{"id":18540,"date":"2011-09-14T00:00:00","date_gmt":"2011-09-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gli-italiani-scommettono-sulla-primavera-araba\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:52","slug":"gli-italiani-scommettono-sulla-primavera-araba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/gli-italiani-scommettono-sulla-primavera-araba\/","title":{"rendered":"Gli italiani scommettono sulla primavera araba"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019opinione pubblica italiana sembra pi\u00f9 aperta della classe politica su alcune importanti priorit\u00e0 di politica estera. Nonostante la crescente preoccupazione per il quadro economico e il futuro dell\u2019integrazione europea, gli italiani si dichiarano moderatamente ottimisti sull\u2019esito del conflitto in Libia e molto favorevoli alla promozione della democrazia in Nord Africa e Medioriente, anche al prezzo di un prolungato periodo di instabilit\u00e0. <\/p>\n<p>Divisi sull\u2019opportunit\u00e0 di un pi\u00f9 stretto controllo dell\u2019economia da parte dell\u2019Ue, gli italiani sono tuttavia tra i pi\u00f9 insoddisfatti, a livello europeo, della gestione della crisi economica e del conflitto in Libia da parte del governo nazionale. Sono alcuni dei risultati della decima edizione del <i>Transatlantic Trends 2011<\/i>, lo studio sugli orientamenti delle opinioni pubbliche europee e americana realizzato dal German Marshall Fund di Washington e dalla Compagnia di San Paolo di Torino.<\/p>\n<p><b>Inquietudine<\/b><br \/>Insieme all\u2019opinione pubblica tedesca, quella italiana continua ad essere la pi\u00f9 favorevole ad una forte leadership dell\u2019Ue negli affari internazionali (85%), piuttosto che degli Usa (56%), anche se l\u2019approvazione per la politica estera di Obama rimane tra le pi\u00f9 alte in Europa (79%), con un relativo calo rispetto alle elevatissime aspettative del 2009. <\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 tuttavia il paese europeo in cui \u00e8 pi\u00f9 alta la percezione che i rapporti transatlantici siano peggiorati nel corso dell\u2019anno. Ci\u00f2 \u00e8 probabilmente legato sia alla crescente preoccupazione per le scarse risposte comuni alla crisi economica, sia al particolare impatto che ha avuto in Italia la pubblicazione dei cablo di <i>WikiLeaks<\/i>, alla fine del 2010. I dubbi sui rapporti transatlantici non si riflettono comunque sull\u2019apprezzamento per la Nato, in sensibile aumento anche per il ruolo svolto nel conflitto libico (63% rispetto al 54% dello scorso anno).<\/p>\n<p>Meno lineare \u00e8 invece l\u2019atteggiamento verso l\u2019euro e il rafforzamento della <i>governance <\/i>europea. Gli italiani sono divisi, pi\u00f9 che in altri paesi, sui benefici prodotti dalla moneta unica, anche se coloro che ne sottolineano l\u2019impatto positivo sono in leggero aumento (49%), in linea con quanto si registra anche in Germania e Francia. Analoga spaccatura esiste sull\u2019idea che l\u2019Ue eserciti un maggiore controllo sull\u2019economia nazionale, con una lieve maggioranza di contrari (47%), all\u2019opposto di quanto vorrebbero, invece, i tedeschi.<\/p>\n<p>Questa freddezza svanisce tuttavia sulla proposta di contribuire alla creazione del Fondo di sostegno ai paesi in difficolt\u00e0 finanziarie, che trova in Italia il pi\u00f9 diffuso sostegno a livello europeo (76%), in linea con francesi, portoghesi e spagnoli, ma in parziale distonia con tedeschi e britannici. Nonostante la percentuale di quanti dichiarano di essere stati colpiti direttamente dalla crisi economica sia rimasta alta, ma stabile, rispetto allo scorso anno (67%), una buona met\u00e0 dell\u2019opinione pubblica \u00e8 favorevole ad una diminuzione della spesa pubblica ai fini del risanamento di bilancio.<\/p>\n<p><b>Sostegno alla democrazia<\/b><br \/>L\u2019intervento armato in Libia ha trovato in Italia (o almeno aveva in giugno, quando \u00e8 stato realizzato il sondaggio) un sostegno meno convinto (47%) che in molti altri paesi europei, anche se l\u2019opinione pubblica \u00e8 tra le pi\u00f9 fiduciose sulla possibilit\u00e0 che si riesca a stabilizzare il paese. Tra i pi\u00f9 favorevoli a fornire aiuti economici diretti, sostegno a societ\u00e0 civile e partiti politici per rafforzare la democrazia in Nord Africa e Medioriente, gli italiani risultano invece tra i pi\u00f9 riluttanti ad inviare militari per abbattere governi autoritari.<\/p>\n<p>Il ruolo svolto dalla Turchia durante la primavera araba ha probabilmente contribuito a migliorare la percezione del paese sia in Italia che nel resto d\u2019Europa. I <i>Transatlantic Trends <\/i>di quest\u2019anno registrano infatti una lieve inversione di tendenza rispetto alle diffidenze tra Turchia e Ue degli ultimi anni. La percentuale di italiani che ha un\u2019opinione non positiva della Turchia \u00e8 in sensibile calo (anche se rimane tra le pi\u00f9 alte d\u2019Europa, probabilmente pi\u00f9 per ragioni culturali che politiche) mentre aumenta il numero di quanti giudicano positivamente l\u2019eventuale adesione del paese all\u2019Ue (pur non ritenendola probabile in tempi brevi).<\/p>\n<p><b>Secolo cinese<\/b><br \/>Il contrasto al terrorismo internazionale \u00e8 il settore in cui il governo italiano registra il pi\u00f9 ampio consenso (60%), in linea con l\u2019elevato apprezzamento anche per l\u2019azione di Obama (81%). In seguito all\u2019uccisione del capo di al-Qaida, Osama Bin Laden, lo scorso maggio, anche in Italia cala leggermente la percentuale dei pessimisti sugli esiti della missione in Afghanistan, che rimangono comunque una solida maggioranza (61%), mentre continuano ad aumentare i favorevoli alla riduzione o al ritiro definitivo dei soldati italiani, anche a causa dei gravi attentati dell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p>Di qualche interesse, infine, \u00e8 il dato sulla Cina, verso cui le opinioni pubbliche europee e americana manifestano crescenti aperture, anche se la maggioranza dei tedeschi, turchi e italiani, in linea con gli americani, rimane diffidente verso il gigante asiatico. Che, comunque, viene percepito &#8211; sia in Europa che negli Usa &#8211; molto pi\u00f9 come una minaccia commerciale che militare.<\/p>\n<p>E forse riguarda proprio l\u2019Oriente una delle rilevazioni pi\u00f9 significative del <i>Transatlantic Trends <\/i>di quest\u2019anno: mentre la maggior parte degli europei (52%) ritiene che gli Stati Uniti siano pi\u00f9 importanti per gli interessi nazionali dei paesi asiatici (37%), la maggioranza degli americani (51%) giudica invece sempre pi\u00f9 importanti i paesi asiatici rispetto a quelli Ue (38%). \u00c8 il segno dei tempi, ma non pu\u00f2 essere considerata una buona notizia n\u00e9 per l\u2019Ue, n\u00e9 per il futuro delle relazioni transatlantiche.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019opinione pubblica italiana sembra pi\u00f9 aperta della classe politica su alcune importanti priorit\u00e0 di politica estera. Nonostante la crescente preoccupazione per il quadro economico e il futuro dell\u2019integrazione europea, gli italiani si dichiarano moderatamente ottimisti sull\u2019esito del conflitto in Libia e molto favorevoli alla promozione della democrazia in Nord Africa e Medioriente, anche al prezzo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,102,107,134],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18540"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18540"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63427,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18540\/revisions\/63427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}