{"id":18620,"date":"2011-09-21T00:00:00","date_gmt":"2011-09-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-shock-leterme-sblocca-la-crisi-in-belgio\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:49","slug":"lo-shock-leterme-sblocca-la-crisi-in-belgio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/lo-shock-leterme-sblocca-la-crisi-in-belgio\/","title":{"rendered":"Lo shock Leterme sblocca la crisi in Belgio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio a sorpresa dell\u2019uscita di scena del premier belga Yves Leterme, alla guida di un governo in carica per gli affari correnti, s\u2019\u00e8 rivelato uno shock positivo per le trattative per la formazione di un esecutivo nel pieno possesso dei suoi poteri. <\/p>\n<p>Poche ore dopo l\u2019annuncio di Leterme, gli otto partiti che, sotto la regia del premier designato Elio Di Rupo, socialista, francofono, italiano d\u2019origine, negoziano programma e composizione del nuovo governo, hanno trovato una bozza d\u2019intesa sulla circoscrizione Bruxelles-Hal-Vilvorde, a maggioranza francofona, ma in territorio fiammingo: una controversia di borgata, che basta, per\u00f2, a tenere sull\u2019orlo della secessione un paese fragile.<\/p>\n<p> A 465 giorni dalle elezioni politiche del 13 giugno 2010 &#8211; il computo \u00e8 bloccato al 21 settembre -, le trattative starebbero dunque per sfociare in un accordo.<\/p>\n<p><b>Castello di carte<\/b><br \/>Se ne sono subito resi conto i secessionisti fiamminghi, che, lo scorso fine settimana, hanno dimostrato a migliaia nelle strade di Linkebeek, sotto le loro bandiere giallo-nere e al grido di &#8221;terra fiamminga&#8221;. Gli estremisti del Vlaams Belang e i nazionalisti del N-Va, risultato il principale partito delle Fiandre l\u2019anno scorso, contestano la bozza d\u2019intesa e vogliono sopprimere i \u2018privilegi\u2019 linguistici di cui godono i francofoni risiedenti in quella zona.<\/p>\n<p>A met\u00e0 settembre, Leterme ha comunicato che, entro la fine dell\u2019anno, lascer\u00e0 la guida del governo e assumer\u00e0 la carica non contesissima di segretario generale aggiunto dell\u2019Ocse, l\u2019Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, un organismo internazionale ascoltato e autorevole, di cui fanno parte 32 paesi, ma che non ha n\u00e9 i poteri n\u00e9 il prestigio dell\u2019Ue. A Leterme il posto \u00e8 stato offerto da Angel Gurria, che sar\u00e0 il suo nuovo \u2018capo\u2019 a Parigi, dov\u2019\u00e8 la sede dell\u2019Ocse.<\/p>\n<p>La mossa di Leterme, un cattolico fiammingo, gi\u00e0 a capo dell\u2019esecutivo prima delle elezioni del 2010, rischiava, per\u00f2, di fare venire gi\u00f9 il castello di carte della politica belga. A dire il vero, mentre i partiti litigavano senza costrutto, il paese se l\u2019\u00e8 cavata egregiamente, patendo la crisi meno di molti altri dell\u2019Ue la e gestendo bene la presidenza di turno del Consiglio dell\u2019Unione nel secondo semestre 2010. L&#8217;uscita di scena del premier \u00e8 un rompicapo anche per i costituzionalisti: dal 1831, da quando il Belgio \u00e8 indipendente, non c\u2019erano mai state le dimissioni d\u2019un capo di governo in carica per gli affari correnti.<\/p>\n<p>Di fronte al precipitare della situazione, il re Alberto II, con il ciclista Philippe Gilbert ormai l\u2019unico simbolo forte di un\u2019unit\u00e0 nazionale vacillante, s\u2019\u00e8 mobilitato, come aveva gi\u00e0 fatto prima della festa nazionale del 21 Luglio. Alberto, 77 anni, che agli occhi degli italiani \u00e8 soprattutto il marito di Paola Ruffo di Calabria, aveva avvertito: \u201cLa nostra situazione attuale potrebbe danneggiare la costruzione europea, gi\u00e0 segnata da euroscettici e populisti\u201d.<\/p>\n<p><b>\u201cBlocco profondo\u201d<\/b><br \/>Se avvenisse a crisi irrisolta, la partenza di Leterme farebbe sprofondare la situazione politica del paese al livello pi\u00f9 basso, alimentando i timori di una separazione del Belgio, diviso tra le Fiandre, a Nord, ricche, cattoliche e abitate dai due terzi della popolazione di lingua fiamminga, tendenzialmente favorevole a una maggiore autonomia, se non alla separazione vera e propria, e la Vallonia, a Sud, meno florida, socialista e abitata dal terzo della popolazione di lingua francese, tendenzialmente favorevole a uno Stato centrale forte.<\/p>\n<p>E, intanto, le tensioni sull\u2019euro e sui mercati coinvolgono pure il Belgio, che non \u00e8 sotto attacco, ma il cui debito \u00e8 alto e la cui economia \u00e8 ammalata, come tutte quelle europee, di crescita lenta.<\/p>\n<p>Forse il premier, che non \u00e8 un separatista, cercava, con il suo annuncio, di dare una scossa positiva ai \u2018negoziati infiniti\u2019, incoraggiandone il successo. A luglio, dopo l\u2019appello del re, otto partiti avevano gi\u00e0 trovato un accordo di massima. Ma quando le trattative erano riprese, a met\u00e0 d\u2019agosto, altri nodi erano venuti al pettine, inducendo Di Rupo a parlare di un \u201cblocco profondo\u201d.<\/p>\n<p>Politico esperto, leader del partito pi\u00f9 votato a livello nazionale nelle ultime consultazioni, famoso per il cravattino e per l\u2019outing gay, il \u2018formatore\u2019 ha per\u00f2 sfruttato lo \u2018shock Leterme\u2019 per disincagliare in fretta la situazione. Resta, per\u00f2, da definire il programma di governo, che potrebbe comprendere riforme istituzionali con autonomie regionali rinforzate per il fisco, l\u2019occupazione e la salute &#8211; rivendicazioni fiamminghe. E se tutto va a monte? La prospettiva \u00e8 quella di nuove elezioni legislative anticipate, le seconde di fila.<\/p>\n<p><b>Ipoteca secessionista<\/b><br \/>Una difficolt\u00e0 politica rilevante \u00e8 che, dai negoziati, \u00e8 attualmente esclusa la N-Va, la nuova Alleanza fiamminga nazionalista e secessionista di Bart de Wewer, oggi pi\u00f9 forte dei cattolici nelle Fiandre. E i sondaggi dicono che de Wewer continua a guadagnare consensi, cavalcando il tema del separatismo e lo spauracchio di un aumento delle tasse che \u2013 dice &#8211; toccher\u00e0 soprattutto \u201cle classi media e le imprese\u201d, mentre \u201cil paese sfuggir\u00e0 ancora una volta alla riforma dello Stato\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019accordo di luglio appariva \u201cfragile\u201d, agli occhi di molti osservatori politici belgi, soprattutto perch\u00e9 i cristiano-democratici fiamminghi avevano accettato solo \u201ccon riserva\u201d di rompere coi separatisti di De Wever. E il coinvolgimento dei cattolici \u00e8 necessario perch\u00e9 la coalizione disponga in parlamento dei due terzi dei voti indispensabili a varare riforme istituzionali.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, i nazionalisti-fiamminghi, se pure, a conti fatti, resteranno fuori dal governo, fanno gi\u00e0 sentire il loro peso sulle scelte sociali belghe, ad esempio sul fronte dell\u2019integrazione degli immigrati: dal 23 luglio, \u00e8 in vigore nel paese la legge anti-burqa, analoga a quella introdotta in Francia in aprile. La norma prevede il divieto di presentarsi nei luoghi pubblici con il viso coperto o in modo tale da non essere identificabili, pena una condanna a sette giorni di carcere e una multa. In Belgio le donne che portano il velo integrale sono appena 270: il provvedimento \u00e8, dunque, soprattutto simbolico. Criticata da organizzazioni internazionali e non governative per la difesa dei diritti dell\u2019uomo, la norma \u00e8 stata contestata di fronte alla Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Francesi e olandesi guardano con attenzione quanto avviene nel \u2018paese di mezzo\u2019. In Olanda, i cattolici hanno fatto un\u2019alleanza discussa con liberali e xenofobi, lasciando all\u2019opposizione i socialisti. In Francia, invece, la leader del Fronte nazionale di estrema destra, Marine Le Pen, vuole \u201ctendere una mano\u201d alla Vallonia: se \u201cil Belgio dovesse andare in frantumi\u201d, Marine, candidata alle presidenziali nel 2012, propone che francesi e valloni si pronuncino con un referendum per un\u2019unione tra Francia e Vallonia, in pratica un\u2019annessione del Sud del Belgio da parte della Francia. Un incentivo in pi\u00f9, per i valloni, a restare belgi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio a sorpresa dell\u2019uscita di scena del premier belga Yves Leterme, alla guida di un governo in carica per gli affari correnti, s\u2019\u00e8 rivelato uno shock positivo per le trattative per la formazione di un esecutivo nel pieno possesso dei suoi poteri. 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