{"id":1870,"date":"2006-09-12T00:00:00","date_gmt":"2006-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europei-senza-unione\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:19","slug":"europei-senza-unione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/09\/europei-senza-unione\/","title":{"rendered":"Europei senza Unione"},"content":{"rendered":"<p>La missione Onu in Libano \u00e8 realmente decollata solo dopo una riunione del Segretario Generale Kofi Annan con il Consiglio dei Ministri dell\u2019Unione Europea: questo \u00e8 certamente un  riconoscimento dell\u2019importanza che sta assumendo l\u2019Ue negli affari internazionali, specie in questo momento di grave debolezza della leadership americana. Tuttavia le cose avrebbero potuto andare meglio se l\u2019Europa avesse dato prova di maggiore unit\u00e0.<\/p>\n<p>Che l\u2019Onu si sia rivolta all\u2019Ue non \u00e8 un fatto sorprendente. L\u2019attuale Ministro degli Esteri spagnolo \u00e8 stato per molti anni l\u2019inviato dell\u2019Europa in Medio Oriente. L\u2019Ue ha lanciato oltre dieci anni fa da Barcellona un\u2019iniziativa multilaterale per il Mediterraneo in cui sono stabilmente presenti, fianco a fianco, Israele e i paesi arabi (anche quelli che non riconoscono lo stato ebraico). <\/p>\n<p>Oltre venticinque anni or sono, da Venezia, gli europei per primi formalizzarono la loro iniziativa per la pace, sostenendo la necessit\u00e0 di creare uno stato palestinese, accanto a quello israeliano. L\u2019Ue \u00e8 il maggior sostegno finanziario dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese ed \u00e8 uno dei membri del Quartetto, assieme con gli Usa, la Russia e le Nazioni Unite, che dovrebbe sostenere e guidare il processo di pace. Una delegazione europea \u00e8 al centro delle trattative internazionali con l\u2019Iran sull\u2019arricchimento dell\u2019uranio.<\/p>\n<p>Appariva quindi logico e quasi naturale che ad impegnarsi ai confini del Libano con Israele, nella maggiore iniziativa internazionale di pace tentata in Medio Oriente negli ultimi anni, dovesse essere l\u2019Europa, sia pure sotto il mandato delle Nazioni Unite. E cos\u00ec di fatto \u00e8 stato, soprattutto grazie alle iniziative diplomatiche del governo italiano che hanno spinto l\u2019Ue a sponsorizzare la nuova Unifil. <\/p>\n<p>Ma l\u2019Unione in quanto tale non \u00e8 presente sul campo, e questo, oltre ad essere un peccato politicamente, potrebbe anche divenire un errore militarmente, se le cose non dovessero andare per il verso giusto.<\/p>\n<p><b>Un intervento dell\u2019Unione europea<\/b><br \/>Una missione europea, infatti, condotta con quella Forza di Reazione Rapida che \u00e8 stata preparata per le \u201cmissioni di Petersberg\u201d (e questa era un caso da manuale di tale casistica), magari appoggiata o rafforzata da alcuni di quei \u201cgruppi di combattimento\u201d europei che stiamo costituendo proprio a questo scopo, avrebbe avuto molti evidenti vantaggi, tra i quali:<\/p>\n<p>&#8211; avrebbe chiuso definitivamente il capitolo della vecchia e fallimentare Unifil, iniziando una missione del tutto nuova e politicamente molto pi\u00f9 credibile (mentre ora bisogner\u00e0 faticosamente dimostrare che la \u201cnuova Unifil\u201d \u00e8 del tutto diversa dalla vecchia\u2026 pur avendo lo stesso nome e lo stesso comandante della precedente!);<br \/>&#8211; avrebbe presentato l\u2019Ue in Medio Oriente come un nuovo grande interlocutore internazionale, assicurando cos\u00ec una netta soluzione di continuit\u00e0 con molte altre passate esperienze mal recepite dalle popolazioni locali; <br \/>&#8211; avrebbe permesso la partecipazione, sotto bandiera e comando europeo, di tutti i paesi membri che avessero voluto impegnarsi, senza quelle problematiche politiche nazionali che oggi vedono i tedeschi timidi nei confronti di Israele o i francesi nei confronti della Siria; <br \/>&#8211; avrebbe garantito una maggiore credibilit\u00e0 e forza dissuasiva, poich\u00e9 le forze dispiegate avrebbero avuto dietro tutto il grande potenziale militare, politico ed economico dell\u2019Unione Europea (e della Nato), in modo diretto, e senza passare attraverso i difficili labirinti diplomatici del Palazzo di Vetro.<\/p>\n<p>Purtroppo cos\u00ec non \u00e8 stato e ci siamo dovuti contentare della soluzione \u201csecond best\u201d, sufficiente, ma non pienamente. Ci sar\u00e0 tempo e modo di capire precisamente perch\u00e9 e come si sia arrivati a questo strano compromesso, quando all\u2019inizio era evidente una forte volont\u00e0 collettiva europea e si parlava proprio di un ruolo per l\u2019Ue in quanto tale. Ma, al di l\u00e0 dei dettagli ancora da scoprire e da scrivere, un punto sembra abbastanza chiaro: l\u2019Ue \u00e8 rapidamente scomparsa quando l\u2019iniziativa \u00e8 arrivata sul tavolo del Consiglio di Sicurezza. E\u2019 stato in quella sede infatti che si \u00e8 riscoperta l\u2019Unifil e si \u00e8 ricominciato a parlare di contributi nazionali di singole potenze da mettere sotto \u201ccomando Onu\u201d. Anche la famosa riunione di Bruxelles con Annan ha visto formarsi una coalizione ad hoc tra i membri europei dell\u2019Ue. Come mai?<\/p>\n<p><b>Il mancato ruolo Ue nel Consiglio di Sicurezza<\/b><br \/>Le spiegazioni possono essere molteplici, legate alle preferenze politiche di questo o quel governo o di questa o quella potenza. E\u2019 possibile ad esempio che la Francia, che per un certo tempo era diventata il maggior attore politico nel Consiglio di Sicurezza su questa questione, che sembrava voler offrire il grosso delle forze e che gi\u00e0 aveva il comando di Unifil, abbia preferito mantenere in vita la vecchia struttura per evitare complicazioni politiche. Poi le cose si sono guastate e la Francia ha cambiato idea (sarebbe interessante capire precisamente perch\u00e9: noi abbiamo solo vaghi sospetti che non \u00e8 neanche il caso di menzionare), ma intanto il Consiglio di Sicurezza aveva gi\u00e0 deciso e si \u00e8 potuto solo metterci una pezza.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche una ragione strutturale che spiega (anche se non giustifica) questa improvvisa sparizione dell\u2019Europa dalla scena e cio\u00e8 il fatto che l\u2019Ue non \u00e8 presente in quanto tale nel Palazzo di Vetro, mentre sono presenti gli stati nazionali (e in particolare le cinque potenze con diritto di veto). <\/p>\n<p>Come gi\u00e0 abbiamo visto durante quella specie di tragedia politica che fu la divisione europea sull\u2019intervento americano in Iraq, l\u2019assenza formale dell\u2019Ue dalle riunioni del Consiglio di Sicurezza alimenta i comportamenti nazionali pi\u00f9 schizofrenici e mal coordinati (o niente affatto coordinati) da parte dei paesi europei presenti in quella sede: uno che si affretta a schierarsi con Washington senza preavvertire nessuno, un altro che annuncia che mai e poi mai lo far\u00e0, sempre senza aver telefonato ai suoi colleghi europei, un terzo che si proclama campione dell\u2019Onu multilaterale, ma dimentica l\u2019Europa integrata, un quarto che, pur esercitando la presidenza dell\u2019Ue, non trova di meglio che mettersi a sottoscrivere lettere improvvisate, invece di riportare la questione nel suo naturale alveo istituzionale. Questa volta \u00e8 andata nettamente meglio, per fortuna, ma pur sempre peggio di come sarebbe potuta andare se ci fosse stato qualcuno a New York in grado di ricordare ai governi riuniti in Consiglio che gli anni della Pace di Westfalia sono invero molto lontani da quelli del Trattato di Maastricht. <\/p>\n<p>Il Trattato Costituzionale, purtroppo affondato dallo spettro minaccioso degli idraulici polacchi che avrebbero dovuto invadere la Francia (altro che scherzi!), prevede in effetti una tale presenza, sia pure senza diritto di voto, da parte del Ministro degli Esteri europeo o del nuovo Presidente Europeo. Ma purtroppo non siamo ancora a questo punto. Al contrario la Presidenza di turno finlandese, forse perch\u00e9 anch\u2019essa temporaneamente assente dalle riunioni di New York, si \u00e8 mostrata in questo caso particolarmente inesistente (salvo alcune dichiarazioni estemporanee che forse sarebbe persino stato meglio non ascoltare).<\/p>\n<p>Il caso \u00e8 chiuso, ma non dovremmo dimenticarlo. Pu\u00f2 insegnarci qualcosa per il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La missione Onu in Libano \u00e8 realmente decollata solo dopo una riunione del Segretario Generale Kofi Annan con il Consiglio dei Ministri dell\u2019Unione Europea: questo \u00e8 certamente un riconoscimento dell\u2019importanza che sta assumendo l\u2019Ue negli affari internazionali, specie in questo momento di grave debolezza della leadership americana. 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