{"id":18680,"date":"2011-09-28T00:00:00","date_gmt":"2011-09-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-bandiera-turca-sventola-nel-mar-di-levante\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:48","slug":"la-bandiera-turca-sventola-nel-mar-di-levante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/09\/la-bandiera-turca-sventola-nel-mar-di-levante\/","title":{"rendered":"La bandiera turca sventola nel Mar di Levante"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo la Turchia ha preso il largo nel mare della politica internazionale seguendo nuove rotte, la cui destinazione appare essere sempre pi\u00f9 l\u2019antica area di influenza ottomana. Al di l\u00e0 della metafora, la Turchia ha ora effettivamente cominciato a navigare da sola nelle acque agitate del Mediterraneo orientale che circondano Cipro e lambiscono la Grecia, l\u2019Egitto, Israele ed il Libano.<\/p>\n<p>L\u2019attivismo marittimo turco &#8211; che a ben vedere \u00e8 una forma di quel movimentismo recentemente messo in luce su questa rivista da Gianni Bonvicini &#8211; si \u00e8 manifestato d\u2019improvviso come fattore del contenzioso tra Cipro e il Libano sulla estensione della rispettiva Zona economica esclusiva (Zee) e sui diritti di sfruttamento della sottostante piattaforma continentale.<\/p>\n<p><b>Potere navale<\/b><br \/>La Turchia si \u00e8 infatti presentata da un lato come avvocato del Libano nella disputa con Israele per i ricchi giacimenti di gas, e dall\u2019altro come garante dell\u2019interesse dell\u2019autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn) per ottenere parte dei proventi che Cipro realizzer\u00e0 dall\u2019attivit\u00e0 estrattiva. <\/p>\n<p>Ma ha sorpreso soprattutto l\u2019aperta rivendicazione turca di quell\u2019estremo lembo dell\u2019Egeo tra Cipro e l\u2019isola greca di Castelorizo (la Castelrosso del Dodecanneso italiano e la Megisti ottomana), che di fatto significa l\u2019inizio di una nuova fase della questione dell\u2019Egeo che era \u201cin sonno\u201d da anni.<\/p>\n<p>Non ultimo elemento del nascente potere navale turco, l\u2019annuncio che forze navali, oltre a presidiare le aree contestate, avrebbero sorvegliato la zona del blocco navale israeliano di Gaza per impedire il fermo di navi di bandiera turca. <\/p>\n<p>Dopo che son trascorsi cinque secoli da quando, nel 1573, il sultano Selim II sottrasse Cipro alla Serenissima, sul Mar di Levante sembra essere in sostanza riapparsa la Mezzaluna ottomana con l\u2019obiettivo di mostrare la bandiera per tutelare gli interessi strategici della nuova Turchia di Erdogan.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Turchia1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Cipro non recede<\/b><br \/>Nulla sembra poter minare la piena integrazione politica di Cipro nell\u2019Ue, soprattutto ora che l\u2019isola si accinge ad assumerne la presidenza di turno, nella seconda met\u00e0 del 2012. Nemmeno le minacce della Turchia di congelare le proprie relazioni con la Ue, o di delimitare a oriente le Zee tra le sue coste e quelle della Rtcn nel caso che Cipro avesse continuato nelle trivellazioni a sud est. La Turchia richiede principalmente che vi sia un\u2019equa spartizione delle risorse energetiche dell\u2019isola tra la comunit\u00e0 greca e quella turca.<\/p>\n<p>Nell\u2019opporsi alle licenze concesse da Cipro alla statunitense \u201cNoble Energy\u201d nel block 12 della propria piattaforma continentale, la Turchia cerca anche, per\u00f2, di assecondare le pretese libanesi ad un\u2019area di circa ottocento chilometri quadrati che Cipro ed Israele si sono spartita. <\/p>\n<p>Forte dell\u2019appoggio dell\u2019Ue, Cipro non intende dunque rinunciare ai diritti di sfruttamento dei fondali antistanti Israele e non si lascia intimorire dal dispiegamento di forze aeronavali turche nell\u2019area contestata.<\/p>\n<p>Da parte dell\u2019Ue giungono tuttavia a Nicosia inviti a concedere eque compensazioni finanziarie alla comunit\u00e0 turco-cipriota. Quanto all\u2019eventuale delimitazione degli spazi marittimi tra la Turchia e la Rtnc, il governo di Nicosia non sembra eccessivamente preoccupato: la Turchia \u00e8 infatti l\u2019unico paese a riconoscere la stessa Rtnc e quindi l\u2019accordo varrebbe solo tra le due parti.<\/p>\n<p><b>Questione Egeo<\/b><br \/>Nel marzo 1987 Grecia e Turchia giunsero molto vicini allo scontro armato per una nave da ricerca turca operante in pretese acque greche. Ora la Turchia preannuncia l\u2019avvio di nuove prospezioni affidate a naviglio norvegese in un\u2019area a sud di Castelorizo (che \u00e8 a 60 miglia da Rodi ed a sole due miglia dalla costa turca). Si tratta di una provocazione o non \u00e8 piuttosto il sintomo del riacutizzarsi di una controversia troppo a lungo sopita grazie ai buoni uffici degli Stati Uniti, della Nato e dell\u2019Ue?<\/p>\n<p>La disputa sulla estensione della rispettiva piattaforma continentale ebbe origine nel 1973, quando la Turchia regolament\u00f2 unilateralmente la concessione di permessi di esplorazione mineraria su zone di fondo marino prospicienti alcune isole greche. <\/p>\n<p>La tesi turca era che lo studio geomorfologico del fondo dell\u2019Egeo proverebbe l\u2019esistenza di vasti spazi che costituiscono il prolungamento naturale dell\u2019Anatolia: le isole greche adiacenti alla costa turca non possederebbero quindi una specifica piattaforma al di l\u00e0 del limite delle proprie acque territoriali, costituendo al pi\u00f9 delle \u201ccircostanze speciali\u201d di cui tener conto in modo limitato.<\/p>\n<p>Secondo la tesi della Grecia le isole hanno invece titolo ad una piattaforma oltre il mare territoriale, sicch\u00e9 la piattaforma turca dovrebbe essere limitata al ristrettissimo spazio che le separa dalla costa. <\/p>\n<p>Il tentativo di risolvere la contesa avanti la Corte internazionale di giustizia (Icj) non aveva avuto esito per il rifiuto della Turchia di accordarsi nel deferire il caso alla Corte, privilegiando invece la via dell\u2019accordo politico. <\/p>\n<p>Oltretutto la Turchia non ha mai ratificato la Convenzione del diritto del mare (Unclos) per rimarcare il suo dissenso rispetto al nuovo istituto della Zee ed all\u2019estensione delle acque territoriali a 12 miglia.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Turchia2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> In tratteggio le aree aperte alla ricerca dalla Turchia nel 1973 (fonte: Ministero degli Esteri ellenico)<\/i><\/font>.<\/p>\n<p><b>Prudenza greca<\/b><br \/>Il ministro degli esteri greco Stavros Lambrinidis, parlando all\u2019Onu lo scorso 23 settembre, nonostante abbia sottolineato il carattere ostile di quella che ha chiamato la \u201cretorica\u201d turca, ha ricordato che in tempi recenti i due paesi avevano intrapreso colloqui per cooperare nella soluzione della controversia. Ed ha precisato che se le trattative non avessero esito, non resterebbe che il deferire il caso alla Icj (peraltro la Turchia sembra ora non contraria ad accettare soluzioni giurisdizionali).<\/p>\n<p>La Grecia appare dunque cauta nel reagire all\u2019attivismo turco, delegando forse a Cipro il ruolo di contrastare, con le armi diplomatiche della Ue, il \u201cmovimentismo\u201d turco che in ultima analisi sembra volto ad ostacolare il processo di riunificazione dell\u2019isola. <\/p>\n<p>Settori dell\u2019opinione pubblica greca non rinunciano tuttavia ad accarezzare il sogno di una proclamazione unilaterale della Zee greca fin sotto le coste turche, suggerendo a questo fine una politica di \u201cnazionalizzazione\u201d della miriade di isolotti disabitati un tempo sotto sovranit\u00e0 ottomana, che ora potrebbero servire quali capisaldi della frontiera marittima.<\/p>\n<p>Proprio come quelli prospicienti Castelorizo che, se cos\u00ec fosse, avrebbero un effetto determinante sia nella definizione della mediana con la Turchia, sia nella individuazione del punto di incontro delle Zee di Grecia, Turchia, Egitto e Cipro. <\/p>\n<p>Grazie alla piccola Castelorizo ed agli ancor pi\u00f9 piccoli isolotti che la circondano, la Grecia guadagnerebbe un\u2019area di Zee di circa cinquemila chilometri quadrati. Tra l\u2019altro in ambito mediterraneo vengono segnali da parte di Malta (che ha pubblicato un bando per concessioni petrolifere in una vastissima area, in cui ricadono zone di interesse italiano e libico) che incoraggiano in certo modo  la difesa ad oltranza delle posizioni nazionali.<\/p>\n<p><b>Raffreddare la tensione<\/b><br \/>Evitare un aggravarsi della crisi del Mar di Levante e dell\u2019Egeo \u00e8 una priorit\u00e0 di tutti ed anche alla Turchia, che nonostante il nuovo corso di politica estera rimane ancora legata alla Nato ed ai principi di legalit\u00e0 internazionale. Da questo punto di vista l\u2019impiego delle forze navali a protezione delle attivit\u00e0 estrattive appare come una misura unilaterale tattica, essendo priva di base giuridica.<\/p>\n<p>La via della cooperazione e della soluzione arbitrale della controversia non pu\u00f2 che essere l\u2019unica, come del resto auspicato dal Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu sin dal 1976 con la Risoluzione 395, quando invit\u00f2 le parti \u201c<i>to resume direct negotiations over their differences<\/i>\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 che paesi terzi non giochino ad alzare la tensione. La Ue dovr\u00e0 lavorare in questo senso. Oltretutto Grecia e Turchia hanno gi\u00e0 siglato in passato accordi per evitare incidenti in mare, nel quadro di misure di confidenza reciproca come quelle stabilite dalla Dichiarazione di Madrid del 1997: \u00e8 ora il momento di verificarne l\u2019applicabilit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo la Turchia ha preso il largo nel mare della politica internazionale seguendo nuove rotte, la cui destinazione appare essere sempre pi\u00f9 l\u2019antica area di influenza ottomana. 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