{"id":18750,"date":"2011-10-04T00:00:00","date_gmt":"2011-10-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-ruolo-della-bielorussia-nel-disarmo-nucleare\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:46","slug":"il-ruolo-della-bielorussia-nel-disarmo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/il-ruolo-della-bielorussia-nel-disarmo-nucleare\/","title":{"rendered":"Il ruolo della Bielorussia nel disarmo nucleare"},"content":{"rendered":"<p>S.E. Evgeny Shestakov, ambasciatore della Repubblica di Bielorussia in Italia e presso la Fao, ci ha scritto una lunga lettera circa l\u2019articolo \u201cSgambetto bielorusso al disarmo nucleare\u201d, a firma Carlo Trezza, apparso su <i>Affarinternazionali<\/i> il 6 settembre 2011. I punti elencati dalla lettera sono i seguenti (estratti). Segue la replica dell\u2019Ambasciatore Trezza.<\/p>\n<p>1) \u201cNon mi posso esimere dal sostenere con forza di considerare sia il titolo che il contenuto e l\u2019impostazione dell\u2019articolo stesso fuorvianti e parziali\u201d;<\/p>\n<p>2) \u201cnella dichiarazione congiunta fatta ad Astana nel dicembre 2010 proprio<i> il Segretario di Stato Clinton ha riconosciuto la decisione storica della Belarus di rinunciare alle proprie armi nucleari, assunta nel 1994, come un contributo significante alla causa del disarmo nucleare<\/i>. Dopodich\u00e9 nella citata dichiarazione la stessa Clinton ha <i>confermato le garanzie di sicurezza della Belarus stabilite dal Memorandum di Budapest del 5 dicembre 1994<\/i>\u201d;<\/p>\n<p>3) \u201cil comma 3 del memorandum (\u2026) stabilisce quanto segue:<i> La Federazione Russa, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e gli Stati Uniti d\u2019America confermano alla Repubblica di Belarus il loro impegno, conformemente ai principi dell\u2019Atto finale della Csce, di astenersi dalla coercizione economica tesa a sottoporre l\u2019esercizio dalla Repubblica di Belarus dei diritti propri alla sua sovranit\u00e0 e quindi assicurarsi vantaggi di qualsiasi genere<\/i>\u201d;<\/p>\n<p>4) \u201cnel 2011 (\u2026 gli Usa) hanno imposto sanzioni economiche contro alcune aziende bielorusse, il che abbia (<i>sic!<\/i>) spinto le autorit\u00e0 bielorusse a sospendere alcuni processi negoziali in corso con gli Stati Uniti, tra cui quello che nasceva dalla dichiarazione di Astana. Chiaramente questa decisione, del tutto bilaterale, non ha alcun effetto sugli impegni del mio paese nel campo della non-proliferazione, un tema multilaterale per eccellenza\u201d;<\/p>\n<p>5) \u201cla collaborazione di Belarus con l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, (Aiea) (\u2026) si svolge da anni nell\u2019ambito dell\u2019Accordo sull\u2019applicazione delle garanzie, concluso tra la Belarus e l\u2019Agenzia con il protocollo aggiuntivo firmato nel 2005. (\u2026) La Belarus regolarmente ospita ispezioni dell\u2019Agenzia. (\u2026) La Belarus (\u2026) fa parte di altri meccanismi dell\u2019Aiea\u201d;<\/p>\n<p>6) \u201cmentre si dimentica del tutto delle garanzie date dalle grandi potenze nucleari ai nuovi stati che abbandonavano le armi atomiche, si evocano con una specie di rimpianto i tempi quando <i>i paesi occidentali \u2026 avevano \u2026 in mano le chiavi politico-economiche della viabilit\u00e0 di tali paesi<\/i>. Non mi sembra (\u2026) che una tale impostazione sia conforme ai principi basilari della sicurezza e cooperazione in Europa\u201d;<\/p>\n<p>7) \u201cper quanto riguarda (\u2026) la nostra reazione alle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, ritengo che i metodi di intimidazione, pressione economica e coercizione siano totalmente inaccettabili nella prassi internazionale\u201d;<\/p>\n<p>8) \u201cle imprese bielorusse soggette alle recenti sanzioni (\u2026) impiegano circa 40mila persone. Esse (\u2026) svolgono i loro affari nel modo trasparente e (\u2026) riescono (\u2026) ad accrescere un proprio potenziale scientifico, tecnologico, produttivo e delle risorse umane (\u2026.<i> portando<\/i>) a un progressivo rafforzamento delle loro posizioni sui mercati internazionali. In tal senso noi di Belarus consideriamo (\u2026<i> tali sanzioni<\/i>) come una manifestazione di concorrenza sleale\u201d.<\/p>\n<p><b>Superare le divergenze in vista del vertice di Seoul<\/b><br \/>\n<i>Replica dell\u2019Ambasciatore Carlo Trezza<\/i><\/p>\n<p>Apprezzo anzitutto l\u2019attenzione che Ambasciatore Shestakov dedica a quanto si scrive in Italia sui temi della sicurezza internazionale. Sono pienamente convinto anche io della portata storica della decisione della Bielorussia del 1994 di rinunciare, assieme all\u2019Ucraina e al Kazakhstan, all\u2019arma nucleare e di aderire al Trattato di non proliferazione nucleare come stato non militarmente nucleare. Si tratt\u00f2 di un gesto coraggioso, probabilmente non sufficientemente apprezzato dalla comunit\u00e0 internazionale. Fu un una decisione che rafforz\u00f2 il Trattato di non proliferazione nucleare e corrobor\u00f2 il principio della reversibilit\u00e0 del possesso dell\u2019arma nucleare.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 per\u00f2 non constatare che l\u2019annuncio della sospensione dei negoziati per il trasferimento in Russia dell\u2019uranio altamente arricchito posseduto dalla Bielorussia, che implica &#8211; immagino &#8211; il congelamento del trasferimento del materiale medesimo, sia in contro tendenza rispetto alla virtuosa decisione del 1994 e rispetto al trend internazionale, volto ad eliminare l\u2019impiego dell\u2019uranio altamente arricchito &#8211; e dunque utilizzabile per produrre armi nucleari &#8211; nei reattori di ricerca.<\/p>\n<p>Pur potendo comprendere la preoccupazione per l\u2019impatto delle misure commerciali adottate dagli Stati Uniti sull\u2019economia e sull\u2019occupazione della Bielorussia, osservo che si \u00e8 risposto con misure di tutt\u2019altra natura ed in un settore di estrema delicatezza per la sicurezza internazionale. Il livello di arricchimento del materiale fissile in questione risulta raggiungere il 90%. L\u2019Iran si \u00e8 sinora attestato al 20%. Prima esso verr\u00e0 smaltito e meglio sar\u00e0 per tutti.<\/p>\n<p>Le intese di Budapest del 1994 e la dichiarazione di Astana dell\u2019anno scorso contengono delle contropartite significative per la Bielorussia, quali la garanzia del non-uso dell\u2019arma nucleare, l\u2019assistenza e la consultazione da parte di tre stati militarmente nucleari, il sostegno americano alla costruzione di una prima centrale nucleare, la partecipazione al processo diplomatico sulla sicurezza nucleare che avviene al pi\u00f9 alto livello politico. \u00c8 da auspicare quindi che la Bielorussia non metta a repentaglio tali assetti, che possa rivedere la sua decisione e che possa cos\u00ec partecipare al Vertice sulla sicurezza nucleare di Seoul del prossimo anno.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S.E. 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