{"id":18630,"date":"2011-09-21T00:00:00","date_gmt":"2011-09-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/come-rilanciare-lindustria-italiana-della-difesa\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:50","slug":"come-rilanciare-lindustria-italiana-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/come-rilanciare-lindustria-italiana-della-difesa\/","title":{"rendered":"Come rilanciare l\u2019industria italiana della difesa"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019ultimo anno Finmeccanica, colosso italiano nei settori dell\u2019aeronautica, elicotteristica, spazio e difesa, \u00e8 stata citata pi\u00f9 spesso per poco nobili vicende (possibili tangenti politiche, qualche discutibile consulente, atteggiamenti a volte disinvolti e qualche commistione con esponenti politici e istituzionali) che non per la sua attivit\u00e0 sul piano industriale, tecnologico e commerciale. Le indagini in corso coinvolgono i comportamenti di pochi dirigenti, per quanto di primo piano, di un gruppo che opera in sette settori, con 26 imprese e 77 mila dipendenti.<\/p>\n<p>Finmeccanica rappresenta una delle principali risorse del paese perch\u00e9 \u00e8 ormai uno dei pochi grandi gruppi transnazionali a base italiana nel settore delle alte tecnologie. Per di pi\u00f9 opera prevalentemente nell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa (70% dei ricavi e 73% del personale), un mercato particolarmente sensibile per le sue implicazioni sulla politica internazionale e su quella militare. Ma questo continuo stillicidio di citazioni, spesso amplificate strumentalmente, rischia di compromettere l\u2019immagine del gruppo sia rispetto agli investitori sia rispetto ai clienti (fra cui i governi dei paesi dove Finmeccanica \u00e8 presente con significative capacit\u00e0 produttive).<\/p>\n<p><b> Invadenza della politica<\/b><br \/>Al di l\u00e0 dell\u2019auspicabile rapida conclusione delle indagini, tre questioni di fondo dovrebbero, per\u00f2, essere affrontate per ridurre rischi futuri.<\/p>\n<p>La prima riguarda il ruolo dello Stato in questo settore strategico. Oggi lo Stato \u00e8 azionista, cliente, finanziatore della ricerca, autorizza esportazioni, \u00e8 responsabile della sicurezza delle informazioni sensibili, \u00e8 regolatore del mercato. Troppi ruoli comportano confusioni e potenziali conflitti di interesse e, proprio per questo, richiederebbero grande equilibrio e attenzione. E questo a maggior ragione tenendo conto dei vincoli europei e della progressiva integrazione del mercato europeo della difesa. \u00c8 un problema non solo italiano, perch\u00e9 anche in altri importanti paesi europei (Francia, Spagna, ecc.), lo Stato \u00e8 azionista di rilevanti gruppi industriali.<\/p>\n<p>Ma uno dei problemi italiani \u00e8 legato all\u2019esondazione in tutti i campi del mondo politico e al perseguimento da parte di troppi esponenti politici dei propri interessi personali (in ogni direzione). Questa diffusa mancanza di senso istituzionale colpisce anche l\u2019industria, pi\u00f9 facilmente ricattabile in un sistema poco efficiente come quello italiano. Molto meglio ripartire i compiti in modo chiaro: allo Stato quello di regolatore della domanda e del mercato, agli investitori quello di scegliere e controllare i vertici delle imprese, ai manager quello di gestire efficacemente le loro imprese. <\/p>\n<p>Nella distinzione e nel reciproco rispetto dei diversi ruoli sta il migliore antidoto ad ogni possibile commistione.<\/p>\n<p><b>Privatizzazioni e procedure<\/b><br \/>La seconda questione riguarda la privatizzazione di Finmeccanica e, in futuro, di Fincantieri. L\u2019esigenza dello Stato di fare cassa ha riaperto il dibattito sulla vendita delle quote azionarie detenute in queste societ\u00e0 (rispettivamente un po\u2019 pi\u00f9 di un terzo e l\u2019intero capitale). Ma, anche quando le condizioni del mercato finanziario lo consentiranno, questa cessione presuppone che anche lo Stato italiano, come tutti i principali produttori di equipaggiamenti militari, tuteli gli interessi nazionali esercitando un controllo sugli investimenti esteri e adottando eventuali misure amministrative volte ad assicurare il mantenimento delle nostre capacit\u00e0 tecnologiche e industriali e, conseguentemente, l\u2019efficienza del sistema nazionale della difesa.<\/p>\n<p>Il settore dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa \u00e8 particolarmente sensibile, tanto \u00e8 vero che lo stesso Trattato dell\u2019Unione europea consente di derogare dall\u2019applicazione delle normative europee, seppure a precise condizioni. Per questa ragione tutti i paesi pi\u00f9 industrializzati si sono dotati di apposite procedure di valutazione e di strumenti per assicurare la tutela degli interessi nazionali che stanno nel mantenimento non della propriet\u00e0, ma delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali. Se anche il nostro paese se ne dotasse, sarebbe possibile guardare con maggiore serenit\u00e0 all\u2019eventuale trasformazione di Finmeccanica e di Fincantieri in vere \u201cpublic company\u201d, nel caso ci\u00f2 venisse deciso.<\/p>\n<p>Si potrebbe, inoltre, consentire l\u2019internazionalizzazione di singole societ\u00e0 di Finmeccanica o di altre come Avio (per altro sotto controllo estero da quando Fiat l\u2019ha venduta e che l\u2019azionista inglese di maggioranza intende cedere), con minor rischio. \u00c8 evidente l\u2019importanza di conoscere e comprendere la logica degli investitori esteri: un conto \u00e8 comperare un piccolo concorrente per toglierlo di mezzo e impadronirsi delle sue competenze tecnologiche, un altro comperare un gruppo da 1,7 miliardi di euro di fatturato, come Avio: in un simile caso altri gruppi del comparto motoristico possono cercare sinergie e nuovi mercati, non il suo \u201csvuotamento\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa, per altro, sono la forza e la continuit\u00e0 del mercato \u201ccaptive\u201d a garantire il mantenimento delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali, indipendentemente dalla nazionalit\u00e0 dei proprietari: senza questa condizione finanziaria rimane solo l\u2019assistenzialismo. Cos\u00ec, ad esempio,<i> Thales Alenia Space Italia<\/i> ha continuato a crescere in Italia (pur essendo francese il socio di maggioranza ) perch\u00e9 il nostro paese ha continuato a sviluppare una politica spaziale. Nel controllo degli investimenti esteri nelle imprese della difesa sta il vero antidoto ad eventuali pericolose scalate e alla presenza obbligata dello Stato come azionista.<\/p>\n<p><b>Trasparenza<\/b><br \/>La terza questione riguarda la scarsa trasparenza di alcune commesse pubbliche. Alcune Amministrazioni o Enti non militari hanno fino ad ora invocato troppo spesso, e strumentalmente, le \u201cesigenze di sicurezza\u201d per evitare il ricorso alle normali procedure previste per gli acquisti pubblici. A volte la vera ragione \u00e8 evitare le lunghe e complesse procedure di selezione e aggiudicazione dei contratti pubblici, col rischio aggiuntivo di perdere i relativi finanziamenti se non impegnati in tempo.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa diventa allora l\u2019invocazione della \u201csicurezza nazionale\u201d, che troppi dirigenti possono decretare, e che \u00e8 diventata cos\u00ec la foglia di fico della nostra inefficienza amministrativa. Ma, a volte, sono ben altri gli interessi in gioco. \u00c8 quindi necessario ripristinare un uso corretto di questa deroga e, a questo fine, monitorarne tempestivamente l\u2019attivazione, come stabilito da una direttiva del presidente del Consiglio del luglio 2008. Nella maggiore trasparenza ed efficienza gestionale sta il vero antidoto alla corruzione negli appalti pubblici.<\/p>\n<p>Gli obiettivi di tutti dovrebbero ora essere la rapida chiusura delle indagini e la condanna di eventuali responsabilit\u00e0 personali; evitare di \u201csparare nel mucchio\u201d e minare l\u2019immagine internazionale della nostra industria, cos\u00ec faticosamente conquistata; restituire serenit\u00e0 a dirigenti, tecnici, impiegati, operai che non meritano di essere coinvolti in queste vicende e che lavorano seriamente ed onestamente; cambiare alcune regole e scelte nazionali per consentire alle imprese di operare in modo pi\u00f9 efficiente e competitivo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019ultimo anno Finmeccanica, colosso italiano nei settori dell\u2019aeronautica, elicotteristica, spazio e difesa, \u00e8 stata citata pi\u00f9 spesso per poco nobili vicende (possibili tangenti politiche, qualche discutibile consulente, atteggiamenti a volte disinvolti e qualche commistione con esponenti politici e istituzionali) che non per la sua attivit\u00e0 sul piano industriale, tecnologico e commerciale. 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