{"id":18650,"date":"2011-09-23T00:00:00","date_gmt":"2011-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ankara-addio\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:49","slug":"ankara-addio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/ankara-addio\/","title":{"rendered":"Ankara addio?"},"content":{"rendered":"<p>La Turchia sfida apertamente l\u2019Unione europea. Non era mai avvenuto in modo tanto minaccioso. Le recenti dichiarazioni del premier turco Recep Tayyip Erdo&#287;an sulla possibile interruzione delle relazioni diplomatiche con l\u2019Ue, quando nella seconda met\u00e0 del 2012 sar\u00e0 Cipro greca ad assumere la presidenza a rotazione del Consiglio europeo, o la decisione di muovere le navi da guerra per fare desistere Nicosia dall\u2019iniziare le trivellazioni per la ricerca del gas nel Mediterraneo orientale, hanno fatto sobbalzare le diplomazie europee. <\/p>\n<p><b>Bomba a orologeria<\/b><br \/>Che attorno alla questione di Cipro greca si sarebbero aperti dei contenziosi era dato per scontato da tempo. Gi\u00e0 al momento dell\u2019allargamento del 2004 ai paesi dell\u2019Europa orientale e del Mediterraneo, il vecchio e saggio ex-presidente della Commissione, Jacques Delors, aveva definito l\u2019adesione della sola Cipro greca una bomba a orologeria per i rapporti con la Turchia. Previsione largamente azzeccata. Semmai gli europei non si aspettavano la provocazione turca in questo momento, mentre l\u2019attenzione \u00e8 tutta rivolta al Medio Oriente e al Nord Africa.<\/p>\n<p>A leggere i risultati del recentissimo<i> Transatlantic Trends 2011<\/i>, redatto dalla Compagnia di San Paolo e dal German Marshall Fund, si trae l\u2019impressione che la disaffezione turca nei confronti dell\u2019Ue si sia stabilizzata, passando dallo straordinario 73% in favore dell\u2019adesione all\u2019Ue del 2004, alla vigilia dell\u2019apertura dei negoziati, al drammatico 40% del 2007, in seguito alla durezza delle posizioni e richieste europee, per giungere al 43% di oggi.<\/p>\n<p>Ma gli orientamenti dell\u2019opinione pubblica,si sa, specie se minoritari e in gran parte specchio dell\u2019opposizione interna, non si riflettono nel comportamento dei governi, specie se a guidarli \u00e8 un leader forte e carismatico come Erdo&#287;an. Le mosse di Ankara nei confronti dell\u2019Ue non si comprendono se non si mettono in luce anche gli altri aspetti della politica estera turca.<\/p>\n<p><b>Ambizione mediorientale<\/b><br \/>Il principale teatro di azione di Erdo&#287;an \u00e8 ormai il Medioriente, dove per\u00f2 l\u2019interpretazione delle mosse turche \u00e8 particolarmente difficile. A cominciare dall\u2019Iran, nei confronti del quale, da circa un anno e mezzo, si assiste ad un grande attivismo della Turchia (assieme al Brasile di Lula) nel proporsi come mediatore sul dossier nucleare, senza cercare in anticipo l\u2019appoggio degli Usa o del Quartetto. Il tentativo \u00e8 fallito clamorosamente e oggi lo stesso Erdo&#287;an ha firmato un accordo strategico con gli Usa per l\u2019istallazione di un radar antimissile in funzione anti-Teheran. <\/p>\n<p>Il possibile accordo turco-americano sul dopo Assad in Siria, definito a margine dell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu, confermerebbe inoltre l\u2019abbandono da parte di Erdo&#287;an del vecchio alleato e una nuova presa di distanza dall\u2019Iran e dagli Hezbollah filo siriani. Contemporaneamente sono giunte a un punto di quasi-rottura le relazioni politico-diplomatiche con Israele, con il ritiro dei rispettivi ambasciatori e il sostegno di Ankara al riconoscimento dello stato palestinese all\u2019Onu. In questo caso anche in contrapposizione alla posizione americana.<\/p>\n<p><b>Movimentismo<\/b><br \/>Non diversi sono gli atteggiamenti e le politiche in Nord Africa. Nei confronti della Libia la Turchia \u00e8 passata da un solitario tentativo di mediazione (fallito) per salvare Gheddafi e dal rifiuto di partecipare all\u2019operazione militare della Nato, ad una visita di affari e sostegno al Consiglio di transizione libico, sulle orme di Nicolas Sarkozy e David Cameron.<\/p>\n<p>In Egitto e Tunisia, infine, il premier turco si \u00e8 presentato ufficialmente come promotore del modello democratico-islamico realizzato nel suo paese, ma \u00e8 riuscito a suscitare entusiasmo soprattutto grazie alle dichiarazionianti israeliane. Facendo leva, dunque, su un sentimento viscerale e molto diffuso nel mondo arabo. In particolare in Egitto, anche alla luce del recente attacco all\u2019ambasciata di Gerusalemme al Cairo.<\/p>\n<p>Una politica estera, quella di Erdo&#287;an, che al di l\u00e0 di alcuni mutamenti strutturali (non pi\u00f9 solo rapporto privilegiato con Ue e Usa) \u00e8 essenzialmente caratterizzata da un movimentismo che ne rende difficile l\u2019analisi strategica. A meno di non fare riferimento al nazionalismo profondo del paese, condiviso da laici e musulmani, e a un atteggiamento di tipo gaullista in salsa turca che sembra essere il tratto pi\u00f9 saliente del premier in carica.<\/p>\n<p>Di fronte a una politica cos\u00ec muscolare \u00e8 ben difficile che il gi\u00e0 complicato negoziato per l\u2019adesione della Turchia all\u2019Ue possa procedere con speditezza e facilit\u00e0. Molti europei si chiederanno cosa potrebbe rappresentare per l\u2019Ue un partner cos\u00ec assertivo e di difficile interpretazione in politica estera. <\/p>\n<p>Non sar\u00e0 quindi solo il peso economico o il rischio di grandi immigrazioni turche nel mercato del lavoro europeo a freddare ulteriormente gli entusiasmi di Bruxelles, ma anche l\u2019agenda di politica estera e di sicurezza di questo grande e rilevante attore europeo-mediterraneo, sempre meno in linea con gli interessi esterni dell\u2019Ue. La marcia di avvicinamento fra Ue e Turchia rischia quindi di essere ancora pi\u00f9 complessa del previsto, e il suo esito positivo ben pi\u00f9 problematico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Turchia sfida apertamente l\u2019Unione europea. Non era mai avvenuto in modo tanto minaccioso. 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