nucleare avrebbe conseguenze talmente distruttive da giustificare comunque ogni forma di prevenzione. La cosa curiosa \u00e8 che nel frattempo molte migliaia di persone vengono uccise da eventi non collegati al terrorismo, senza che questo sembri preoccupare nessuno.<\/p>\n<p><b>Percezione e minaccia reale<\/b><br \/>L\u2019idea che gli stati debbano riuscire a prevenire ogni possibile attentato terroristico \u00e8 pericolosa, alimenta l\u2019insicurezza e accresce esponenzialmente i costi economici e sociali dell\u2019antiterrorismo. Di pi\u00f9, rafforza la tendenza, da cui solo ora gli Stati Uniti sembrano faticosamente cominciare ad allontanarsi, ad affrontare il problema del terrorismo con una logica militare e di difesa (prevenire e distruggere la minaccia) invece che di polizia e di sicurezza (arrestare e punire i criminali, ridurre l\u2019impatto degli atti criminosi). Ci\u00f2 contribuisce a distorcere la percezione della minaccia e rende pi\u00f9 difficile una strategia di contrasto credibile ed efficace.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un chiaro squilibrio tra gli attentati dell\u2019undici settembre e l\u2019impegno in due guerre complicate, lunghissime e estremamente costose come l\u2019Afghanistan e l\u2019Iraq. Da un punto di vista strategico, economico e politico si \u00e8 trattato di risposte sproporzionate che hanno aggravato il problema invece di risolverlo. \u00c8 chiaro sin da ora che sarebbe controproducente reagire allo stesso modo ad altri eventuali simili attentati. Ma \u00e8 anche chiaro che ogni altra risposta pi\u00f9 razionale e proporzionata rischier\u00e0 di essere giudicata troppo debole e rinunciataria.<\/p>\n<p>A dieci anni  dall\u2019undici settembre stiamo appena cominciando a tirare un bilancio delle conseguenze e degli errori commessi.<\/p>\n<p>Fortunatamente l\u2019opinione pubblica non ha digerito i peggiori eccessi giustificati dalla retorica bellicista (da Guantanamo ad Abu Grahib, passando per le <i>extraordinary renditions <\/i>e la tortura) cos\u00ec come comincia a mettere in forse l\u2019opportunit\u00e0 di una serie inutilmente vessatoria e troppo intrusiva di misure di sicurezza preventiva.<\/p>\n<p>Tuttavia nessun governo ha ancora spiegato chiaramente alla sua opinione pubblica quale sia il livello reale della minaccia terroristica: che non \u00e8 \u201cesistenziale\u201d n\u00e9, con ogni probabilit\u00e0, potr\u00e0 mai esserlo. E, quindi, pu\u00f2 essere gestita e ridotta allo stesso modo con cui si gestiscono e riducono tante altre minacce presenti nelle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In dieci anni nessun altro significativo attacco terroristico ha colpito gli Stati Uniti. Si sono verificati invece alcuni importanti attacchi in Europa, e ancora di pi\u00f9 nei paesi islamici. Non sembra quindi che i terroristi siano riusciti a sfruttare il \u201csuccesso\u201d conseguito con gli attacchi al World Trade Center e al Pentagono. 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