{"id":18730,"date":"2011-10-04T00:00:00","date_gmt":"2011-10-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lascesa-della-cina-nel-futuro-delloccidente\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:46","slug":"lascesa-della-cina-nel-futuro-delloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/lascesa-della-cina-nel-futuro-delloccidente\/","title":{"rendered":"L\u2019ascesa della Cina nel futuro dell\u2019Occidente"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il successo conseguito nella sperimentazione di un vettore che consenta l\u2019\u201daccesso allo Spazio\u201d ed il conseguente lancio in orbita dei primi cosmonauti, il 29 settembre \u00e8 partito il modulo di base della stazione orbitale cinese che, una volta completata, sar\u00e0 abitata. Le Agenzie riferiscono che il presidente Hu Jintao, il premier Wen Jiabao e tutti i \u201cvertici militari\u201d erano presenti nella sala controllo, mentre l\u2019evento, per la prima volta in diretta &#8211; questo \u00e8 un segnale di una sicurezza ormai matura &#8211; \u00e8 stato seguito da milioni di cinesi. Ci\u00f2 non pu\u00f2 non portare, assieme al nostro plauso, ad una serie di preoccupanti riflessioni.<\/p>\n<p>I paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) &#8211; lo si pu\u00f2 leggere in un recente articolo di Nicola Casarini su questa rivista &#8211; per la prima volta sembrano essere i soli a detenere le risorse necessarie per la risoluzione dei problemi del debito occidentale. In particolare, gli esperti stimano che sia la Cina quello economicamente pi\u00f9 forte, se a fine agosto 2011 le sue riserve sono state stimate in oltre 3200 miliardi di dollari, le pi\u00f9 ingenti nel mondo. Le voci pregresse sull\u2019acquisto di titoli pubblici italiani e di partecipazioni in aziende pubbliche da parte del fondo sovrano cinese hanno quindi riaperto il dibattito sulle intenzioni future della Cina, fermandosi &#8211; visto il momento &#8211; a valutazioni di carattere prettamente economico.<\/p>\n<p><b>Cattivi pensieri <\/b><br \/>Continuando di questo passo, con un Occidente economicamente nelle mani dei Cinesi &#8211; cosa che non permetter\u00e0 mai pi\u00f9 ad America ed Europa di alzare la voce &#8211; appare evidente che occorre cominciare a sollevare lo sguardo dal piatto e valutare nel loro insieme le possibili conseguenze strategiche. Se attualmente il premier Wen Jiabao si dimostra amico &#8211; per convenienza, non certo per amore &#8211; nel 2012 il suo mandato terminer\u00e0, suscitando molteplici incognite. <\/p>\n<p>Se si osservano anche solo superficialmente altri aspetti strategici della crescita cinese &#8211; la politica spaziale, scientifica, tecnologica e quella degli armamenti e, parallelamente, il declino occidentale nel primo e nell\u2019ultimo di questi settori, non possono non venire in mente cattivi pensieri. Nello Spazio, senza remore visibili circa gli aspetti militari, i cinesi stanno seguendo sistematicamente un piano generale ben noto agli esperti di settore ed esplicitato nel <i>Space Science and Technology in China: a Roadmap to 2050<\/i>, edito dall\u2019Accademia cinese per le scienze e pubblicato negli Usa dalla libreria del Congresso. <\/p>\n<p>Sinora ogni obiettivo \u00e8 stato conseguito con precisione cronometrica, in un momento in cui, al contrario, il Piano spaziale europeo continua ad essere assai timido e limitato nelle risorse, mentre quello americano, che per direttiva di Obama \u00e8 stato mutilato nelle sue attivit\u00e0 pi\u00f9 qualificanti, \u00e8 in attesa di tempi migliori, che tuttavia stentano a manifestarsi. Dopo il fermo dello <i>Shuttle<\/i>, l\u2019atmosfera nella sede Nasa di Houston &#8211; questa \u00e8 una testimonianza diretta &#8211; tra licenziamenti di personale esperto e stagnazione di programmi innovativi, \u00e8 quella non certo esaltante di uno stabilimento con troppi dirigenti e maestranze in cassa integrazione.<\/p>\n<p><b>Programma in sei punti<\/b><br \/>La <i>roadmap <\/i>cinese, che noi chiameremmo piuttosto \u201cvisione al 2050\u201d, si occupa delle scienze spaziali, delle loro applicazioni nello Spazio e del conseguimento delle tecnologie necessarie. Il piano si articola in sei capitoli: il primo \u00e8 focalizzato sugli sviluppi della situazione economica, sociale, scientifica e tecnologica fino al 2050, il secondo \u00e8 caratterizzato da un\u2019analisi approfondita delle esigenze da soddisfare, il terzo e il quarto sono mirati sugli sviluppi futuri a livello globale, confrontati con la posizione della Cina nel novero delle \u201cpotenze con capacit\u00e0 spaziali\u201d. <\/p>\n<p>Il quinto capitolo, che tratta pi\u00f9 specificamente gli aspetti spaziali, pur non dicendolo in modo esplicito, indica che gi\u00e0 tra il 2020 e il 2030 la Cina potrebbe doppiare l\u2019attuale supremazia russo-americana. Una dettagliata tabella delle attivit\u00e0 prevede l\u2019attivazione della prima base lunare abitata nel 2040 ed la prima discesa umana su Marte nel 2050, mentre il ventennio precedente sar\u00e0 dedicato, parallelamente agli sviluppi scientifici, alle tecnologie da acquisire per la sopravvivenza dell\u2019uomo nello Spazio vicino e lontano. <\/p>\n<p>Della convenzione di Mosca, che vieta l\u2019uso militare dello Spazio, nel piano cinese &#8211; che cerca di non essere in alcun modo allarmante &#8211; non si trova alcun cenno nemmeno nel capitolo conclusivo.Al momento, stando al piano, sembra che questo forte impulso conferito alla supremazia cinese come potenza spaziale abbia scopi preminentemente scientifici ed orientati al miglioramento della condizione umana sulla terra, oggi, e domani nello Spazio.<\/p>\n<p><b>Supremazia militare<\/b><br \/>I cattivi pensieri non vengono quindi dalla <i>roadmap<\/i>, quanto dalla considerazione che il potenziale economico consente anche lo sviluppo di un piano per il conseguimento di una supremazia militare che, come per lo Spazio, oggi ancora non c\u2019\u00e8. Di questo secondo piano, ovviamente, non si parla, anche se le scarse notizie sui singoli progressi portano naturalmente a configurarne le linee essenziali. Un esempio per tutti: la notizia che la Cina stia costruendo una flotta di portaerei \u00e8 passata quasi inosservata presso il grande pubblico. <\/p>\n<p>Ebbene, oggi \u00e8 noto che le tecnologie sono avanzatissime, altamente innovative, e che il costo \u00e8 circa un terzo &#8211; con una capacit\u00e0 operativa  doppia &#8211; dei prodotti dei cantieri occidentali. Ci\u00f2 lascia configurare un analogo sviluppo nei velivoli di alte prestazioni e negli armamenti missilistici e terrestri. Non \u00e8 poi cos\u00ec remoto il rischio che, qualora gli attuali atteggiamenti cambiassero e si rendesse necessaria una nuova corsa agli armamenti, l\u2019Occidente si possa trovare in serie difficolt\u00e0. <\/p>\n<p>Essere buonisti, fino a prova contraria, \u00e8 sempre cosa nobile e giusta. Ma qualche altro tipo di riflessione, diversa da quelle meramente economiche, andrebbe comunque fatta.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo conseguito nella sperimentazione di un vettore che consenta l\u2019\u201daccesso allo Spazio\u201d ed il conseguente lancio in orbita dei primi cosmonauti, il 29 settembre \u00e8 partito il modulo di base della stazione orbitale cinese che, una volta completata, sar\u00e0 abitata. 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