{"id":18570,"date":"2011-09-16T00:00:00","date_gmt":"2011-09-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-presidente-e-le-forze-armate\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:51","slug":"il-presidente-e-le-forze-armate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/il-presidente-e-le-forze-armate\/","title":{"rendered":"Il Presidente e le Forze Armate"},"content":{"rendered":"<p>Anche le buone leggi, diceva Aristotele, talvolta avrebbero bisogno di essere cambiate. In questi ultimi tempi, le \u201ctirate di giacca\u201d al presidente della Repubblica si sono fatte sin troppo frequenti, da ogni parte politica. Con ottomila soldati impegnati fuori dai confini nazionali e le forze aeree che da diversi mesi, nel corso di una guerra-fantasma, bombardano obiettivi in Libia, vi sono stati momenti di incertezza in cui il presidente \u00e8 stato costretto a esprimersi anche in materia di difesa. \u00c8 vero che lo ha sempre fatto in termini squisitamente politici, non certo militari, ma ci\u00f2 \u00e8 sufficiente perch\u00e9 il cittadino ritorni ad interrogarsi su chi effettivamente comandi le forze armate.<\/p>\n<p><b>Questione non banale<\/b><br \/>La questione  ricorre ormai con una certa frequenza. Evidentemente il problema c\u2019\u00e8, se gi\u00e0 durante il settennato di Francesco Cossiga si sent\u00ec il bisogno di metterlo meglio a fuoco, istituendo un apposito gruppo di lavoro (la commissione Paladin). Anche nel corso della presidenza Scalfaro, durante la guerra del Kosovo, sono state pi\u00f9 d\u2019una le occasioni in cui il ministro della difesa o il capo di stato maggiore venivano chiamati a conferire in Quirinale. Nel frattempo, per\u00f2, c\u2019\u00e8 stato qualche cambiamento. Pu\u00f2 dunque risultare non superflua una fotografia, arricchita da qualche commento, della situazione attuale.<\/p>\n<p>Per quanto attiene la \u201cfunzione Difesa\u201d, il presidente della Repubblica, ai sensi dell\u2019art. 87 della Costituzione, ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa e dichiara lo stato di guerra, qualora approvato dalle Camere. <\/p>\n<p>La dottrina per\u00f2 non sempre \u00e8 concorde sulla reale attribuzione al capo dello Stato dell\u2019effettivo comando delle Forze armate, la cui reale disponibilit\u00e0 \u00e8 demandata al governo. Riconosce tuttavia che il comando costituzionalmente conferito non possa avere un carattere puramente cerimoniale e simbolico (libro bianco 2002), considerato il ruolo di garanzia e di indirizzo politico affidato al capo dello Stato in materia di sicurezza e difesa. <\/p>\n<p>Infatti, questo ruolo risulta rafforzato dalla legge n. 25\/1997 (la cosiddetta legge di riforma dei vertici) che, comportando l\u2019aumento e la rilevanza dei compiti del Consiglio supremo di difesa, accresce anche la rilevanza politica delle attribuzioni del presidente della Repubblica, che lo presiede.<\/p>\n<p><b>Leggi e decreti<\/b><br \/>In origine, infatti, la legge n.624\/1950, istitutiva del Consiglio supremo, attribuiva allo stesso l\u2019esame dei problemi generali, politici e tecnici attinenti alla difesa, mentre la legge n. 25\/1997 ne ampliava le competenze, attribuendogli anche l\u2019esame di decisioni fondamentali in materia di sicurezza nazionale, rafforzandone la natura di efficace mezzo di collegamento tra organi costituzionali e istituzionali diversi. <\/p>\n<p>Utile \u00e8 rammentare, in proposito, che alle sedute del Consiglio supremo partecipano il presidente del Consiglio, il ministro degli Affari esteri, il ministro dell\u2019interno, il ministro dell\u2019economia, il ministro della difesa, il ministro delle attivit\u00e0 produttive ed il capo di Stato maggiore della difesa. Segretario dell\u2019organismo, con titolo a partecipare alle sedute ed a predisporne l\u2019agenda \u00e8, attualmente, il consigliere militare del capo dello Stato. Il Regolamento di organizzazione dell\u2019ufficio di segreteria era stato emanato con il Dpc 4 maggio 1992, n. 389, ma l\u2019unificazione dei due incarichi \u00e8 una novit\u00e0, originata nel corrente settennato.<\/p>\n<p> I doveri e i poteri di indirizzo politico &#8211; militare e di controllo del presidente della Repubblica, pur rapportati alla sua \u201cirresponsabilit\u00e0\u201d costituzionale per gli atti compiuti nell\u2019esercizio delle sue funzioni, sono comunque di pieno rilievo. Per quanto concerne la procedura di indirizzo creata dalla legge n. 25\/1997, non vi \u00e8 dubbio che abbia, anche attraverso i \u201cdeliberata\u201d del Consiglio supremo, ampie possibilit\u00e0 di coordinamento (non di condizionamento) dell\u2019attivit\u00e0 del governo e del parlamento, considerato il suo duplice intervento, una prima volta nel Consiglio stesso ed una seconda in sede di promulgazione delle leggi approvate.<\/p>\n<p><b>Chi controlla, comanda<\/b><br \/>Per ci\u00f2 che riguarda la capacit\u00e0 di controllo, la sua funzione \u00e8 pi\u00f9 evidente, essendo titolare dei poteri di nomina degli alti funzionari dello Stato, quindi anche dei vertici della difesa, della emanazione o promulgazione di leggi e regolamenti, di scioglimento delle Camere, di presiedere il Consiglio supremo. Le decisioni di carattere politico-militare e quelle che possono avere comunque riflessi politici risalgono invece al governo, che ne \u00e8 responsabile nel suo insieme, in solido con il ministro della difesa.<\/p>\n<p>Il capo di Stato maggiore, che a scopo puramente consultivo si avvale dei pareri del Comitato dei capi di Stato maggiore, dove siedono anche il segretario generale della difesa e il comandante generale dell\u2019Arma dei carabinieri, equiparata per legge a livello di forza armata, ha il compito di tradurre operativamente le direttive ricevute. Per fare ci\u00f2, si avvale del Comando operativo di vertice interforze, che emana tutti i provvedimenti necessari, coordinandosi con le organizzazioni Nato, europee o multinazionali di pari livello. Al comandante generale della Guardia di finanza viene richiesto di partecipare al Comitato solamente in casi eccezionali, in quanto il Corpo, pur essendo composto da militari con le stellette, non ha diretto rapporto gerarchico con la difesa.<\/p>\n<p>Porsi la domanda \u201cChi comanda le Forze Armate?\u201d ed attendersi una risposta univoca \u00e8 dunque, ancora oggi, semplificazione eccessiva di un percorso assai complesso, che ha risposte diverse a seconda che si tratti di questioni politico-strategiche, politico-militari, tecnico-operative, ordinative o meramente amministrative.<\/p>\n<p>Tuttavia, sebbene molto &#8211; forse troppo &#8211; articolata, una linea di comando esiste. Fa capo al presidente della Repubblica e al parlamento, per discendere poi, in fase operativa, dalla presidenza del Consiglio al ministro della difesa, fino al terminale tecnico rappresentato dal capo di Stato maggiore della difesa. Appare anche evidente che l\u2019organo di coordinamento (non di comando) attorno al quale ruota tutta la catena decisionale, propositiva e di indirizzo sembrerebbe essere, oggi, il Consiglio supremo di difesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche le buone leggi, diceva Aristotele, talvolta avrebbero bisogno di essere cambiate. In questi ultimi tempi, le \u201ctirate di giacca\u201d al presidente della Repubblica si sono fatte sin troppo frequenti, da ogni parte politica. 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