{"id":18790,"date":"2011-10-11T00:00:00","date_gmt":"2011-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/contro-obama-biancaneve-e-i-sette-nani\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:44","slug":"contro-obama-biancaneve-e-i-sette-nani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/contro-obama-biancaneve-e-i-sette-nani\/","title":{"rendered":"Contro Obama, Biancaneve e i sette nani"},"content":{"rendered":"<p>Bye, Sarah. Ci mancherai: avresti reso pi\u00f9 divertente e imprevedibile la stagione delle primarie repubblicane. E, soprattutto, gli mancherai: a lui, al presidente, a Barack Obama. Una tua candidatura avrebbe aumentato le sue possibilit\u00e0 di essere confermato, il 6 novembre 2012, alla Casa Bianca: durante le primarie, avresti conteso a Rick Perry e a Michele Bachmann i favori della destra pi\u00f9 conservatrice, gli evangelici e il Tea Party, costringendo se non altro i tuoi antagonisti a spendere pi\u00f9 soldi e pi\u00f9 energie; e se mai avessi ottenuto la nomination repubblicana, avremmo assistito a un<i> remake <\/i>di Goldwater 1964. La scelta di Barry Goldwater, senatore dell\u2019Arizona, segregazionista, spian\u00f2 la conferma alla Casa Bianca di Lyndon Johnson, il democratico texano giunto alla presidenza dopo l\u2019assassinio di John Kennedy.<\/p>\n<p><b>Mela stregata<\/b><br \/>Adesso, restano otto i candidati alla nomination repubblicana: tanti, troppi e con una sola donna, cos\u00ec da suggerire l\u2019immagine di Biancaneve e i sette nani. Prima degli appuntamenti che contano per \u2018fare delegati\u2019 alla Convention repubblicana di mezza estate &#8211; tra gennaio e febbraio 2012, la lista comincia con Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina &#8211; potrebbe ancora aggiungersene qualcuno, ma qualcun altro potrebbe anche andarsene.<\/p>\n<p>Prima della Palin, avevano gi\u00e0 detto \u2018no, grazie\u2019, dopo averci provato, se non altro sondando il terreno, il governatore del New Jersey Chris Christie e, prima di lui, l\u2019ex governatore del Minnesota Tim Pawlenty, che gett\u00f2 la spugna ad agosto, dopo un test nello Iowa andato male.<\/p>\n<p>Fuori la Palin, che, ufficialmente, non \u00e8 mai stata dentro, perch\u00e9 non s\u2019\u00e8 mai candidata, la corsa parrebbe ridursi, stando ai sondaggi, a un testa a testa tra l\u2019ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, uno che ha l\u2019imprevedibilit\u00e0 d\u2019un metronomo e che non a caso \u00e8 soprannominato &#8216;Mr Establishment&#8217;, e il pi\u00f9 impetuoso governatore del Texas, Rick Perry, uno che prova ad arrivare alla Casa Bianca partendo da dove part\u00ec nel 2000 George W. Bush.<\/p>\n<p><b>Cammino impervio<\/b><br \/>Dietro di loro, c\u2019\u00e8 una portavoce dei Tea Party, Michele Bachmann, deputato del Minnesota, l\u2019unica donna rimasta in lizza, che, dopo una fiammata iniziale e qualche buona prestazione estiva, in dibattiti di riscaldamento, appare ora in calo nei sondaggi. La Bachmann potrebbe, per\u00f2, trarre un doppio vantaggio dall\u2019assenza della Palin, che le avrebbe conteso la leadership su due fronti, quello dei Tea Party e quello di una donna presidente.<\/p>\n<p>Gli altri aspiranti alla nomination ufficialmente dichiaratisi conducono la campagna &#8211; finora &#8211; nel cono d&#8217;ombra dei candidati principali. Ma la riconoscibilit\u00e0 nazionale di tutti i concorrenti \u00e8 ancora relativamente bassa e il cammino \u00e8 talmente lungo e potenzialmente fitto di sorprese che nessun esito pu\u00f2 al momento essere escluso.<\/p>\n<p>Basta vedere quel che, giorno dopo giorno, accade sul terreno: uno dei candidati pi\u00f9 improbabili, il magnate della pizza Herman Cain, un nero eccentrico, ha vinto, a sorpresa, lo &#8216;straw poll&#8217; in Florida, una sorta di prova generale per le primarie vere e proprie che si terranno, l\u00ec, a marzo. La Florida \u00e8 uno degli Stati chiave nella corsa  alla Casa Bianca: oscilla tra democratici e repubblicani, anche se da un decennio pencola per i repubblicani, e nel 2000 decise pro Bush la gara con Al Gore.<\/p>\n<p><b>Coppia d\u2019attacco<\/b><br \/>In lizza, apparentemente con poche <i>chance<\/i>, per la nomination repubblicana ci sono pure l&#8217;ex speaker della Camera Newt Gingrich, che azzarda un \u2018come back\u2019 dagli Anni Novanta, l&#8217;ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum, cattolico e italo-americano, l&#8217;ex ambasciatore degli Usa a Pechino Jon Huntsman, che \u00e8 stato anche governatore dello Utah, e Ron Paul, padre del neo-senatore del Kentucky Rand Paul.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;attenzione \u00e8 tutta puntata su Romney e Perry, giudicati dallo stesso presidente Obama &#8220;i candidati pi\u00f9 credibili&#8221; del campo repubblicano. Nei sondaggi, \u00e8 spesso avanti il primo, pi\u00f9 moderato e capace di raccogliere consensi trasversali, anche fuori del suo partito, ma &#8211; dicono i suoi detrattori &#8211; poco dotato di carisma. Perry \u00e8, in qualche misura, il suo opposto: irruento, incline alle gaffes, \u00e8 un personaggio che piace alla destra, ma che lascerebbe spazio a Obama al centro. In contrapposizione a Romney, \u00e8 stato definito &#8216;Mr anti-establishment&#8217;: ultra-conservatore, evangelico, \u00e8 visto da qualcuno come un &#8216;nuovo Bush&#8217; &#8211; e non \u00e8 detto che sia un vantaggio. Colpisce che, nei faccia a faccia televisivi, chiami il suo avversario semplicemente Mitt, sentendosi replicare dal formale Romney &#8220;signor governatore&#8221;.<\/p>\n<p>La decisione di non puntare alla nomination della ex governatrice dell\u2019Alaska, e tuttora cacciatrice di carib\u00f9, Sarah Palin \u00e8 stata annunciata il 6 ottobre, dopo una ridda di incertezze e segnali contraddittori: niente campagna elettorale 2012 perch\u00e9 &#8220;la mia famiglia viene prima&#8221;, ha spiegato, lei che fu candidata alla vice-presidenza nel 2008 al fianco di John Mc Cain. Per la leader anti-tasse, non \u00e8 stata certamente una decisione facile: l&#8217;ha maturata &#8220;dopo aver molto pregato e molto riflettuto&#8221; (e dopo che erano uscite chiacchiere sulla fine del suo matrimonio). Ma, ora che \u00e8 stata presa, \u00e8 una decisione irrevocabile: l&#8217;ha scritto lei stessa ai suoi sostenitori.<\/p>\n<p><b>Obama favorito<\/b><br \/>A tre mesi dall&#8217;avvio delle primarie, uno dei tanti sondaggi fatti indica che il 49% degli elettori intende votare nel 2012 contro il presidente Obama e che il 52% degli americani s\u2019aspetta che il vincitore sia un repubblicano, anche se non sa quale. Tuttavia, scrive <i>politico.com,<\/i> un sito d\u2019analisi politica molto accreditato, Obama ha ottime possibilit\u00e0 di essere rieletto, ed \u00e8 di fatto il favorito, anche se lui la mette gi\u00f9 dura per mobilitare i suoi sostenitori e i suoi finanziatori.<\/p>\n<p>Lo favorisce proprio l\u2019incertezza dei repubblicani, che, uno dopo l\u2019altro, sembrano \u2018consumare\u2019 potenziali favoriti: la Palin, la Bachmann, Perry, Romney. Adesso, molti guardano a Cain, che potrebbe per\u00f2 rivelarsi una meteora. Ed \u00e8 ovviamente partita la caccia agli elettori \u2018orfani\u2019 della Palin. Perry, in un comunicato, s\u2019\u00e8 affrettato ad affermare che &#8220;Sarah \u00e8 una buona amica, una grande americana, una vera patriota. Rispetto la sua decisione e so che continuer\u00e0 a far sentire la sua forte voce in difesa dei valori conservatori e per i cambiamenti necessari a Washington&#8221;.<\/p>\n<p>A Romney, la defezione della Palin non fa gioco: non sarebbe magari arrivata lontano, ma sarebbe stata una spina nel fianco di Perry, cui avrebbe conteso i voti del serbatoio ultra-conservatore. Recentemente, il <i>Wall Street Journal<\/i> scriveva che una candidatura alla<i> nomination <\/i>di Sarah sarebbe stata \u201cuna buona cosa&#8221;, perch\u00e9 tutta la campagna elettorale sarebbe stata \u201cmolto pi\u00f9 eccitante\u201d e pi\u00f9 gente avrebbe seguito \u201ci dibattiti televisivi&#8221;.<\/p>\n<p>Se davvero, senza la Palin, la campagna repubblicana risulter\u00e0 pi\u00f9 noiosa, e quindi meno seguita dai cittadini e meno capace di mobilitare elettori tendenzialmente distratti, allora l\u2019uscita di scena della ex sindaco ed ex miss di Wasilla risulter\u00e0, a conti fatti, una <i>chance<\/i> in pi\u00f9 per Obama. Se no, \u00e8 un guaio in pi\u00f9 per il presidente che ne ha gi\u00e0 parecchi e che deve sperare che l\u2019economia non viri alla recessione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bye, Sarah. Ci mancherai: avresti reso pi\u00f9 divertente e imprevedibile la stagione delle primarie repubblicane. 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