{"id":18770,"date":"2011-10-06T00:00:00","date_gmt":"2011-10-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/usa-e-cina-ai-ferri-corti-su-taiwan\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:45","slug":"usa-e-cina-ai-ferri-corti-su-taiwan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/usa-e-cina-ai-ferri-corti-su-taiwan\/","title":{"rendered":"Usa e Cina ai ferri corti su Taiwan"},"content":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno il rinnovo delle forniture di armamenti da parte degli Stati Uniti all\u2019isola di Taiwan non ha mancato di suscitare tensioni tra Washington, Pechino e Taipei. Con l\u2019aggravante, per\u00f2, che le maggiori esitazioni mostrate dall\u2019amministrazione americana davanti alla ferma opposizioni della leadership cinese, dovute alla crescente influenza di quest\u2019ultima sull\u2019economia Usa, hanno finito per scontentare tutti i contendenti. Sullo sfondo di questi attriti, in realt\u00e0, si gioca la delicata partita regionale per l\u2019influenza nel Pacifico. <\/p>\n<p>IL braccio di ferro tra la Cina e Taiwan non si \u00e8 mai sopito dalla fine della guerra civile cinese. Quando, nel 1949, le unit\u00e0 comuniste guidate da Mao Tze Tung sconfissero definitivamente quelle nazionaliste, le prime si impadronirono della Cina continentale, instaurandovi un regime comunista, mentre le seconde si ritirarono sull\u2019isola di Taiwan (nota anche come Formosa). Per questo oggi esistono \u201cdue\u201d Cine: la Repubblica popolare cinese, o Cina, con capitale Pechino, e la Repubblica di Cina o Taiwan, con capitale Taipei. Nonostante l\u2019interscambio commerciale fra le \u201cdue Cine\u201d sia rilevante, entrambi i governi pretendono di essere la \u201cvera\u201d Cina, rifiutandosi di riconoscere formalmente l\u2019altra. <\/p>\n<p> <b>Influenza regionale<\/b><br \/>Nonostante gli Stati Uniti abbiano riconosciuto il solo governo di Pechino come \u201cvera\u201d Cina, tanto che a Taipei non c\u2019\u00e8 un\u2019ambasciata ufficiale, l\u2019amicizia e la vicinanza politico-militare con Taiwan non si \u00e8 mai allentata. Per Washington, infatti, Taiwan \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi alleati nello scacchiere, sempre pi\u00f9 importante, del Pacifico. Le recenti manovre navali cinesi ed il futuro ingresso della prima <i>supercarrier<\/i> (portaerei) di Pechino agitano i sonni del governo statunitense, che in questa fase non pu\u00f2 permettersi di trascurare nessun alleato nell\u2019area. <\/p>\n<p>I legami fra  Washington e Taipei sono stati  alimentati nel corso degli anni anche da cospicue esportazioni di armamenti americani verso la piccola isola, costantemente accompagnate dalle proteste di Pechino. Carri armati, missili ed aerei americani non sono mai mancati a Taiwan, oltre alla deterrenza offerta dalla potente flotta Usa di stanza nel Pacifico.<\/p>\n<p><b>Nuove forniture<\/b><br \/>A met\u00e0 settembre due vecchi aerei F 5 dell\u2019aeronautica militare di Taiwan sono precipitati; secondo fonti ufficiali, la causa \u00e8 dovuta all\u2019invecchiamento di questi aeroplani, di provenienza statunitense. <\/p>\n<p>Il supporto militare americano \u00e8 strategico per il governo di Taipei, soprattutto come deterrente di una potenziale invasione cinese. L\u2019aeronautica di Taiwan, in particolare, dopo i recenti incidenti aerei ha richiesto un aggiornamento delle proprie capacit\u00e0 e la sostituzione degli F 5, ormai superati tecnologicamente. <\/p>\n<p>Cos\u00ec Taipei ha chiesto agli Stati Uniti la fornitura di una sessantina di F 16 C\/D, una versione avanzata del celebre F 16, in grado di affiancare gli F 16 A\/B gi\u00e0 a disposizione dell\u2019aeronautica taiwanese.<\/p>\n<p>Le insistenti richieste dell\u2019isola, particolarmente preoccupata dalla crescita militare di Pechino, hanno attirato le forti critiche della Cina, che si \u00e8 categoricamente opposta a questo tipo di accordo. La fornitura degli F 16 C\/D non garantirebbe un vantaggio strategico assoluto a Taiwan, ma ne aggiornerebbe le capacit\u00e0 militari quanto basta per far adirare la Cina. Pechino, infatti, non ha mai smesso di etichettare Taiwan come \u201cprovincia ribelle\u201d, n\u00e9 ha mai smentito un possibile ricorso all\u2019uso della forza per \u201criprendersi\u201d la piccola isola. <\/p>\n<p>Nel contempo, il ministro della difesa taiwanese Kao Hua-chu ha annunciato che intender\u00e0 provvedere a un aggiornamento generale degli <i>indigenous defence fighters<\/i>, cio\u00e8 una serie di aerei da caccia \u201cautoctoni\u201d, ma ispirati palesemente ai modelli americani. Nelle ambizioni del governo di Taipei la combinazione dei nuovi F 16 con l\u2019aggiornamento del resto della flotta aerea dovrebbe permettere di superare i limiti dei vecchi F 5.<\/p>\n<p><b>Braccio di ferro<\/b><br \/>La notizia della richiesta di Taipei a Washington ha scatenato l\u2019immediata reazione della Cina: ogni nuova \u201ciniezione\u201d di tecnologia militare statunitense \u00e8 vista da Pechino come una ingerenza negli affari domestici, e, come tale, particolarmente sgradita.<\/p>\n<p> Il ruolo di Washington nella sfida fra le \u201cdue Cine\u201d \u00e8 essenziale, e richiede una ponderazione particolare, soprattutto nell\u2019ottica delle attuali relazioni fra Usa e Cina. Una volta le proteste di Pechino potevano essere respinte o ignorate, ma ora il quadro geopolitico, in conseguenza delle relazioni economiche, \u00e8 decisamente cambiato. Gli Stati Uniti devono quindi stare attenti a non inimicarsi Pechino n\u00e9, al tempo stesso, a dispiacere troppo Taiwan. <\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Obama \u00e8 cos\u00ec ricorsa ad una soluzione di compromesso, stipulando con Taipei un accordo da quasi sei milioni di dollari per un aggiornamento degli F 16 A\/B, senza perci\u00f2 trasferire la versione successiva F 16 C\/D. <\/p>\n<p>L\u2019accordo, formulato in questi termini, ha scontentato entrambi i contendenti: Pechino ha protestato con veemenza, mentre Taipei ha dovuto far buon viso a cattivo gioco, insistendo comunque per i nuovi modelli di F 16. <\/p>\n<p>La partita che si profila, per\u00f2, va ben oltre le forniture militari di Taiwan, e tocca direttamente le relazioni sino-americane e l\u2019influenza nel Pacifico, in cui Washington, pur non avendo territori (a parte le lontane Hawaii), vuole continuare ad avere peso e voce in capitolo. La Cina, invece, forte della sua crescita economica e dei suoi nuovi sviluppi militari (portaerei, missili antinave e tecnologie <i>stealth<\/i>) non ha pi\u00f9 intenzione di subire l\u2019ingerenza di altre potenze in campi sensibili e riguardanti anche l\u2019integrit\u00e0 nazionale, come, ad esempio, Taiwan. <\/p>\n<p>Se reazioni armate da parte di Pechino sono, ad oggi, estremamente improbabili, questo accordo scontenta entrambe le Cine, e, secondo alcuni, fa anche apparire l\u2019amministrazione Obama pi\u00f9 arrendevole e meno decisa agli occhi dell\u2019opinione pubblica americana. Molti parlamentari statunitensi, infatti, stanno criticando la scelta di non voler pi\u00f9 sostenere con vigore la piccola isola.<\/p>\n<p>    . <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno il rinnovo delle forniture di armamenti da parte degli Stati Uniti all\u2019isola di Taiwan non ha mancato di suscitare tensioni tra Washington, Pechino e Taipei. 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